29 agosto 2009
ADOTTARE UN SOGNO
28 agosto 2009
PER ERIK
Sono contento che hai potuto passare qualche giorno con loro , e ti rinnovo gli auguri di compleanno e che il futuro sia di libertà e felicità in Italia insieme alla tua famiglia e chi ti vuol bene.
So, come mi hai detto, che stai guardando il mio blog.
Invito tutti a fare commenti di auguri a Erik, anche lui con problemi all'estero come Angelo e gli altri, è uno dei dimenticati, ieri ha compiuti gli anni
Carlo Parlanti dal carcere: Giustizia negli Usa è terrorizzante

La giustizia negli Stati uniti è "terrorizzante", perché "una volta che il dito della polizia è puntato su di te, tu sei colpevole". E' la testimonianza di Carlo Parlanti, un italiano che sta scontando al di là dell'Atlantico una condanna a nove anni di carcere per violenza sessuale e sequestro di persona. Il Tg1 lo ha intervistato al telefono, dal penitenziario di Avenal, in California, dove è recluso. "Sono in una struttura - racconta Parlanti - che era disegnata per ospitare 2mila persone, invece siamo in 7mila. Sono in un capannone con più di 300 detenuti. Si passa la giornata a fare niente, ci si gira i pollici". Parlanti si è sempre dichiarato innocente e se dovesse ottenere la revisione del processo e dimostrare le proprie ragioni, spiega, "non rimarrei negli Stati uniti. Qui è terrorizzante il fenomeno giudiziario. Una volta che il dito della polizia è puntato su di te tu sei colpevole". Parlanti uscirà dal carcere nel 2012 ma, dice, in ogni caso non avrà un futuro: "Se non riesco ad avere giustizia il mio futuro verrà seppellito qua in questo deserto". La sua vicenda è iniziata nel luglio 2004, quando è stato arrestato dalle autorità tedesche all'aeroporto di Dusseldorf, appena dopo il controllo dei documenti. È stato allora che Parlanti ha 'scoperto' una denuncia a suo carico per violenza sessuale e sequestro di persona, sporta dalla sua ex convivente statunitense due anni prima, nel luglio 2002. Rebecca McKay White lo aveva accusato di stupro e di averla tenuta segregata in casa. L'estradizione però era stata richiesta solo alla Germania. Nè l'Italia, nè l'Irlanda, dove Parlanti in quel periodo lavorava, gli avevano notificato nulla. Arrestato a Dusseldorf è stato poi estradato negli Stati uniti dove è stato condannato a nove anni. Si tratta di un evidente caso di ingiustizia, secondo la madre di Parlanti, Nadia Pacini, che a novembre ha inviato anche una lettera al ministro degli Esteri, Franco Frattini, per chiedere un suo intervento. Sono diverse infatti, sottolinea, le incongruenze. La presunta vittima, racconta Pacini, presentandosi alla polizia aveva in un primo tempo affermato di essere stata violentata il 6 luglio 2002. Ma di fronte alla mancanza di lividi che comprovassero la violenza, aveva cambiato versione, anticipando i fatti al 29 giugno. Non solo, ma aveva portato delle foto per provare la presunta violenza che sono risultate poi false da una perizia. La White aveva poi presentato anche un proprio diario nel quale affermava di aver scritto, come sfogo personale, della violenza, nei giorni subito successivi. Ma quel diario, su cui lei afferma di aver scritto nel luglio 2002, era entrato in commercio solo nel 2003. Insomma, per la famiglia, a inchiodare Parlanti è stato un castello accusatorio del tutto infondato.
