18 ottobre 2011

Voto di povertà? parroco pugliese vive nel lusso....

Dal tg "studio aperto" del 18.09.2011 ore 12,25
http://www.video.mediaset.it/video/studioaperto/edizione_servizio/253364/voto-di-poverta-parroco-pugliese-vive-nel-lusso.html#tc-s1-c1-o1-p3


Ecco un'altra bella storia di preti che dovrebbero darsi in tutto e per tutto algli "ultimi" così come insegnato da Cristo nei Vangeli e dai tanti SANTI nella storia della Chiesa, alla pari di S: Framcesco, Padre Pio, Madre Teresa, il caro don Oreste, don Tonio e tutti i santi del Paradiso. E invece no, queslli moderni sono più dediti alla vita mondana, alla pedofilia, alla mafia come atteggiamenti e arrichimenti illeciti e l'Italia ne è piena e non sono poi così lontani ma intorno a Noi, in ogni parrocchia come ho sempre denunciato, AVESSIMO SOLO IL CORAGGIO DI DENUNCIARE O ESSERE VICINO A CHI HA IL CORAGGIO DI DENUNCIARE, a costoro non posso che dire: "BASTARDI, E DEMONI, BRUCERETE NELLE FIAMME DELL'INFERNO" certo io dico sarebbe meglio incominciare a prenderli a calci in kulo tutti i giorno......giovanni falcone

17 ottobre 2011

FILIPPINE, PRETE ITALIANO UCCISO DOPO MESSA

da  http://www.leggo.it       Lunedì 17 Ottobre 2011 - 09:02



SHANGHAI - Un missionario italiano, padre Fausto Tentorio di 59 anni, della provincia di Lecco, da oltre 30 anni nelle Filippine, è stato ucciso stamani da un sicario con il volto coperto da un casco, dinanzi alla sua parrocchia di Arakan, a North Cotabato nell'isola filippina di Mindanao. Il sacerdote aveva da poco finito di dire messa e stava per entrare nella sua auto per recarsi, come ogni lunedì, alla riunione del presbiterio di Kidapawan, quando gli si è avvicinato l'uomo che gli ha sparato con la pistola, colpendolo alla testa e alla schiena. Secondo il racconto alla polizia dei fedeli che si trovavano nel convento, ......................OMISSIS...................................................

Ancora una volta la crudeltà degli uomini si abbatte su una persona che aveva fatto della sua vita il dare agli altri, Ultimo tra gli Ultimi, come vuole Cristo. Un santo Italiano come altri che hanno dato la loro vita in egual misura e tantissimi altri ancora nel mondo nonostante tutto, per aiutare e portare la Parola del Signore.
E non posso non pensare ai tantissimi preti in Italia che fanno del loro status un modo per mettersi sopra tutti, pensare solo al loro benessere personale, accrescere le loro ricchezze e posizione nella società, (alla faccio di tutto quello che dice il Papa ogni domenica) aspettare solo e comunque che siano i fedeli ad andare da loro a chiedere, mai una volta nella loro vita hanno messo la loro spalla sotto la croce di chi soffre "altro che Cireneo" fare della Bibbia, Vangeli dei giornalini da tenere sul comodino.  Essere Preti sì, ma mi chiedo: c'è mai stato un momento nella loro vita che hanno fatto veramente il Prete? solo per un attimo!!!!.
Giovanni Falcone

13 ottobre 2011

Italiani detenuti all'estero. Ornella Pasqualin racconta la tragica esperienza di suo fratello Mariano

Da http://www.agenziastampaitalia.it/
Giovedì 13 Ottobre 2011 08:33 Scritto da Federico Cenci

http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5263:italiani-detenuti-allestero-ornella-pasqualin-racconta-la-tragica-esperienza-di-suo-fratello-mariano&catid=15:estere&Itemid=40

(ASI) Agenzia Stampa Italia ha potuto mettersi in contatto con Ornella Pasqualin, sorella di Mariano, un nostro connazionale arrestato nel giugno scorso in Repubblica Dominicana e deceduto in un carcere del Paese caraibico durante l’estate. Proviamo insieme ad Ornella a dipanare le molte ombre che insidiano la tragica vicenda di Mariano Pasqualin, ignorata o quasi dai maggiori organi di stampa italiani, evidentemente oggi poco inclini - a differenza di quanto avviene in altri Paesi - a preoccuparsi della sorte dei nostri connazionali detenuti all’estero.

Signora Ornella, quando ha inizio per suo fratello Mariano questa triste faccenda?



