28 luglio 2011

BANCA DATI INFORMATIZZATA SU CONNAZIONALI DETENUTI ALL'ESTERO

http://www.esteri.it/MAE/normative/Normativa_Consolare/ServiziConsolari/TutelaConsolare/Detenuti/tg8578.pdf

PER IL VOSTRO SAPERE  e rendersi conto della situazione, ogni notizia è utile a questo fine Giovanni Falcone

Tomaso ed Elisabetta condannati perché dormivano con il loro amico: “Il giudice ha ignorato le memorie difensive”

da http://www.ivg.it/2011/07/tomaso-ed-elisabetta-condannati-perche-dormivano-con-il-loro-amico-%E2%80%9Cil-giudice-ha-ignorato-le-memorie-difensive%E2%80%9D/
ARTICOLO N° 179033 DEL 28 LUGLIO 2011 DELLE ORE 16:41 di Olivia Stevanin

India. Dormivano tutti e tre nella stessa stanza. Sarebbe questo uno degli elementi sui quali si è basato per emettere la sua sentenza il giudice che ha condannato all’ergastolo Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni con l’accusa di aver ucciso il loro amico Francesco Montis. Caduta l’ipotesi del movente “passionale”, in un primo momento infatti l’accusa aveva ritenuto che l’omicidio fosse maturato nell’ambito di un triangolo amoroso, il giudice ha ritenuto che che il fatto che i tre ragazzi dormissero insieme, nella stessa camera d’albergo, fosse una prova della loro colpevolezza.
A spiegare le motivazioni della sentenza di condanna è il papà di Tomaso, Euro Bruno, che accompagnato dalla moglie Marina Maurizio, ha appena lasciato l’Ambasciata italiana di New Delhi dove ha incontrato i funzionari italiani: “Abbiamo avuto la conferma che la sentenza è stata costruita senza tenere conto della documentazione presentata dai legali dei ragazzi. E’ assurdo, il giudice ha anche tenuto conto delle false testimonianze che sono state rese in aula, nonostante fosse palese che i testimoni fossero caduti in contraddizione”.
“Tutte le memorie difensive dei nostri legali, che erano state formulate minuziosamente e che smontavano la tesi accusatoria, sono state liquidate in tre righe, senza che il giudice le considerasse. E’ inacettabile” spiega Euro Bruno che prosegue: “Questa sentenza è un oltraggio alla legge, c’è tutto fuori che giustizia. Sono indignato, oltre che come padre, come uomo: mi rendo conto che in questo Paese esercitano la giustizia come in un macello”.
Un processo, quello ai due ragazzi italiani, che è stato lungo ed estenuante: “Dopo la prima udienza il giudice aveva già deciso di condannarli ed invece sono state celebrate più di 150 udienze. Abbiamo perso tempo e denaro per arrivare poi a questo punto, ma non molliamo” precisa Euro Bruno che dell’incontro in Ambasciata si limita a dire: “ci hanno garantito, compatibilmente con le loro possibilità, che ci forniranno tutto il loro supporto come hanno fatto finora”.
Adesso non resta che attendere che i legali di Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni presentino il ricorso aall’Alta Corte di Allahabad. “Ci hanno già detto che l’Alta Corte è intasata dai ricorsi e che quindi i tempi non saranno brevissimi. Come se non bastasse già il fatto che i nostri ragazzi sono in carcere da un anno e mezzo. Non ci resta che aspettare” concludono i genitori di Tommy.
» Olivia Stevanin


Che dire, a Voi ogni considerazione anche in base a quanto pubblicato e denunciato in ogni sede................................................Giovanni Falcone 

A PROPOSITO DI QUEL CASO NELLA ZONA "AMERICHE" del 8 luglio c.m.

Questa mattina una telefonata di disperazione della sorella, "sai Giovanni? mi ha chiamato la sua amica avvisandomi che è ricoverato in ospedale in condizioni pessime, fa fatica a camminare, è dimagrito tantissimo e non mangia, sono riuscito a scambiare qualche parola anche io con lui ma assolutamente non capivo quello che sussurrava, proprio perchè faceva fatica a parlare,  tra l'altro in quei posti  il carcere te lo paghi tu, tutto anche il mangiare e lui come noi in Italia non abbiamo soldi, cosa facciamo? 
Alle mie domande lei mi dice che ha provato per l'ennesima volta a telefonare quell' Ambasciata ma non le risponde nessuno e anche quando o le chiudono il telefono o nulla fanno. 
Questa mattina (anche a seguito della mia insistenza) ho chiamato la Farnesina e finalmente sono riuscito a parlare con una Funzionaria, la cosa buffa (se così si può dire) è che loro nulla sapevano della storia di mio fratello, dico,  è oltre 1 mese che ho comunicato all'Ambasciata quanto successo, comunicando ogni indicazione in mio possesso e nulla vi è stato comunicato anche a voi? 
Cari amici ecco cosa succede in alcuni posti quando, a torto o ragione vi capita di aver bisogno delle nostre sedi diplomatiche, "ARRANGIATI" gente che è convinta di essere lì solo in villeggiatura, in vacanza, al massimo fare solo per personalità o amici degli amici, ma di queste storie oramai ne conoscete e sapete cosa succede. 
Comunque vedremo, intanto sto incominciando a interessare giornali anche per questo caso e vedremo, purtroppo in Italia è così cittadini di serie A e altri neanche Z. Giovanni Falcone

24 luglio 2011

India: giovani italiani condannati all'ergastolo

http://wwww.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/07/23/visualizza_new.html_782289969.html
http://wwww.ansa.it/ 23 luglio, 21:23
.....................................omississ.........................................
SFOGO MADRE CONDANNATO, STATO CI TUTELI - ''Non ti preoccupare mamma, questo e' solo il primo round, ne seguiranno altri e riusciremo a dimostrare la nostra innocenza''. Sono le parole sussurrate alla madre da Tomaso Bruno, il giovane ligure condannato all'ergastolo dal tribunale indiano di Varanasi insieme alla torinese Elisabetta Boncompagni per la morte, nel febbraio dello scorso anno, dell'amico Francesco Montis. ''Sono forte come una roccia - ha aggiunto - lo devono sapere tutti''. In aula, al momento della lettura della sentenza, oltre a Marina Maurizio, la madre di Tomaso, c'erano anche il padre Euro Bruno, l'avvocato della difesa e il funzionario dell'Ambasciata Cesare Biller. ''Tomaso era preparato perche' in questi mesi - racconta la madre da Varanasi - ha visto tante persone essere condannate per fatti che non hanno commesso. Non e' possibile che due italiani vengano condannati in questo modo. Dobbiamo essere tutelati dalle nostre istituzioni e dallo Stato perche' quello che e' capitato a Tomaso ed Elisabetta puo' capitare a chiunque viaggi in questi Paesi. Al nostro rientro in Italia studieremo cosa fare, ci dobbiamo mettere subito al lavoro con gli avvocati per preparare al meglio il ricorso in appello all'Alta Corte. Domani andremo a trovare i ragazzi in carcere, mercoledi' saremo nella capitale a Delhi per incontrare i funzionari dell'Ambasciata e quindi gli avvocati della difesa. Rientreremo in Italia alla fine della prossima settimana''.

India, ergastolo a Tomaso "E' un'ingiustizia. Siamo allibiti"


