28 aprile 2011

Morì in cella in Messico: caso Renda, via al processo

http://m.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=27261
Da LeccePrima.it di oggi 28 aprile


Questa mattina era presente anche il procuratore capo Cataldo Motta davanti alla Corte d´Assise per il processo per la morte del bancario leccese. Rinvio al 17 novembre. Tre imputati sono irreperibili

LECCE - Al via alla presenza del procuratore capo Cataldo Motta davanti alla Corte d´Assise il processo per la morte di Simone Renda, 34enne, bancario di Lecce, avvenuta in Messico il 3 marzo del 2007. I sette imputati, che rispondono dell´accusa di omicidio volontario, sono agenti di polizia penitenziaria e turisitica, funzionari di un carcere, persino di un giudice (cosiddetto giudice qualificatore, ed è nello specifico Hermila Valero) del Messico. Tre degli imputati, però, al momento risultano irreperibili. Per questo è stata disposta nuovamente la notifica del decreto di citazione a giudizio, e così il processo è stato riaggiornato al prossimo 17 novembre. 

Il giovane di Lecce, come noto, perse la vita in una cella del carcere di Playa del Carmen, durante una vacanza finita in tragedia. Alloggiava nell´hotel "Posada Mariposa". Il 34enne fu arresto da agenti della polizia turistica alle 15 di pomeriggio (ora locale) del 1° marzo di quell´anno, in circostanze poco chiare (sembra, per una semplice infrazione amministrativa), condotto in carcere e lì abbandonato persino oltre il tempo limite di 36 ore per il rilascio, come se non bastasse in precarie condizioni di salute. 

Renda soffriva di insufficienza epatica ed avrebbe manifestato anche i sintomi di un infarto miocardico, già al momento del suo ingresso in carcere. Quando la cella si riaprì, dopo le 8 del mattino del 3 marzo, ormai era già morto. Ciò lascia ipotizzare che nessuno sia andato a visitare il giovane per un tempo infinito, prestandogli soccorso, dandogli semplicemente un poco d´acqua. In più, sarebbe rimasto agli arresti per un tempo superiore al lecito. Da tutto un insieme di fattori, l´ipotesi di reato di omicidio volontario in concorso, formulato dal pubblico ministero Angela Rotondano. 

In prima istanza, l´inchiesta era stata aperta l´accusa per tortura e atti inumani e degradanti contro la persona. Lo stesso arresto sarebbe avvenuto a dir poco ai margini della legalità. La mamma di Simone, Cecilia Greco, si è costituita parte civile con gli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto e Fabio Valenti.
(giovedì 28 aprile 2011)

Processo Bruno, i primi segnali positivi

http://www.radiosavonasoundnews.info/radio_savona_sound_news_read_article.aspx?id_Article=2222
da RSVN.it di oggi 28 aprile

Riprendono domani le udienze in India del processo a Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni, i due giovani italiani accusati di aver ucciso più di un anno fa in una stanza d'albergo di Varanasi il compagno di viaggio Francesco Montis.
Oggi il giudice è in ferie e il caso quindi è stato programmato per domani. Nonostante tutto, arrivano i primi segnali positivi che pur non dimostrando l'innocenza dei due giovani fanno ben sperare nel dimostrare la falsità del rapporto di ingadine. Durante le ultime udienze il pubblico ministero non si è presentato in aula, mandando al suo posto il suo Vice, mentre il poliziotto è stato sospeso dal servizio e quindi domani si presenterà in aula in borghese per l'udienza che potrebbe concludere l'interrogatorio di questo teste.

21 aprile 2011

FINALMENTE KASSIM E' FUORI DAL CARCERE CON LA MOGLIA

Come per Angelo anche oggi per Kassim ho il piacere di comunicarvi IN ANTEPRIMA la lieta notizia:

KASSIM E' FUORI DAL CARCERE

ecco di seguito l'email inviatomi da Khadija:

Con gioia confermiamo che giovedi' 14 aprile alle 17.30 Abou Elkassim Britel è uscito dal carcere di Kenitra.
Ci stiamo preparando a rientrare in Italia
Grazie di cuore per il sostegno e un caro saluto
Kassim e Khadija
www.giustiziaperkassim.net  
wwwkassimlibero.net

P.S. Volutamente non inserisco alcuna foto di Kassim, aspetto da averne da Khadija una con loro due insieme..
TANTI TANTI AUGURI KASSIM PER IL TUO FUTURO DA NOI TUTTI CHE ABBIAMO SEGUITO LA TUA DISSAVVENTURA
Giovanni Falcone

2 aprile 2011

Problema immigrati.

Il problema degli immigrati è vecchio e immancabilmente torna alla ribalta, oggi purtroppo per la guerra civile  nei loro paesi, guerra per la libertà.
Vecchio è il problema degli Italiani detenuti all'estero e dimenticati, mai risolto, o meglio mai preso in considerazione dal nostro caro amato Parlamento tutto, così che i nostri figli, padri, madri, familiari e amici marciscono in carceri nel mondo dove in molti casi a paragone le porcillaie da noi sono ville, almeno queste sono sotto lo stretto controllo delle ASL, Nas, animalisti, ambientalisti e da Striscia la notizia, che dire i maiali da noi sono più protetti dei nostri cari detenuti in condizioni disumane, con violazioni gravissime dei Diritti Civili e Umani e tutti tacciono, CHE VERGOGNA.
Questa sera i TG hanno fatto vedere scene di protesta degli immigrati per come sono trattati e dico sempre proteste giuste perchè i Diritti Umani devono essere rispettati, il problema è che per contro per  i nostri a casa loro e ovunque nulla si fa, sdegno, vergogna, sottosegretari, sindaci che si dimettono, in Parlamento ci si azzuffa, che bello vederli battersi così per i Diritti Umani e pensare che a Noi basterebbe solo un seduta parlamentare a Camere unite per occuparsi degli Italiani detenuti all'estero anche solo 1 ora.
Quanti soldi si spendono e noi ridotti alla miseria.
Un grazie lo voglio sempre lanciare a Santa Madre Chiesa anch'Essa sempre pronta a pubblicizarsi e offrirsi per aiutare, tanto poi i soldi li tira fuori sempre lo Stato Italia, come dire escono dalla porta e entrano dalla finestra, (oltre 4.000 miliardi l'anno). Per Noi neanche una preghiera, anzi, astio, rancori, veleni, neanche ci guardano e pensare che Cristo ha predicato altro, tutto l'incontrario del loro comportamento, esseri immondi e demoni, pensate che avevo l'amicizia su facebook con un alto prelato che occupa una posizione importantissima nella Chiesa, pochi messaggi intercorsi per miei altri impegni, ma quando è arrivato nei loro Palazzi a Roma una mia denuncia sui fatti di cui ho sempre parlato e il prelato era negli indirizzi, la sua amicizia è sparita d'incanto.
Insomma si sono comportati come sanno fare meglio, SILENZIO e finta di non sapere, lo stesso hanno fatto con la pedofilia, ma prima o poi anche questo muro crollerà come quello appunto sulla pedofilia. Intanto il rancore nella gente cresce e sempre di più sono coloro che si allontanano dalla Chiesa, quando dureranno ancora?????????
Giovanni Falcone