17 novembre 2009

Italiani detenuti all'estero: le vergogne di cui nessuno parla

Scritto da Noemi Cabitza domenica 15 novembre 2009
Non nascondo che se la cosa non fosse così grave ci sarebbe veramente da ridere nel fotografare la giustizia italiana, dove per “giustizia italiana” intendo quella riferita a tutti gli italiani, compresi quindi anche quelli all'estero.
E' bizzarro che in Italia, per scopi che non voglio approfondire, si vogliano falcidiare una marea di processi allo scopo di equiparare il nostro Paese con il Diritto Internazionale che prevede tempi equi per i processi, quando ci sono cittadini italiani all'estero, di cui il nostro Governo se ne frega altamente pur essendone perfettamente a conoscenza, che aspettano da anni, in carcere o sotto sequestro fisico, di essere giudicati per far valere i loro Diritti. Certo, è nobile voler equiparare l'Italia al Diritto internazionale ma questo Diritto non vale forse per tutti?
Invece no. L'opposizione dice che in Italia ci sono cittadini di serie A e di serie B. Io dico che in Italia ci sono anche cittadini di serie Z o se preferite senza nemmeno una serie. Volete degli esempi? Gaetano Sparti, sequestrato negli Emirati Arabi Uniti, accusato di reati non commessi e successivamente scagionato, riaccusato di altri piccoli reati inventati di sana pianta (perché mica potevano semplicemente chiedere scusa!!), è in attesa di parlare con un giudice da 19 mesi senza poter lasciare gli Emirati, il tutto con il Governo che se ne sbatte tranquillamente. Un altro esempio? Fernando Nardini, accusato di concorso in omicidio, costretto a firmare una confessione con l'inganno e in lingua tailandese (guardare per credere), in carcere in Thailandia in attesa che qualcuno di questo Governo protesti per la gravissima violazione dei suoi Diritti. E che dire di Angelo Falcone e Simone Nobili, in carcere in India da due anni e fregati (perché fregati è la parola più appropriata) con lo stesso sistema usato dai tailandesi per Nardini, far firmare una confessione in lingua incomprensibile facendo credere che non è nulla di importante e che solo dopo quella maledetta firma si potrà essere di nuovo liberi. Qualcuno si interessa di queste persone? NO
Beh, è naturale, questi sono solo poveri cristi che non chiedono altro che un minimo di verità mica chiedono di non farsi giudicare. E' chiaro che la politica (quella vera intendo) non può mobilitarsi per questi poveracci, non possono essere mobilitate risorse per questi qui, non si può nemmeno muovere un misero addetto di consolato se è vero (ed è vero) che Sparti, dopo quasi due anni, è abbandonato a se stesso, Nardini ha visto la prima visita consolare dopo sette mesi e, addirittura, Falcone e Nobili l'hanno vista dopo nove mesi, quando dovrebbe essere fatta entro sette giorni dall'informativa del fermo.
Beh, a dirla tutta siamo soddisfatti che in Italia si facciano le riforme per equipararci al Diritto Internazionale, sarebbe bello che tutti potessero fruire finalmente del Diritto Internazionale. Il problema è che, come sempre, saranno solo i potenti a usufruire del Diritto Internazionale, a far valere i propri Diritti. Da diverso tempo mi frulla in mente un esempio che vorrei proporre per far capire meglio quello che intendo. Se al posto dei vari Sparti, Nardini, Falcone, Nobili e tanti altri, ci fosse il figlio di uno qualsiasi degli onorevoli (volutamente in minuscolo) che siedono in parlamento (volutamente in minuscolo), cosa pensate che sarebbe successo? Io dico che sarebbero a casa da un bel po', che due ore dopo il fermo un console generale (non un semplice addetto) si sarebbe precipitato in carcere e che tutta la diplomazia ai massimi livelli si sarebbe attivata.
Mi faccio quasi tenerezza a parlare di queste cose. Anzi, quasi mi vergogno. Finirò per apparire una povera ingenua moralista. Quasi, quasi mi auto-censuro e non scriverò più niente per 30 giorni. Come diavolo posso pensare che un governo come il nostro si interessi dei Diritti dei cittadini all'estero quando non si interessa nemmeno di quelli in patria?
Noemi Cabitza

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Se tutti noi che seguiamo il blog di Giovanni, mandassimo VIA MAIL, MAGARI TUTTI LO STESSO GIORNO, una domanda di informazione circa la situazione del processo di Angelo???
all'indirizzo del Consolato o alla Farnesina, non so, magari lei, Giovanni, ci può indicare l'indirizzo più adatto.
Così magari per ricordare che siamo in tanti...
emanuela

Anonimo ha detto...

sono d'accordo.
L'unione fa la forza e più siamo più possibilità abbiamo per far sentire le ragioni, finora inascoltate, di che chiede solamente che la dignità umana e il riconoscimento dei propri diritti possano trovare posto in un mondo fatto solo di conoscenze, potere e denaro.
UNIAMOCI!!
chiara