1 luglio 2014

A PROPOSITO DEL NUOVO CASO IN KENIA.....

E’ in carcere in Kenya per trecento euro. La vicenda, dai contorni ancora confusi, riguarda un tatuatore italiano di Senigallia, Stefano Mazzieri, che da un mese circa si trova detenuto a Malindi, con l’accusa di spaccio di moneta falsa. Mazzieri, che è nel paese africano dall’ottobre del 2013, si sarebbe recato in banca con l’equivalente in scellini kenioti di 300 euro, per effettuare un’operazione. Non appena viste le monete, gli operatori bancari del posto hanno chiamato la polizia. Spesso e volentieri, infatti, gli italiani cadono vittima di truffe, nelle quali vengono rifilate loro monete contraffatte. Secondo la difesa il tatuatore italiano potrebbe essere incappato in un raggiro. (questo dall'articolo).


Un altro Italiano finito in una squallida cella di un carcere del Kenia, raggirato, caduto in tranelli di gente ignobile e senza coscienza. Però è così è successo tantissime altre volte e tante altre volte ancora succederà. Il problema adesso è come gestire questa situazione da parte Sua e della famiglia, le Autorità Italiane del posto già si sono espresse " «Il consolato – spiega il suo avvocato, Rita Sisti  - sostiene di avere le mani legate dopo che Mazzieri non si è presentato al processo"
 INNOCENTE, COLPEVOLE? non è questo il punto, il problema che quando succede il cittadino è solo, abbandonato al suo destino, (DURO). QUESTO CAPITA AI 3.000 DESAPARECIDOS NEL MONDO.
Pensate che ogni giorno lo Stato Italiano spende milioni di euro per gli sbarchi di immigrati, solo dall'inizio dell'anno sono stati 65.000, milioni per il controllo del mare dalle forze Armate, senza contare coloro che entrano via terra e con altri mezzi. Per carità quei cittadini non c'entrano nulla, è il metodo, PUO' UN PADRE DARE DA MANGIARE BIMBI ESTRANEI E FAR MORIRE DI FAME I PROPRI FIGLI???? ecco il nesso. perchè è quello che succede. Tutte le Istituzioni, partiti, associazioni si interessano a loro, tranne ai 3.000 cittadini italia, massacrati, vilipesi, torturati sistematicamente, costretti alla fame, costretti a  vivere nel sudiciume totale privi di assistenza Sanitaria e non garantiti nei loro Diritti Civili e Penali. 
L'ASSURDO SAPETE COSA E'??? QUESTE PERSONE IN PATRIA SONO COSTRETTI A PAGARE TUTTE LE TASSE E NON RICEVERE NULLA, SI' PROPRIO COSI' O DURANTE LA DETENZIONE DA PARTE DELLE FAMIGLIE OPPURE AL LORO RIENTRO CON TANTO DI INTERESSI, PER AVERE COSA IN CAMBIO????? IL NULLA ASSOLUTO E TANTI VENGONO ASSASSINATI O MUOIONO DI STENTI NELL'INDIFFERENZA............... GRAZIE ITALIA

Kenya, italiano in carcere da un mese per spaccio di soldi falsi. Il legale: “Raggirato”

da:     http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/27/kenya-italiano-in-carcere-da-un-mese-arrestato-per-300-euro/1042218/

E’ in carcere in Kenya per trecento euro. La vicenda, dai contorni ancora confusi, riguarda un tatuatore italiano di Senigallia, Stefano Mazzieri, che da un mese circa si trova detenuto a Malindi, con l’accusa di spaccio di moneta falsa. Mazzieri, che è nel paese africano dall’ottobre del 2013, si sarebbe recato in banca con l’equivalente in scellini kenioti di 300 euro, per effettuare un’operazione. Non appena viste le monete, gli operatori bancari del posto hanno chiamato la polizia. Spesso e volentieri, infatti, gli italiani cadono vittima di truffe, nelle quali vengono rifilate loro monete contraffatte. Secondo la difesa il tatuatore italiano potrebbe essere incappato in un raggiro.
In un primo tempo l’uomo è stato incarcerato, ma poi rilasciato in vista del processo. La strada più semplice sarebbe stata di contattare un avvocato del posto e, previo pagamento di un’ammenda avrebbe ottenuto la libertà, grazie anche a un cittadino locale, che come spesso accade, avrebbe garantito per lui dietro compenso. La cosa però non ha funzionato dal momento che Mazzieri ha dato la cifra richiesta a un garante locale, contattato tramite un avvocato di Malindi, ma questi si sarebbe dileguati con i soldi. Stefano a questo punto, spaventato, non si è presentato alla prima udienza del processo, fissata per il 26 maggio, aggravando la propria posizione. La polizia lo ha quindi arrestato.
«Il consolato – spiega il suo avvocato, Rita Sisti  - sostiene di avere le mani legate dopo che Mazzieri non si è presentato al processo e sta cercando di fare quello che può. Intanto siamo riusciti a trovare un avvocato affidabile a Malindi che sta seguendo la causa. Prima, non sappiamo come, Stefano aveva a disposizione una connessione internet, ma ora abbiamo sue notizie soltanto dall’avvocato locale». E decisamente le informazioni non sono buone dal momento che il ragazzo, non solo è dimagrito e denutrito, ma ha anche sofferto di un’infezione al piede. «L’udienza intanto – continua Sisti – è stata fissata per il 2 settembre e noi stiamo raccogliendo con una sottoscrizione pubblica i fondi, grazie ai quali il processo potrebbe essere evitato. In tutto servono 5.800 euro,comprensivi della cifra da rimborsare alla banca, della parcella dell’avvocato e per far fronte a un’eventuale ammenda. Per questa causa l’udienza di settembre è un appuntamento cruciale, anche perchè se Stefano non dovesse essere assolto, o non riuscisse a pagare la multa, finirebbe diretto in carcere».
La strada più semplice, secondo fonti locali, sembra quella del patteggiamento, con possibilità di pagare una sanzione, ma al momento il ragazzo non ha disponibilità di denaro, anche perché quel poco che aveva con sé è finito nelle tasche del primo falso garante. Come molti italiani della sua età Mazzieri si è trovato a 45 anni senza un lavoro. Dopo aver gestito un centro abbronzatura a Senigallia, l’uomo è tornato alla sua vecchia professione, cioè quella del tatuatore. Dopo la morte dei genitori e la separazione dalla moglie, vedendo che con il centro abbronzatura le cose non andavano bene, ha tentato l’avventura all’estero. L’idea era quella di impiegare i propri risparmi in un’attività in Kenya con dei soci locali. L’arresto però di fatto ha messo fine ai sogni del marchigiano, che oggi spera soltanto di uscire dal carcere di Malindi, grazie al sostegno dei propri amici e dell’associazione Prigionieri del Silenzio, che segue il caso con l’avvocato Francesca Carnicelli, e di tornare a casa.

