3 luglio 2009

Italiano sequestrato negli Emirati Arabi Uniti da oltre un anno

da http://www.secondoprotocollo.org/
Italiano sequestrato negli Emirati Arabi Uniti da oltre un anno
Scritto da Secondo Protocollo
mercoledì 01 luglio 2009
La storia di G.S. è davvero singolare. Da oltre un anno è costretto a vivere negli Emirati Arabi Uniti perché le autorità gli hanno sequestrato il passaporto pur non essendo il sig. G.S. inserito nella Black List di quel Paese, cioè non esistono a suo carico ordini di restrizione, né nella circolazione all'interno degli E.A.U. né nell'espatrio.
Tutto nasce nel marzo del 2008 quando, recatosi negli emirati Arabi Uniti per lavoro (è ingegnere per una società con sede negli Emirati Arabi Uniti ma consociata con una ditta italiana) nell'accingersi a ripartire per l'Italia (dopo quattro giorni) viene fermato dalle autorità degli Emirati con l'accusa, poi rivelasi falsa, di aver distolto fondi dalla società per cui lavora.
Da subito le accuse sono evidentemente prive di qualsiasi fondamento, ma comunque al sig. G.S. gli viene sequestrato il passaporto e quindi gli viene impedito di lasciare gli E.A.U. pur consentendogli di girare liberamente al loro interno. E' solo l'inizio di una lunghissima e insensata odissea che ancora, dopo quasi un anno e mezzo, si protrae senza che se ne veda la fine.
In questo lunghissimo periodo il sig. G.S., che è costretto a vivere in un albergo di Dubai, non è mai stato interrogato da nessun magistrato, non è mai stato sentito in merito alle accuse che gli sono state mosse, ma soprattutto è stato costretto a rimanere negli Emirati Arabi Uniti in quello che è un vero e proprio sequestro di persona, libero ma non libero. Inutile qualsiasi richiesta di aiuto all'ambasciata di Abu Dhabi, la regola di non interferire con la legislazione locale la fa da padrona e spesso, troppo spesso, diventa un alibi. Infatti, se la regola di non interferire con con la legislazione del Paese ospitante può valere per un congruo periodo di tempo, quando si arrivano a superare i quattro mesi senza che la persona imputata di un reato venga portata in giudizio o messa nella possibilità di scagionarsi, diventa un abuso e una violazione dei fondamentali Diritti Umani. In questo caso è passato un anno e mezzo.
Ma quello che è successo ieri supera veramente qualsiasi fantasiosa ipotesi. Il giudice comunica che tutte le accuse contro G.S. sono decadute (sempre senza mai ascoltarlo), ma siccome non è può dire che lo hanno tenuto sequestrato per un anno e mezzo senza alcun motivo tira fuori una accusa di “concorso” con un'altra persone di origine indiana, dipendente della stessa ditta e mai conosciuta dal sig. G.S., che si sarebbe appropriato di 500.000 dollari, una a accusa falsa anche se sicuramente minore. Una accusa per salvare la faccia al magistrato (e quindi alle autorità degli E.A.U.) e per salvare la faccia dell'ambasciata. E l'ambasciata cosa fa in questo caso e dopo che non ha fatto niente per un anno e mezzo? Dice, anzi, intima attraverso il Console, che G.S. deve aspettare e che nessuno, nemmeno dal Ministero degli Esteri, può fare qualcosa per lui. Aspettare cosa? Aspettare quando? Cosa vuol dire che nessuno, nemmeno al Ministero degli Esteri può fare qualcosa per lui? Che al MAE non sono in grado di tutelare i Diritti di un cittadino italiano? Che al MAE nessuno si è accorto che non esiste alcuna restrizione per G.S. ma che comunque non intendono fornirgli un nuovo passaporto? Che al MAE non intendono presentare una formale e ferma protesta presso le autorità degli Emirati Arabi Uniti? Che al MAE in ossequio alla realpolitik non intendono muovere un dito per quest'uomo che ha perso 30 Kg, che sta malissimo tanto da camminare in maniera deambulante, che si sente solo e abbandonato dalle istituzioni e che è sull'orlo di un tremendo esaurimento nervoso tanto da far temere per la sua stessa vita?
Beh, noi non ci stiamo a questa logica, non ci stiamo alla logica dell'attesa senza muovere un dito e non ci stiamo alle giustificazioni inopportune. Dopo un anno e mezzo G.S. deve poter tornare a casa, dopo un anno e mezzo deve finire questo vero e proprio sequestro di persona che sta uccidendo lentamente un uomo dimostratamente innocente. Il Ministero degli Esteri deve intervenire adesso e lo deve fare ai massimi livelli e senza perdere tempo, perché se a G.S. dovesse accadere qualcosa di brutto molta della responsabilità sarà sulle loro spalle.
Secondo Protocollo

1 commento:

Luciano Ardoino ha detto...

Il fatto è che se chiedi spiegazioni ti senti rispondere:
LEI NON CAPISCE.