28 gennaio 2010

Suicidi in "Carcere" e nel "Privato"

Purtroppo si continuano a registrare ogni giorno "Suicidi", un allarme sociale sottovalutato (a mio modesto avviso) dalle Autorità tutte, Civile ed Ecclesiastico.
Civile da parte dello Stato a tutti i livelli, perchè non si attuano quelle condizioni di vita e umanità tali da far diminuire le sofferenze fisiche-psicologiche di chi si trova in stato di restrizione per reati commessi, vita dignitosa nelle celle evitando sovraffollamento, vita dignitosa tenendo occupati queste persone con attività lavorative che potrebbero gratificare il vivere quotidiano e sarebbero tante le situazioni dovre potrebbero essere utilazzati, anche nel sociale (certo andrebbe valutata ogni singola situazione);
Ecclesiastico, perchè non in tutte le realtà le Parrocchie e in particolare i Preti, certi preti, non seguono adeguatamente, in modo spirituale i propri Fedeli, a volte abbandonati a se stessi. Basterebbe avere dei contatti, seguirli, ascoltare i loro disagi, delusioni, drammi, per evitare situazioni di disagio psichico che poi sfociano nei drammi dei suicidi che a loro volte gettano nella disperazione le famiglie che rimangono anche loro abbandonati, dramma su dramma. Poi nelle funzioni funebri che seguono (a qualcuno mi sono trovato, purtroppo, a partecipare) si fanno bei discorsi di attenzioni continue assicurate, balle e solo balle. E' solo un lavarsi la coscienza. E' solo dell'altro ieri l'ennesimo suicidio di un giovane della mia Diocesi.
Don Oreste Benzi, fondatore dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, diceva: “Chi si uccide vuole vivere. Sono le situazioni in cui si trova che gli procurano una sofferenza tale che supera la sofferenza della morte.”
Al riguardo dell'ultimo suicidio in carcere l'Associazione Papa Giovanni xxiii ha emanato il comunicato stampa di cui al link a seguire:
http://www.apg23.org/news/il-ragazzo-che-si-e-suicidato-voleva-vivere
Giovanni Falcone

Nessun commento: