7 ottobre 2011

LAVORIAMO PER CHICO

http://francofrattinidiarioitaliano.blogspot.com/2011/10/lavoriamo-per-chico.html
E dal 2008, da quando era vice presidente del consiglio d' Europa, che Franco Frattini segue la vicenda di Chico Forti, ma un suo intervento, un intervento dello Stato italiano su questa vicenda giudiziaria sarà possibile solo quando qualcuno porterà nuove prove, nuovi elementi che possano far riaprire il caso. Ma Chico - a questo il ministro ci tiene - non è dimenticato dalla Farnesina che riceve costanti aggiornamenti su di lui come sugli altri italiani in situazioni simili.


La bacheca Facebook del minisitro è dalla mezzanotte di mercoledì che viene inondata di messaggi che chiedono di fare qualcosa per il trentino incarcerato in Florida. «Ho letto - spiega io ministro - i tanti appelli e le numerose richieste per un' azione presso le autorità di giustizia americane tesa a chiedere la liberazione di Chico Forti. Sono appelli e richieste che seguo con attenzione. Ogni sentenza ha la sua storia e trovo quindi che il voler associare ad ogni costo casi molto diversi tra loro - come Amanda e Chico - possa essere scorretto e considerato un pericoloso gioco media-tico. Tra la condotta sul caso Meredith ed il caso Forti c'è un importante punto di distinzione: nel secondo caso parliamo di una sentenza passata in giudicato. L' America è una grande democrazia e l' unico passo che non possiamo compiere è quello di un' interferenza politica e diplomatica nel sistema giudiziario di un Paese democratico che ha saputo battere con forza ogni tipo di discriminazione ed ingiustizia. L' unica possibilità che abbiamo, quindi - e che suggerisco anche agli amici e supporter di Chico - è quella di verificare se sussistano nuovi elementi a discarico. Un ministro degli esteri non deve smettere mai di dare speranze ad un connazionale, io ho la certezza e la prova che la Farnesina e la sua rete non hanno mai smesso di seguire e lavorare per la causa di Chico. Ogni sentenza ha il suo percorso ma seguo con attenzione e in prima persona la vicenda».

Nessun commento: