25 marzo 2012

Cuba: famigliari di italiani detenuti scrivono a Papa “sono innocenti, non hanno ucciso”

Da  www.ristretti.org  Edizione di domenica 25 marzo 2012
http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/cuba-famigliari-di-italiani-detenuti-scrivono-a-papa-sono-innocenti-non-hanno-ucciso 


Giornale di Vicenza, 25 marzo 2012

Un appello al Papa affinché conceda la grazia, o quanto meno convinca le autorità cubane a estradare i tre italiani per far scontare la pesante condanna nelle carceri della nostra Penisola. È quanto hanno fatto i famigliari dei tre italiani in galera a Cuba da un anno e mezzo, con la prospettiva di restarci un’altra ventina per una tragedia in merito alla quale si proclamano del tutto innocenti. E a ragione, visto che hanno ampiamente dimostrato che con la morte di una ragazzina di 12 anni non hanno nulla a che fare.
L’ottico vicentino Luigi Sartorio, 44 anni, è in cella nell’arcipelago caraibico con il modenese Angelo Malavasi, 45 anni, e il fiorentino Simone Pini, 43. Sartorio è stato condannato dal tribunale cubano a 20 anni di reclusione per corruzione di minorenne, gli altri due a 25 anni per l’omicidio di una baby prostituta di 12 anni morta durante una festa.
Papa Benedetto XVI è giunto ieri in Messico, prima tappa del viaggio che lo porterà anche a L’Avana. La visita del Pontefice è stata già salutata dalle autorità cubane con un provvedimento di amnistia per 2.900 detenuti, fra cui quattro nostri connazionali. Non i tre in questione. I familiari dei tre italiani sono riusciti a presentare la documentazione del caso in Vaticano. Il dossier è arrivato fin sulla scrivania di monsignor Angelo Becciu, della Segreteria di Stato ed ex nunzio proprio a Cuba, che accompagna Benedetto XVI nel suo viaggio.
Una copia è giunta anche a L’Avana all’attuale nunzio, monsignor Bruno Musarò. L’auspicio, se non per un vero e proprio provvedimento di grazia, è, almeno, per la possibilità di scontare la pena in Italia, come previsto, del resto, da un trattato tra Italia e Cuba siglato nel 1998. Molti politici vicentini, fra cui il senatore vicentino Alberto Filippi, avevano cercato di sbloccare la situazione.
Il Vaticano avrebbe fatto capire che si sarebbe interessato e si sarebbe mosso attivamente per aiutare i tre italiani, se non altro per fare in modo che le autorità locali riconsiderino le prove a discarico dell’accusa. Va detto che a Cuba è previsto il processo di Appello, ma la data non è stata fissata. Per la morte della minorenne - che soffriva d’asma: il decesso sarebbe stato causato dalle complicazioni dovute al consumo di cocaina - sono in carcere altri sei cubani.
Gli italiani hanno in tutti i modi cercato di dimostrare la loro estraneità a quel dramma: Sartorio e Pini hanno dimostrato che erano in Italia quando avvenne il dramma, mentre Malavasi ha detto di aver firmato una confessione sotto tortura. Sartorio e Pini sono detenuti a L’Avana, nella prigione del Combinado del Este (le cui durissime condizioni di carcerazione sono state recentemente riprese in video clandestini che hanno fatto il giro del mondo, ricorda l’Ansa); Malavasi è invece a La Condesa.

1 commento:

Anonimo ha detto...

..questa storia mi ha turbato, se vai sul Nuevo Herald giornale dei cubani a Miami c'e un suo video, credo di un paio di mesi fa. La cosa che mi lascia sconvolto non e tanto l'arresto perche a Cuba queste cose succedono,( ci sono stato parecchie volte a settembre mi sposero la) ma il fatto di aver appreso la notizia da un giornale straniero. Si parla di rivoluzione, liberta... E pur sempre una dittatura e dal passaggio al potere del fratello Raul le cose sono ancora piu tese. La gente non avendo una comparazione con il mondo ''reale'' quando affronto questi temi non mi capisce. Spero cambi, per merito della popolazione. Un saluto complimenti per il blog! Paolo.