24 febbraio 2011

WANTED


Ecco la foto che immortala la "Squadra Speciale" che ha condotto la grande operazione di servizio con vittime Angelo e Simone, in carcere per quasi 3 anni, assolti in Appello per non aver fatto nulla, addirittura il Giudice dell'Alta Corte respinge anche il successivo ricorso dell'accusa e la polizia non ha saputo portare la droga sequestrata semplicemnete perchè mai esistita. Domanda: ma a costoro la Magistratura Indiana ha chiesto conto di quanto fatto? è stato l'unico caso o ce ne sono stati altri? visto da quanto risulta anche dalla pubblicazione turistica Lonely Planet edito dalla EDT srl "India del Nord" alle pagg.:
316 dalla metà degli anni 90 circa 20 turisti stranieri sono "scomparsi" nelle Valli di Kullu e Parvati, a causa di incidenti occorsi mentre facevano trekking in solitudine oppure assassinati dalle gang di spacciatori locali...;
319 molti turisti giungono a Manali per la sua famosa charas(marijuana), ma va tenuto presente che la polizia locale è sempre più che lieta di arrestare le persone in possesso di droga oppure di tormentarle per ottenere una bustarella...;
850 è importante saper ebene ciò che l'ambasciata del vostro paese può o non può fare per voi in caso di necessità;
870 la corruzione è dilagande, perciò meno si ha a che fare con la polizia locale, meglio è....Se vi chiedessero del denaro, la cosa più saggia da fare è pagare, considerando che l'alternativa sarebbe un'ingiustificata persecuzione.........;
871 tenete inoltre presente che spesso i viaggiatori vengono presi di mira nelle irruzioni a sorpresa (di solito allo scopo di estorcere denaro)....;
Mi raccomando ragazzi se avete voglia di fare un giro da quelle parti........... Giovanni Falcone

IL CALVARIO NON E' ANCORA FINITO......




Da "OGGI" n. 9 del 2 marzo 2011
Tutto questo per chi pensa (a torto) che una volta rientrati a casa tutto è finito e invece bisogna fare i conti con tanto altro ancora, assurdità di ogni genere, pregiudizi, burocrazia e conti da pagare, di lavoro neanche a parlarne, tanto adesso la scusa è la crisi.
Ma questo badate bene non tocca solo a Angelo, Simone ma anche tutti quelli che come loro incappati in queste disavventure giuridiche adesso, prima ma anche purtroppo in futuro:
Angelo dal 16 maggio che è rientrato in Italia ancora non è riuscito a lavorare, come anche Simone. Voglio chiedere a chi legge il mio blog e possa dare una mano a questi ragazzi con un lavoro, grazie. Falcone Giovanni

21 febbraio 2011

Serbia: italiano in carcere inizia sciopero della fame, moglie si appella alle autorità italiane

Da www.ristretti.org Edizione di sabato 19 febbraio 2011
http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/serbia-italiano-in-carcere-inizia-sciopero-della-fame-moglie-si-appella-alle-autorita-italiane
Ansa, 19 febbraio 2011
Un italiano in carcere a Belgrado da 16 mesi con l’accusa di turbativa d’asta ha cominciato uno sciopero della fame totale e la moglie, preoccupata, ha lanciato un appello alle autorità italiane a fare qualcosa per risolvere il caso del marito, a suo avviso detenuto ingiustamente. “Vorrei fare un appello affinché le autorità italiane si interessino alla vicenda di mio marito. Non è possibile che per una turbativa d’asta sia in un carcere duro, alla pari di trafficanti di droga o autori di altri gravi crimini”, ha detto all’Ansa la signora Milena, serba, moglie di Giovanni Accroglianò, l’italiano 41enne, rappresentante di una ditta farmaceutica, in carcere a Belgrado dal 21 ottobre 2009.
“Mio marito è accusato di aver fatto parte di un’organizzazione criminale che avrebbe mirato a falsare un’asta allo scopo di lucrare 150 mila euro”, ha affermato la signora. All’epoca dei fatti Accroglianò, spiega, era vicepresidente della Camera di commercio italo-serba, e fu coinvolto in un’asta di mobili per ospedale. A lui infatti, si era rivolta la ditta Vernipol, produttrice dei mobili. Con l’italiano erano finiti in carcere altri 5 cittadini serbi che tuttavia, ha detto la signora Milena, sono usciti dopo pochi mesi.
“L’unico rimasto in prigione è stato mio marito. Secondo la legge serba infatti, essendo lui straniero vi è il pericolo di fuga. Anche se non ha più il passaporto”. Il processo si è aperto nel giugno 2010, e da allora vi sono state cinque sedute. “Sono molto preoccupata, io con i miei tre figli. Mio marito in carcere ha perso molto peso ed è passato da 101 a 65 chili. Ora da mercoledì, avendo visto che per lui nessuno si interessa, ha cominciato uno sciopero totale della fame”, ha detto la signora, che ha criticato il sistema giudiziario serbo. “Il sistema italiano è mille volte migliore. Qui è difficile far valere i propri diritti, non esistono organi di garanzia per gli imputati e di controllo sui giudici”.

ESTERI: MANTICA, I TAGLI NON INCIDONO SU CONNAZIONALI DETENUTI ALL'ESTERO

Da http://www.agenparl.it/articoli/primo-piano/news/primo-piano/20110221-esteri-mantica-i-tagli-non-incidono-su-connazionali-detenuti-allestero
Lunedì 21 Febbraio 2011 17:59

ESTERI: MANTICA, I TAGLI NON INCIDONO SU CONNAZIONALI DETENUTI ALL'ESTERO

Scritto da Monica Cataldo(AGENPARL) - Roma, 21 feb - La riduzione della dotazione finanziaria non ha determinato un abbassamento del livello dell'assistenza consolare fornita ai detenuti italiani all'estero. E' questa la risposta del Sottosegretario di Stato per gli affari esteri, Alfredo Mantica, all'interrogazione dell'on Zacchera (Pdl) che chiedeva di alleviare le conseguenze negative dei tagli imposti dalla legge di stabilità sull'assistenza degli italiani detenuti all'estero.

Mantica ricorda che, nell'ambito della protezione e dell'assistenza consolare, gli interventi che possono essere prestati da una rappresentanza diplomatico-consolare in favore di un connazionale detenuto in un Paese straniero, sono le visite consolari; le indicazione di un legale; la cura dei contatti con i familiari in Italia; la fornitura di assistenza medica, farmaci, alimenti, libri, giornali ed eventuali pacchi dono; l'erogazione di sussidi che possono variare a seconda delle situazioni contingenti e delle specifiche necessità individuali; la collaborazione con le autorità competenti per il trasferimento in Italia, qualora il connazionale sia detenuto in Paesi aderenti alla Convenzione di Strasburgo sul trasferimento dei detenuti o ad accordi bilaterali ad hoc; l' intervento in casi particolari per sostenere domande di grazia per ragioni umanitarie. Infine fa presente che un ufficio consolare non può intervenire in giudizio per conto del connazionale. Se la sede non dispone di fondi sufficienti, in casi eccezionali, può chiedere al Ministero un finanziamento integrativo per far fronte a specifiche esigenze di assistenza ai connazionali detenuti nella propria circoscrizione.

17 febbraio 2011

Oggi è la "GIORNATA DEL GATTO"











Oggi si festeggia la "giornata del gatto", grande segno di civiltà per una Nazione, ma a parte questa sono tante le giornate che vengono festeggiate a vario titolo per le quali vengono spesi non si sa quanto ma sicuramente grosse somme, sarà contenta la Ministra Brambilla insieme ai suoi tanti colleghi politici di ogni partito, che per la protezione degli animali spende gran parte del suo tempo facendo promulgare Leggi al riguardo: http://www.lacoscienzadeglianimali.it/ e http://www.michelavittoriabrambilla.it/index.php?option=com_content&view=article&id=14974&catid=39&Itemid=62 , le cronache giornalistiche e dei media ce ne hanno dato ampia visione, ma anche il PD non è stato da meno, La "mutua" per cani e gatti un disegno di legge firmato Pd:
ma navigando Voi nel web potrete rendervi conto di quanto esiste in materia, sarebbe troppo lungo adesso da trattare da parte mia.
A Me preme solo sottolineare l'assurdità di quanto succede in Italia, dove, come sempre denunciato ci si dimentica delle migliaia di Italiani detenuti nel mondo e di quelli, tantissimi, che causa la crisi o la sfortuna della vita che accompagna ognuno di Noi vivono nell'indigenza. Nessuno pensa a costoro, esseri umani che a torto o ragione vivono queste disavventure, persone alle quali nulla viene garantito anche le più elementari Leggi e Norme del Diritto Internazionale e Diritti Umani, persone vessati, torturati psichicamente e fisicamente. Nessuno interviene, lo sapete quante denunce sono state fatte da me in ogni occasione, anche in trasmissioni TV eppure nulla è servito a scalfire neanche il cuore di costoro, ammesso che ne abbiano uno, neanche da Santa Madre Chiesa che nulla ha fatto anzi sto pagando lo scotto di contrasti con la mia chiesa locale. Chissà a quando una giornata di ricordo per i nostri cittadini.......
Giovanni Falcone

16 febbraio 2011

Un vecchio caso: "Marcello Mancusi"

http://www.sawadee.it/forum/viewtopic.php?f=28&t=2709&sid=bd6162de80e39142cecf6b572b9e98c5

Calabrese ucciso in Thailandia, la sorella: "Sindaci aiutateci"
Lucia Mancusi, sorella di Marcello, ucciso cinque anni fa in Thailandia mentre si trovava in una caserma di Nong Khay, ha rivolto un appello a tutti i sindaci della provincia di Catanzaro affinché collaborino ad organizzare una manifestazione di protesta in programma per il 20 ottobre nei pressi dell'ambasciata thailandese a Roma. All'iniziativa promossa da Lucia Mancusi hanno già aderito il sindaco di Soverato ed hanno annunciato la loro collaborazione i sindaci di Borgia e Cicala. "Rivolgo un invito a tutti i sindaci del catanzarese - ha detto Mancusi - perché tutti insieme possiamo organizzare la manifestazione a Roma. La nostra famiglia è stata lasciata da sola a lottare contro quanto è successo a mio fratello in Thailandia". La manifestazione si svolgerà in occasione del quinto anniversario dell'omicidio di Mancusi. Dell'iniziativa è stato informato anche il Ministero degli Affari Esteri. "Sono molto delusa di quanto è successo - ha aggiunto - e non intendo accettare affatto l'esito del processo che si è concluso con una condanna dei presunti colpevoli a soli sei mesi di reclusione per eccesso di difesa. Mio fratello è stato percosso, aveva le mani legate e anche i piedi, inoltre l'ora del decesso è dubbia ed il corpo, fotografato dai miei fratelli, era completamente privo di organi. Sono stati prelevati anche gli occhi che certamente non servivano alla presunta autopsia fatta sul cadavere". Lucia Mancusi non esclude anche che il fratello sia rimasto vittima di un traffico di organi. "Sulla vicenda del traffico di organi - ha proseguito - per il momento non possiamo parlarne nel dettaglio. Certo mio fratello era detenuto, secondo alcuni dati in nostro possesso, in una cella con persone che hanno precedenti penali per traffico internazionale di organi. Ma ora vogliamo concentrarci sulla manifestazione del 20 ottobre. Vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica affinché si parli di quanto accade in Thailandia. In questi anni ci siamo rivolti ai mezzi di comunicazione ed anche a tanti esponenti politici ma nessuno mai, tranne il senatore Nuccio Iovene, si è mai interessato alla nostra vicenda". Nel febbraio scorso il senatore dell'Ulivo Nuccio Iovene ha presentato un'interrogazione ai ministri degli Esteri e della Giustizia chiedendo che venga soddisfatta la richiesta dei familiari di Marcello Mancusi di fare piena luce sull'omicidio.(ANSA)

PER NON DIMENTICARE Giovanni Falcone

Da sei mesi in carcere a Cuba: «Ha confessato il falso dopo le torture»

Da http://www.ilgazzettino.it/
VICENZA - Da circa sei mesi il vicentino Luigi Sartorio è rinchiuso in un carcere di L'Avana senza che siano stati ancora formulati i capi di imputazioni contro di lui. Nel frattempo, l'imprenditore italiano - arrestato insieme al fiorentino Simone Pini e al mantovano Angelo Malavasi nel luglio scorso ........................................................
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Il ministero degli Esteri, ha però sottolineato Mantica, «segue con attenzione i casi di 1800 italiani detenuti nel mondo ma, si tratta comunque di fatti privati in cui lo Stato non può intervenire. Noi possiamo fornire assistenza ai familiari e verificare che le condizione del trattamento dei detenuti rispettino i diritti umani». Quei diritti che, secondo Sbrollini, in questo periodo sono stati violati. «Sartorio soffre di patologie che richiedono continui controlli medici. I suoi legali ci hanno riferito che, in carcere, ha subito violenze», ha evidenziato la deputata dicendosi comunque «rassicurata dall'attenzione» al caso dimostrata dalla Farnesina. Oggi, ha infine aggiunto Sbrollini, «abbiamo consegnato l'ultima parte dei documenti che dimostrano che Sartorio non era a Cuba il 14 maggio, al momento del presunto omicidio. Speriamo che bastino ad ottenere il suo rilascio».

Mercoledì 02 Febbraio 2011 - 19:28 Ultimo aggiornamento: Venerdì 04 Febbraio - 03:31

12 febbraio 2011

Abou Elkassim Britel, cittadino italiano, vittima delle “consegne straordinarie” denunciate da Dick Marty

Dal sito di Silvia Cattori http://www.silviacattori.net/article1534.html#nb3
Marocco: La realtà crudele di musulmani imprigionati e torturati
Quando incontrai la signora Khadija Anna L. Pighizzini, tre anni fa, e mi raccontò la sua storia inaudita, mi si spezzò il cuore. Viveva una vita serena e tranquilla fino a quando, nel novembre 2001, fu improvvisamente assalita da ondate di giornalisti che, dopo aver diffuso ripetute menzogne, con lo scopo di associare suo marito al terrorismo................omissis........

10 febbraio 2011

Quelli che non fanno le feste ad Arcore


A Te Katia, a Carlo, Juri, Giuseppe, Ferdinando, Kassim, Francesco, Anna, Tomy, Elisabetta, Emanuele, Enrico, Zarli e a tutti coloro di cui non conosciamo i nomi, alla memoria di Simone, Marcello, Christoff, Danieli e chissà quanti di cui non si conosce nulla, a tutti i circa 3000 cittadini Italiani detenuti anzi sequestrati e costretti ad una vita di tortura e vessazioni di ogni genere, ai tanti familiari in Italia che soffrono per i loro cari nell'indifferenza totale dei vertici tutti di questo Stato Italia alla disfatta, Stato nel quale vengono garantiti i diritti di tutti sul nostro territorio tranne che i nostri, Stato che come il padre che permette la morte dei propri figli con la complicità dei giornalisti tutti, A TUTTI VOI GRIDO DAVANTI A DIO E GLI UOMINI GRIDO VERGOGNA E SPERO CHE PAGHIATE TUTTO PER IL MALE FATTO.......................

Dalla mail di info@progionieridelsilenzio.it del 8 febbraio 2011

Premettiamo che non e' una protesta contro le feste di Arcore, almeno sino a che non le paghiamo noi (che in quanto a questo non si e' ben capito).

Mentre tutti noi continuamo la nostra vita, e i giornali negli ultimi tempi ci hanno infognato con informazioni delle feste di Arcore e mentre eravamo tutti, chi a commentare, chi a ironizzare chi a sputare veleno sulla vita privata del presidente del consiglio, 2905 connazionali venivano dimenticati nelle prigioni oltre confine. Altri 30.000, tra famigliari e amici continuavano a cercare di dar loro voce, chi mediaticamente, chi nei confronti delle istituzioni, rimanendo pero’ inascoltati e in quella disperazione che non fa notizia. Certo, piu’ importante sapere che la predilezione ad Arcore fosse il “bunga bunga”, piutosto che sapere che se si va in alcuni paesi del Marocco nel periodo del ramadam e si fuma per strada si diventa uno dei 2905 connazionali dimenticati da tutti in qualche squallida cella.
Vogliamo ricordare:

Un poliziotto salentino, in viaggio a Dubai per riprendersi da un periodo funesto e di depressione, viene fermato all’aeroporto con degli ansiolitici ad uso personale e viene arrestato. In quanti lo sanno? In quanti ne hanno parlato? Per quanto tempo?

Simone Renda, impiegato di banca di Lecce, va in ferie in Messico, il suo ultimo giorno di vacanza diventa l’inizio di un incubo, solo perche’ non si sente bene e non lascia la camera per tempo, viene arrestato, trattato come un criminale e lasciato morire in cella. Ad oggi grazie a due avvocati che magnificamente sanno fare il proprio lavoro, ad un giudice onesto i suoi aguzzini sono processati in Italia.....ma in quanti conoscono la storia di Simone Renda? In quanti ne parlano efficacemente? In quanti si indignano?

Tommaso, Elisabetta, Francesco, tre ragazzi di Torino, Sardegna e Savona partono per una vacanza in India. Francesco muore, ne danno l’allarme Tommaso ed Elisabetta ma vengono arrestati e accusati della morte dell’amico, da un anno in prigione, volete leggere l’assurdita di questa storia, la trovate su Cronaca Nera. Indagini non conformi alle regole, la stessa madre di Francesco ritiene i due ragazzi innocenti, ma nulla, non si riesce nemmeno a fargli rispettare i fondamentali diritti, intanto le udienze vengono rimandate e i due ragazzi in una fetida prigione, e chi se ne occupa? Chi le conosce queste storie? Chi ne parla?

Giuseppe Ammirabile, di Bari arrestato in Brasile, in condizioni disumane, con delle accuse non reggono, gia nei primi anni del suo arresto, dimagrito 15 kg. Mentre non si riesce dare giustizia alle vittime di Battisti, lasciandolo soggiornare da re in Brasile, alcuni nostri connazionali innocenti delle accuse rivoltegli vengono tenuti sequestrati e il nostro governo non puo’ fare nulla. E quanti conoscono la storia di Giuseppe e di altri nostri connazionali che venivano tenuti in prigioni sotterranee in Brasile? Quanti ne parlano se non qualche articoletto qua e la...forse?

Francesco Stanzione di Napoli, arrestato in Grecia, ancora oggi si proclama innocente, da tre anni ha chiesto l’applicazione della convenzione di Strasburgo per poter scontare la sua pena nel suo paese vicino alla sua famiglia ed eventualmente riuscire ancora a difendersi, ma con una scusa, o con l’altra, la Grecia non accenna a concedere il trasferimento, strano, pero’ commenta il signor Stanzione, che molti suoi compagni di cella di altri paesi sono riusciti a far rispettare l’accordo di Strasburgo. Chi parla di questa vicenda? Chi la conosce? In quanti sanno che la grecia ha un sistema detentivo degno del terzo mondo?

Ferdinando Nardini, di Roma, in cella in Thainlandia lo stesso PM ne ha chiesto la scarcerazione, il fatto e' assurdo, il giudice lo vuole dentro per l'ergastolo, vengono violati diversi trattati, si rimanda agli articoli presenti su http://www.prigionieridelsilenzio.it .

