18 luglio 2009

un sabato di tristezza

Buon giorno a tutti, un'altra giornata di lotta e sofferenza inizia e come tante altrre volte anche questa è iniziata con il cuore gonfio di dolore, tristezza e amarezza. Come al solito tanto per iniziare la giornata e prima ancora di bere una buona e salubre tazza di caffè ho dovuto dare il mio tributo di lacrime.

Voglio ringrazie in particolare Cristo che decide chi, come e quando deve godere, soffrire, gioire, mangiare, essere curato, accudito, stimato, passare una bella giornata con la propria famiglia (figli compresi), chi deve nascere e morire, chi deve nascere fortunato e chi con tanta sfortuna sulle spalle senza capirne il perchè, chi deve nascere sano o malato, chi non deve nascere ma addirittura deve essere torturato già da embrione, LE SCRITTURE RECITANO CHE PER TUTTI COSTORO VERRA' LA GIOIA, SERENITA' E BEATITUDINE NEL REGNO DEI CIELI, io chiedo: ma oggi noi perchè dobbiamo soffrire?

Un grazie particolare va agli uomi di Chiesa, di tutti i gradi, uomini che DOVREBBERO assisterci, guidarci, nella preghiera, nella sofferenza, uomini che per il Mandato ricevuto (almeno loro così pubblicizzano) dovrebbero esserCi vicini e da esempio, ma che invece solo pensano al proprio interesse e bene, predicano bene e razzolano male, uomini che servono Dio e Mammone, anzi più Mammone, uomini che tutti i giorni distruggono quanto fatto da Santi Martiri. uomini che ben si mettono in mostra, come i Sommi Sacerdoti nel Tempio, ad aspettare che la gente si genuflettono loro, gonfi solo di arroganza e presunzione. Uomini-preti che hanno smesso di fare proselitismo, andare a cercare le pecorelle smarrite e riportarle al gregge loro affidato, fratelli di S. Francesco ma da ultimo Padre Pio che hanno smesso i sandali (loro simbolo di povertà e dedizione a Cristo) per girare con macchine moderne munite di grossi navigatori satellitari, o come coloro che curano il loro aspetto fisico con cerette, fondo tinte e colori per capelli per cancellare i segni della vecchiara, che una volta era sinonimo di "saggezza", sacerdoti presidenti di banche (forse in ricordo dei trascorsi IOR?)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sono soffermata molto sul suo sfogo di oggi, caro Giovanni, mi ha rattristato leggere .."Cristo decide chi deve soffrire, chi gioire..." io, nel mio piccolo, penso che non sia così...Cristo ci lascia la libertà delle nostre azioni...noi uomini purtroppo abbiamo spesso fatto dei grandi danni...l'ingiustizia è umana... Divina sarà la giustizia.
Gesù si è mostrato ai poveri, agli umili...quindi a chi soffre, e proprio nella sofferenza vediamo Cristo... Accettiamo quella che è la nostra realtà, anche se dolorosa, ci condurrà comunque a Dio..Non cerchiamo invano una risposta al perchè stiamo soffrendo, ma viviamo quello che ci è dato, facendo tutto quello che possiamo, offrendo a Dio la ns sofferenza..tutto quello che possiamo dare di noi, sia dato..
Gesù è vicino a chi lo chiama..
emanuela

Anonimo ha detto...

Buongiorno Giovanni,
mi piacerebbe davvero trovare le parole che possano darLe almeno un po' di sollievo. Le rinnovo la mia solidarietà, continuerò a seguirLa perchè sono convinta che il suo impegno ha già aperto una breccia e chissà che non costituisca proprio la scintilla, la scheggia impazzita che innesca qualche cambiamento; qualcuno ha detto che anche il più grande viaggio inizia con un passo, non credo che fosse un igenuo, resta il fatto che Lei Giovanni è già una speranza, perchè è un testimone di civiltà.
Sono d'accordo con Lei, non tutti i "ministri" di Dio sono degni di tale compito, così, già disorientati, in certi momenti non riusciamo più a credere che Dio è sempre lì vicino a noi.
Un saluto e un forte abbraccio.
A presto
Paola

Giovanni Falcone ha detto...

Carissime Emanuele e Paola, vi ringrazio delle Vostre belle parole, la pensavo così e dentro di me inutile negarlo una piccola fiammella è sempre accesa, però non posso non vedere e giudicare il presente, fatto da uomini che rappresentano Cristo ma che non ne sono degni anzi secondo me da come si comportano sono l'antiCristo, esseri spregevoli che purtroppo sono nel nostro quotidiano e che ti portano a certi comportamenti e modi di pensare. Sto attraversando momenti difficili, e la vicinanza, il conforto, il sapere che qualcuno ti è vicino facendoti sentire Cristo con te sarebbe importante.
Per il resto so, perchè già dimostratomi di aver aperto quella breccia, speriamo che diventi un passo, una strada normale del vivere quotidiano, che si occupino di queste persone, al di là poi dell'innocenza o colpevolezza, che non li costringono ad una vita di privazioni, brutalità e disumanità, nen ce nè bisogno, questa costrizione fisica e psichica non è degna di esseri umani, speriamo sempre bene. Giovanni Falcone