27 agosto 2009
La psicologa/«I diritti di malati e detenuti:
Vi invito a leggere questo bellissimo articolo della dott.ssa Luana DE VITA, ma anche i commenti all'articolo che dimostrato il nostro grado di cultura civile in Italia. L'articolo riporta in modo chiaro quanto da me continuamente denunciato e in particolare vi riporto al video qui a fianco realizzato da me in collaborazione con radio Bierredue Basilicata (spot pubblicitario per non dimenticare). Ecco questo è lo spaccato dell'Italia oggi, gli animali e altro ancora contano di più degli uomini, si guardano (giustamente) le carceri e i detenuti in Italia, a migliaia e di ogni parte del mondo E GLI ITALIANI DETENUTI NEL MONDO CHI LI VA A TROVARE? (come fatto dall'On. Zamparutti Elisabetta (radicale) CHI VA A CONTROLLARE IL LORO STATO DI VITA? CHI SE NE OCCUPA?, nessuno purtroppo questa è l'mara verità incontrovertibile.
Voglio ricordare quanto scritto e detto all'Angelus da Sua Santità solo pochi mesi fa: "va bene la foresta amazzonica, va bene tutto, ma non dimentichiamoci degli uomini"
Meditate gente, meditate, e Voi Politici fatevi promotori (come previsto dalla Costituzione Italiana e Leggi e Convenzioni Internazionali) di atti Parlamentari e Giuridici sul problema dei Diritti Umani e Garanzie verso i nostri Cittadini all'Estero. Giovanni Falcone
25 agosto 2009
TELEFONATA CON ANGELO " LA PRIMA DALL'OTTOBRE 2008 "
22 agosto 2009
Cerco il sostegno e la sottoscrizione di quanti comprendano la necessità di far installare almeno una Camera Iperbarica in Basilicata
http://www.facebook.com/group.php?gid=117747358999#/group.php?gid=117747358999
Grazie.
BASILICATA: L'UNICA REGIONE ITALIANA SENZA CAMERA IPERBARICACerco il sostegno e la sottoscrizione di quanti comprendano la necessità di far installare almeno una Camera Iperbarica in Basilicata
Certamente farete Vostro questa richiesta Giovanni Falcone
Ancora Stefania dalle Filippine, in SCIOPERO DELLA FAME
20 agosto 2009
Mia lettera su AVVENIRE
Speciale per l'iniziativa "Ferragosto in carcere"
Edizione di sabato 15 agosto 2009 - Speciale per l'iniziativa "Ferragosto in carcere"
Notizie
Grazie ai Radicali per quanto stanno facendo sui Diritti Umani e Civiki dei Detenuti in Italia, grazie ai Parlamentari che hanno fatto visite nelle varie carceri Italiane, il mio augurio è che da parte di questi Parlamentari al rientro dopo le vacanze ci siano delle iniziative per migliorare la detenzione e tutto il problema carceri, ma anche che si ricordino che nelle carceri mondo ci sono anche, purtroppo per Dolo, Colpa o Costrizione circa 3000 cittadini Italiani., che vivono situazioni drammatiche, certo non paragonabili alla detenzione nelle carceri Italiane.
Spero anche che come qualcuno di loro ha dichiarato, non si pensi che queste persone "non meritano nessun rispetto, sono la vergogna dell'Italia" non è una dichiarazione degna di un membro del Parlamento, al quale però voglio ricordare di andare a rileggersi la Costituzione Italiana, in particolare l'art. 27;
la Risol. ONU 30.08.1955 "Regole Minime per il Trattamento dei detenuti" e tutte le modifiche apportate negli anni, http://www.sestaopera.it/Z.SPARSI/ONU_1955.htm
- artt. 37 - 38 - 39 etc. "contatti al mondo esterno"
- artt. 56 etc. Principi Generali
"Patto Internazionale relativo ai Diritti Civili e Politici" firmato a New York 16.12.1966,
http://www.admin.ch/ch/i/rs/i1/0.103.2.it.pdf
- tutta e in particolare anche l'art. 10
A QUANDO UNA INIZIATIVA DI PARLAMENTARI DI TUTTE LE CORRENTI IN VISITA AI NOSTRI CITTADINI?
Giovanni Falcone
MA PARE CHE AD ALCUNI IL VANGELO NON DICA NULLA
Continua la mia protesta verso Santa Madre Chiesa, ma più propriamente contro Kaifa e la sua corte. In occasione della processione di S.Rocco ancora una volta ho esposto il manifesto di cui nelle immagini, per richiamare l'attenzione del "parroco" e dei Fedeli che passando hanno letto come al solito.
Da parte del "parroco" come al solito nessuna reazione, ha letto e andato oltre, non ti curar di loro ma guarda e passa" .
A chi ne avrebbe facoltà pensare a tutto ciò, come sul manifesto, anche qui grido forte il mio sdegno:
AIUTATEMI AD AIUTARLI

31Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.
19 agosto 2009
Italiani all'estero in difficoltà, Rapporto sulla situazione di assistenza da parte del Ministero degli Affari Esteri e di Ambasciate/Consolati
di Franco Londei, responsabile settore Diritti degli italiani all'estero e Italiani in difficoltà all'estero dell'associazione 'Secondo Protocollo'
Premessa Il presente rapporto sintetico vuole evidenziare l'attuale situazione della fruizione dei Diritti dei cittadini italiani che per qualsiasi motivo si vengono a trovare in difficoltà all'estero e dei cittadini italiani detenuti in carceri all'estero. In particolare si vuole analizzare il tipo di assistenza data a questi cittadini dalle Istituzioni Italiane rappresentate in questo caso dal Ministero degli Affari Esteri (MAE), dalle Ambasciate e dai Consolati. Il rapporto vuole anche dare alcuni consigli di comportamento agli italiani che per qualsiasi motivo si vengono a trovare in difficoltà all'estero.
5° GIORNO DI SCIOPERO DI STEFANIA DALLE FILIPPINE
questo è una parte dell'e-mail avuta da Stefania dalle Filippine, la potete leggere integralmente al mio articolo "viaggio in India" del 18 corrente.
E' drammatico e assurdo il comportamento dell'Ambasciata e Consolato di Manila che stanno osteggiando in tutti modi Stefania.
Riescono a trovare intoppi e problemi in ogni cosa che fa, Stefania ha l'autorizzazione a poter venire in Italia con Enrik dalle Autorità Filippine e costoro non Le danno il visto asserendo che "sicuramente non farebbero rientro nelle Filippine" questi signori con la sfera magica vedono nel futuro, nel lavoro istituzionale che fanno??!! pongono formule dibutative e considerazioni personali che assolutamente non li competono e non sono previste dal protocollo.
Stefania da sola è arrivata ad avere contatti con le Autorità Filippine ai più alti livelli,
18 agosto 2009
VIAGGIO IN INDIA
CASO FALCONE, AUTORIZZATE TELEFONATE A DETENUTI ITALIANI
[Basilicata]
Le autorità dello stato indiano del Himachal Pradesh hanno comunicato oggi all’ambasciata italiana a Delhi di avere autorizzato due telefonate al mese tra i detenuti italiani nel carcere di Nahan e i loro familiari.
Per questo, Giovanni Falcone, padre di Angelo detenuto a Nahan, aveva condotto vari scioperi della fame tra cui uno nel mese di giugno durato 20 giorni come forma di dialogo con le istituzioni italiane e con il Ministro degli Esteri in particolare.
La deputata radicale, Elisabetta Zamparutti, accompagnando Giovanni Falcone in aprile a far visita al figlio Angelo, aveva effettuato una visita a tutti i detenuti italiani in India, incontrato autorità indiane preposte alla tutela dei diritti umani e posto anche al Governo italiano con numerose interrogazioni parlamentari, la necessità di un impegno per il riconoscimento ai nostri connazionali del diritto a fare o ricevere telefonate.
Elisabetta Zamparutti e Giovanni Falcone hanno oggi dichiarato:
“Si tratta di un risultato importante frutto di un dialogo e di una sinergia tra cittadini ed istituzioni fondati sulla nonviolenza. Diamo atto al Ministro Frattini di aver mantenuto l’impegno a porre al suo omologo indiano la necessità di riconoscere il diritto a fare o ricevere telefonate. Il risultato così ottenuto, che va a vantaggio anche degli altri italiani detenuti a Nahan, deve ora tradursi in una maggior attenzione da parte del Governo italiano per i nostri connazionali detenuti all’estero e in un impegno ad operare perché possano scontare la pena in Italia in caso di condanna definitiva il che significa, intanto per l’India, la stipula di un trattato in questo senso.”
bas 02
Frattini: dare priorità ai diritti degli uomini

17.08.2009 12:08:55
Roma - Qui di seguito riportiamo un articolo scritto dal Ministro per gli Affari esteri, Franco Frattini, per il quotidiano Il Tempo il 15 agosto scorso sui diritti umani ed i rapproti internazionali dopo gli ultimi accadimenti in Birmania dove il Premio Nobel, Aung San Suu Kyi è stata condannata ad ulteriori 18 mesi di reclusione.
Uno dei temi portanti su cui si gioca la credibilità della comunità internazionale è il rapporto tra due principi che sembrano entrare talvolta in conflitto. Da una parte, la sovranità degli stati, con il correlato principio di non ingerenza; dall'altro, i diritti umani fondamentali, che hanno assunto un valore transnazionale, oltre i confini degli stati. In qualche modo, sembra quindi determinarsi una contraddizione tra due documenti "fondanti" per l'ordine mondiale: vale a dire, la Carta delle Nazioni Unite e la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Una contraddizione riemersa prepotentemente in questi giorni, a proposito della condanna di Aung San Suu Kyi. La questione birmana e la vicenda di Aung San Suu Kyi sono state inoltre oggetto di discussione negli ultimi Consigli Affari Generali e Relazioni Esterne (18 maggio e 15 giugno). E proprio al termine della sessione di maggio il Consiglio ha emesso delle Conclusioni nelle quali, oltre a reiterare la richiesta di liberazione per il Premio Nobel e per tutti i detenuti politici, si preannunciava la possibilità della revisione delle misure sanzionatone nei confronti del Myanmar. La discussione riguardo i possibili passi da intraprendere nei confronti della Giunta birmana è continuata nel Consiglio di giugno, dove si è concordato di mettere allo studio nuove e mirate sanzioni nei confronti della Giunta birmana in caso di condanna del Premio Nobel Aung San Suu Kyi.
Ora gli avvenimenti di questi giorni somigliano a un irritante e insopportabile "punto e a capo", come se niente fosse accaduto. E questo dialogo tra sordi ripropone la contraddizione e la "difficile armonia" che ho richiamato all'inizio. Ma si tratta di una contraddizione solo apparente. Basti pensare, tra tutti, proprio a questo caso del regime militare in Birmania. Se c'è una convinzione che è ormai maturata nella coscienza internazionale, è che la sovranità statale non è più un fatto assoluto. In primo luogo, perché essa deve ormai fare i conti con una governance globale che esige precisi comportamenti dagli stati. In secondo luogo, perché i governi non sono più attori esclusivi. Basti pensare alle organizzazioni internazionali, alle associazioni transnazionali della società civile, agli organismi ed autorità spirituali, oltre ovviamente alle grandi corporation economiche a vocazione globale. Ma soprattutto l'assolutezza e l'esclusività della sovranità statale è messa in discussione da un altro grande principio che si è venuto affermando in campo internazionale, e cioè la "responsabilità di proteggere".
È un principio molto semplice ma anche molto incisivo. In parole povere, significa che la sovranità statale ha una ragion d'essere nel dovere delle autorità di governo di proteggere i loro cittadini. Quando, invece della protezione, un governo esercita la minaccia o l'oppressione verso il popolo che dovrebbe in teoria difendere da pericoli interni ed esterni, allora l'esclusività della sovranità viene meno, ed è la comunità internazionale che deve svolgere una funzione supplente di protezione, di difesa, di salvaguardia. La sovranità ha una natura funzionale, e se non assolve più ai compiti per i quali è costituita essa perde ogni credenziale politica, soprattutto in campo internazionale. Ma sappiamo bene come sia difficile far valere la "responsabilità di proteggere" all'interno di un organismo complesso come le Nazioni Unite, e in particolare in Consiglio di Sicurezza. Spesso occorre trovare uno spazio di manovra tra la minaccia del veto da parte dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e la tentazione delle maggiori potenze di "fare da sole". Ed è in questo stretto margine che si inserisce un corollario fondamentale della "responsabilità di proteggere", e cioè il "dovere di prevenire". Nel caso del genocidio, ad esempio, è evidente che è assai più importante ed efficace la diplomazia preventiva rispetto all'intervento internazionale (se e quando si riesca a deciderlo!). Con questa convinzione l'Italia si è espressa con decisione, ad esempio, nel corso del recente dibattito alle Nazioni Unite proprio sul tema della responsabilità di proteggere.
Ma occorre spingersi anche più in là della semplice constatazione della complessità di un tema che è eminentemente politico prima ancora che giuridico e procedurale. Occorre cioè chiedersi se oggi il postulato di un rapporto di mutua implicazione "automatica" tra democrazia e diritti non debba essere aggiornato. In primo luogo, perché assistiamo al sorgere di democrazie "elettorali" che in realtà sono presunte democrazie, perché fondamentalmente illiberali. Non vi può essere vera democrazia senza diritti umani. Di converso, non vi può essere alla lunga rispetto dei diritti umani senza democrazia, come si è preteso in alcune "democradure" asiatiche e nel mondo arabo. Il campo dei diritti umani non è perciò una "specializzazione" secondaria della politica internazionale o una nicchia per esperti di diritto internazionale. Si tratta al contrario di una questione che è divenuta cruciale - questione che è divenuta cruciale per l'ordine internazionale, per la stabilità e la pace. E la comunità internazionale deve sapersi dare nuove regole e un nuovo "codice di condotta" che ponga la dignità umana tra le grandi questioni strategiche del XXI secolo, almeno in termini analoghi a quello del disarmo nucleare. Ma non possiamo fare da soli e dobbiamo lavorare e lavorare a diffondere questa consapevolezza e questa cultura, sollecitando positivamente anche l'orgoglio dei nuovi giocatori della politica internazionale. Proporre loro la strada coraggiosa di divenire agli occhi del mondo sempre più amici dei diritti e aiutare l'Onu a una grande importante svolta politica.
Del resto le espressioni di "seria preoccupazione" per la sentenza emessa contro la leader dell'opposizione birmana e per "il suo impatto politico" -espressioni contenute nella dichiarazione stampa del Consiglio di Sicurezza dell'Onu- sembrano alimentare nuove speranze e quasi inaugurare una nuova stagione. Anche perché il Consiglio sottolinea e rammenta l'importanza della liberazione di "tutti i prigionieri politici".
News ITALIA PRESS
16 agosto 2009
CINEMA DA MARE 2009
14 agosto 2009
VISITA ALLE CARCERI - COMUNICATO


Iniziativa lodevole e degna di ogni attenzione, a tale riguardo chiedo: a quando una iniziativa del genere che riguarda gli Italiani detenuti nel mondo? A quando vedere i Parlamentari Italiani seguire l’Esempio dell’On. Zamparutti già in visita in India agli Italiani là reclusi?
Giovanni Falcone, padre di Angelo detenuto in India dal 9 marzo 2007.
http://giovannifalcone.blogspot.com/
Giovanni Falcone
CI RISIAMO - altri arresti
Proiettile nel bagaglio, genovese arrestato in India
12 agosto 2009
Un giovane italiano residente a Genova è stato arrestato all’aeroporto di Khajurao (Stato indiano di Madhya Pradesh) perché avrebbe trasportato nel suo bagaglio un proiettile.
Lo scrive l’agenzia di stampa indiana Pti. Il fatto, avvenuto durante lo scorso fine settimana, ha riguardato `Lucka Patley´ (così appare la grafia del nome nel dispaccio di agenzia), di 18 anni.
Shriniwas Verma, ispettore di polizia del distretto di Chhatarpur, ha precisato che il proiettile intatto, di cui non è stato precisato il calibro, è emerso da un controllo del bagaglio mentre il giovane si imbarcava con il padre su un volo diretto a New Delhi.
Lo stesso funzionario ha aggiunto che in base alla legge indiana per il porto illegale di armi il giovane è stato denunciato e dovrà essere processato. Fonti dell’ambasciata italiana in India hanno detto di essere al corrente della vicenda, ma di non avere alcun commento da fare. L’identità dei protagonisti, padre e figlio, non è stata diffusa per volere dei diretti interessati. Durante l’interrogatorio, ha detto l’ispettore Verma, il padre ha dichiarato di non avere la minima idea di come il proiettile fosse finito nel bagaglio.
Comunicato Stampa di Franco STELLA su detenzione Angelo
INTERVENTO DI FRANCO STELLA SU DETENZIONE DI ANGELO FALCONE
“Io, come cittadino privato, e, come presidente della Provincia di Matera, sono in prima linea con il padre Giovanni, a lottare per il rispetto dei diritti umani violati”
13/08/2009 17.32.14[Basilicata]
Ieri a Rotondella, durante un incontro a sostegno della scarcerazione di Angelo Falcone, il presidente della Provincia di Matera Franco Stella ha ribadito l'urgenza di attivarsi per riportare il prima possibile Angelo nella sua Basilicata.“Angelo è detenuto in India, insieme a un amico italiano, da oltre due anni. Dal 9 marzo 2007 – ha ricordato il presidente Stella – una accusa infamante di narcotraffico ha cancellato ogni suo diritto, umano e civile. Dal carcere di Amndi nello stato dell'Himachal Pradesh, nell'area nord dell'India, il 24 agosto 2008, dopo una condanna al carcere duro per ben 10 anni, è stato trasferito nel carcere di Nahan. Qui, dal mese di ottobre, anche in violazione della Convenzione di Vienna, non permettono a nessuno di avere contatti telefonici con lui. Il padre di Angelo, insieme all'onorevole Elisabetta Zamparutti, che ringrazio per il suo generoso sostegno, è riuscito lo scorso 25 e 26 aprile a incontrarlo. Ma da allora, comunque, continuano a essere negati i contatti telefonici. Un vero e proprio caso di violazione dei principali diritti umani che ha spinto il padre di Angelo, Giovanni, a proclamare, lo scorso 3 giugno, il suo terzo sciopero della fame.”“Una storia di kafkiana memoria e di inaudita barbarie, che reclama – ha sottolineato Stella - la presa di coscienza immediata e pragmatica di tutte le forze istituzionali e sociali, della collettività intera. Non dobbiamo lasciare Angelo in quella prigione un solo giorno di più. La Costituzione italiana, insieme alle Leggi e alle Convenzioni internazionali che regolano la materia dei diritti umani e civili, ci impongono di risolvere definitivamente la questione. Il rispetto e la dignità, come l'onore e la libertà, sono beni che vanno tutelati e difesi. Sulla vicenda è sceso un silenzio assordante che non possiamo più tollerare, come istituzioni e come cittadini, perché questo è un problema che non ha colorazioni politiche e che pretende una mobilitazione collettiva. Infatti, la solidarietà oggi deve essere totale.Noi a livello provinciale ci siamo impegnati, e lo faremo ancora, al fianco di Angelo e alla sua famiglia. Reputo di fondamentale importanza che ognuno, nella propria veste di cittadino, debba esprimere ad alta voce e con energia il sostegno ad Angelo e lo sdegno per l'indifferenza che ha contraddistinto la vicenda. Dobbiamo attivare tavoli istituzionali che diano forza alle azioni che Giovanni Falcone ha intrapreso e intraprenderà. Credo che il lavoro fatto da tutti debba dare forza all’impegno del Governo. Ritengo, infatti, che non sia remota la possibilità che sia stato compiuto un abuso e ad andarci di mezzo sono stati due giovani che erano in vacanza. La verità oggi ci sfugge e dobbiamo fare chiarezza per restituire dignità alla famiglia Falcone. Intanto, noi saremo tutti con Giovanni, quando nei prossimi giorni partirà insieme alla moglie e alla figlia nel viaggio che, speriamo, sia il preludio per la liberazione di Angelo.”
13 agosto 2009
2° gioranta sui Diritti Umani "pensando ad Angelo Falcone"
Si è tenuta la 2° giornata sui Diritti Umani voluta e fatta insieme all'Amministrazione Comunale di Rotondella (MT), e intitolata "Pensando ad Angelo Falcone ".
Presenti, oltre al Sindaco Enzo Francomano, il Presidente della provincia di Matera Franco Stella, i Consiglieri Regionali Antonio e Serafino Di Sanza, il Segretario regionale dei Radicali Maurizio Bolognetti, il Segretario regionale di I.D.V. Michele Radice, la dott.ssa Agnesina Pozzi, che hanno partecipato al dibattito, tra il pubblico l'ex sindaco Vito Agresti, gli Assessori Comunali Maria Cuccarese, Franco Tarantino e Pino Comparato.
Il dibattito chiaro si è svolta sulla tematica di cui all'oggetto e forte è stato l'impegno per il futuro da parte di tutti in particolare del presidente Franco Stella che a titolo personale tra l'altro, si sta impegnado per farmi ritornare in India a trovare Angelo insieme alla mamma e alla sorella.Un grazie di cuore a tutti in particolare a Franco Stella ma anche alla cittadinanza che è intervenuta, da parte mia e della mia famiglia. Falcone Giovanni
11 agosto 2009
IL12 AGOSTO, CON INIZIO ALLE ORE 18,00, A ROTONDELLA, SI CELEBRA LA GIORNATA DEI DIRITTI UMANI PENSANDO AD ANGELO FALCONE.
La storia di Giovanni si scrive Libertà. E si legge Amore.
08 agosto 2009
B U O N E V A C A N Z E
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Giornata sui Diritti Umani pensando ad Angelo Falcone
07 agosto 2009
06 agosto 2009
Italiani in difficoltà all'estero: l'Italia non è l'America

giovedì 06 agosto 2009
Che bello vedere un ex presidente americano, Bill Clinton, prendere un aereo, andare in uno dei Paesi più pericolosi del mondo, la Corea del Nord, trattare per la liberazione di due ragazze americane arrestate ingiustamente e ottenere la loro liberazione.
E' bello perché un potente del calibro dell'ex Presidente americano che si muove e che si da tanto da fare per due sue connazionali dovrebbe quantomeno risvegliare le coscienze di certi politici nostrani e chiarire loro il concetto di “connazionale”, di “cittadino italiano” e di “persona con dei Diritti”.
Purtroppo, e lo diciamo con profonda amarezza, crediamo che ciò non avverrà. L'Italia non è l'America dove il concetto di appartenenza ad un popolo è molto forte, dove i politici, con tutti i loro difetti, si incazzano tremendamente quando un loro connazionale viene fatto bersaglio di qualsiasi ingiustizia, dove le sedi diplomatiche si muovo tempestivamente quando si tratta di difendere i Diritti di un americano. Con l'Italia e gli italiani questo non avviene.
Provate a trovarvi in difficoltà all'estero e a rivolgervi a un consolato. Provate a trovarvi privato del passaporto, senza un perché o per cause ingiuste o addirittura nebulose, provate a essere accusati di un reato dove “accusati di un reato” non significa “condannati per un reato”. Provatelo e vedrete l'enorme differenza che c'è tra l'Italia e gli altri Paesi cosiddetti “civili”.
