21 giugno 2012

Italiani all’estero, connazionale 52enne trovato morto in prigione in Nigeria

da Italia Chiama Italia 20-06-2012 | 19:34:41 
http://www.italiachiamaitalia.it/articoli/detalles/7996/ItalianiOallEestero%20OconnazionaleO52enneOtrovatoOmortoOinOprigioneOinONigeria.html


Mauro Zanin, 52 anni, è morto in prigione in Ningeria. Il suo corpo senza vita e' stato trovato ad Abuja in una cella Commissione contro i crimini economici e finanziari (Efcc). L'Ente spiega in una nota che il cadavere di Zanin e' stato ritrovato ieri mattina all'alba nel bagno della cella. Il medico legale che ha certificato la morte ipotizza che Zanin si sia suicidato impiccandosi con delle lenzuola. L'ambasciata italiana e' stata informata del decesso solamente nella serata di ieri.
Zanin era stato arrestato dal Servizio immigrazione nigeriano (Nis) lo scorso 30 maggio a seguito di una denuncia di una imprenditrice nigeriana che lo accusava di una frode per un ammontare di circa 90 mila euro. Zanin, assistito da un avvocato locale, sarebbe dovuto comparire in un'aula di tribunale proprio oggi per rispondere delle accuse mosse contro di lui.
La dinamica della morte del cittadino italiano, deve essere approfondita perche' non e' escluso, riferisce una fonte dalla Nigeria, "che qualcuno abbia voluto tappargli la bocca prima del suo arrivo in tribunale".
La stessa Efcc ha assicurato che verra' aperta un'indagine per accertare le reali cause della morte di Zanin che in Italia ha un figlio avvocato di 30 anni. La vittima era stato visitato piu' volte in cella dallo staff dell'ambasciata d'Italia ad Abuja, la capitale del Paese.
Morire in prigione non e' affatto una rarita' in Nigeria. Secondo un recente rapporto reso noto dal nuovo capo della Polizia, Mohammed Abubakar, nel 2011 sono stati 5mila i detenuti uccisi nelle celle del Paese. Lo stesso Abubakar ha puntato l'indice contro gli abusi e le violenze commesse dalle stesse forze dell'ordine e ha annunciato una cambio radicale per porre fine alle morti extra-giudiziarie in Nigeria.

16 giugno 2012

ITALAINI DETENUTI ALL'ESTERO

http://www.italiachiamaitalia.it/articoli/detalles/7836/ItalianiOallEestero%20OappelloOPdLOperOChicoOFortiOdetenutoOinOFlorida.html


15-06-2012 | 11:30:50‘Proprio oggi cadono 12 anni dalla sentenza di condanna’

Italiani all’estero, appello PdL per Chico Forti detenuto in Florida

‘Da tempo i familiari di Chico Forti si battono per la riapertura del caso, sostenuti in tutta Italia da un vasto e crescente movimento d'opinione’


"Il governo italiano deve porre in essere le giuste azioni per garantire adeguata assistenza a Chico Forti, il nostro connazionale rinchiuso in un carcere di massima sicurezza della Florida in seguito a una condanna all'ergastolo comminatagli da un giudice di Miami". E' quanto chiede il deputato Pdl Michele Scandroglio, in un'interrogazione rivolta al ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata, e sottoscritta da altri parlamentari, tra cui anche l’ex ministro Renato Brunetta.

"Proprio oggi - dichiara Scandroglio illustrando la sua iniziativa - cadono 12 anni dalla sentenza di condanna di Chico Forti, datata 15 giugno 2000 e giunta in seguito a un iter processuale durato soltanto 25 giorni. Nel corso di questi 12 anni sono stati presentati cinque appelli per la revisione del processo, ma tutti sono stati rifiutati dalle varie Corti, senza motivazione né opinione. Eppure - prosegue il deputato - la richiesta di revisione è basata su un'ampia documentazione probatoria, dalla quale sembrano emergere lacune e contraddizioni in ordine alle indagini che hanno portato alla condanna. Chico Forti, come si può leggere sul suo sito, ‘non chiede pietà, non chiede nessuna grazia, chiede solo di poter essere giudicato sulla base dei fatti, sulla base di prove, in poche parole vuole solo avere un processo giusto'. Da tempo i familiari di Chico Forti si battono per la riapertura del caso, sostenuti in tutta Italia da un vasto e crescente movimento d'opinione".

