26 settembre 2010

UN PADRE CHE NON RIVEDRA' PIU' IL FIGLIO

Circa un mese fa rientrava dall'Indonesia Giuseppe, papà di Juri che da anni è rinchiuso nelle carceri dell'Indonesia, condannato, ma Juri come Angelo, Carlo, Kassim e Zarli in Marocco, Ferdinando, Simone, Giuseppe e gli amici tutti in Brasile, i 3 di cui all'articolo precedente a Santo Domingo e tutti quanti del sud America e in tutto il mondo, GRIDANO LA LORO INNOCENZA INASCOLTATI E DIMENTICATI dalle nostre Autorità e Parlamento.
Ebbene, in tutti questi anni papà Giuseppe, che io ho avuto il piacere di conoscere personalmente si è alternato con la moglie, sei mesi a testa ad andare a vivere in Indonesia per stare vicino al figlio, dargli l'amore che solo un genitore dà al proprio figlio, una speranza per il futuro. Ebbene, dicevo che un mese fa è rientrato da quello che poi si è dimostrato il suo ultimo viaggio, appena arrivato in Italia è stato ricoverato in ospedale, stava male da tanto, il male non gli dava tregua, eppure ha continuato a viaggiare, ma questa volta è stato diverso, una settimana fa mi aveva telefonato, era preoccupato per le situazioni chi vivono i cristiani in quei posti, capite? ha chiamato me, non le Autorità competenti, chissà?????? oramai non si nutre fiducia e gli ultimi articoli da me pubblicati lo dimostrano chiaramente. Oggi pomeriggio ho ricevuto la telefonata di Vania che mi dava la triste notizie, Giuseppe è ritornato al Padre, quell'unico grande Padre di Noi tutti e speriamo che da lì possa aiutare Juri e tutti ad avere Giustizia e poter rientrare a casa e questa volta andare Lui a trovare e pregare per il padre e dargli quella pace che uomini crudeli gli hanno portato via, a Lui e Noi tutti genitori, parenti e amici di quegli Italiani detenuti all'estero e dimenticati.
Pace a Te Giuseppe e invito tutti a pregare per Lui almeno una volta, grazie, Giovanni Falcone

1 commento:

MattBeck ha detto...

Non pregherò perché sai come la penso, Giova; l'unica cosa che posso fare è chinare il capo in segno di rispetto e sperare che Juri possa un giorno, il più presto possibile, riabbracciare la propria famiglia.