Non troverete nessun aiuto concreto nei consolati, non troverete nessun aiuto concreto da nessuna parte “istituzionale” a cui vi rivolgerete. Solo risposte di circostanza che non vogliono dire niente e che comunque non vi serviranno. Al massimo otterrete l'indirizzo di un legale preso da una lista di perfetti sconosciuti e di cui la professionalità non è stata testata. Con ogni probabilità vi troverete a pagare questo avvocato tre/cinque volte di più di quella che è la tariffa locale, perché voi siete italiani e quindi siete il pollo da spennare, tanto nessuno alzerà la voce per denunciare gli abusi che vengono commessi sulla vostra persona. Non ci credete? Chiedete a Giovanni Falcone, a Stefania Fedele, a Giuseppe Monsurrò, a chi da oltre un anno e mezzo è privato del passaporto e quindi impossibilitato a rientrare in Italia senza aver subito alcun processo, senza una accusa che abbia un senso, senza mai essere stato nemmeno interrogato. Provate a chiedere alle decine e decine di italiani detenuti all'estero che hanno fatto domanda di poter scontare la loro pena in un carcere italiano in base al Protocollo di Strasburgo (non di essere liberati) senza aver avuto mai nemmeno una semplice risposta di cortesia. Provate a chiedere a loro.
E se credete che qualche politico vi possa aiutare dimenticatelo subito, a meno che non si sia in prossimità di qualche evento elettorale. Otterrete solo promesse, al massimo una interrogazione parlamentare dedicata al vostro caso che però non avrà alcun seguito e che verrà presto dimenticata. Vi sentirete rispondere che l'Italia “non può interferire nelle legislazioni di altri Stati”, definizione tecnica per dirvi “fate da soli”. Poco importa se siete vittime di abusi (in alcuni casi gravissimi), se i vostri Diritti fondamentali sono stati calpestati, se vi è stato indebitamente sequestrato il passaporto (un documento italiano), se siete stati costretti con la violenza a confessare reati mai commessi e per di più a firmare un documento in lingua locale di cui non capite una parola. Tutto regolare, non si può interferire con la legislazione di un altro Stato.
Peccato che gli altri Stati lo fanno, eccome se lo fanno. E quando un loro connazionale subisce un sopruso si muovono ai più alti livelli. I consolati vanno a visitare il detenuto ovunque si trovi. Gli accusati di un reato hanno una ottima assistenza legale. I familiari sono sempre informati degli sviluppi e, se è il caso, i politici si muovono concretamente affinché sia fatta qualsiasi cosa per garantire e proteggere i Diritti del loro connazionale. Fanno il diavolo a quattro perché sanno che questo è il loro dovere, che sono pagati per questo, per essere al servizio dei loro connazionali.
E qui torniamo al concetto di “connazionale”, questa parola così elementare eppure così tenuta in poca considerazione dalle Istituzioni italiane. Noi crediamo che sia arrivato il momento di rivalutare questa parola che racchiude tutto un insieme di Diritti sanciti dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che non deve essere solo una parola scritta su un documento proforma, ma che deve essere un valore per chi è delegato a rappresentare i cittadini italiani all'estero.
Purtroppo crediamo che anche queste semplici richieste saranno solo “parole al vento”. L'Italia non è l'America o un altro Stato dove la parola “connazionale” ha un valore. E così noi continueremo a guardare con ammirazione e invidia i vari Bill Clinton prendere un aereo e andare a salvare due loro connazionali in un Paese che ha calpestato i loro Diritti.
Pubblicato da stefania fedele a 5.18
05 agosto 2009
Una bellissima storia di Missione ed Evangelizzazione

04 agosto 2009
A ROTONDELLA SI CELEBRA LA 2° GIORNATA DEI DIRITTI UMANI
04/08/2009 19.19.04[Basilicata]
L’Amministrazione Comunale di Rotondella, in collaborazione con Giovanni Falcone, padre di Angelo, detenuto in India dal 9 marzo 2007, rende noto, attraverso un comunicato stampa, che il giorno “12 agosto, con inizio alle ore 18,00, in Piazza Risorgimento, in occasione della giornata sui diritti umani, si terrà un dibattito sull’argomento, tendente a sollecitare più stringenti azioni delle Istituzioni ed una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica al fine della risoluzione dei tanti casi di cittadini italiani detenuti all’estero, ivi compreso il nostro concittadino Angelo Falcone”.(bas - 04)