Questa vicenda è iniziata il 13 giugno scorso con l'arresto di Mariano presso l'aeroporto “La Romana” di Santo Domingo; arresto per narcotraffico. Mariano viveva da qualche tempo presso l'abitazione della fidanzata, ma aveva deciso di ritornare in Italia quando nostro padre era venuto a mancare. Tuttavia, quando la sua compagna mi ha detto che mio fratello era partito per l'Italia, sono rimasta stupita; so che era un suo desiderio tornare ma con me non aveva detto nulla del suo imminente ritorno. Del resto, Mariano non aveva soldi per acquistare il biglietto. Sono rimasta comunque in attesa del suo rientro che ovviamente non c'è mai stato. Dopo qualche tempo ho contattato nuovamente questa donna e stavolta la sua versione è stata diversa: mi ha detto che Mariano era andato via con delle persone e di non preoccuparmi, poiché tra una settimana avrebbe preso il volo per tornare a casa. Il cellulare di mio fratello era sempre spento, per cui l'unica cosa da fare per me è stata aspettare; solo dopo una settimana sono venuta a sapere del suo arresto tramite internet. Arresto per narcotraffico, appunto. Mariano aveva con se 5 kg di cocaina e si trovava in aeroporto; ma se non aveva i soldi per il biglietto come poteva averli per comprare droga? E poi tutta quella roba addosso solo un pazzo può mettersela sperando di farla franca, quindi mi chiedo se veramente è vero oppure se gliel'hanno messa di proposito. Cosa ha visto Mariano in quella settimana? Con chi era? Certamente persone poco di buono e magari anche del posto, sicuramente gli avranno promesso il biglietto ma al momento della partenza è stato incastrato. Lui stesso ha riferito al Console “sono stato incastrato”. Per la sua debolezza ha pagato con la vita............................OMISSIS...................................................









7 ottobre 2011

Italiani detenuti all'estero. Intervista a Marina Maurizio, mamma di Tomaso Bruno

LAVORIAMO PER CHICO

http://francofrattinidiarioitaliano.blogspot.com/2011/10/lavoriamo-per-chico.html
E dal 2008, da quando era vice presidente del consiglio d' Europa, che Franco Frattini segue la vicenda di Chico Forti, ma un suo intervento, un intervento dello Stato italiano su questa vicenda giudiziaria sarà possibile solo quando qualcuno porterà nuove prove, nuovi elementi che possano far riaprire il caso. Ma Chico - a questo il ministro ci tiene - non è dimenticato dalla Farnesina che riceve costanti aggiornamenti su di lui come sugli altri italiani in situazioni simili.


La bacheca Facebook del minisitro è dalla mezzanotte di mercoledì che viene inondata di messaggi che chiedono di fare qualcosa per il trentino incarcerato in Florida. «Ho letto - spiega io ministro - i tanti appelli e le numerose richieste per un' azione presso le autorità di giustizia americane tesa a chiedere la liberazione di Chico Forti. Sono appelli e richieste che seguo con attenzione. Ogni sentenza ha la sua storia e trovo quindi che il voler associare ad ogni costo casi molto diversi tra loro - come Amanda e Chico - possa essere scorretto e considerato un pericoloso gioco media-tico. Tra la condotta sul caso Meredith ed il caso Forti c'è un importante punto di distinzione: nel secondo caso parliamo di una sentenza passata in giudicato. L' America è una grande democrazia e l' unico passo che non possiamo compiere è quello di un' interferenza politica e diplomatica nel sistema giudiziario di un Paese democratico che ha saputo battere con forza ogni tipo di discriminazione ed ingiustizia. L' unica possibilità che abbiamo, quindi - e che suggerisco anche agli amici e supporter di Chico - è quella di verificare se sussistano nuovi elementi a discarico. Un ministro degli esteri non deve smettere mai di dare speranze ad un connazionale, io ho la certezza e la prova che la Farnesina e la sua rete non hanno mai smesso di seguire e lavorare per la causa di Chico. Ogni sentenza ha il suo percorso ma seguo con attenzione e in prima persona la vicenda».

4 ottobre 2011

Quattrocento gli italiani detenuti in Usa

http://www.lanazione.it/cronaca/2011/10/04/594126-quattrocento_italiani_detenuti.shtml

Firenze, 4 ottobre 2011 - Se l'America ha mostrato perplessita' nei confronti della giustizia italiana riguardo alla condotta del Tribunale di Perugia sul caso Meredith, molti sono i casi giudiziari dubbi che hanno coinvolto gli italiani all'estero, alcuni negli Stati Uniti. I dati della Farnesina sui detenuti italiani all'estero contano quasi tremila casi, distribuiti dall'India alla Repubblica Dominicana, dal Peru' al Brasile. L'America ha arrestato 426 italiani e di questi ne ha gia' condannati piu' della meta': 214...........OMISSISS........

CHE VERGOGNA PER L'ITALIA