5 marzo 2012

MANAGER INDIANO ARRESTATO A TORINO E RIMESSO IN LIBERTA'

Voglio di nuovo raccontarvi una storia successa a Torino nel 2007 per farvi capire cosa succede in Italia quando si tratta di stranieri, in questo caso proprio un indiano. La storia l'ho scritta già diverse volte su questo blog, giudicate gente, Giudicate:::::::::
http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200710articoli/4900girata.asp


Un manager indiano coinvolto
in una retata: nessuno mi dava retta
ROBERTO FIORI
TORINO
Era ospite al Salone del Vino di Torino, si è ritrovato nella cella comune di una caserma. Aveva trascorso la giornata tra i calici di rosso, ha dovuto passare la notte in mezzo ai clandestini, senza neppure un bicchier d’acqua. Il dramma di Aman Sharma, responsabile «food and beverage» del gruppo Taj, la più importante catena alberghiera indiana, inizia venerdì alle 22,30. Aveva passato il pomeriggio incontrando un gruppo di produttori vinicoli, poi è tornato in albergo, l’Hotel Genio, un tre stelle a fianco della stazione Porta Nuova, a due passi dal centro, ma anche al confine con San Salvario, il quartiere degli immigrati torinesi. 


Sharma si infila un paio di jeans, un pullover e una giacca ed esce per andare a cena. E’ un manager continuamente in viaggio, parla perfettamente inglese ma neppure una parola di italiano e non è mai stato a Torino. L’unica sua «colpa» è aver sbagliato direzione: scegliendo di fare due passi, si è ritrovato nel cuore del quartiere multietnico. E al momento sbagliato: improvvisamente si accendono gli abbaglianti della polizia e scatta una retata. Sharma spiega che il suo passaporto è in albergo. Mostra la patente indiana e le carte di credito, cercando di spiegarsi in inglese con gli agenti. Ma qualcuno gli dice: «Se proprio vuoi stare in questo Paese, è meglio che impari l’italiano». Arrivano i carabinieri, caricano il «buyer» indiano e gli altri extracomunitari sulle auto e portano tutti in caserma. 




..................................................................................OMISSIS.......................................................................

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