28 gennaio 2011

Dubai: interrogazione parlamentare su italiano arrestato per possesso di farmaci antidepressivi

Da www.ristretti.org Edizione di giovedì 27 gennaio 2011
Ansa, 27 gennaio 2011
Sull’arresto di un cittadino italiano avvenuto a dicembre negli Emirati Arabi uniti il parlamentare Pierfelice Zazzera (Idv) ha reso noto di aver depositato un’interrogazione parlamentare. “La questione dell’arresto di quest’uomo - spiega Zazzera - è piuttosto anomala, e non deve passare inosservata. Si tratta di un poliziotto di origine pugliese, che dopo un periodo di vacanza trascorso a Dubai------------
http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/dubai-interrogazione-parlamentare-su-italiano-arrestato-per-possesso-di-farmaci-antidepressivi

24 gennaio 2011

Abou Elkassim Britel a Kenitra

Continua il rapimento, la segregazione, la vita disumana tra tortura fisica e psicologica di Kassim nel nuovo carcere del Marocco, a Kenitra. Vita grama che in Italia ma anche nel resto del mondo neanche gli animali sono costretti, vita che come Kassim tanti altri Italiani e altri uomini nel mondo sono costretti a vivere coercitivamente.
Le poche notizie che filtrano sono quelle della moglie khadija Anna, cittadina Italiana come Kassim stesso, pubblica sui siti da Lei aperti, come un diario annota tutto, una testmonianza per il mondo per farci sapere di come l'Ingiustizia viene usata a fini delinquenziale che talune Nazioni e persone mettono in essere verso altri uomini.
Anche io d'altronde ho usato il blog per far conoscere la storia e lottare per mio figlio Angelo detenuto anche lui Ingiustamente in India. E' grazie a quella battaglia che Angelo oggi è a casa, libero, riconosciuto innocente, delitto per il quale nessuno in India è stato messo sotto inchiesta e pagare per i loro misfatti.
Oggi si parla sempre più e assiduamente, un bombardamento continuo di globalizzazione, Diritti Umani ad opera di Organizzazioni umanitarie, Associazioni, Istituzioni, Stati tra cui anche la Chiesa. Ma nei fatti nulla cambia, come ha scritto Albert Einstein " Il Diritto Internazionale esiste soltanto nei manuali di Diritto Internazionale..." Giovanni Falcone
Di seguito le ultime notizie fattoci arrivare da khadija via email nella quale scrive anche "Grazie a tutti, spero di non avervi disturbato.
un saluto khadija anna":
Kassim a Kenitra http://www.kassimlibero.splinder.com/ e ancora
http://www.giustiziaperkassim.net/