Carlo Parlanti di Montecatini Terme, residente a Milano, manger informatico vive per 6 anni negli Stati Uniti, torna in Europa, gira in lungo e largo per Europa e Candada e non e’ a conoscenza di essere destinatario di un mandato internazionale di cattura da parte degli Stati Uniti. Viene estradato illegalmente, viene sottoposto ad un processo farsa, viene giusto scritto un libro dal piu’ famoso criminologo italiano, Vincenzo Mastronardi, vengono elaborati rapporti da esperti americani e medici italiani come la dott.ssa Pozzi, il dott. Zingales, ed altri, vengono scoperte prove di crimini contro il nostro connazionale, ma in quanti le conoscono? Chi ne parla? Chi ne vuole sentire?
Sarebbe stato un innovazione che un giornalista avesse fatto una domanda intelligente al premier quando ha dichiarato di essere una persona sensibile, motivo per cui alle ragazze donava dei soldi: perche’ mai, visto la sensibilita’ non ha mai aiutato economicamente uno dei nostri connazionali condannati ingiustamente all’Estero? Prigionieri del Silenzio, in diverse occasioni ha cercato la sua attenzione.
Noi ci chiediamo ancora perche’ mai dagli USA con il caso Knox al Brasile con il caso Battisti, ci sono Paesi che si arrogano il diritto di discutere le nostre sentenze e ogni qual volta che evidenziamo al nostro Governo che vengono commessi crimini nei confronti di nostri connazionali e palesi ingiustizie nei processi penali di questi, ci viene risposto che il paese di accusa e’ sovrano della propria legge? E l”Italia, non lo e’?
Cominciamo a farlo, girando queste storie, distinguamoci da chi non vuole trattare storie “scomode”

6 febbraio 2011

RIFLESSIONI DI UNA DOMENICA DI FEBBRAIO 2011

Continua l'assordante SILENZIO e indifferenza di tutte le Autorità e Organismi Internazionali sul problema degli Italiani Detenuti all'Estero, colpevoli o innocenti, non importa, anche se a dir il vero per i più, giudici supremi degli altri, sono considerati tutti colpevoli o peggio come è stato scritto: persone fatti e strafatti, straccioni e accattoni, in giro per il mondo a cercare il loro "IO", quando nei guai pretendono che le Ambasciate provvedono a Loro e spendano somme di danaro, è stato anche scritto che le Ambasciate e Consolati si prodicano, anche a livello personale degli impiegati a visite continue "mensili" e invio generi conforto e somme denaro raccolte dai loro stipendi.
Che cosa magnifica sarebbe se vero, peccato che la realtà è tutta diversa e questo lo potete desumere non solo dai miei articoli, fatti veri perchè a me successi personalmente e che ho avuto sempre il coraggio di denunciare e continuo, ma anche dalle pagine di altri siti web che trattano di queste storie o da articoli di giornali, pochi a dir il vero, a seguito di interviste rilasciate dai familiari ma anche da commenti di persone che hanno vissute sulla propria pelle queste degenerazioni.
Certo la nostra politica e politicanti hanno sempre avuto altro di più importante a cui pensare, ho raccolto Interrogazioni Parlamentari di anni passati in cui i vari Governi, per bocca dei loro rappresentanti che hanno risposto alle Interrogazioni, hanno affermato che: il problema è serio, è a conoscenza e che avrebbero attivati tutti i canali Nazionali e Internazionali affinchè fosse garantito ai cittadini Italiani il rispetto dei Diritti Civili, Umani e Giudiziari negli Stati dove fossero detenuti, che fosse Garantito loro la Costituzione Italiana alla pari dei Cittadini Italiani e anche stranieri in Italia.
Addirittura con la liberazione e rimpatrio della signora Baraldini in Italia dall'America, dove era detenuta per reati di terrorismo, a opera del Governo Italiano dell'epoca che pagò la cauzione al Governo Americano pari a 48.000.000 di lire di allora (soldi nostri) addirittura il Ministro della Giustizia di allora era all'aeroporto a ricevere la Baraldini come un capo di Stato in visita in Italia, giunta con un Falcon di Stato inviato in missione appositamente in America per il suo trasporto (soldi nostri per aereo, militari aeronautica e servizi, personale civile, tutto l'apparato predisposto all'aeroporto, spese chiaramente per i familiari dela stessa Baraldini portati a Roma). Successe giustamente un putiferio da parte dell'opposizione per quanto sopra descritto, e nei giorni a seguire il portavoce del Governo si affrettò a dichiare che come la Baraldini, nei mesi a venire tutti gli Italiani detenuti all'estero sarebbero stati fatti rientrare in Italia.
Bella promesso rimasta negli scaffali del DIMENTICATOIO, bel gridare delle opposizione di destra, solo per quel giorno anche queste finite negli scaffali del DIMENTICATOIO.
Noi, cittadini Italiani per costoro, tutti uguali senza distinzione, siamo NULLA, popolo pecorone al quale tutto si può fare, la dimostrazione è all'ordine del giorno, inutile fare finta di niente, in Italia tutto è importante e di tutto si parla e ci si occupa, testimonianza le varie trasmissione tv, Porta a Porta, Anno Zero, Ballarò, Reporter, Matrix, Striscia la Notizia, Le Iene, tutti giornali importanti di cui solo qualcuno ha pubblicato qualche articolo, ma tantissimo sono quelli che ho contattato, i partiti politici e loro Leader tutti, e posso fare nome e cognome, nessuno escluso, tutti i vertici dello Stato "vs l'incontro con il presidente della Repubblica, dalla cui Segreteria sto ancora aspettando notizie" mi sembra di essere il Legionario nel "Il Deserto dei tartari" che aspetta, aspetta il nemico che arrivi e che mai arriverà, anche io aspetto, aspetto cosa? il Niente.
Anche il sig. Beppe Grillo che all'epoca mandava tutti a Fanculo niente solo e sempre silenzio e menefreghismo. Solo qualche Parlamentare che per lavarsi la coscienza o farsi pubblicità ha fatto delle Interrogazioni Parlamentare che alla risposta del Governo si sono sempre dichiarati "Soddisfatti" senza entrare nel merito della problematica e andare a controllare se quello dichiarato risultava il vero, sarebbe stato sufficiente chiedere a Noi, familiari, avere un pò di coraggio in più. Ho chiesto tante e tante volte di avere audizione presso la Commissione Diritti Umani col quale Presidente ho avuto un incontro grazie all'interessamento del Senatore Rutelli, in Commissione Giustizia, Commissione Esteri, ma anche ho interessato gli Uffici ONU di Roma, ho scritto a livello personale a Strasburgo, al Presidente della Parlamento Europeo Bozek e Presidente della Commisione Barroso, ho interessato il Vice Presidente attuale del parlamento UE, il corregionale Pittella, NULLA, SILENZIO, risposte vaghe e di non Interesse al caso, ma tante e tante sono stati i miei interventi e richieste rimaste inascoltate NON SOLO PER IL MIO CASO, lo sapete benissimo, ma per tutti i cittadini Italiani sequestrati e detenuti nel mondo in modo disumano e vergognoso, atti criminali non degni di paesi cosiddetti Civili facenti parte a loro dire con orgoglio di quel mondo moderno chiamato GLOBALIZZAZIONE, sempre pubblicizzato come il mondo delle meraviglie, tipo quello della fiaba di Alice, mondo nel quale ogni giorno ci scontriamo in una realtà di vero e proprio "INFERNO DANTESCO" i cui traghettatori moderni come Caronte sono tutti, nessuno escluso.
Il mio grazie e plauso va ai pochi giornalisti della carta stampata e media che mi hanno aiutato, ai pochissimi Parlamentari che si sono adoperati, alla Deputata Zamparutti che ha avuto il coraggio di andare a visitare Angelo e gli altri Italiani detenuti in India, alla giornalista free lance in India Maria Grazia Coggiola che è stata colei che è andato a trovare Angelo nel carcere e che mi ha fatto avere quella foto famosa che mostrava Angelo nelle condizioni fisiche in cui era in quel momento, ma ancora al mitico Filippo fotografo free e amatoriale in giro in India che appena saputo la notizia è andato a Mandi, il primo davvero, a suo rischio, a trovare mio figlio, ma che dopo pochissimi giorni è dovuto andare via per non mettere a rischio la sua libertà, praticamente costretto.
Ma ancora il sig. Damien, cittadino francese, anche lui dopo avermi contattato si recò a Mandi alla ricerca di un suo amico Italiano di cui si erano perse le tracce, lì detenuto, e di cui ero a conoscenza, sul posto appurò la verità e scrisse quanto successe e quanto saputo in giro in quella località da cittadini Indiani, venni a sapere ancora di casi simili che da decenni succedevano in quei posti e riportati anche sulla pubblicazione di Lonely Planet "India del Nord" alle pagg. 316, 319, 850, 870 e 871, dove si parla dei rischi, della scomparsa di decine di cittadini stranieri, dei pericoli dell'incontro della polizia locale, ancora il caso di cui ho sempre parlato che è una fotocopia vera a propria a quanto successo a mio figlio, quello di Iann Stilmann, inglese avventura che potete trovare ancora su Internet idem in tutto e per tutto a quella di Angelo, ho sempre avuto il sospetto che i poliziotti fossero gli stessi.
CHE DIRE, TANTO E' ANCORA IL RAMMARICO CHE MI PORTO NEL CUORE E DI CUI VORREI PARLARE PIU' APPROFONDITAMENTE ANCHE SE MIO FIGLIO OGGI E' A CASA MA PER IL RISPETTO DI TUTTI COLORO ANCORA SEGREGATI NEL MONDO DI CUI NESSUNO VUOLE INTERESSARSI, CHISSA' SE VERRA' MAI IL GIORNO DI AVERE UNA TRASMISSIONE DOVE SI POSSA INCOMINCIARE A TRATTARE DAVVERO DI QUESTE STORIE A LIVELLO UMANO SI' MA MAGGIORMENTE A LIVELLO GIUDIZIARIO, PERCHE', COME TUTTI DICONO NEL MONDO, COMPLICI I NOSTRI RAPPRESENTANTI, NON TUTTI GLI ITALIANI SONO MAFIOSI DELINQUENTI O PEGGIO COME ALCUNI FUNZIONARI ASSERISCONO CHE I NOSTRI FIGLI SONO TUTTI DROGATI IN GIRO A CERCARE IL LORO "IO", IO DICO CHE INNOCENTI E COLPEVOLI VANNO TUTTI GARANTITI IN EGUALE MISURA SONO TUTTI ESSERI UMANI E CITTADINI ITALIANI.
E CHE DIRE POI DI SANTA MADRE CHIESA E ALCUNI SUOI RAPPRESENTANTI? CAPITOLO A PARTE DI CUI PARLERO' E NE SENTIRETE DELLE BELLA
A tutti buona giornata e che a nessuno tocchi queste situazioni Giovanni Falcone

