30 maggio 2010

IL POTERE DELLA CHIESA - anzi di ALCUNI SUOI APPARTENENTI

Devo constatare con rammarico, che quando si scrive o si parla di Chiesa da parte di tutti o quasi cade il silenzio, imbarazzante, oserei dire timore e anche paura.
Paura e timore che ci attanaglia da secoli di sopraffazione, coercizione continua messa in atto da parte di chi, impropriamente indossa abiti talari, che fanno di questo solo e soltanto POTERE, da esercitare verso tutti coloro che li circonda, potere che serve ed è servito ad arricchirsi a disimisura, loro e la loro cerchia di amici e parenti. Occupare ogni poltrona dalla quale dirigere la regia mondiale dell'affare e malaffare.
Certo, Cristo non aveva immaginato che i suoi servitori, apostoli moderni, potessero arrivare a tanto, ci avevavo già tentato quando LUI era ancora in vita, ma con coraggio li scacciò a malomodo dal tempio, dalla casa del Padre Suo.
Ma si sà, il male alleato al potere è sempre esistito, forte, la storia ci porta tanti esempi anche del passato, ed ecco che coloro che erano stati cacciati, con astuzia demoniaca e con la complicità del popolo pecorone e ignorante tramava sotto, riuscendo nel loro malefico intento, mettendo in croce Cristo. Quel Cristo che amorevolmente, per noi, immeritevoli di tanto, nulla fece, morì sulla croce per noi, per i nostri peccati.
Si gira la pagina ad oggi, Anno Domini 2010, cosa è cambiato? nulla, i Farisei sono ancora al loro posto e anche il popolo pecorone ignorante e così questi demoni continuano la loro vita quotidiana di strapotere su tutto e tutti.
Ad ogni generazione si pensava che con l'arrivo dei giovani, in futuro qualcosa sarebbe cambiato ma irremidiabilmente ogni volta tutto si è rilevato inutile, così oggi dobbiamo prostrarci ancora a costoro per avere tutto, ANCHE UNA PREGHIERA, come è successo a me, ma non ho ceduto e non cederò mai, piuttosto la morte che farmi sodomizzare da costoro, che continuo tranquillamente a maledire nella speranza che prima o poi Cristo ritorni sulla terra per scacciarli definitivamente o che Dio ci castighi con un'altro diluvio universale.
L'AZIONE PIU' DIABOLICA DI SATANA E' FAR CREDERE DI NON ESISTERE
E NEGARE L'ESISTENZA DI DIO
Continuo a sostenere che COME ABBIAMO I NOSTRI DIRITTI CIVILI, ALLA PARI ABBIAMO I NOSTRI DIRITTI ECCLESIASTICI, da umili Cristiani e per questo dobbiamo lottare, i preti sono tali per mandato di Cristo ai quali ha affidato il proprio gregge, e lo devono curare in ogni modo salvaguardando la sua integrità, sopravvivenza e una vita degna di Cristiano, dispensando in eguale misura a tutti, senza distinzione di ceto o classe sociale Amore, Carità, Misericordia e Perdono, e se necessario porgere anche l'altra guancia, TUTTO QUESTO DIPENDE DA NOI TUTTI.
Giovanni Falcone

29 maggio 2010

PEDOFILIA

http://www.youtube.com/watch?v=m5hjNO7xQnw
http://www.anticlericale.net/

LA CHIESA E SUOI RAPPRESENTATI

Neanche la presenza di Angelo in paese ha indotto il........parroco a miti e umili azioni che dovrebbero essere le fondamenta del suo mandato.
Mandato ricevuto da Cristo, che gli ha affidato il Suo gregge, per guidarlo, provvedere al suo mantenimento e, cosa più importante, a non disperderlo.
Umilta', fratellanza, amore, carità, misericordia, visitare gli ammalati, i carcerati e quanti soffrono in vario modo, dare tutto se stesso per queste opere e rendere grande, tramite lui, il Signore, che tanto ha fatto per Noi, fino a dare la Sua Vita sulla Croce, per perdonare i nostri peccati. Costoro dovrebbero "porgere l'altra guancia" così come ha sempre fatto nostro Signore e invece cosa fanno? nulla, con "strafottenza", pensano che fare quel poco che gli piace, con chi piace loro,
a lui e tutti quelli come lui dico: VERGOGNATEVI
Che dire, giudicate Voi e non sottomettetevi mai a costoro, veri diavoli, anticristo in terra e denunciate sempre questi fatti, perchè insieme riusciremo in qualcosa, LA NOSTRA LIBERTA' DI CRISTIANI e avere tutto l'amore che Cristo ci ha riservati.
Giovanni Falcone

