11 giugno 2009

Immigrazione: per paura denuncia, badante muore dissanguata

Oggi voglio parlarvi di cose diverse di quelle successe ad Angelo e gli altri detenuti italiani nel mondo e dimendicati, ma che purtroppo hanno però in comune la solitudine, l'abbandono, l'indifferenza e i giudizi della gente cosidetta "perbene", voglio portarvi a conoscenza di una triste storia purtroppo, successa a Ylenai, come si faceva chiamare, clandestina Ukraina, in Italia da qualche anno, clandestina come tante e come tante venuta da noi con il miraggio del benessere, nella speranza di un lavoro che Le permettesse di guadagnare qualche Euro da mandare a casa ai familiari, ai figli , per fargli vivere una vita migliore, più dignitosa.
Ma così non è stato purtroppo, così tante altre volte è successo ad altre donne come Lei. Scrivo queste poche righe in ricordo dei tempi trascorsi "belli e indimendicabili" a Belgrado, la Belgrado del 1988, comunista, ai viaggi fatti sempre nell'est, al bel periodo trascorso con la Papa Giovanni xxiii da volontario in Russia, ad Ahstrakan e Volgograd, a ciò che oggi mi lega in termini affettivi a quei paesi, a quella gente.
Non sono a descrivervi altro, vi invito a leggere l'articolo di il link sotto:
http://www.ristretti.it/commenti/2009/giugno/10giugno.htm#22 dal titolo "
Immigrazione: per paura denuncia, badante muore dissanguata"
Prego il Signore voglia accoglierLa tra le sue braccia e di aiutare i figli in Ukraina, alla tua memoria Ylenia e a tutte quelle che come te tutti i giorni lottano per la sopravvivenza, un abbraccio e un grande bacio. Giovanni Falcone

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