4 giugno 2014

VITO TRAVERSA, SCOMPARSO IN COLOMBIA DA 1 ANNO E MEZZO......



era da 2 gg. che un ragazzo di nome Simone mi ha contattato telefonicamente e oggi finalmente sono riuscito a sentirlo. Si chiama Simone, mi ha trovato con una ricerca in Internet, lui si sta interessando della scomparsa del padre, Vito, avvenuta circa 1 anno e mezzo fà. Era partito per la Colombia l 10 febbraio 2013 per motivi di lavoro, aveva avuto una richiesta e siccome in Italia si batte la fiacca decideva di partire per questa avventura, pur di lavorare. Ma di Lui si sono perse le tracce. L'ultimo contatto di Simone col padre è avvenuto il 25 aprile 2013 alle ore 15,00, poi più nulla. Simone con la famiglia hanno presentato denuncia alle Autorità di P.G. a Bari e 3 mesi dopo veniva contattato e avvisato anche il Consolato di Bogotà. Ma di Lui nulla, sparito. Simone con la famiglia sono disperati, mi portava a conoscenza che anche dalle suddette Autorità nessuna notizia è pervenuta loro. E LA STOPRIA SI RIPETE, COME SEMPRE HO DETTO, ANCHE ULTIMAMENTE, NON SOLO IO, IN ITALIA NON CI SONO SOLO I MARO' MA ANCHE ALTRI CITTADINI DI CUI NESSUNO SI INTERESSA, A NULLA SONO SERVITE LE MIE E DI ALTRI, DENUNCE, CHI FARA' SAPERE QUALCOSA A QUESTA FAMIGLIA DI CITTADINI ITALIANI? COME ALTRI D'ALTRONDE..... PER ADESSO E' TUTTO QUA, MA APPENA SI AVRANNO ALTRE NOTIZIE NE COMUNICHERO', VI PREGO DI CONDIVIDERE IN MODO CHE POSSA ARRIVARE LA NOTIZIA A CHI DI DOVERE, GRAZIE, CORAGGIO SIMONE.....

14 febbraio 2014

Italiano detenuto in Guinea: «Il mio inferno di frustate» Roberto Berardi è accusato di furto, in carcere da un anno - rcd

http://video.corriere.it/italiano-detenuto-guinea-tg1-suo-disperato-appello/8d053fe0-930c-11e3-aaf6-4579e45c2a0a



NON SOLO MARO'. Appello disperato di Roberto, torturato sistematicamente e quotidianamente, CHI SI OCCUPA DI QUESTI CITTADINI? O NON SONO TALI?? ISTITUZIONI, POLITICI, MEDIA, CARTA STAMPATA, MA CHE KAZZ... CI STATE A FARE? CAPISCO I LAUTI STIPENDI MA UN ATTIMO DI UMANITA' E DI ORGOGLIO NAZIONALE. Qui da noi a milioni fanno i loro comodi "e le cronache quotidiane lo dimostra" si fanno arrestare per vivere dignitosamente, specie d'inverno, e dopo tale detenzione presentano ricorsi con avvocati compiacenti a Strasburgo per rimborsi di maltrattamenti - detenzione in solo 4 5 mq, perchè la tv una sera non funziona, perchè non riescono a telefonare per linee intasate o lo Stato Italia dimentica di comrargli le schede telefoniche, E L'iTALIA sistematicamente viene condannata a pagare, milioni di Euro...
ECCO INVECE COME VIVONO I CITTADINI ITALIA ITALIANI NELLE CARCERI DEL MONDO, COLPèEVOLI?, INNOCENTI? non importa DIRITTI E LEGGI INTERNAZIONALI E CONVENZIONI, Politici lo sapete che esistono? certo dopo lo schiaffo del segretario dell'ONU datovi per la vicenda dei marò ci ripensate e pensare che i marò lavoravano proprio per l'ONU, che VERGOGNA CHE SIETE TUTTI DAL VERTICE DELLA PIRAMIDE ISTITUZIONALE (LO ZAR GIORGIO) A VENIRE GIù ALLA BASE DI SEMPLICI FUNZIONARI DI CONSOLATI, AMBASCIATE, M.A.E. 

Aiutiamo Roberto a ritornare a casa..............