21 gennaio 2011

Un poliziotto leccese in carcere per droga ma erano ansiolitici

Voglio prima di dare la notizia fare una considerazione sugli "ANSIOLITICI" che sono dei medicinali così come descritto da Wikipedia:
"Gli ansiolitici sono una categoria di farmaci usati per attenuare e curare stati di ansia e di angoscia. Questi riducono l'attività del sistema nervoso centrale e possono essere aggiuntivi a neurolettici per le fasi acute (questo a volte per lungo tempo nei pazienti schizofrenici) e ad alti dosaggi provocano sedazione. Vengono usati in medicina per alleviare l'insonnia temporanea, l'ansia e il dolore."
Premessa, la pagine a seguire della Gazzetta del Mezzogiorno, è stata rilevata dal sito http://www.prigionieridelsilenzio.it/ a seguito della segnalazione di Katia:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=397214&IDCategoria=11 del 18 corrente: - La vacanza a Dubai, per un poliziotto leccese in servizio a Roma dove vive da tempo, si trasforma in un incubo. L’agente, A. D., di 48 anni, si trova infatti rinchiuso nel carcere di quel Paese, con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti. In realtà, si sarebbe trattato solo di ansiolitici, più semplicemente medicinali antidepressivi, che lì la legge equipara alle droghe. Dietro le sbarre, l’agente si trova ormai da più di un mese, e sebbene le autorità italiane si siano già mosse, attraverso l’Ambasciata, non è stato possibile ottenere la scarcerazione. D’altra parte, a Dubai come in tutti gli Stati arabi, i reati di droga sono trattati con molta severità, tanto è vero, che per la sola detenzione, la condanna può raggiungere i quattro anni di reclusione.
A Dubai, il poliziotto era sbarcato nella metà dello scorso mese di dicembre. Stressato, non si sa bene se per via del lavoro o per altro, e per questo un po’ depresso, aveva deciso di concedersi una vacanza salutare, e per combattere la depressione, si era portato dietro alcune confezioni di ansiolitici, ed altre pare le avesse acquistate in loco. Allo sbarco dall’aereo che da Roma lo aveva lì trasportato, tutto era filato liscio come l’olio, ed il 48enne aveva trascorso una vacanza che a quanto si sa, lo aveva rigenerato. I guai li ha trovati al momento dell’imbarco per il viaggio di ritorno, perché nella valigia, gli uomini del servizio di sorveglianza, hanno trovato le confezioni di medicinali, che per loro sono droga.
Il poliziotto leccese è stato così trattenuto, e dopo il via libera delle autorità giudiziarie, rinchiuso in una cella. Pare che lo stesso giorno dell’arresto, gli sia stato consentito di avvisare i familiari nella Capitale, e l’anziana madre con la quale continua ad essere in contatto, ha informato il legale di famiglia, e questo il ministero degli Affari esteri. Le autorità italiane hanno subito acceso i canali diplomatici, ma a parte le assicurazioni sullo stato di salute del cittadino italiano, non risulta che abbiano saputo granché, né ottenuto la scarcerazione, che pure sarebbe stata chiesta.