PRETI PEDOFILI IN ITALIA, Basgnasco recita il "mea culpa"

http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=40104&cat=cronaca

PRETI PEDOFILI, anche in Italia i Vescovi hanno coperto.
In allegato il Link della dichiarazione del Cardinale Bagnasco, Presidente della C.E.I., guardando il video voglio attirare la Vostra attenzione al vescovo seduto alla destra di Bagnasco, a sinistra guardando il video, EBBENE SI TRATTA DEL VESCOVO SUPERBO DI POTENZA, andate a leggere la storia del ritrovamento dei resti della povera Elisa Claps nella chiesa di Potenza e cosa sta facendo quel vescovo....
Giovanni Falcone

21 maggio 2010

Caso Claps, e la Chiesa Lucana

http://www.facebook.com/group.php?v=app_2373072738&gid=160622831494#!/topic.php?uid=160622831494&topic=19599

Zotta Rocco NAPOLI - E' difficile credere che il vecchio parroco della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, deceduto due anni fa, non sapesse che il corpo di Elisa giaceva nel sottotetto: lo dice in una lettera inviata al Papa il legale della famiglia Claps Giuliana Scarpetta.
«Elisa è stata uccisa ed il suo corpo occultato per diciassette anni in quella chiesa – scrive nella lettera affidata all’ANSA – già mi risulta difficile credere che il parroco don Mimì Sabia, deceduto due anni fa, non fosse a conoscenza di alcunché, per la semplice ragione che mi risulta difficile che qualcuno possa uccidere in casa altrui, e lasciare il cadavere in casa altrui, senza che il padrone di casa ne venga a conoscenza, seppure quel qualcuno all’epoca era assiduo frequentatore della chiesa e dunque il parroco».
«Altresì mi risulta difficile – continua – credere che nessuno dei frequentatori della chiesa fosse a conoscenza di nulla, atteso che il sottotetto è sempre stato frequentato dai ragazzi della Parrocchia e del centro Newman, circolo costituito all’interno della chiesa della Santissima Trinità, della quale usufruiva di alcuni locali».
«La prova che molti sapevano risulta dalla circostanza – conclude il legale – che alcuni anni fa, all’interno de bagno di un bar sito nei pressi della chiesa, qualcuno scrisse sul muro "Elisa è nella Chiesa della Trinità"».
LEGALE AL PAPA: NON PLAUSIBILE VERSIONE VESCOVO
Non è "plausibile" la versione dei fatti ricostruita dal vescovo di Potenza sul ritrovamento del cadavere di Elsia Claps, nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza: lo afferma l’avvocato della famiglia Claps Giuliana Scarpetta, in una lettera inviata al Papa e affidata all’ANSA.
L'avvocato fa il punto su quanto emerso dalla indagini sul ritrovamento del cadavere, due mesi prima della data in cui si è venuto a sapere, e ne informa il Papa, attaccando la chiesa potentina: «La cosa più sconvolgente è che gli inquirenti hanno appurato che Elisa non è stata rinvenuta il 17 marzo 2010, ma già a gennaio il vice parroco don Wagno, subentrato al defunto don Mimì, avrebbe scoperto il corpo, l’avrebbe comunicato telefonicamente al vescovo di Potenza in quel momento fuori sede, che a sua volta non avrebbe, a suo dire, capito la comunicazione a causa dello stentato italiano con cui si esprime don Wagno, di nazionalità cubana, quest’ultimo successivamente avrebbe a suo dire dimenticato l’accaduto».
«L'orrendo sacrilego crimine compiuto nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza – si legge ancora nella lettera al Papa – ha smosso le coscienze di tutto il mondo, ma a bene vedere non quello dei parroci della chiesa medesima, che continuano a mistificare la verità anche sul ritrovamento dei poveri resti di Elisa». «Allo stato non sono minimamente credibili – aggiunge – non è credibile il vescovo, che sostiene di aver capito che don Wagno aveva rinvenuto nella chiesa un ucraino, nel mentre egli aveva riferito di un cranio. Non è credibile don Wagno, quando sostiene che successivamente aveva poi dimenticato di aver visto un cadavere nel sottotetto. Le stesse giustificazioni hanno dell’incredibile, non sono plausibili».
ORE 17:50 - I LEGALI: LA SVOLTA CONTRO RESTIVO PER UNA FOTO
Prima la foto rintracciata da 'Chi l'ha Visto?' in cui Danilo Restivo viene ritratto puntarsi un coltello alla gola, quindi l'istanza di revisione del processo condotto ai danni di Omar Benguit - condannato per l'omicidio della studentessa sudcoreana Jong-ok Shin (Oki) - avanzata dal suo legale Giovanni Di Stefano. Queste sembrano essere le circostanze che hanno portato ieri al fermo del 38enne potentino residente nella cittadina britannica di Bournemouth. D'altra parte Di Stefano non usa mezzi termini: "Alla Procura inglese ho detto: o vi muovete voi, o ci muoviamo noi". E qualcosa si è mosso per davvero. "Il punto di svolta - racconta all'ANSA l'avvocato dello Studio Legale Internazionale - è stata la foto rintracciata da 'Chi l'ha Visto?'. Già questa è una prova ben più sostanziale di quelle mosse a carico del mio cliente. Che da otto anni è in carcere per un crimine che non ha commesso. Ecco allora che, oltre all'istanza di revisione del processo consegnata presso la Criminal Cases Review Commission, abbiamo scritto alla Procura di Bournemouth chiedendo di avviare un procedimento ai danni di Danilo Restivo. La situazione è semplice: o si muovevano loro, o ci saremmo mossi noi, rivolgendoci direttamente ai magistrati". Di Stefano, d'altro canto, ha già formalmente indicato Restivo come il responsabile dell'omicidio di Oki. "La legge britannica - spiega - me lo consente". Danilo, però, è stato fermato in connessione al caso Barnett. "Evidentemente gli inquirenti hanno elementi più forti a suo carico in relazione a questa vicenda". E poi, almeno dal punto di vista processuale, un colpevole per l'assassinio di Oki c'é già. I due casi, ad ogni modo, paiono iniziare a intrecciarsi anche dal punto di vista delle indagini formali. La polizia britannica, dal canto suo, continua a mantenere il più stretto riserbo.
20 Maggio 2010
www.lagazzettadelmezzogiorno.it

