
29 giugno 2009
27 giugno 2009
Il video clandestino di Ahmadinejad «La nostra rivoluzione è planetaria»
In memoria dei martiri Iraniani che lottano per la loro Libertà, all'amico Davood Karimi, presidente Associazione Rifugiati Politici Iraniani residenti in Italiahttp://www.corriere.it/esteri/09_giugno_26/video_clandestino_ahmadinejad_2339058a-6218-11de-8ba1-00144f02aabc.shtml
Il filosofo Bernard-Henri Lévy diffonde un discorso del leader iraniano: «E' fascismo»
Un frame del video«Un vero discorso di ispirazione fascista-messianica, perché seppur in modo diverso dal nostro in Europa quel mélange di culto della forza e di ossessione della purezza altro non è: fascismo». «Un chiaro annuncio del progetto di rivolgimento planetario e di esportazione della rivoluzione islamica nel mondo: terrificante». Bernard-Henri Lévy, noto filosofo e intellettuale francese, impegnato in politica nonché reporter, non ha dubbi sull'importanza del video appena uscito clandestinamente dall'Iran e di cui è venuto in possesso.
«Un documento straordinario» che riprende il presidente Mahmoud Ahmadinejad mentre arringa, con voce sommessa, una quindicina di religiosi iraniani in turbante bianco o nero, alla presenza del suo mentore, l'ayatollah oltranzista Mesbah Yazdi. «Ho deciso di mettere quel filmato sulla mia pagina di Facebook — spiega Lévy al Corriere — perché la gente deve sapere. E perché i giovani e l'opposizione in Iran non vanno lasciati soli in questo momento. È un atto di solidarietà come cittadino, anche se non so chi l'abbia ripreso, nè chi l'abbia inviato». Nel video, oltre dieci minuti di audio e immagini scadenti, probabilmente filmato di nascosto con il telefonino da un partecipante, Ahmadinejad sussurra con voce e occhi bassi rivolgendosi ai «cari» invitati, seduti a un tavolo ingombro di fiori e microfoni. Dice di essere a Qom, la città santa sciita dove risiede e predica Mesbah Yazdi (e molti altri ayatollah anche dell'opposizione, come Ali Montazeri o Yousef Sanei). Ringrazia i presenti per i «servigi» offerti, dice che questi serviranno a preparare finalmente una «grande vittoria, perché i tempi sono propizi». «Non sappiamo quando sia avvenuto l'incontro ma penso che fosse il 13 giugno, all'indomani delle elezioni — dice Lévy —. Quel ringraziamento riguarda i brogli che hanno hanno consentito al presidente di "vincere", anche se qualcuno tra i miei amici iraniani pensa sia precedente al voto e che il grazie sia invece per la preparazione delle elezioni truccate. Ma se i tempi sono ambigui, non lo è il resto: la "grande vittoria" di cui parla Ahmadinejad è la futura esportazione della rivoluzione islamica nel mondo che il presidente sogna da tempo. Un progetto terrificante. Un video che fa ancora più impressione di quelli sulle proteste a Teheran».
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Nel consueto mix di Corano e politica, toni profetici e apparente umiltà, Ahmadinejad si dice in effetti certo che «la rivoluzione islamica ha ormai trovato la sua strada e un grande rivolgimento è iniziato: avrà dimensioni planetarie poiché il mondo ha sete di cultura musulmana, come diceva sempre l'Imam Khomeini». Il movimento, di cui lui si dice «solo uno dei partecipanti», ha una «forza immensa». «E se qualcuno pensa che l'organizzazione o le forze armate a nostra disposizione non siano sufficienti — continua Ahmadinejad sussurrando monotono — ebbene si sbaglia, poiché la logica comune non si applica a movimenti come questo, sostenuti dalla volontà e dalla misericordia divina». Se da un lato Ahmadinejad si dichiara certo del «sostegno di Dio», dall'altra chiede però ai presenti di fare il possibile per rafforzare il movimento: «Bisogna mobilitare tutti i potenziali intellettuali e manager per realizzare la legge e la giustizia dell'Islam e instaurare una società sul modello islamico nella nostra cara patria», dice, convinto come Yazdi che lo spirito della Repubblica Islamica in Iran si sia perso, e che prima di esportare la rivoluzione nel mondo si debba far pulizia in casa. Poi parla del popolo iraniano «che nel suo insieme non è malvagio» anche se «chi si basa su analisi e non su Dio non è certo un illuminato», e se «tutti quei giovani cresciuti in casa e a scuola non sanno niente dei grandi avvenimenti. Che noi, umani e maturi invece conosciamo». Discorsi che preludono a un golpe, come qualche commentatore iraniano su siti e forum sostiene?, chiediamo a Lévy. «Non saprei, difficile dirlo — risponde lui —. Ma di certo so che il regime è condannato. Se cercate in archivio gli articoli che il filosofo Michel Foucault scrisse proprio per il Corriere della Sera nel 1979, vedrete che dall'inizio delle proteste alla caduta dello Scià passò un anno. Ci volle del tempo allora, ce ne vorrà adesso. Ma alla fine accadrà».
Cecilia Zecchinelli26 giugno 2009
Coniderazioni 27 giugno 2009
tentativo.................. di Angelo

A Voi Potenti, a Voi Cariche Isituzionali tutte, a Voi Ministri, Politici, Ambasciatori e Funzionari tutti, a Voi Giudici, che avete il Dovere sancito dalla Costituzione Italiana:
art2 - la repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale;
art.3 - tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine econimico e sociale, che, linitano di fatto la libertà e l'uguaglianza di cittaini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti.......omissis;
In qualità di padri, madri, fratelli o semplicemente amici, cosa fareste a leggere per Voi queste riga?, il grido e l'atto di disperazione di un Vostro caro ridotto in simili condizioni? Cosa fareste Voi di più di quello che io sto tentando a fatica, senza avere le opportune possibilità e aiuti? Come fareste la notte ad addormentarVi tranquilli? COME FATE OGGI A GUARDARE IN FACCIA I VOSTRI FIGLI pur sapendo quanto sta accadendo nel mondo a cittadini Italiani dimendicati, abbandonati, che ai più, anzi per tutti Voi sono solo un peso, un problema, e non cittadini da aiutare, esseri umani da ridare dignità? così come sancito da Leggi e Convenzioni Internazionali.
E cosa dire ancora delle Istituzioni Ecclessiali, che dai pulpiti ci riempono la testa di Sermoni e buoni propositi e che nei fatti nulla fanno se non crearci problemi in più a quelli già abbondantemente esistenti? Non una preghiera, non una volta bussare alla porta così come faceva e insegnava Nostro Signore? Esiste veramente? e se sì perchè non punisce questi esseri immondi degni solo di stare nel più profondo degli inferi? nel fuoco eterno, tra le fiamme a gridare disperazione?
A VOI TUTTI DICO SOLO VERGOGNA
anche per Voi arriverà il giorno del Giudizio. Falcone Giovanni
26 giugno 2009
E la saga continua, vita dura per gli Italiani in vacanza all'estero

26 giugno, Giornata internazionale per le vittime di tortura


BLUE
25 giugno 2009
Stefania ha avuto l'affidamento di Enric

Ragazzi grade notizia, ho appena finito di parlare con Stefania dalle Filippine, http://www.stefaniafedele.blogspot.com/ ha ricevuto una convocazione per l'affidamento di Enric, stupendo, la dimostrazione di quello che ho sempre sostenuto, coalizzarsi con la rete, solo così si ottiene (anche se diranno che così non è). Sono raggiante come Stefania, che sin dall'inizio ho sostenuto e incoraggiata, anche in momenti difficilissimi, grazie anche a Voi tutti, in particolare vorrei salutare Luciano Ardoino http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/, che dire, forza così, vorrei anche ringraziare gli amici (30) che oggi continuano lo sciopero della fame a staffetta per mia solidarietà. Posso solo anticiparVi che ho ricevuto i quaderni di Angelo che aspettavo, con nuovi scritti e disegni, roba da far accaponare la pelle e che nei prossimi giorni pubblicherò
Da un primo sguardo, penso che se ci fosse qualcuno della zona disponibile, si potrebbe tirare fuori qualcosa da fare un libro e pubblicarlo. Ciao a tutti e un Augurio a Stefania e Enric per la nuova vita. Stefania appena vieni in Italia ti aspetto a casa mia, al mare sullo Jonio, che è bellissimo, un bacione grande Falcone Giovanni
fine sciopero della fame e dichiarazioni di Livia Orrico a "LIBERTA'"

23 giugno 2009
Con il Ministro Franco FRATTINI
Comunicato Stampa-Adesione sciopero della fame
Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani
Sono circa tremila i cittadini italiani detenuti nelle carceri di altri paesi.
Per questi nostri connazionali che, a torto o a ragione, stanno scontando una pena detentiva in carceri straniere, la detenzione si traduce in un aggravamento extra legem della stessa.
Il diritto di visita, che è volto a dare al detenuto la possibilità di avere un contatto fisico con familiari e conoscenti, a causa delle distanze, risulta non garantito(vedi Caso Falcone).
Occorre dunque operare per garantire da subito che il contatto possa avvenire attraverso il diritto a fare o ricevere telefonate, che è poi la richiesta che avanza Giovanni Falcone.
Occorre nel contempo operare per favorire il raggiungimento di un accordo bilaterale con l’India, che consenta il rimpatrio dei nostri connazionali che, in attesa di ulteriori gradi di giudizio, potrebbero scontare la pena in Italia.
Ad Angelo Falcone, allo stato dell’arte, è di fatto negata la possibilità di poter ricevere visite da parte dei suoi cari. Oggi Angelo non può nemmeno ricevere o effettuare telefonate.
Giovanni Falcone sta lottando, e non protestando, per ottenere il rispetto di elementari diritti umani.
Giovanni Falcone, dopo l’incontro avuto con il Ministro Frattini nella giornata di lunedì e gli impegni assunti da quest’ultimo, ha deciso di sospendere lo sciopero della fame.
A partire dalla mezzanotte di domani, in 14 continueremo l’iniziativa nonviolenta di Giovanni, con uno sciopero della fame a staffetta della durata di 24-48 ore, per chiedere a tutte le Istituzioni lucane di sostenere concretamente la famiglia Falcone ed ai parlamentari lucani di fare quanto in loro potere per tutelare, partendo dal Caso Falcone, i diritti negati ai nostri connazionali detenuti all’estero.
Sono certo che molti altri cittadini sapranno mobilitarsi per sostenere questa battaglia di civiltà in difesa dei diritti violati.
L’invito per tutti ad eleggere a punto di riferimento, per le iniziative in atto, il gruppo “Sosteniamo Falcone”, nato su Facebook grazie all’iniziativa di Rocco Zotta e Armando Bronzi; gruppo che al momento conta quasi 1300 sostenitori/adesioni.
Elenco adesioni allo sciopero della fame
1. Maurizio Bolognetti, 24 ore
2. Armando Bronzi, 24 ore
3. Rocco Zotta, 24 ore
4. Giulio laurenzi, 24 ore
5. Erica Vinay, 24 ore
6. Rosa Flora, 24 ore
7. Rocco Velluzzi, 24 ore
8. Michele Finizio, 24 ore
9. Rocco Perrone, 24 ore
10. Gianni, Perrino, 24 ore
11. Antonio Bevilacqua, 24 ore
12. Ernesto Navazio, 48 ore
13. Nicola Lapenta(fonte Nuova)
14. Angelo Mauro Calza, 24 ore
Radio Rai 3 " Tabloid del 22.6.2009 "
clicca su "ascolta"
Pablo TrinciaFreelance Writer and Video JournalistMilan, Italy+39.320.0257699
22 giugno 2009
COMUNICATO STAMPA 22 giugno 2009
COMUNICATO STAMPA
CASO FALCONE. IL MINISTRO FRATTINI RICEVE IL PADRE DEL RAGAZZO DETENUTO IN INDIA
Nel primo pomeriggio di oggi, Giovanni Falcone al 20mo giorno di sciopero della fame, accompagnato dalla Parlamentare Radicale Elisabetta Zamparutti e dal Sindaco di Rotondella Vincenzo Francomano è stato ricevuto dal Ministro Franco Frattini in merito alla vicenda del figlio Angelo Falcone, detenuto in India dal 09 marzo 2007 ed in attesa della sentenza di appello.
INCONTRO CON FRATTINI AL MINISTERO ESTERI
Sciopero della Fame
21 giugno 2009
EDITORIALE di Nino Grasso - LA NUOVA del Sud 21.6.2009

20 giugno 2009
A volte, quando si dice.....
khadija ha detto...

Risposta di Chico alla mia lettera

18 giugno 2009
Reportage di Pablo TRINCIA su Vanity Fair n. 25 del 24 giugno 2009



EDITORIALE DI nino grasso 18 giugno 2009

Che dire ragazzi a leggere quest'articolo c'è veramente da schizzare su, noi, figuriamoci chi in negativo è stato tirato in balle. Grazie signor Grasso. E' vero tutto, è vero che sono mesi che aspetto risposte per essere portato in Commissione Giustizia e in Commissione Diritti Umani e sono qui come il legionario nel deserto dei Tartari, sono qui ad aspettare tutto e tutti, promesse, assicurazioni, belle parole, impegni di ogni genere, ma tutto è come rugiada che ai primi raggi di sole si dissolvono e tu costretto a genufletterti, addirittura tutto questo avviene anche con gli organi della Chiesa e da chi li rappresenta, sembra ingredibile vero? ma vi garantisco che è pura verità, ma vi posso assicurare che fino adesso non mi sono piegato di un solo centimetro, il mio posteriore può girare a chiappe in sù con orgoglio, anzi vi posso garantire che specie nei confronti della Chiesa della mia Diocesi, al completo, con il vescovo in testa, li sto quasi attaccando anche se con moderazione. Per tutti verrà spero il giorno della resa dei conti,
Tutti, politici e clero, chiusi in un silenzio tombale e di una indifferenza che a mio avviso dovrebbe girarsi in vergogna, ma niente, ed io vado avanti, testardo doppiamente, da carabiniere e lucano. Mi piace ricordare questa frase :
GRAMSCI, ODIO GLI INDIFFERENTI. CREDO CHE VIVERE VOGLIA DIRE ESSERE PARTIGIANI. CHI VIVE VERAMENTE NON PUO' NON ESSERE CITTADINO E PARTIGIANO.
L'INDIFFERENZA E' ABULIA, E' PARASSITISMO, E' VIGLIACCHERIA, NON E' VITA
Falcone Giovanni
CONTINUO SCIOPERO DELLA FAME


Ieri sono stato contattato telefonicamente dall'On. Zamparutti Elisabetta, (Radicale eletta nel PD Basilicata) che tanto ha fatto e sta facendo, la quale mi informava che il Ministro Esteri Franco Frattini, col quale ha parlato nella mattina alla Camera, Le riferiva della impossibilità di riceverci dato i tanti impegni Nazionali e Internazionali. Lo stesso però ha dato disposizioni a che il nostro l'Ambasciatore a Delhi facesse i passi opportuni al riguardo del problema dei contatti telefonici con Angelo negatoci e che a breve Lui personalmente si sarebbe occupato della questione nei modi dovuti.
Voglio ringraziare il Ministro Frattini, l'On. Zamparutti, l'Ambasciatore Italiano a Delhi con il Console e tutti i Funzionari per quanto fin qui fatto per la storia di Angelo.
Però voglio comunicare che dopo attenta valutazione ho deciso di andare avanti con lo sciopero della fame e tutto quanto già comunicato in precedenza nella lettera inviata al signor Presidente della Repubblica per informarlo del mio sciopero della fame.
Questo fino a quando non sarò chiamato a rappresentare nelle Sedi opportune tutta la problematica di Angelo e più in generale degli Italiani detenuti all'estero.
Che il Parlamento finalmente affronti questo problema Sociale Nazionale che affligge centinaia di detenuti e loro famiglie in Italia con tutti i problemi che questo si porta inevitabilmente dietro.
Chiedo che il Signor Presidente della Repubblica mi riceva per offrirmi la possibilità di poterGli illustrare la vicenda di Angelo e di tutti gli altri detenuti all'estero privi da sempre delle Garanzie previste. Giovanni Falcone
Rotondella, 18.6.2009
17 giugno 2009
ARTICOLO SU VANITY FAIR
15 GIORNI DELLO SCIOPERO DELLA FAME
16 giugno 2009
Premessa - l'India
Oggi voglio fare una piccola precisazione in merito agli Stati che detengono i nostri connazionali. Ebbene io non ho mai inteso imputare a loro alcun chè, tranne per qualche caso particolare. In generale per chi come Angelo è andato in vacanza e ripeto la sua prima gita, era incensurato, non ha mai fatto uso di alcun chè, non aveva a disposizione tutti quei soldi per comperare tutto il quel quantitativo di droga (360.000 €), perchè se così fosse stato si sarebbe fermato ad alloggiare presso un Grand Hotel e non in un povera casa. Allora dicevo, ai Governi nulla imputo, penso e sono sisuro di non sbagliare si tratta di mancaze commesse da singole persone che approfittano del loro stato per raggranellare qualcosa. Così facendo gettano discredito sui Governi Nazionali e verso tutto quello che rappresentano. Questo comportamento ferisce anche me personalmente come Carabiniere, Forza di Polizia, perciò miei ex colleghi, che ho rappresentato negli anni quando lavoravo, discredito gettato anche su di noi, che abbiamo svolto il nostro lavoro con Onestà e Onore, purtroppo le mele marce si trovano in tutte le cassette e sono quelle che bisognerebbe eliminare subito prima che infettino le altre buone. Ho una grande stima del Paese India e di chi lo Governa e Rappresenta nel mondo, così come per gli altri Stati. Ho sempre servito e rappresentato l'Italia Onestamente dapertutto in Patria e all'Estero come quando ho prestato servizio all'Ambasciata di Belgrado, la mia Belgrado con la sua gente che porto sempre nel cuore, ma anche quando in giro nel mondo a lavoro per volontariato, o per turismo.
Questa premessa ho voluto fare per evitare che la gente possa generalizzare, , e lo dimastra quando l'estate scorsa ero tutti i giorni alla fermata dell'autobus, mattina e pomeriggio, ebbene dei ragazzi Indiani erano lì, anche loro ad aspettare il pulman per andare a lavorare, a guadagnarsi il pane, ebbene qualcuno che conosceva i fatti mi chiedeva se avevo fastidio a stare con loro e io con franchezza gli ho risposto di NO, assolutamente, perchè i soli responsabili sono coloro che hanno rovinato mio figlio e non tutta l'India e poi l'India è la Patria del Grande Ghandi il padre dei Diritti Umani.
Chissà se mai riceverò l'invito delle Autorità Indiane in Italia o se Loro venissero a farmi visita, sarebbe un atto bellisimo di comunione e fratellanza ma anche rispetto reciproco, ognuno nel proprio essere e rappresentare. Questo è un'altro mio sogno e aspirazione.Giovanni Falcone
Visita Medica
Lettera aperta dell'On. ZAMPARUTTI al Min. FRATTINI
15 giugno 2009
PER STEFANIA
Lolong simona
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abi 03002 cab 80170
c/c 667735
banca unicredit
SPECIFICANDO PER STEFANIA
e' il conto di una mia cara amica dato che io non ho piu' c/c in italia pensera' lei a girarmi il vs aiutograzie di cuore veramente tanto da me e da enric
Ragazzi siete stupendi avete dato una speranza a Stefania e Enric siete in tanti non posso che ringraziarvi e chiedervi di essere di più per aiutarLa, grazie di cuore. Giovanni Falcone
http://stefaniafedele.blogspot.com
14 giugno 2009
FACCIAMO IN MODO CHE NON SIA DAVVERO LA FINE DI UNA DONNA CORAGGIOSA
Sono qui davanti a questo computer oramai il mio solo ed unico amico, lui e le sigarette sono i soli a fa rmi compagnia ea darmi speranza, Il primo mi fa sperare che qualcosa prima o poi accada, le seconde mi aiutano ad uscire da questo mondo di cacca: Non fumavo prima ho imparato qui con la forza della disperazione e lo faccios sperando che ognuna di loro sia l'ultima .non parlo piu' con nessuno se non con Enric, non esco piu' di casa aspettando che un evento squilli al mio pc. Sono nel buio piu' totale , gli occhimi fanno male a stare sempre incollata davanti ad uno schermo al quale nessuno si affacia mai. E tanti brutti pensieri mi passano per la mente, me ne passano ogni giorno, e questo grazie alla vostra indifferenza. Odio i piagnistei, odio chi si lamenta, odio me stessa perche' ora lo sto facendo io,Ho un brutto presentimento, ho paura che la mia vita finira' qui e non voglio, sarei pronta a donare tutto pur di uscire da quest'incubo ma le sole cose che mi sono rimaste, sono i miei organi,ho solo il mio corpo e mille volte mi sta balenando l'idea di venderlo al miglior offerente, pezzo per pezzo, ma non riesco neanche a fare questo.Continuo ancora a donare tutta me stessa ad Enric, di giorno mamma felice, di notte donna invisibile e disperata. Quando finira' tutto questo?? quanto ancora' dovro' pagare prima che qualcuno si accorga di noi???? Mi vergogno di me,....dov'e' finita quella donna forte di cui andavo tanto fiera???? Vorrei concludere dicendo voglio chiudere con il mondo, ma il mondo a pensarci bene ha gia chiuso con me. Stefania Fedele
APPELLO URGENTISSIMO
Aiutiamo Stefania Fedele che dalle Filippine lancia questo appello disperato per salvare Lei e Enric, il bambino che Lei ha salvato dalla strada, il suo blog:http://stefaniafedele.blogspot.com/
http://www.facebook.com/home.php#/profile.php?id=1183046061
Forza ragazzi, Giovanni falcone
13 giugno 2009
11° GIORNO DELLO SCIOPERO DELLA FAME
12 giugno 2009
Lettera di un'amico alle Istituzioni Italiane
Egregio Signore,
“è ciò che ci chiedono i cittadini” è una frase che spesso, troppo spesso, abbiamo ascoltato in TV, pronunciata da tutti, dico tutti, i rappresentanti dei suddetti Cittadini che siedono in Parlamento.
Chi Le scrive è uno di dei cittadini di questo Paese., di quei cittadini che ancora credono in maniera piuttosto forte nelle Istituzioni. Finora non mi è mai capitato di sentirmi rivolgere da qualcuno dei Parlamentari la domanda: “Cosa chiedi carissimo cittadino, a noi tuoi rappresentanti?”
Non voglio inoltrarmi in polemiche e critiche immotivate, non ci penso e non ne sarei capace. Vorrei soltanto rendere noto a Lei, quale sia il mio concetto di Stato, concetto che posso semplificare come segue: lo Stato è un Padre che deve occuparsi dei propri figli senza riserve e senza tentennamenti. Un Padre è colui che si precipita a rotto di collo dal proprio Figlio ogni qualvolta si presenti per lui una difficoltà che implichi un aiuto, un consiglio, un intervento di qualsivoglia natura.
Un Padre amorevole ma, all'occorrenza inflessibile. Inflessibile quando sia palese un cattivo comportamento di suo Figlio. Un Padre pronto a comprendere e perdonare ma anche pronto a punire il Figlio che si sia comportato in modo inadeguato alle regole familiari e pubbliche.
Questa lettera nasce dopo mesi di riflessioni su di una vicenda particolare di cui poco o nulla si parla, l'arresto in India il 9.3.2007 e la detenzione a seguito di condanna a 10 anni duro carcere, di Angelo Falcone, arrestato con un altro Italiano dalla polizia Indiana, con l'accusa di detenzione di 18 kg di “charas” Seguendo il blog del padre di Angelo, Giovanni Falcone, ho scoperto che di nostri cittadini detenuti all'estero ve ne sono circa 3000. Non ho potuto verificare di persona, pertanto mi debbo fidare delle cifre fornite dal signor Falcone, ma non ho motivo per dubitarne.
Allora la mia domanda è la seguente: questi nostri cittadini detenuti all'estero sono figli di questo Padre-Stato? Se si, come mai le Istituzioni di questo paese non si comportano come si comporterebbe un Padre naturale con il proprio figlio?
Ad agosto del 2008, come sopra detto, Angelo con gli altri è stato condannato a 10 anni duro carcere e trasferito in altro penitenziario dove tolto 3 telefonate fatte in ottobre, non gli consentono più di comunicare col figlio, questo nonostante tutte le segnalazioni alle varie Istituzioni competenti, proteste portate avanti dal signor Giovanni, anche con uno sciopero della fame in corso. Da quando leggo sul suo blog , l'interessamento delle Istituzioni di questo Paese sulla caso è per così dire insufficiente, come se il Padre-Stato abbia già emesso la sentenza di condanna verso il proprio Figlio e abbia deciso di punirlo per la mancanza non “commessa” questo in contrasto anche all'art. 27 della Costituzione Italiana..Mi sarei aspettato, nel caso particolare di Angelo, ma più in generale anche nel caso degli altri cittadini Italiani detenuti all'estero un atteggiamento differente. Infondo bisognerebbe domandarsi se in quei paesi esistano quelle Garanzie di Diritti Civili e Umani degne di un paese Civile e Democratico, siamo sicuro che l'India garantisca gli imputati secondo i canoni di tutela Giuridica? Gli imputati posso accedere ad un Giusto e Equo processo in tempi ragionevoli?
Ecco un Padre dovrebbe correre in soccorso del proprio Figlio e garantirgli tutto il necessario per affrontare le vicissitudini in cui è incappato, non conta come, questo anche in virtù dell'art. 2 della Costituzione Italiana e comunque se dopo tutte le Garanzie previste e alla fine di un Equo e Giusto processo il Figlio dovesse risultare colpevole, il Padre avrebbe tutti i diritti a punirlo.
Nel caso di Angelo e degli altri cittadini Italiani detenuti nel mondo tutto questo è stato fatto?
Concludo chiedendo da cittadino di questa Repubblica alle Istituzioni tutte di occuparsi dei propri figli e in virtù del sentire il mio Stato forte vorrei che altrettanto forte sia la risposta che lo Stato deve dare.
Se ciò non dovesse accadere, allora non so cosa pensare di questo Stato.
Distinti saluti.........................
P.S. così come ripreso da un sito voglio riportare:
L’abbraccio del Padre significa, per il Figlio ritrovato, la restituzione dell’antica dignità perduta, la riammissione al posto d’onore della famiglia, l’intimità familiare. L’amore ed il perdono del Padre vuol dire proprio questo: l’amore di Dio non conosce confini, ma si china misericordioso sull’uomo e sull’uomo peccatore. E’ qui il cuore della rivelazione, il centro di quel messaggio di salvezza che Gesù annunzia, non solo agli scribi, ai farisei e ad ogni pio israelita; ma soprattutto ai pubblicani ed ai peccatori, alle meretrici ed a tutti coloro che si sentono “lontani” dallo sguardo Amoroso di Dio.
IO VOGLIO AGGIUNGERE : RIAMMISSIONE AL POSTO D'ONORE DELLA FAMIGLIA, DELLO STATO INTIMITA' FAMILIARE E DELLA VITA CIVILE.
Antonio Gramsci
RICORDI


considerazioni
Sono ancora a lavorare al computer, oggi sono contento perchè in tanti mi avete contattato, speriamo per il futuro, ho tanto bisogno del vostro aiuto e supporto, ma ancora di più Angelo e tutti gli altri detenuti nel mondo che, aldilà della innocenza o colpevolezza non meritano tutto questo. Sono esseri umani e come tali debbono essere trattati, poi certo chi ha sbagliato deve pagare. Capisco le condizioni degli altri Stati, la siotuazione economica, il grado di cultura, abitudini e quant'altro, ma l'umanità è un qualcosa insito solo negli esseri umani di ogni parte del mondo. Io proprio non riesco a immaginare come ci si possa comportare così, queste persone hanno dei figli? e guardandoli proprio non provano nulla? un senso di colpa, vergogna? Giovanni Falcone
11 giugno 2009
Immigrazione: per paura denuncia, badante muore dissanguata
Immigrazione: per paura denuncia, badante muore dissanguata"
10 giugno 2009
articolo di oggi di Giovanni Greco
09 giugno 2009
Sciopero di solidarietà di Silvia Orrico da Piacenza
Grazie Livia, speriamo che altri seguao il tuo esempio anche nello scrivere al Presidente Napolitano, primo o poi dovrà pur sbloccarsi quest'assurda situazione, nella speranza di salvare e riportare a casa Angelo ma anche i tanti Simone, Carlo,Kassim Britel, Erik, Ivano, Enrico Forti e tutti, dico tutti gli Italiani detenuti nel mondo, così come tante volte dichiarato da esponenti dei Governi nelle risposte alle varie Interrogazioni Parlamentari, ma in particolar modo come il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Marco Minniti che dichiarava: giuro che anche gli altri detenuti Italiani nel mondo avranno lo stesso trattamento della Baraldini dichiarazioni in tal sense anche da parte del Ministro della Giustizia Diliberti, ma in particolare dal Presidente del Consiglio Dalema. 08 giugno 2009
Lettera al Presidente Napolitano


07 giugno 2009
SOLIDARIETA' AL MIO SCIOPERO DELLA FAME
Devo dire che sono commosso, non ci sono parole, grazie, grazie di cuore.
Falcone Giovanni
ECCO LA CULTURA DEL SEGRETO E DEL SILENZIO
Segreti, crimini e Vaticano, il filmato trasmesso dalla BBC edalla RAI
http://video.libero.it/app/play/index.html?id=d3c8e2a13b3815589f89c1e5d0fa91c1
In ogni luogo e da parte di tutti loro, la cultura è sempre la stessa, silenzio, segreto, non rispondere direttamente o indirettamente a chi rappresentano, cioè i loro parrocchiani, delle mancanze, inosservanze o lamentele in genere, del vivere quotidiano di una parrocchia, almeno fino a che non scoppia lo scandalo.
Per contro gli riesce bene e lo fanno, INVITARE con richieste esplicite durante le messe e con lettere indirizzate ai fedeli, ma è bene usare il termine giusto, ISTIGARE, la gente a mettersi contro, anche per vie legali, chi ha il coraggio di venire allo scoperto e chiedere loro conto del loro operato.
Costoro e non saprei come definirli, sono coloro che hanno ricevuto la chiamata prima e il mandato dopo da nostro Signore per predicare il Vangelo, usare Carità, Misericordia e dare assistenza a chi si trova nel bisogno, per ogni motivo, usare il Perdono e l'Amore come unica arma a loro disposizione.
Ma tutto questo per tanti sono solo belle parole imparate in Seminario nelle lezioni di Teologia e nulla più.
VERGOGNA a chi si macchia o si è macchiato di simili crudeltà, VERGOGNA a chi non mette in pratica il suo mandato, VERGOGNA a chi approfitta del suo stato ai fini del solo interesse personale, DI TUTTO CIO' NE DARETE CONTO NEL GIORNO DEL GIUDIZIO.
Giovanni Falcone
04 giugno 2009
Esposto denuncia presentato al Presidente della Repubblica e altri