5 febbraio 2011

Intervista ad Anna, italiana in carcere in Argentina

Di seguito una vecchia intervista e storia di italiani deteni all'estero, in questo caso una donna, detenuta in Argentina, significativo di tutte le storie nel mondo:
da L'Arrgentina
http://www.largentina.org/2009/11/15/intervista-ad-anna-italiana-in-carcere-in-argentina/
.................................... omissis........................................................................................
Che tipo di rapporto hai avuto con il Consolato Italiano e in generale con le Istituzioni Italiane?
In questi due anni mi sono sentita abbandonata dalle autorità italiane, dall’ambasciata e dal consolato. Durante i primi tre mesi non li ho visti, perchè dicevano che non avevano i miei dati. Mia figlia continuava a telefonare, ad insistere. Ora è da un anno che sono in questo carcere della provincia è venuto una volta il console a vedermi, dopo che io ho sollecitato più volte. L’unica cosa che ha saputo dirmi è che non sapeva che cosa fare per me e per i carcerati italiani uomini. Finchè ero a Buenos Aires venivano una volta ogni due mesi, portando vestiti e magari versavano anche dei soldi, ma da quando sono in provincia più niente. Ho chiamato più volte il consolato ma mi dicono che sono al di fuori dell’aera di influenza del consolato di buenos aires. Il rapporto con le istutuzioni italiane è complesso, perchè da una parte vorrei che mi aiutassero, ma allo stesso tempo non vorrei chiamarli mai, mi vergogno della mia situazione...................omissis...

4 febbraio 2011

Italiani all'estero, Simone Righi condannato a 4 anni e 6 mesi in Spagna

L'ASSURDO EPILOGO DELLA VICENDA DI SIMONE RIGHI:
Da http://www.italiachiamaitalia.net/
Home / Italiani all' estero / Italiani all'estero, Simone Righi condannato a 4 anni e 6 mesi in Spagna
Thu, 03 Feb 2011 03:02:00
La sentenza del Tribunale Provinciale di Cadice è stata resa pubblica ieri. Applicata la legge senza nessuna attenuante. Verrà presentato il ricorso al Tribunale Supremo spagnolo. Una doccia fredda per l'accusato e la sua compagna Jo Fiori. A nulla sono servite le azioni intrapprese dalle autorita diplomatiche italiane e a nulla sono servite le 10,103 firme raccolte nelle reti sociali in appoggio alla causa di Simone.

http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/24887/2011-02-03.html

Ne avevo parlato già: http://giovannifalcone.blogspot.com/2007/11/scritto-da-max-bono.html

3 febbraio 2011

Giovanni Falcone: l’uomo che sconfisse la Legge di Murphy


Da http://www.francolondei.it

Non sto parlando del “magistrato” Giovanni Falcone, ma del suo omonimo il “padre” di Angelo Falcone che per anni è stato detenuto senza colpa in India e che considero, spero ricambiato, un grande amico. Un uomo che rispetto profondamente e che ha lottato come un leone contro tutto e contro tutti per dimostrare, riuscendoci, l’innocenza del figlio.

Perché nel titolo ho parlato “dell’uomo che sconfisse la Legge di Murphy”? Innanzi tutto voglio spiegare cos’è la “Legge di Murphy”: è quella legge non scritta secondo la quale “se qualcosa può andarti storto, ti andrà storto”. Ebbene, Giovanni Falcone, il padre di Angelo, ha completamente ribaltato questo concetto trasformandolo in “se qualcosa può andarti storto, fai in modo che ciò non accada”.

Non ho mai visto nessuno combattere come un leone ferito come ha fatto Giovanni durante gli anni della detenzione del figlio in India. Lui ha ribaltato tutti i concetti di arrendevolezza che purtroppo spesso si vedono quando uomini normali, come appunto Giovanni, si trovano a scontrarsi con poteri fortissimi o con l’indifferenza delle Istituzioni. Lui non si è arreso alla prima difficoltà. Non si è arreso nemmeno alla millesima. Ha scomodato tutti, dal Presidente della Repubblica Italiana, al Ministro Frattini, fino al Primo Ministro indiano. E’ andato in TV decine di volte a far sentire la sua voce, a far sentire la protesta per l’indifferenza mostrata dalle Istituzioni italiane. Con coraggio ha maltrattato tutto e tutti, ha preso per il bavero pomposi funzionari e gli ha sputtanati in diretta TV perché, convinto delle sue ragioni, riteneva che lo stavano prendendo per i fondelli mentre suo figlio era costretto in un carcere indiano tra mille privazioni e nella più totale assenza di tutela.

Ho visto per la prima volta Giovanni a Roma in occasione della conferenza sui detenuti italiani all’estero tenutasi alla Camera dei Deputati. Ci eravamo già sentiti per telefono, ma mai visti di persona. Dal primo impatto mi diede subito l’impressione di essere una persona determinata a salvare la vita del figlio a tutti i costi. Anni dopo lo ritrovai ad una manifestazione organizzata da Radio Radicale con la stessa immutata determinazione con cui intervenne alla Camera dei Deputati. Solo che aveva una maggiore coscienza di quello che è il problema dei detenuti italiani all’estero e dei problemi che devono affrontare le famiglie quando un loro caro finisce nelle grinfie di sistemi di giustizia nei quali non esiste la parola “Diritti”. E così, mentre cercava di salvare la vita di suo figlio, si prodigava per dare una mano ad altri genitori che si trovavano nella sua stessa condizione invitandoli a non cedere, a non arrendersi alla “Legge di Murphy”.