SIMONE

Bisogna fare un pò di chiarezza su Simone, dato che in tanti, giustamente, mi chiedete sue notizie. Dopo la scarcerazione, trascorso un periodo insieme, le strade di Angelo e Simone si sono separate perchè entrambi avevano esigenze e voglie di recupero diverse. Daltronde non poteva essere diversamente, Angelo 30enne e Simone quasi 50enne. Personalmente ho sentito Simone pochi giorni prima del rientro di Angelo e pensavo che anche lui rientrasse in Italia tanto da averlo invitato a Rotondella per il tempo che desiderava, per visitare i Sassi di Matera, Metaponto, Heraclea (attualmente Policoro) il Pollino con i Pini loricati e per incominciare a fare dei bagni al mare, lo Jonio, ancora incontaminato e tempo permettendo. Lui ha detto che sicuramente sarebbe venuto dato che voleva visitare questi luoghi, posti dove non era mai stato. Poi ho saputo che aveva deciso di rimanere ancora qualche giorno lì mentre Angelo rientrava. Per cui tutto nella norma di decisioni personale di uomini adulti, al suo rientro lo aspetto comunque a Rotondella, per me mai nulla è cambiato nei suoi confronti, lo stesso non è per altri, ognuno di noi ha una propria intelligenza, educazione e cultura, Giovanni Falcone

