6 marzo 2012

India, carcere per i marò ma in una struttura apposita


http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2012/03/06/pescatori_indiani_maro_carcere_trattamento_diverso_sottosegretario_de_mistura.html


Il sottosegretario De Mistura si oppone alla decisione dei giudici indiani e strappa una soluzione provvisoria che “salva la dignità dei nostri militari”. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non saranno con i detenuti ma in una costruzione ad hoc

I giudici indiani hanno deciso: i marò devono andare in carcere, ma l'Italia resiste. E il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura strappa una soluzione ponte: i due maro' accusati di aver ucciso due pescatori indiani non saranno insieme ai detenuti comuni ma saranno ospitati in una costruzione separata, continuando ad indossare la loro divisa e potendo disporre del telefono. In attesa che, in un paio di giorni, sia allestita una struttura ad hoc, come il 'police club' di Kollam che li ha ospitati fino ad oggi, a cui attribuire giuridicamente la figura di prigione.......
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Da parte mia devo dire di apprezzare in parte il grande lavoro che sta facendo il Sottosegretario De Mistura, mai nessuno aveva osato tanto e addirittura sul posto, là in India, in prima linea.
Ma come mai ancora non è intervenuto il Tribunale dell'Aja e gli Uffici e Tribunale dell'O.N.U.?? Quando si fanno delle Convenzioni e gli Stati membri firmano, poi bisogna avere il coraggio di farle rispettare, anche con la forza se la diplomazia non ha successo, ma anche la diplomazia deve avere dei tempi ristrettissime di pochissimi giorni. 
Tutto questo viene da anni e anni de genuflessioni verso l'India che ha sempre fatto quello che ha voluto, le varie Autorità succedutosi lì sul posto non si sono mai imposti contro la Diplomazia Indiana, i nostri cittadini sono sempre stati abbandonati e considerati colpevoli prima dalle Ambasciate e Consolati e poi dai Giudici Indiani, ma come dimostrato successivamente dai processi per il caso di mio figlio ci si accorge che era innocente, condannato a passare 3 anni della sua vita nell'inferno delle carceri indiane, riconosciuto innocente per non aver commesso il fatto e successivamente l'Alta Corte respingeva il Ricorso avverso questa sentenza. Ma altri cittadini erano in carcere con mio figlio, abbandonati, senza visite e assistenza varia, l'unica che diede speranza loro fu l'On. Zamparutti (Radicale) che visitò Angelo ma anche gli altri Italiani.
Qualche pseudo inviato, amico stretto delle nostre Autorità sul posto, perchè la congiunta lavorava in Ambasciata, ebbe a scrivere per smentire le mie denunce, e difendere le stesse: qui in India, a volte, quando vado in Ambasciata, vedo nella sala d'aspetto, degli straccioni che sono venuti in India "a cercare loro stessi". Strafumati, strafatti,, finiscono i soldi e pretendono che l'Ambasciata dia loro i soldi e paghi il viaggio in Italia. E in Ambasciata, spesso, fanno la colletta e li aiutano, oltre a fare quello che la legge e il buon senso chiede loro.............omissis............................ L'Ambasciata fornisce loro assistenza, gli impiegati vanno a trovarli in carcere una volta al mese più o meno portando qualche genere di conforto ............omissis.........

Voglio ricordare che mio figlio e gli amici sono stati sequestrati a scopo di estorsione, questo si evince dalla fine del processo in India, che le visite sono avvenute solo dopo tantissimi mesi e a seguito di miei scioperi della fame, che successivamente ci è stato impedito avere contatti telefonici per circa 1 anno e solo dopo un'altro mio sciopero della fame e all'interessamento personale dell'allora Ministro Frattini la cosa è stata risanata. Angelo e l'altro italiano con lui dopo pochissimo è rimasto infettato di Epatite Virale con ricoveri in Ospedale e cure (per quello che significa in quel posto) in carcere, torturato continuamente e costretti a dormire per terra su una coperta in una cella di 2 metri per 2 con una turca  nella nuda terra in un agolo, al rientro in Italia ha subito operazioni ad entrambe le ginocchia, in un carcere ha vissuto 15 gg. in una baracca infestata di pulci e zecche altro che cercare loro stessi ma costretti ad una vita peggio degli animali.
Nessuno, dico nessuno di chi doveva ha fatto una riga di protesta o denuncia per le violazioni continue di tutte le Leggi e Convenzioni esistenti e che la stessa India ha firmato così come succede oggi ancora una volta e che purtroppo ritengo non sarà l'ultima.
Per contro in Italia, come nel mio articolo precedente gli Indiani fanno quello che vogliono e le loro Autorità alzano la voce e tutti a genuflettersi, sarò ripetitivo ma aggiungo ancora il link di quel fatto perchè è emblematico:
Giovanni Falcone

1 commento:

Anonimo ha detto...

Spero che rimanga vivo l'interesse dei media attorno ai nostri "marò", visto che ora si sono mosse anche istituzioni internazionali....che sia più vicina la fine di questa incredibile storia.
sono schifata da come ci permettiamo di farci trattare all'estero...
altri paesi avrebbero preso subito misure più rigide! che schifo, che rabbia, che tristezza!
emanuela