17 gennaio 2011

CONSIDARAZIONI GENNAIO 2011

Oramai vedo che nessuno commenta, come se tutti pensano che sia finita, cosa risolta, Angelo a casa tutto finito, tutti gioiosi e contenti di questo felice epilogo. Ebbene sì, da una parte, Angelo è a casa, tutto è cambiato, non ci assillano più i tanti problemi di una volta, le paure mai sopite di una vita di costrizioni a stenti, violazioni inimmaginabili nel terzo millennio, nell'era della tanta decantata Globalizzazione, vergognosi silenzi-assenzi, menefreghismo a tutti i livelli, di tutte le Autorità, Istituzioni, Organizzazioni e Associazioni Internazionali che curano il rispetto dei Diritti Civili e Umani, dediti, secondo la mia esperienza ma anche da quanto acquisito direttamente da altri familiari nelle mie stesse condizioni e da me contattati e con rapporti stabili per le questioni inerenti alle vicissitudini dei nostri familiari detenuti all'estero.
A queste categorie di esseri abbietti non vanno escluse le Autorità Ecclesiastiche che si sono comportati alla pari dei primi.
Oramai continuo a denunciare che se non fosse solo per darsi un senso di umanità apparente e inesistente, nessuno parlerebbe delle storie dei nostri cittadini, fanno solo finta di interessarsi a loro se non per pubblicizzarsi e quando costretti da genitori che come me li assilla e incalza continuamente e a ragione, contro i quali nulla possono, nessuna scusa o bugia dietro la quale nascondersi.
Abbiamo appena finito di festeggiare il Natale e il Capodanno, Voi pensate che i tanti Italiani detenuti nel mondo abbiano ricevuto una visita? o un pacco o qualsiasi altra attenzione per non sentirsi abbandonati e dimenticati? qualcuno di loro abbia potuto ricevere una telefonata di augurio? NON CREDO AFFATTO, e pensate che questo è previsto, però chi dovrebbe ha tanto altro da fare (ferie, festeggiamenti, viaggi,etc. etc.)
Si pensa che quando tornano a casa tutto è finito, come se nulla fosse successo, intanto i problemi anche adesso ci sono e non cambia nulla rispetto a quando detenuto, continua l'abbandono, il menefreghismo, e noi costretti e lasciati soli a lottare giorno per giorno nel'indifferenza. Assenza di aiuto per integrazione, certo oggi c'è la crisi (questa è un'ottima scusa) problemi sanitari da risolvere per questioni contratti lì dove detenuti in modo disumano.
Io posso solo dirvi che anche quando rientri a casa Assolto, tutto non sarà più come prima, le vite sono stravolte, cambiate, e nessuno se ne preoccupa. Di tutto si parla in tv, giornali, radio, tutto si fa e organizza per tutto e tutti, nascono e fioriscono per questo associazioni, Politici e personaggi danno la loro partecipazione e altro per portare avanti battaglie, TRANNE CHE PER GLI ITALIANI DETENUTI ALL'ESTERO, per loro è una maledizioni non cercata e voluta, che gli è piombata addosso a loro insaputa in un giorno qualsiasi in uno dei tanti paesi del mondo Globalizzato. Avessimo avuto un milionesimo di tempo e altro dato ad esempio alle lotte per gli animali tutto anche per noi sarebbe diverso.
In questo giorno di inizio anno 2011 il mio pensiero e sfogo va ai tanti in Italia a lottare per il loro futuro, ma in special modo a coloro ancora costretti in carceri nel mondo in paesi che di Democratici nulla hanno se non questa parola nei loro vocabolari "forse", nella speranza che l'Italia, l'Europa, il Mondo intero, l'ONU si decidano a Garantire i loro Diritti, che Giustizia prevalga sull'operato delinquenziale dei tanti poliziotti, giudici e altre categorie corrotte che provocano queste situazioni e a verità di questo è stato il 20 dicembre scorso il rinvio a Giudizio per Omicidio Volontario di un Giudice, direttore e Vice Direttore del carcere, del medico e poliziotti Messicani per la morte di Simone Renda di Lecce, a seguito della lotta portata avanti dalla mamma per avere Giustizia alla pari di quanto da me fatto in oltre 3 anni.
Il processo inizierà in aprile presso la Corte di Assise di Lecce.
Giovanni Falcone

15 gennaio 2011

Francia: caso Franceschi; sparito il diario tenuto in carcere a Grasse


Da http://www.ristretti.org/ Edizione di giovedì 13 gennaio 2011
http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/francia-caso-franceschi-sparito-il-diario-tenuto-in-carcere-a-grasse
Agi, 13 gennaio 2011
Il diario tenuto in carcere da Daniele Franceschi non si trova più. Il quaderno personale dove l’operaio viareggino di 36 anni morto lo scorso 25 agosto nella sua cella del penitenziario francese di Grasse appuntava quotidianamente le sue giornate da detenuto non solo non è mai stato restituito alla famiglia (malgrado la madre Cira Antignano ne abbia fatto più volte esplicita richiesta alle autorità francesi), ma non risulta neppure dai verbali di sequestro del materiale rinvenuto all’interno della cella dopo la morte del giovane........omissis.................................................

ECCO LA GIUSTIZIA FRANCESE, TUTTO PER DIMOSTRARE IL NULLA, CONTINUARE COSI' NELLE LORO MENSOGNE, SPERIAMO CHE LA VERITA' SALTI FUORI E CHE DANIELI POSSA RIPOSARE IN PACE, MA ANCHE CHE I COLPEVOLI PAGHINO LE LORO COLPE, nella foto quel che si dice morte naturale. Giovanni Falcone

14 gennaio 2011

Italiani detenuti all'estero, l'elenco si allunga, + 3

Da www.ristretti.org Edizione di mercoledì 12 gennaio 2011
Cuba: italiano in carcere; sono innocente, ho firmato un documento sotto tortura
La Nazione, 12 gennaio 2011
Da sei mesi è in carcere, a Cuba, accusato dell’omicidio di una ragazzina. Ma lui si dice innocente, e vuole dimostrare che a quel festino a base di sesso e droga, durante il quale morì, per l’abuso di stupefacenti, una prostituta minorenne, non ha mai partecipato.
Di più: Simone Pini, 43 anni, fiorentino, il 14 maggio del 2010, giorno in cui, all’interno di un albergo, viene constatato il decesso di una 12enne, sarebbe stato in Italia. Lo potrebbero provare, oltre alle testimonianze dei familiari, tante cose normali fatte da Pini tra il 30 marzo, giorno del suo rientro a Roma, e il 24 maggio, quando è tornato a Bayamo, centro della provincia di Granma dove vive l’ex moglie cubana del fiorentino e il loro figlioletto. Cene con gli amici a Firenze; una ricarica sul conto Postepay; una visita oculistica all’ospedale di Careggi e un controllo stradale effettuato dai carabinieri a Campi Bisenzio. ..................omissis
http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/cuba-italiano-in-carcere-sono-innocente-ho-firmato-un-documento-sotto-tortura

5 gennaio 2011

Altro che caso Battisti. Dall’inferno delle carceri di Santo Domingo: quando gli italiani sono dimenticati




Da http://www.secondoprotocollo.org/ 4 gennaio 2011

In questi giorni si dibatte molto sulla autorevolezza del nostro Ministero degli Affari Esteri messa a dura prova dallo schiaffo brasiliano ricevuto in occasione dell’affaire Battisti. Si contesta alla nostra politica estera di non avere peso internazionale. Noi è un po’ che lo diciamo, inascoltati, ma lo diciamo.Purtroppo noi ci scontriamo quasi quotidianamente con questa “poca autorevolezza”, quando cioè andiamo a difendere i Diritti dei nostri concittadini all’estero e vediamo che, se sono italiani, vengono trattati da pezze da piedi (perdonate la frase poco elegante). I loro Diritti vengono letteralmente derisi, non calpestati, proprio derisi che è peggio. Tanto sanno benissimo che non ci sarà nessuno che protesterà per tutto questo. E allora mi fa sorridere (ma ci sarebbe da piangere) quando la gente chiede di fare la voce grossa con il Brasile quando non riusciamo a farla con Santo Domingo. Perché parlo di Santo Domingo?................................

4 gennaio 2011

Suor Marta del Convento delle Suore Stimmatine Francescane di Santa Maria del Pozzo non è più tra Noi.

http://www.facebook.com/#!/photo.php?fbid=482252097650&set=a.178341632650.134258.102312427650¬if_t=like
Dobbiamo imparare a far nostra la pace di chi ci ha lasciato.
È la grande lezione della vita.
Il nostro cuore si apre per accogliere la tristezza delle Suore che sentiamo Nostre e dar loro la forza di vincerla.
[MOVIMENTO UOMO NUOVO]
Sono tante le persone come Suor Marta ma anche Don Oreste Bensi, sua Eccellenza Don Tonino Bello, San Pio, Beata Madre Teresa i tantissimi Preti e missionari Laici che sono stati uccisi nel mondo per quello che rappresentavano, Profeti e annunciatori della parola di Cristo e tantissimi altri. E grazie a gente come loro che la Chiesa ancora oggi è considerata GRANDE, LA CASA DI CRISTO.
Al contrario sono tanti in Italia e all'estero coloro che si macchiano di crimini orrendi, approfittano del loro status per migliorare solo la loro posizione sociale e economica, come gli esempi di cui ho sempre parlato in questo mio blog.
Verrà il giorno in cui risponderanno di tutti i loro misfatti a Cristo, anche se loro non credono in Lui e pur rappresentandolo.
Grazie Suor Marta, Giovanni Falcone