Ieri ci siamo sentiti su Skype dopo un po’ di tempo che non ci sentivamo e anche a me, che non sono certo persona che si arrende facilmente, mi ha spronato a non arrendermi alle “contrarietà della vita”. E così mi ha fatto capire come quest’uomo normale, questo padre, questo carabiniere in pensione, questo abruzzese dalla scorza indistruttibile, sia in effetti una persona da prendere ad esempio, una persona che si oppone fermamente alla logica secondo la quale “se qualcosa deve andare storta, andrà storta”. Per lui non è così. E’ troppo facile arrendersi alle contrarietà della vita giustificando il tutto con la “Legge di Murphy”. E’ un atto di vigliaccheria. Per la cronaca, dopo innumerevoli battaglie Giovanni è riuscito a riportare a casa il figlio Angelo e l’amico che con lui era finito in quel tremendo vortice, vincendo contro tutti e contro tutto, da solo, come un cavaliere solitario. Ce ne vorrebbero di uomini come Giovanni Falcone, il padre di Angelo, in questa Italia ormai allo sbando. Di certo saremmo un paese con molto più onore.

2 febbraio 2011

Italiano detenuto illegalmente a Santo Domingo. L’ambasciata se ne frega

Da http://www.secondoprotocollo.org/
http://www.secondoprotocollo.org/?p=2260

Ne abbiamo già parlato in passato (qui, qui e qui) del caso di Luciano Vulcano, arrestato illegalmente a Santo Domingo oltre un anno fa e da allora lasciato letteralmente al suo destino dalle istituzioni italiane. Ora, se possibile, emergono fatti ancora più gravi che dimostrano come l’Ambasciata italiana a Santo Domingo fosse da mesi al corrente della illegittimità della detenzione di Luciano Vulcano e non abbia fatto niente per difendere i Diritti del nostro connazionale. .......................................................................

1 febbraio 2011

India: italiani sotto processo per omicidio, Console in tribunale a Varanasi

Da www.ristretti.org Edizione di martedì 1 febbraio 2011
Ansa, 1 febbraio 2011
Il console italiano Laura Carpini raggiungerà presto Varanasi da Nuova Delhi per partecipare ad una delle prossime udienze a carico di Tomaso Bruno, il giovane di Albenga accusato con l’amica Elisabetta Boncompagni di aver ucciso nel febbraio dell’anno scorso il compagno di viaggio Francesco Montis.
La visita del console Carpini è voluta per dare un sostegno morale ai due ragazzi ma anche per avere garanzie sulla regolarità del processo. I genitori di Tomaso, Marina Maurizio e Euro Bruno attendono risposte concrete in questo senso. “I nostri ragazzi sono chiusi da quasi un anno in un penitenziario straniero e lontano da casa - hanno detto i genitori di Tomaso. Auspichiamo davvero che lo Stato italiano faccia sentire la propria presenza in un momento delicato come questo che Tom e Eli stanno attraversando. È importante che il giudice, il pm e tutti siano consapevoli che la questione è seguita dal nostro console”.

Venezuela dietro le sbarre. La testimonianza delle detenute italiane

http://www.terrelibere.org/terrediconfine/4144-venezuela-dietro-le-sbarre-la-testimonianza-delle-detenute-italiane

Da http://www.terrelibere.org


Le detenute italiane nell`Inof (Istituto Nacional de Orientacion Femenina) di Los Teques raccontano la loro esperienza: le minacce, le armi bianche, la droga. “Per star tranquille basta rimanere lontane dalle malandras”, le detenute più pericolose. La vita in carcere: una lotta per non soccombere............................................

Abou Elkassim Britel, un italiano di serie B

Il pod cast http://iunisa.unisa.it/podcast-16-90-6.html della trasmissione radio dell'Università di Salerno a cura di Vincenzo Raimondo Bis Greco http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=159851040730619&id=159131130802610#!/profile.php?id=100000960893139,
intervista alla signora signora Khadija Anna Lucia Pighizzi moglie di Kassim,
http://www.giustiziaperkassim.net/ A Voi ogni considerazione e commento da inviare a chi ritenete opportuno delle Autorità competenti per riportare alla ribalta della cronaca questi casi di ordinaria follia, disumanità e violazione di ogni basilare Legge Nazionale, Internazionale, dei Diritti Umani tanto pubblicizzati in questi periodi a favore di tutti animali compresi per i quali fioriscono giorno per giorno leggi, ma tranne e non si capisce perchè a favore DEI CITTADINI ITALIANI colpevoli e innocenti, senza distinzione, UNA VERGOGNA CHE PESA SUI POLITICI E STATI SOLO A PAROLA DEMOCRATICI, Vigliacchi maledetti. Giovanni Falcone