18 giugno 2009

Reportage di Pablo TRINCIA su Vanity Fair n. 25 del 24 giugno 2009










Grazie Pablo e grazie anche ad Andrea http://www.andreafrazzetta.com/, vi aspetto per ripeterci alle "Lamie" dove tra un bicchiere e altro ritorneremo sui basilischi.
Da quando si legge nelle dichiarazioni dei familiari emerge solo una cosa netta e chiara così pure da quanto ho potuto ascoltare io personalmente da altri familiari che non risultano nell'articolo, che tutti gli Italiani detenuti all'estero sono lì non perchè abbiano effettivamente fatto quanto gli viene imputato, ma perchè sono stati abbandonati al loro triste destino da chi avrebbe dovuto aiutarli e tutelarli. Questo è quello che sto gridando da quando è iniziato la storia di Angelo.
Non sono loro i colpevoli, ma altri. Forse che non sia questo il motivo di tanto silenzio e assenza? la paura di quello che ne potrebbe venire fuori? Giovanni Falcone

12 commenti:

Luciano Ardoino ha detto...

Ciao Giovanni, come stai?

Giovanni Falcone ha detto...

Diciamo che va abbastanza bene grazie, hai letto? quello che hanno dichiarato tutti i familiari? Giovanni

GLORIA ha detto...

Ciao ragazzi, ho letto anch'io l'articolo e a mio avviso, come dice Giovanni si evince chiaramente che è stato scritto per evidenziare il fatto che lo Stato italiano e tutte le sue istituzioni, se ne fregano degli italiani carcerati all'estero a prescindere se sono colpevoli o no mentre al contrario, tanto di cappello per lo Stato della Gran Bretagna. Giovanni, stamane al telefono ti ho sentito più combattivo del solito forse perchè qualcuno si sta muovendo. A proposito l'unica conferma di lettura delle mie e-mail scritte domenica scorsa, mi è arrivata dalla Garante detenuti dei Ferrara
dalla quale però non ho avuto ancora risposta.
Stefania, stai tranquilla perchè non sei sola, anch'io mi ci sono messa con impegno come ho già detto nei miei commenti precedenti, perchè voglio tanto che Angelo esca da quel tugurio.Pero' hai ragione, siamo ancora troppo pochi a rompere le palle. Comunque Giovanni, avanti così, se Angelo vedesse o solo sapesse cosa stai facendo per lui e quanto sono gli amici che ti sostengono, non potrebbe crederci neanche se vedesse.
Tieni duro, ma senza esagerare.
Ciao e un cordiale saluto a tutti, con l'invito di insistere ed ancora insistere.
Gloria

Pino Battafarano ha detto...

Ciao Giovanni ho letto l'articolo e mi complimento con chi l'ha scritto , dovrebbero fare la stessa cose le altre testate giornalistiche affinche qualcosa si muova.
Ti abbrraccio,Pino

Luciano Ardoino ha detto...

Si ho letto e mai come questa volta ho certezza che qualche porta si stia aprendo.
Sono anche sicuro che il tuo blog sia sotto costante controllo e ci vorrebbero più commenti per cominciare a far vedere che non siamo in pochi.
Un abbraccio

Anonimo ha detto...

Finalmente un articolo su un giornale serio a tiratura nazionale. Sono abbonata da anni a Vanity Fair e avevo scritto loro mesi fa per evidenziare il caso di Simone Angelo e gli altri 3000 detenuti all'estero. Ora scriverò una lettera di rimgraziamento; è davvero consolante vedere un caso di buona stampa. Anche io sono convinta che questo serva a smuovere le acque!
Secdondo me, giovanni, dovrebbe scrivere una lettera al giornale in cui aggiorna sulla situazione (compreso lo sciopero della fame e l'indirizzo del blog).
Speriamo cambi qualcosa.
Elena.

Luciano Ardoino ha detto...

Ciao Giovanni,
puoi aggiornarci sulle tue condizioni?
A presto

Giovanni Falcone ha detto...

abbastanza bene anche se adesso si incominciano a sentire i sintomi dei 17 gg. di non mangiare, ma non intendo retrocedere di un centimetro, neanche se sarò portato in ospedale. Giovanni Falcone

Anonimo ha detto...

gran bell'articolo davvero...chissà se questa volta finalmente si smuove qualke coscienza...tu mi raccomando resisti ma senza nessun eccesso...ciao stefania

Francesco Pedroni ha detto...

Salve signor Giovanni,

leggo che va tutto bene (non sta male) e questo è importante.
Passavo solo per un saluto e per sapere come stava.
Alla prossima

Stella di mare ha detto...

Eccomi, buonasera.
Incantevole l'articolo di vanity ma raccapricciante.
Passavo per salutarla e per sincerarmi delle sue condizioni.
Vedo che ha sempre una forza da leone e questo fa ben sperare.
Un salutone

khadija ha detto...

Ciao Giovanni,
letto l'articolo, ti ho ascoltato nell'intervista a Radio Radicale,efficace e puntuale.
Spero davvero che qualcosa si muova per tutti i nostri cari detenuti all'estero e per noi.
Anch'io penso da tanto a uno sciopero della fame, ma Kassim non vuole, si preoccupa per me, dice sempre che io devo stare bene, ma bene non sto: proprio come tu pensi a tuo figlio giorno e notte, io faccio altrettanto, mio marito e la sua tragedia sono sempre con me. Da anni abbiamo dimenticato cosa voglia dire una vita normale!
Credo tu cominci a sentire la debolezza, sono tanti giorni ormai, riguardati per quel che puoi, risparmia le tue forze...
Grazie di tutto, del tuo impegno e di quello che stai facendo khadija
www.kassimlibero.splinder.com