03 giugno 2009
3° sciopero della fame
Oramai sono 8 mesi che ci viene negato un contatto telefonico con Angelo, tutto questo nonostante che il 24 aprile corrente nel corso di una visita fatta nel carcere di Nahan dove è detenuto, da me e dall'On. Zamparutti Elisabetta, dei Radicali, visita Ufficiale da Parlamentare della Repubblica Italiana, nel corso della quale la Zamparutti ha avuto incontri Istituzionali con Autorità Indiane e portateli a conoscenza di quanto stava accadendo. Le stesse Autorità asserivano che avrebbero fatto gli accertamenti del caso e dato comunicazioni delle risultanze. Oltre 1 mese è trascorso ma nulla è cambiato, nei giorni scorsi abbiamo ancora provato a telefonare ma è stata rifiutata la nostra richiesta.
Non è possibile e non è umanamente giusto che nel 2009, terzo millennio, l'era della Globalizzazione tanto decantata, persistano violazioni ai Diritti Umani e Civili sanciti da Leggi e Convenzioni Internazionali, non è giusto e Umano che tutto questo succede nella Patria di Gandhi, padre dei Diritti Umani, non è giusto che tutte le nostre Autorità da me interpellate continuamente tacciono, non rispondono e se, lo fanno in modo evasivo.
Sono circa 2800 i cittadini Italiani detenuti nel mondo, ma poche decine quelli che come Angelo non hanno rapporti stabili con i paesi dove detenuti, cioè erano in quei posti solo per vacanza o lavoro, eppure le nostre Autorità, il Parlamento tutto non risulta si sia o stia interessando di questi problemi in modo definitivo, questo nonostante le varie dichiarazioni in tal senso fatte negli anni.
Il nostro Parlamento, giustamente come ho sempre detto e anche previsto, fa tanto per i cittadini stranieri detenuti nel nostro territorio, centinaia sono i miliardi che l'Italia spende ogni anno per queste persone, per garantirgli un trattamento dignitoso e umano, dandogli la possibilità in ogni modo di non perdere i rapporti con gli Stati di appartenenza, della loro cultura e religione, fissando in modo chiaro e inequivocabile i modi e i tempi per avere anche e sopratutto colloqui telefonici (unico modo per mantenere i rapporti) con le famiglie lontanissime a volte dai luoghi di detenzione, lontananza che rende impossibile visite anche saltuari dei familiari, date le grosse somme occorrenti al viaggio e le difficoltà che questo rappresenta ma anche ma anche a problemi della lingua.
Ripeto e con forza, che tutto questo è giusto, ma è altrettanto vero che le nostre Autorità dovrebbero avere la fermezza, se necessario ricorrendo nelle sedi Internazionali opportune, ONU, Corte di Giustizia dell'AJA, corte di Giustizia dell'Europa, di richiedere il Diritto di Reciprocità, presentare Note di Protesta Ufficiale, ma ancora pretendere il rispetto delle:
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo;
Regole Minime per il Trattamento dei Detenuti ris. ONU del 30.08.1955;
Convenzione di New York del 10.12.1984;
Convenzione di Vienna che tratta i rapporti tra Stati e Sedi Diplomatiche nei territori;
Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, in quanto cittadino dell'Europa.
Rotndella, lì 3 giugno 2009 Falcone Giovanni papà di Angelo
02 giugno 2009
Enrico FORTI detto Chico, detenuto in America, ergastolo


COMUNICAZIONE 1
Amnesty Italia
Immigrazione: Amnesty; in Italia c'è disprezzo dei diritti umani
di Federica Di Carlo
Ansa, 28 maggio 2009
È un bocciatura su tutti i fronti quella di Amnesty Italia del pacchetto sicurezza del governo italiano "che - denuncia l’organizzazione nel Rapporto 2009 - non fa altro che aumentare l’insicurezza delle persone che già sono in grandissime difficoltà". Nel mirino dell’associazione leader nella difesa dei diritti umani e del neopresidente della sezione italiana Christine Weise sono finite soprattutto le ultime misure in materia di immigrazione varate dal governo che, una volta applicate, hanno dato prova di un "disprezzo dei diritti umani" a danno di chi, "fuggendo da situazioni molto critiche cerca riparo nel nostro Paese".
Ma Weise non si limita ad attaccare i respingimenti, ma parla più apertamente di "un clima di razzismo crescente" in Italia verso le minoranze, come "dimostrano gli sgomberi dei campi rom - ha detto - popolazioni in molte occasioni al centro del disprezzo e di una spirale di violazioni dei diritti umani". In occasione della presentazione dell’ultimo rapporto sulla situazione dei diritti umani nel mondo, l’attacco di Amnesty al governo è frontale: "La politica dell’immigrazione italiana e i respingimenti dei rifugiati che arrivano con le barche in alto mare - ha detto Weise - è espressione di un disprezzo dei diritti umani e delle persone veramente disperate che qui cercano solo aiuto".
"L’Italia sarà inoltre ritenuta responsabile di quanto accadrà ai migranti e richiedenti asilo riportati in Libia", si legge poi in una scheda allegata al dossier, dedicata al paese africano. Dove, ricorda Amnesty, non esiste "una procedura d’asilo" e non viene offerta "protezione a migranti e rifugiati". Pertanto "considerato l’effettivo controllo che l’Italia ha potuto esercitare, seppur in zona extraterritoriale sulle persone soccorse l’Italia sarà ritenuta responsabile di quanto accadrà ai migranti e ai richiedenti asilo riportati in Libia".
Le preoccupazioni di Amnesty sono del resto supportate dai dati che arrivano dal paese guidato dal colonnello Gheddafi, peraltro atteso a giorni a Roma per una visita che già in molti contestano. Secondo lo stesso rapporto, in Libia si praticano "tortura e altri maltrattamenti nei confronti di migranti, rifugiati e richiedenti asilo in stato di detenzione", mentre "a questi ultimi non è stata data protezione, come richiesto dal diritto internazionale sui migranti".
Sempre nella sezione dedicata al Paese amico dell’Italia si legge che "il 15 gennaio le autorità hanno annunciato l’intenzione di espellere tutti i migranti illegali e hanno conseguentemente condotto espulsioni di massa di ghanesi, maliani, nigeriani e cittadini di altri Paesi". Inoltre "700 eritrei, uomini, donne e bambini che sono stati detenuti, sono ora a rischio di rimpatrio forzato malgrado i timori che li avrebbero visti esposti a gravi violazioni dei diritti umani in Eritrea".
Netta infine la condanna di Weise anche della norma che "fa distinzione fra i reati commessi da italiani o da immigrati irregolari" e che s’inserisce in un trend di "criminalizzazione dei gruppi minoritari, elemento tipico di ogni campagna elettorale". Weise non tralascia di contestare il governo per la vicenda della nave cargo Pinar dell’aprile scorso quando "sia le istituzioni italiane che maltesi hanno disatteso - ha denunciato - una delle regole nota a tutta la gente di mare: salvare vite umane è un imperativo assoluto e deve avere priorità su tutto".