17 maggio 2010

CARLO PARLANTI A TV7 - prove d'innocenza




PER NON DIMENTICARE

Giovanni Falcone

KASSIM libero, per non dimenticare 16 maggio 2003 - 16 maggio 2010

http://kassimlibero.splinder.com/post/22729349
http://www.giustiziaperkassim.net/
Kassim è ancora detenuto in Marocco, come anche Carlo, Chico, Ferdinando, Juri, Giuseppe e tutti gli amici in Brasile, Tommy, Elisabetta, Vincenzo e la lunga lista dei Desaparecidos Italiani nel mondo, alla mercè di cannibali senza scrupoli, ridotti così, e bisogna dirlo, da una classe politica italiana attenta a tutto e tutti, in particolare ai 27.000 detenuti stranieri in Italia (giustamente e umanamente) ridotti così anche dai media e stampa italina che nulla fa per loro.
Sono importanti le foreste, i cani e gli animali in genere, ogni qualcosa assurda di cui si può parlare e per i quali magari nasconi associazioni che accedono a fondi vari dello Stato,
E POI PER I CITTADINI NULLA DI NULLA.
Che dire andiamo avanti nella speranza che qualcosa cambia, Giovanni Falcone

ANGELO È RIENTRATO IN ITALIA

CASO FALCONE, ZAMPARUTTI E GIOVANNI FALCONE: ANGELO È RIENTRATO IN ITALIA
16 maggio 2010
Elisabetta Zamparutti, deputata radicale, ed il padre di Angelo, Giovanni Falcone rendono noto che Angelo Falcone è rientrato in Italia con un volo atterrato a Malpensa alle 16.40.
La deputata, che ha seguito la vicenda anche accompagnando un anno fa il padre in visita al figlio nel carcere indiano, e Giovanni Falcone hanno dichiarato:
"Con l'arrivo di Angelo è terminata un'odissea che lo ha visto protagonista suo malgrado di un'ingiusta condanna per droga e di un'altrettanto ingiusta detenzione durata ben tre anni nelle carceri indiane. Ringraziamo in primis il Ministro degli Esteri Frattini per l'interessamento alla vicenda e la nostra ambasciata a Dheli per l'impegno profuso. Quella di Angelo è una storia che spiega l'assoluta necessità di porre al centro della politica il rispetto dei diritti umani a partire da chi si trova in condizioni di detenzione. Il nostro paese non dimentichi ora questa vicenda emblematica ma sappia valorizzarla anche per trovare la forza per tutelare tutti i nostri connazionali detenuti all'estero."
17 maggio 2010 08.46

12 maggio 2010

E' FINITA

Oggi il Giudice ha firmato l'ordinanza restituzione del passaporto così tra qualche giorno, con la fine delle ultime scartofie, ANgelo farà rientro a casa.
Voglio ringraziare tutti quanti mi siete stati vicini e aiutato ad andare avanti, mi avete dato la carica nei momenti difficili, che dire, per adesso grazie da parte mia e della mia famiglia.
Giovanni Falcone

11 maggio 2010

SIMONE RENDA, IL PROCESSO A SETTEMBRE

Grazie all'amico Carlo Infante

http://mailstore.rossoalice.alice.it/exchange/ALICE000000051319464/Posta%20in%20arrivo/Caso%20Renda,%20udienza%20preliminare%20a%20settembre.EML/1_multipart_xF8FF_2_Processo%20a%20settembre%202010.doc/C58EA28C-18C0-4a97-9AF2-036E93DDAFB3/Processo%20a%20settembre%202010.doc?attach=1

"E’ stata accolta la richiesta da parte della Procura di Lecce di istruire il processo nei confronti dei presunti aguzzini di Simone Renda. L’udienza preliminare è stata fissata per il mese di settembre davanti al gup Giuseppe Brancato. Per gli inquirenti non sarebbero dunque state presentate tutte le cure su un soggetto rimasto detenuto e l’ipotesi dell’omicidio volontario è scattata perché chi sorvegliava il carcere, o comunque vi lavorava a vari livelli, non avrebbe tenuto conto delle conseguenze psicologiche della dura detenzione. L’accusa di “tortura e atti inumani e degradanti contro la persona”, è stata riqualificata sulla scorta di alcuni profili evidenziati sulle condizioni di salute in cui il bancario leccese è stato abbandonato senza le necessarie cure adoperate in situazioni di una tale emergenza. Rischiano il processo agenti della polizia turistica che eseguirono l’arresto, funzionari del carcere (fra cui il vicedirettore), il giudice “qualificatore” che avrebbe dovuto firmare il rilascio e che non lo fece. Ora dovranno presentarsi in Italia con la pesante accusa di omicidio volontario."
Giovanni Falcone

Ministero Affari Esteri - assistenza agli italiani detenuti all'estero

da www.ristretti.it Rassegna stampa del 9 aprile 2010
Giustizia: il MAE... per l’assistenza ai detenuti italiani all’estero
In rete con l’Italia, 9 aprile 2010
Lo scorso anno sono stati 808 i casi di nuovi arresti o fermi di connazionali all’estero registrati dagli Uffici consolari. Si tratta di un numero consistente, dovuto ad una casistica estremamente variegata. I reati più frequenti commessi dai nostri connazionali all’estero sono nell’ordine: consumo, spaccio e traffico di stupefacenti, reati sessuali, violazione della normativa sull’immigrazione e, a seguire, truffa, rapina, violenza, omicidio.
I cittadini italiani attualmente detenuti all’estero sono 2.772, la maggioranza dei quali si trova in carceri europee. Il numero complessivo negli ultimi anni è rimasto sostanzialmente stabile. Tra i detenuti italiani, molti sono già stati condannati e stanno scontando la loro pena nelle carceri straniere mentre circa mille sono in attesa di giudizio.
Il ruolo della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie e dell’Ufficio consolare. Alla delicata e complessa materia della tutela dei connazionali detenuti, il Ministero degli Affari Esteri rivolge un’attenzione particolare, perché si tratta di persone spesso costrette a vivere, soprattutto in alcuni Paesi extra-europei, in condizioni umane, sanitarie e psico-fisiche decisamente difficili. Il diritto consolare attribuisce al Console poteri specifici di protezione del cittadino detenuto, sia nella fase istruttoria e processuale, sia quando la condanna è passata in giudicato, sulla base di strumenti normativi internazionali che prevedono precisi obblighi per gli Stati firmatari in caso di arresto e detenzione di cittadini stranieri. Naturalmente tali poteri debbono essere esercitati nell’osservanza dell’ordinamento locale e nel rispetto del sistema giudiziario del Paese ospite, che generalmente ha come principio fondamentale l’indipendenza del Giudice.
Chi richiede aiuto?
Nella maggior parte dei casi fanno ricorso all’assistenza delle nostre Rappresentanze diplomatiche principalmente i connazionali che non erano residenti nel luogo dove sono detenuti, ma si trovavano temporaneamente in quello Stato: si tratta di persone non radicate nel Paese, la cui famiglia e rete di connessioni sociali rimane in Italia e che spesso non parlano la lingua locale. L’assistenza da parte dell’Ufficio consolare trova fondamento ovunque vi siano diritti e/o interessi del connazionale arrestato in un Paese straniero che non vengano rispettati. Più in generale, l’Ufficio consolare, su richiesta dell’interessato, può svolgere un’attività di supporto, finalizzata a fornire da un lato il rispetto dei suoi diritti in sede di giudizio e dall’altro l’assistenza necessaria in carcere. Naturalmente l’Ufficio consolare non può e non deve entrare nelle valutazioni di merito del singolo caso, ma si adopera per creare le condizioni affinché i detenuti e le loro famiglie possano gestire nel modo migliore possibile il loro rapporto con le Autorità competenti.
Le cifre (aggiornamento marzo 2010)
Totale cittadini italiani detenuti all’estero: 2.772, di cui 82% in carceri europee; 5% in Paesi occidentali; 12% in Medio Oriente, Africa e Asia.
Totale cittadini italiani che hanno riportato una condanna: 1.841.
Totale cittadini italiani in attesa di giudizio: 931.
Gli strumenti normativi
Art 36 Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari del 24 aprile 1963, relativo al dovere di notificare l’arresto di un cittadino straniero all’autorità consolare dello Stato di residenza, qualora l’interessato ne faccia richiesta.
Art. 6 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 sul diritto ad un equo processo ratificato da 47 Paesi europei membri del Consiglio d’Europa
Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti del 10 dicembre 1984
Cosa può fare l’Ufficio consolare all’estero
Effettuare visite in carcere, previa autorizzazione delle competenti Autorità locali Proporre il nome di un avvocato o una lista di avvocati che possa/possano rappresentare il connazionale in giudizio e, se necessario, un interprete che possa affiancarlo, nonché seguire l’avvocato designato perché agisca con ogni possibile strumento consentito. Resta inteso che la decisione circa la migliore strategia difensiva rimane esclusiva responsabilità del legale, competente a esercitare presso il foro locale, d’intesa con l’assistito.
Presenziare - ove possibile e previa autorizzazione sulla base dell’ordinamento locale - alle udienze in tribunale in qualità di uditore Curare le relazioni con i familiari in Italia, quando si tratti di persone non stabilmente residenti nel Paese e qualora il connazionale lo richieda.
Qualora il detenuto sia indigente, erogare sussidi in suo favore per il pagamento di una cauzione o come contributo per spese legali, o ancora per fornirgli assistenza medica, alimenti, ecc.
Intervenire, nell’ambito delle proprie competenze, per il suo trasferimento in Italia, qualora sia detenuto in Paesi aderenti alla Convenzione di Strasburgo.
Cosa non può fare l’Ufficio consolare all’estero
Intervenire se il detenuto si oppone
Costituirsi parte civile.
Intervenire in giudizio per conto di cittadini italiani.
Ottenere un miglior trattamento - rispetto a quello previsto dalle norme locali - della condizione carceraria.

IL LAMENTO DI UN EX SENATORE IN CARCERE

http://www.repubblica.it/politica/2010/04/21/news/di_girolamo_carcere-3505689/
Di Girolamo, il lamento dal carcere
"Qui dentro condizioni inumane"
L'incontro a Rebibbia con l'ex senatore, indagato per essere stato eletto all'estero con i voti della 'ndrangheta. "Quando uscirò mi occuperò dei problemi dei detenuti. Manca anche il barbiere. A chi entra in cella per la prima volta mi sento di consigliare il kit del detenuto..."
di ALBERTO CUSTODERO


L'ex Senatore DI Girolamo, detenuto in Italia, a Rebibbia, perchè sarebbe stato eletto all'estero con i voti della 'ndrangheta. Guarda caso oggi si accorge delle condizioni disumane nelle carceri italiane, pensate, dice che "MANCA ANCHE IL BARBIERE" addirittura vuole consigliare a chi entra per la prima volta in carcere detenuto, il "KIT DEL DETENUTO", chissà se riesce a registrarlo, può fare anche dei soldi.
Caro Senatore Di Girolamo lei, ma anche suoi ex colleghi, neanche immagina cosa devono sopportare gli Italiani detenuti all'estero, altro che barbiere, lì sì le condizioni sono disumane e penso, per capire questo dovrebbe essere trasferito in uno di quei penitenziari, indiani, thaillandese, indonesiano, arabo, messicano, brasiliano ma anche nella civilissima america e paesi occidentali per capire come vivono e subiscono giorno per giorno i nostri figli.
Vi accorgete di qualcosa solo quando lo vivete sulla vostra pelle o di qualche vostro familare.
Sono oltre 3 anni che grido queste brutture, nessuno, dico nessuno di Voi benpensanti cervelloni ha voluto ascoltare, neanche oggi. I trattamenti disumani sono un crimine e reato gravissimo per tutti coloro che li subiscono, non hanno corsie preferenziali per i potenti, sia reo confessi che per chi detenuto ingiustamente. Nel mondo gli Italiani sono considerati mangia spaghetti-pizza e mafiosi, grazie a Voi che mai vi siete degnati di salvaguardare la loro onorabilità di uomini e cittadini italiani, almeno quando innocenti.
Pensate, adesso Lui quando uscirà si interesserà dei problemi dei detenuti, nessuno gli ha detto nulla della vita dura che lì dentro avrebbe avuto e così non ha potuto prepararsi. Parla di malattie varie in particolare TBC e AIDS, i nostri figli hanno contratto tante di queste malattie, Angelo l'Epatite Virale, e vedremo al rientro. Avevo segnalato e fatto fare una interrogazione parlamentare per i vaccini dell'influenza H1N1 da inviare ai Consolati e a loro volta farli recapitare alle carceri dove detenuti gli italiani, bhè non è successo nulla, proprio NULLA, solo silenzio e indifferenza.
Mi fa piacere che Lei adesso si accorge di tutto questo e chissà forse qualcuno si ricorderà anche dei nostri figli, ma ci credo poco, è ancora viva la vicenda Baraldini, fatta rientrare in Italia, dall'allora Governo di sinistra, Ministro della Giustizia On. Diliberto, Governo che pagò la cauzione al governo americano, 50.000.000 di vecchie lire, mandò un Falcon di Stato a prelevarla e portarla in Italia dove a ricerverla andò lo stesso Ministro della Giustizia, accoglienza degna di un capo di stato. Angelo, mio figlio, ieri ha dovuto raggiungere Mandi in pulman pagato e cercato da lui, per presenziare l'udienza di oggi, un pomeriggio e una notte di viaggio, duro, nessuno l'ha accompagnato. Nessuno si occupa delle condizioni disumane di Kassim Britel, cittadino Itala-Marocchino detenuto in Marocco, di Carlo Parlante e Cico Forte in America, Giuseppe e gli altri Italiani in Brasile, Giovanni nell'ex Russia, oggi Tommy e Elisabetta in India, ma anche di Vincenzo da 8 anni in India, di Fernando in Thaillandia, di Juri in Indonesia e di tutti gli altri, decine e decine, ma si sà questi sono carne da macello, povera gente che nulla merita. Qualcuno ha scritto "morti di fame, fatti e strafatti, in cerca del loro Io, mendicanti straccioni e accattoni", qualche deputato ha dichiarato che non meritano nessuna pietà e che sono la vergogna dell'Italia, questo sul conto di chi condannato a pena definitiva, che grida la sua innocenza, ma anche di chi reo confesso, nei confronti di chi ancora in attesa di giudizio,
BHE' IO DICO CHE LA VERGOGNA SIETE VOI
Lei caro senatore dice, siccome manca il barbiere "ne va della dignità della persona, "come faccio a presentarmi ai colloqui con i familiari o con l'avvocato in modo così trasandato? "
I nostri figli non hanno nulla, nè barbiere, nè possibilità di lavarsi in modo adeguato, mangiare? un miraggio, ma tantomeno visite di familiari o delle semplici telefonate, data la distanza che ci separa.
PENSI CHE QUESTE SONO TUTTE VIOLAZIONI GRAVISSIME A LEGGI E CONVENZIONI INTERNAZIONALI di cui Voi tutti non vi siete mai interessati far rispettare e così oggi invoca delle semplici violazioni nazionali di cui poi se ne può anche fare a meno, visto che in parte è calvo, chissà forse risolve questo problema.
CARI FAMILIARI E AMICI CAPITE QUALE GRAVE PROBLEMA UN EX SENATORE DEVE SUBIRE? e potete contarci che i suoi ex COLLEGHI glielo risolveranno e andranno a trovarlo.
Ancora una cosa ex senatore eletto all'estero, ma anche tutti gli altri politici, quando andate all'estero in visite ufficiale, andate a trovare in quelle carceri gli italiani detenuti, non frequentate solo i saloni delle Ambasciate e dei vari Hothel Intercontinental Sheraton, Hjatt etc..
Giovanni Falcone

RINVIO

Purtroppo ancora un rinvio, a domani, 12 maggio e speriamo sia l'ultimo e che possa rientrare a casa definitivamente al più presto così come sancito dal Giudice dell'Alta Corte Federale, con l'assoluzione e rigetto ricorso dell'accusa. DOMANI allora l'dienza per il rilascio del passaporto.
Il mio pensiero va anche a tutti gli altri Italiani detenuti nel mondo, Kassim, Carlo, Giuseppe, Giovanni, Tommy, Elisabetta etc. etc. è lunga purtroppo la lista. Vi chiedo una preghiera, in questo mese di maggio, mese dedicato alla Madonna. Grazie di cuore e che il Signore benedica tutti e illumini chi può aiutare queste persone e tutti coloro che sofrono in vario modo, Giovanni Falcone

7 maggio 2010

Una candela per la piccola Ottavia De Luise

http://www.facebook.com/event.php?eid=119881504703790#!/group.php?gid=117344184953835

http://www.facebook.com/event.php?eid=119881504703790

Il giorno 17 maggio dalle ore 21,00 alle 23,00 accendi una candela sul balcone e coinvolgi quante più persone possibili a questo evento lasciando un pensiero sulla nostra pagina. Non sarà molto ma alla famiglia di Ottavia sicuramente farà piacere sapere che a distanza di 35 anni le persone per bene non voglio dimenticare
Un'altro segno di ricerca di Giustizia da parte di un'altra famiglia Lucana, Vi prego di unirVi a Noi, un segno di civiltà. Giovanni Falcone