15 settembre 2010

India: dal carcere di Tihar arriva "Tj", il brand dei detenuti


Sarebbe un'ottima cosa se effettivamente fatto nei modi descritti, ma conoscendo alcune situazioni penso che non sia proprio così, specie per quanto riguarda le 8 ore lavorative giornalieri. Altra cosa importante da non trascurare, chi prende i soldi delle vendite dei prodotti? Il cacere di New Delhi conta una popolazione carcerario che supera abbondantemente le 12.000 unità. Ora il ragionamento è semplice, se la vita è difficile in un carcere di 350 unità, dove la vita quotidiana è scandita da trattamenti non proprio civili, dove oltre alla solita tazza di riso non si va, movimenti e contatti esterni ristrettissimi, com'è possibile tutto ciò descritto e pubblicizzato nell'articolo? Che bello sarebbe dare una speranza a tanta gente, la speranza di un futuro migliore, bello e basta, ma ne dubito, penso solo a pubblicità...
Giovanni Falcone

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