Ed ecco purtroppo il finale del processo farsa con l'avvallo dei silenzi, lassismo, menefreghismo e del non voler e sapere e pretendere  l'applicazione  delle Leggi Internazionali esistenti, Leggi che però vengono pretese, abbassandoci i pantaloni, l'applicazione per gli stranieri in Italia, in tantissimi nel nostro paese solo per delinquere visto la situazione giuridica nel "nostro paese".
E' la norma in quei posti questa situazione, adesso bisogna pensare all'appello e intanto il tempo passa, ancora 1 anno se va bene per inizio processo e ancora 1 per la fine e intanto i ragazzi in carceri che definirli tale non so quale peccato si commette..
Chi si occuperà di loro? chi andrà a trovarli? chi seguirà tutto quello di cui hanno bisogno per fare una vita dignitosa degna di un essere umano??????? PROPRIO NON LO SO.............
Come dicevo su Facebook, non hanno le palle per affrontare queste situazioni, ricordo quando ho fatto la battaglia per avere l'autorizzazione alle telefonate mensili, mi fu risposta che da accertamenti effettuati........ non c'era una legge che potesse obbligare quello stato a concedere in contatto, PENSATE UN PO',  
REGOLE MINIME PER IL TRATTAMENTO DEI DETENUTI Ris. O.N.U. 30.08.1955  
art. 37 i detenuti devono essere autorizzati, sotto la necessaria sorveglianza, a comunicare con la loro famiglia e con quei loro amici nei quali si può fare affidamento, a intervalli regolari, sia per corrispondenza sia ricevendo visite
Ma tanto altro c'è, io non sono altro che un povero analfabeta, ma disposto a sedermi e discutere con tutte le menti fine del Ministero, IO SAPREI BENISSIMO COSA FARE E COME PORTARE AVANTI QUESTE SITUAZIONI, intanto far rispettare le Leggi esistenti.........
A chi......... vorrei ricordare  la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti Conclusa a New York il 10 dicembre 1984,
art. 11, Ogni Stato Parte esercita una sorveglianza sistematica sule norme, direttive, metodi e pratiche d'interrogatorio e sulle disposizioni concernenti la custodia e il trattamento delle persone arrestate, detenute o imprigionate in qualunque maniera in qualsiasi territorio sotto la sua giurisdizione, al fine di evitare qualsiasi caso di tortura.
Tutte Leggi firmate per adesione dall'India.
Adesso si deve pensare al futuro, non oso neanche immaginare quella che stanno soffrendo i ragazzi e i loro genitori, mi associo al loro dramma, da me purtroppo vissuto in precedenza FORZA RAGAZZI, Giovanni Falcone

22 luglio 2011

Francia: la madre di Daniele Franceschi; ci impediscono di fare l’autopsia… pure in Italia

da  http://www.ristretti.org/ Edizione di mercoledì 20 luglio 2011

Ansa, 20 luglio 2011


Daniele Franceschi è deceduto il 25 agosto scorso, a 36 anni, nel carcere francese di Grasse ma “un anno dopo le autorità francesi non ci hanno ancora mandato gli organi interni per poter fare un’autopsia qua in Italia e sapere di cosa è morto”. Lo ha detto la madre di Daniele, Cira Antignano, in un’intervista a Studio Aperto, su Italia Uno.
Cira Antignano ha poi letto anche un passaggio della lettera che le sarebbe stata inviata mesi fa da un compagno di cella di Daniele: “Nei giorni precedenti al suo decesso, quando lamentava dolori al braccio - c’è scritto - ho preso a calci la porta della cella per notti intere, per chiamate il guardiano di turno e avere soccorso, il risultato è stato nullo”. Quel testo, però, non ha mai convinto lo zio di Daniele, Aldo Antignano.
“Lo hanno lasciato morire - ha commentato la madre - lo hanno trattato come una bestia, non come un cristiano”. Poi, la donna ha letto un brano di un lettera di suo figlio per dimostrare che “non vogliono che si dica la verità”: “Il procuratore di Grasse - avrebbe scritto Daniele - mi ha minacciato di chiedere una grossa pena per il mio processo quando avessi testimoniato”. “Io voglio una spiegazione - ha concluso la signora Antignano - al esigo, loro se lo sono dimenticati, ma io no”.
ogni commento è superfluo, quando è l'Italia che deve adeguarsi a norme e leggi verso altri Stati tutto avviene con celerità altrimenti ne paga le conseguenze (vs la storia dei ragazzi romagnoli di 2 anni fa quando arrestati dalla polizia italiana e tradotti nelle carceri greche che aveva emesso un mandato di cattura internazionale) quando invece sono cittadini italiani a subire soprusi e abusi tutto va a rilento, anzi nulla succede, con sfrontatezza e menefreghismo che ha dell'incredibile, E LE NOSTRE AUTORITA''???????????????? Giovanni Falcone