ESTATE - TEMPO DI VACANZE

E' iniziata l'estate  e tutti pronti a prepararci per le vacanze in Italia, Europa e in ogni altro Continente lontani da tutto e tutti, soli ad affrontare una vita di avventura ma anche di rischi GROSSI, sì perchè sono posti tanto diversi dalla nostra Cultura, dal nostro modo di vivere, ragionare e peggio di Giustizia a volte arcaica dove un poliziotto, un giudice e avvocati, a volte pseudo come successo, SONO PADRONI DELLA TUA VITA. Tu parti convinto che anche ammesso succeda qualcosa la Giustizia ti garantirà e poi ti imbatti contro un muro ed è la fine, per Te lì e per la tua famiglia in Italia.
Io invito tutti a ponderare bene le scelte, di evitare quei posti e comunque prima della partenza di informarsi bene, leggere "vi consiglio Lonely Planet molto dettagliate nelle notizie, anche le più dure" ma anche altri siti come quello del MAE. Comunque che siano Buone Vacanze a tutti................
Giovanni Falcone

GIUSEPPE LO PORTO, ANNI 79

Ed ecco un'altro caso di Italiano costretto nelle mani di una Giustizia estera, che tra l'altro si reputa la PIU' del mondo, già perchè quei signori sono sempre pronti a lanciare invettive contro gli altri ma mai si guardano in casa loro, come dire, "vedere la pagliuzza negli occhi altrui e non vedere la TRAVE  nei propri" e qui voglio ancora una volta ricordare le dichiarazioni offensivi "che non hanno trovato reazioni nelle Istituzioni italiane" della segretaria di Stato USA Hillary Clinton sul caso della Knox.
GIUSEPPE LO PORTO, ANNI 79, UN GRAVISSIMO CASO DI ABUSO DELLE NORME SULL’ESTRADIZIONE A DANNO DI UN CITTADINO ITALIANO INNOCENTE E GRAVEMENTE AMMALATO
http://corrieredellacollera.com/2012/05/24/la-polizia-italiana-e-succuba-dell-fbi-anche-a-costo-di-violare-la-legge-storia-di-una-extraordinary-reddition-di-piero-laporta/
www.youtube.com/watch?v=I0_3ShpBF7Q
Appena avuti altre informazioni saranno pubblicate..

Caso Daniele FRANCESCHI

Da Telefax 049.8712059. Mail: redazione@ristretti.it Sito internet: www.ristretti.org

Francia: caso Franceschi; Gip, le indagini devono continuare anche in Italia

Ansa, 15 giugno 2012
Continuano le indagini italiane sul caso di Daniele Franceschi, il giovane viareggino che perse la vita nel carcere francese di Grasse in Francia, il 25 agosto 2010. Lo ha stabilito il gip di Lucca Alessandro Dal Torrione, accogliendo la richiesta dei legali della famiglia di Franceschi di non archiviare l’inchiesta, come invece aveva chiesto la procura.
L’indagine lucchese per la quale era stata chiesta l’archiviazione ipotizzava l’accusa di omicidio colposo a carico di ignoti e affiancava quella francese, ancora in corso, che vede indagati almeno un medico e due infermieri del carcere di Grasse.
I legali della famiglia Franceschi, gli avvocati Aldo Lasagna e Maria Grazia Mennozzi, spiegano che il gip ha invitato la procura di Lucca a chiedere documentazione e atti ai colleghi francesi. Intanto, dall’Eliseo, a firma del capo di gabinetto Simon Babre, è arrivata una lettera alla madre di Franceschi, Cira Antignano, in cui si conferma l’interessamento da parte del Governo francese per fare chiarezza sulla vicenda.

Continua la battaglia della signora Cira, mamma di Daniele, UNA LEONESSA affamata di Giustizia e Verità, nonostante tutto quello che ha provato a fare la Francia, Davide contro Golia, alla pari di quanto fatto da Me con l'India.  Il GIP dice che le indagini devono continuare, ecco quando dei giudici seri fanno il loro dovere, la verità è che in tutti i casi dei cittadini Italiani detenuti all'estero non si trova pari è successo per Cira e prima ancora per la signora Cecilia mamma del povero Simone assassinato in Messico. In questo caso la procura di Lecce ha fatto scuola nella Giurisprudenza, per la prima volta in Italia si celebrerà presso la Corte di Assise di Lecce, anzi è iniziato, il processo per OMICIDIO VOLONTARIO contro il Direttore, V.Direttore, Medico e 5 Poliziotti messicani.
Continuano purtroppo ad essere detenuti-sequestrati all'estero migliaia di cittadini Italiani che gridano Giustizia e trattamenti Umani decenti, rispetto di Leggi Internazionali e Convenzioni ONU firmate dagli Stati che li detengono-sequestrati ma purtroppo nessuno delle nostre amate?????Istituzioni se ne interessa, ha fatto clamore solo il caso dei 2 Marò e avrei voluto vedere se avessero fatto diversamente, sarebbe stato la vergogna completa, anche se a mio avviso fondato non tutto è stato fatto come doveva e, purtroppo  quella storia 
ancora deve finire.


                            VERGOGNA ITALIA CHE LASCI MORIRE I TUOI CITTADINI SENZA NULLA FARE
A Monti dico: hai bisogno di un'altro tecnico? CHIAMAMI non costo nulla tra l'altro.
Giovanni Falcone