6 agosto 2009

Italiani in difficoltà all'estero: l'Italia non è l'America


Scritto da Secondo Protocollo
giovedì 06 agosto 2009
Che bello vedere un ex presidente americano, Bill Clinton, prendere un aereo, andare in uno dei Paesi più pericolosi del mondo, la Corea del Nord, trattare per la liberazione di due ragazze americane arrestate ingiustamente e ottenere la loro liberazione.
E' bello perché un potente del calibro dell'ex Presidente americano che si muove e che si da tanto da fare per due sue connazionali dovrebbe quantomeno risvegliare le coscienze di certi politici nostrani e chiarire loro il concetto di “connazionale”, di “cittadino italiano” e di “persona con dei Diritti”.
Purtroppo, e lo diciamo con profonda amarezza, crediamo che ciò non avverrà. L'Italia non è l'America dove il concetto di appartenenza ad un popolo è molto forte, dove i politici, con tutti i loro difetti, si incazzano tremendamente quando un loro connazionale viene fatto bersaglio di qualsiasi ingiustizia, dove le sedi diplomatiche si muovo tempestivamente quando si tratta di difendere i Diritti di un americano. Con l'Italia e gli italiani questo non avviene.
Provate a trovarvi in difficoltà all'estero e a rivolgervi a un consolato. Provate a trovarvi privato del passaporto, senza un perché o per cause ingiuste o addirittura nebulose, provate a essere accusati di un reato dove “accusati di un reato” non significa “condannati per un reato”. Provatelo e vedrete l'enorme differenza che c'è tra l'Italia e gli altri Paesi cosiddetti “civili”.
Non troverete nessun aiuto concreto nei consolati, non troverete nessun aiuto concreto da nessuna parte “istituzionale” a cui vi rivolgerete. Solo risposte di circostanza che non vogliono dire niente e che comunque non vi serviranno. Al massimo otterrete l'indirizzo di un legale preso da una lista di perfetti sconosciuti e di cui la professionalità non è stata testata. Con ogni probabilità vi troverete a pagare questo avvocato tre/cinque volte di più di quella che è la tariffa locale, perché voi siete italiani e quindi siete il pollo da spennare, tanto nessuno alzerà la voce per denunciare gli abusi che vengono commessi sulla vostra persona. Non ci credete? Chiedete a Giovanni Falcone, a Stefania Fedele, a Giuseppe Monsurrò, a chi da oltre un anno e mezzo è privato del passaporto e quindi impossibilitato a rientrare in Italia senza aver subito alcun processo, senza una accusa che abbia un senso, senza mai essere stato nemmeno interrogato. Provate a chiedere alle decine e decine di italiani detenuti all'estero che hanno fatto domanda di poter scontare la loro pena in un carcere italiano in base al Protocollo di Strasburgo (non di essere liberati) senza aver avuto mai nemmeno una semplice risposta di cortesia. Provate a chiedere a loro.
E se credete che qualche politico vi possa aiutare dimenticatelo subito, a meno che non si sia in prossimità di qualche evento elettorale. Otterrete solo promesse, al massimo una interrogazione parlamentare dedicata al vostro caso che però non avrà alcun seguito e che verrà presto dimenticata. Vi sentirete rispondere che l'Italia “non può interferire nelle legislazioni di altri Stati”, definizione tecnica per dirvi “fate da soli”. Poco importa se siete vittime di abusi (in alcuni casi gravissimi), se i vostri Diritti fondamentali sono stati calpestati, se vi è stato indebitamente sequestrato il passaporto (un documento italiano), se siete stati costretti con la violenza a confessare reati mai commessi e per di più a firmare un documento in lingua locale di cui non capite una parola. Tutto regolare, non si può interferire con la legislazione di un altro Stato.
Peccato che gli altri Stati lo fanno, eccome se lo fanno. E quando un loro connazionale subisce un sopruso si muovono ai più alti livelli. I consolati vanno a visitare il detenuto ovunque si trovi. Gli accusati di un reato hanno una ottima assistenza legale. I familiari sono sempre informati degli sviluppi e, se è il caso, i politici si muovono concretamente affinché sia fatta qualsiasi cosa per garantire e proteggere i Diritti del loro connazionale. Fanno il diavolo a quattro perché sanno che questo è il loro dovere, che sono pagati per questo, per essere al servizio dei loro connazionali.
E qui torniamo al concetto di “connazionale”, questa parola così elementare eppure così tenuta in poca considerazione dalle Istituzioni italiane. Noi crediamo che sia arrivato il momento di rivalutare questa parola che racchiude tutto un insieme di Diritti sanciti dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che non deve essere solo una parola scritta su un documento proforma, ma che deve essere un valore per chi è delegato a rappresentare i cittadini italiani all'estero.
Purtroppo crediamo che anche queste semplici richieste saranno solo “parole al vento”. L'Italia non è l'America o un altro Stato dove la parola “connazionale” ha un valore. E così noi continueremo a guardare con ammirazione e invidia i vari Bill Clinton prendere un aereo e andare a salvare due loro connazionali in un Paese che ha calpestato i loro Diritti.
Pubblicato da stefania fedele a 5.18

2 commenti:

Luciano Ardoino ha detto...

Cara Stefania,
stai parlando di "uomini".
Chi sono i nostri "uomini"?
Forse quei 9 milioni che guardano il Grande Fratello. Prova a chiedere loro chi è uscito dalla casa del GF e vedrai che sapranno risponderti. Poi chiedi loro come si chiama quel ragazzo imprigionato in India da più di due anni....
ciao :-)

stefania fedele ha detto...

questa e' la realta'...e sembra assurdo non poter far nulla, qualcuno ha fatto si che diventassimo tutti "rimbambiti". non si riesce a distinguere il sacro dal profano, il bene dal male. Ci hanno strappato l'anima. Una cosa ci e' rimasta, ..la forza di combattere, ma sembra nessuno voglia usarla piu'. Le nostre porte sono blindate, le finestre chiuse ed oscurate, non c'e piu spazio per la solidarieta'....prima ero arrabbiata per i nostri politici, ora invece lo sono per il popolo,....pecoroni, superficiali,e senza testa nessuno osa piu' ribbellarsi e noi che lo facciamo veniamo tacciati di essere truffatori...se questa e' la nostra italia,...spero proprio di non tornarci mai piu' !!!!