4 settembre 2010

Commenti

Commento di Emanuela al post precedente "l'Italia dimenticata in carcere":
Se gli italiani indirettamente coinvolti con i connazionali detenuti all'estero, per conoscenza o parentela o amicizia, sono davvero 30 mila....credo si potrebbe far sentire la voce molto più di come si sta facendo ora...
se ognuno di questi 30 mila avvisasse via mail o altro ogni suo amico, conoscente o parente con dati, notizie, aggiornamenti, proposte....saremmo ancora di più...
emanuela
04 settembre 2010 11:03
Cara Emanuela, ti ringrazio del tuo commento, come al solito sei sempre attenta. Si è vero quello che dici, servirebbe che ci fosse più partecipazione attiva di tutti, d'altronde questo potrebbe capitare a tutti, come succede ancora oggi e l'ultima cronaca di Daniele Franceschi ucciso in Francia ne è la conferma.
Putroppo i primi sono le famiglie che a torto o ragione preferiscono di tacere, vergogna? non sapere cosa fare? la lingua? le pressioni? e anche l'età avanzata di alcuni, ma il peggio è il menefreghismo,la violazione dei propri doveri-obblighi di chi dovrebbe interessarsi come atto giuridico dovuto, e non aiuto profuso per benevolenza, buoncuore o perchè tu sei bravo-simpatico.
Tanto potrebbero fare gli amici che mi-ci seguono sul blog e facebook continuare a commentare anche con commenti forti, duri tanto da far capire a chi mi-ci segue che la gente è con Noi. Certo i calcoli li avevo fatto anche io tempo addietro e pubblicati, un calcolo semplice dei parenti e amici di ognuno dei 3.000 e si arriva anche oltre i 30.000 che potrebbero fare il giusto peso, specie nelle elezioni, ma ancor più organizzando una manifestazione di protesta, ALTRO CHE' se le cose potrebbero cambiare ed evitare torture e omicidi di nostri cari, sì i nostri perchè quelli di chi comanda non hanno nessun problema, es.? il caso di don Sandro De Pretis, andate a cercare sul mio blog questa storia.
E VOGLIO RICORDARE A TUTTI, NESSUNO ESCLUSO CHE,SI' ANGELO E' A CASA, MA I PROBLEMI NON SONO FINITI, ANZI NEANCHE IMMAGINATE QUANTO SIA DIFFICILE ANCORA OGGI, CHISSA' SE INTANTO QUALCUNO POTREBBE OFFRIRGLI UN LAVORO, VIVERE A 30 ANNI COSI' E' POSSIBILE? E LA DIGNITA' DI UN UOMO DOVE LA METTIAMO? LE DIFFICOLTA' CHE CI TOCCA AFFRONTARE A NOI FAMILIARI GIORNO PER GIORNO, DOVE LA METTIAMO? grazie a tutti, Giovanni Falcone
Giovanni Falcone

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