22 agosto 2009

Ancora Stefania dalle Filippine, in SCIOPERO DELLA FAME

Leggete la storia di stefania una donna,volontaria, trovatasi in una vicenda che ha dell’incredibile, tutto questo,nelle philippine:
Per salvare infatti, un bimbo di strada da terribili traffici viene arrestata, come succede molte volte in paesi poveri con il solo scopo di estorcerle denaro.Verra’ arrestata con una trappola della polizia e accusata di traffico di minori e falsificazione di documenti. L’accusa cadra' immediatamente, quando tutti , si accorgeranno che era un arresto illegale. Ne uscira'pero' distrutta ed indebitata fino al collo per pagare gli avvocati che la hanno tolto migliaia di euro , In italia perdera' tutto quello che aveva ma lei rimarra' in quel paese per avere cura del bimbo. Se fosse stata veramente una trafficante di minori, una volta libera se ne sarebbe tornata in Italia. Ma in tutta questa storia , lei sara' la sola che PENSERA' AL BENE DEL BAMBINO La donna sta portando avanti una battaglia che dura oramai da tre lunghi anni, senza alcun aiuto da parte delle istituzioni , per cercare di salvare quello che oggi e’ finalmente suo figlio affidato. Il bambino parla tre lingue ed e’ medaglia d’oro in una scuola internazionale.I due sono inseparabili e, personaggi con alti incarichi del luogo come ministri e magistrati , constatando l’amore tra i due, fanno avviare a stefania le pratiche per l’affidamento. Ella dovra’ presentare tanti requisiti, tra cui perizie psichiatriche e tanto altro ancora, ma finalmente con fatica le viene affidato A lei questo basta, a lei non importa se il bambino porti o meno il suo cognome, per lei e’ importante che il bimbo sia salvo e felice. Sacrificando la sua vita stefania decide di rimanere nelle Philippine facendo studiare il bimbo nel suo paese. Decide di prendere la residenza a ManilaIl punto: Una volta ottenuto l’affidamento, la donna finalmente vorrebbe poter rientrare in Italia anche se, solo per un breve periodo, tanto per riabbracciare il fratello, ed appianare, tutti i problemi che le si sono accumulati in questi anni, credetemi di dura lotta.L’ambasciata non le concede il visto turistico per il bimbo, adducendo le scuse piu’ paradossali, come ad esempio che l’affidamento e’ temporaneo, che c’e il pericolo che ella possa non rientrare piu’.Stefania vista la contestazione dell’affidamento che loro dicono temporaneo, si reca al Ministero del social walfare Philippino , dove il ministro in persona, le rilascia una lettera indirizzata all’ambasciata dove spiegavano all’ambasciatore che il suo affido e’ in realta’ senza scadenza, ossia un affidamento preadottivo (riconosciuto in Italia) . L'ambasciata le contesta il fatto che tale comunicazione non e' arrivata a loro per vie ufficiali, ma tramite le sue mani, per cui niente da fare.( stefania era andata di persona per abbreviare i tempi)Stefania viene ricevuta dal vicepresidente delle philippine il quale si trovera' disposto ad inviare una lettera al consolato spiegando come avevano gia fatto al ministero del social walfare che non vi e' alcun problema per loro, al rilascio del visto con conseguente viaggio in Italia.L'ambasciata le dice che a loro non importa cio' che riferisce il governo philippino, cosa che prima sembrava per loro di vitale importanza.Stefania scrive al presidente Napolitano il quale invia una mail all'ambasciata chiedendo spiegazioni URGENTI in merito. Il console ricevuta la mail dal Presidente convoca stefania e e la mette dinnanzi a due scelte : ritirare la domanda del visto, pena il diniego, o aspettare una adozione, che gli stessi le dicono potrebbe essere contestata in quanto la stessa e' una single. Di fatto non si vuol trovare una strada PENSANDO AL BENE DEL BAMBINOStefania non vuole in nessun modo sdradicare enric dalla sua terra, , lei e' oramai residente nelle Philippine da tre anni, ma vuole il suo sacrosanto diritto di poter rientrare nel suo paese come e quando vuole portando con se Enric.Se stefania lasciasse il bimbo e tornasse in Italia seppur per un breve periodo, verrebbe meno a quelle clausule da lei firmate nel suo affidamento che la vedono madre affidataria del bimbo, di fatto abbandonandolo, potrebbe essere in qualche modo annullata questa decisione, ed annullata anche la richiesta avviata in corte per ottenere un guardianship (tuttrice legale del bimbo) ed Enric sarebbe costretto a tornare in strada preda di loschi trafficiStefania e' gia tornata in Italia senza il bimbo lasciandolo faticosamente con una condomine del suo palazzo, lei stessa riferisce che fu straziante in quanto sia lei che Enric passavano le giornate su skype a piangere.Enric ama terribbilmente la mamma, dato che non ne aveva mai avuta una.L'epilogo.: Stefania si sta lasciando morire, oggi e' al suo nono giorno di digiuno, dato che riferisce, mai potra' piu vivere senza il bambino. Stefania infatti ha bisogno assolutamente di rientrare in Italia per gravi problemi e, non potendo portare con se il piccolo enric sara'prigioniera in quel paese dove le si prospetta grazie all'incompetenza della nostra ambasciata, che mai potra' far rientro in Italia se non da sola, facendo terribilmente del male a lei ed al piccolo .Questa e' la storia, vi chiedo di prenderla in considerazione e far in modo che i due vivano una vita felice.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

cosa possiamo fare???

spero che Stefania abbandoni comunque il digiuno, in nome di quell'amore per Enric che l'ha portata fin dove è ora, cioè essere una mamma...

un abbraccio, emanuela

Giovanni Falcone ha detto...

Grazie Emanuela, vedremo cosa dirà Stefy, ancora non ha le idee chiare, io personalmente manderei e-mail, e Lei è daccordo già fatto, al Ministro Frattini in primis. Comunque appena ne saprò di più vi avviso, Giovanni Falcone

Anonimo ha detto...

Caro Giovanni,
ho stretto amicizia su facebook con la nostra amica Stefania.
Le ho chiesto di accennarmi qualcosa di più sulla sua vicenda, ma si è limitata a riferirmi dei feroci attacchi ricevuti su facebook. Ho letto la tua nota ed ho capito, a grandi linee, come stanno le cose.
Al momento, mi limiterei ad invitare Stefania a sospendere il digiuno ed utilizzare tutte le energie per pensare, insieme a chi vorrà sostenere la sua causa, altre forme di protesta e di pressione.
Un caro saluto ad entrambi.
Armando Bronzi