19 luglio 2011

Cuba: appello di Simone Pini; sono in carcere da un anno… ma non ho fatto nulla

da  www.ristretti.org  Edizione di domenica 17 luglio 2011
http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/cuba-appello-di-simone-pini-sono-in-carcere-da-un-anno-ma-non-ho-fatto-nulla
Drammatico appello di Simone Pini, il fiorentino detenuto nel carcere di Cuba, sotto accusa per la morte di una ragazzina.
Quando in Italia sono le nove di sera, nel carcere di Combinado del Este, L’Avana, sono le tre del pomeriggio. L’ora d’aria. C’è chi fuma e c’è chi gioca a pallone. E chi si rode il fegato, dal 30 giugno scorso: Simone Pini, “l’italiano”. Squilla il telefono. Una voce scorbutica alza la cornetta. Dall’altro capo del filo, e del mondo, vogliono proprio lui. Siamo noi. Pochi secondi e il fiorentino, 43 anni, detenuto a Cuba perché accusato di aver partecipato a un festino hard in cui morì una ragazzina di dodici anni risponde: “Pronto...”.


Un'altra brutta storia raccontata in diretta telefonica dall'interessato, che sta tentando in tutti i modi, con prove tangibili, come ha dichiarato, ma cosa succede? "NULLA" a 1 anno dai fatti dice che ancora non sa chi sia il suo avvocato.
L'Ambasciata? bhè gli ha consigliato di stare zitto e di non parlare con la stampa altrimenti peggiora la situazione, ASSURDO, non è possibile questo atteggiamento, nonostante tutto quello che ho fatto io e altri per storie simili continua il menefreghismo senza paura delle conseguenze possibili, tutte. Intanto persone, esseri umani vivono in modo disumano in condizioni indicibili, in Italia neanche le bestie, che sono trattate meglio, in tanti adesso sono in alberghi e spazi creati per loro a godersi le vacanze, grazie on. Brambilla e grazie a tutti i politici e partiti.
E' lecito chiedere alle nostre Autorità e forze di Polizia di indagare come previsto da leggi Italiane, Internazionali e Convenzioni così come accade per altri fatti nel mondo quando vedono coinvolti altri cittadini speciali??????
LA STORIA RITORNA IMANGABILMENTE, UGUALE, FINO A QUANDO???????????
Giovanni Falcone
http://ricerca.quotidiano.net/mnricerca.php?query=Cuba%3A+appello+di+Simone+Pini%3B+sono+in+carcere+da+un+anno%E2%80%A6+ma+non+ho+fatto+nulla

8 luglio 2011

MOSTRE D'ARTE ESTIVE

ASSOCIAZIONE CULTURALE SE'MATA, Taranto, via Elio 45, 74121   099-339867 
da anni impegnata nella valorizzazione dell’arte, del territorio e dei suoi talenti, si fa promotore e organizzatore di una rassegna d’arte itinerante:
NOVA SIRI, dal 7 al 16 agosto, sale espositive Palazzo Costa, nell’ambito della programmazione del cartellone estivo 2011 
CASTELLANETA MARINA, dal 13 al 21 agosto, sale espositive sede comunale piazza Kennedy;
POLICORO, dal 20 al 30 agosto, sale espositive ai Casalini
Matera, settembre, Galleria d’arte Sasso Barisano
L’associazione potrà apportare eventuali modifiche qualora esigenze tecniche o organizzative lo richiedessero. In tal caso sarà data tempestiva comunicazione.
Chi avesse intenzione di partecipare può contattare l'Associazione nella persona della Presidente DI NARDO Maria Teresa al telefono di cui sopra entro il 15 luglio anche con quadri fuori concorso non a tema.
Giovanni Falcone

ANCORA UNA RICHIESTA DI AIUTO per un'altro caso

Anche questa sera sono stato raggiunto da una telefonata dal nord Italia questa volta, la sorella di un ragazzo che si trova in un carcere zona americhe, incastrato come sempre succede, dimenticato e ignorato da chi dovrebbe lavorare anche e in special modo per i cittadini Italiani nel mondo, per tutte le storie e non solo per attività burocratiche. Va da sè che in ogni caso e per tutte le storie e in qualsiasi parte del mondo è sempre la stessa musica, ARRANGIATI, POTEVI STARTENE A CASA, SEI FREGATO? QUALCOSA HAI FATTO,  mai chiedersi e appurare le verità che ci sono dietro ogni storia, intervenire per difendere lo sventurato ma anche per il rispetto delle Leggi e Convenzioni Internazionali, ma come diceva Albert Heinstein: "il diritto internazionale esiste solo nei manuali di diritto internazionale.."
A presto altre notizie, Giovanni Falcone