31 maggio 2009

Soldi spesi e Diritti negati

navigando, ho trovato questo mio vecchio post, riportato poi da www.italiachiamaitalia.net, 17 settembre 2008, bhe mi sembra ancora tremendamente attuale e pare sia stato scritto ieri, ripercorre un pò anche il problema dei miliardi spesi, delle garanzie date in Italia agli stranieri, mantenimento della loro cultura, religione, anche il vitto adeguato ai paesi di origine e nulla di tutto ciò viene garantito ai nostri cittadini seppure in minima parte, in quei paesi dove (pensate che in India sono pochissime unità, somme da spendere? poche centinaia di euro per comperare 4 letti, e pochissimi euro al giorno per il mangiare, a fronte delle centinaia di euro spesi dall'Italia per migliaia e migliaia di stranieri detenuti) gli italiani detenuti, ma neanche c'è mai stato un accenno di protesta per chiedere il Diritto di Reciprocità a quei Paesi, nulla praticamente i nostri ragazzi non esistono nè per quei Parlamenti nè per il nostro, E' TUTTO TREMENDAMENTE ASSURDO, INGIUSTO E POLITICAMENTE SCORRETTO ANCHE DA PARTE DELL'O.N.U. CHE NULLA FA:
www.italiachiamaitalia.net, 17 settembre 2008
Non si riesce proprio a capire il perché del disinteresse totale della politica, ma ancora peggio del Parlamento, verso la situazione-problematica dei detenuti Italiani all’estero. Sono 18 mesi che cerco di portare avanti questo problema sociale nazionale che attanaglia sì i circa 3.000 detenuti nel mondo, ma anche le famiglie in Italia, gente che come me deve lottare giorno per giorno con problemi che vanno dai più seri, avvocati, tribunali ma anche cose più semplici, che diventano insuperabili, come il riuscire ad avere la possibilità di parlare al telefono ogni tanto con i nostri familiari detenuti.
Siamo abbandonati: per quanto riguarda me, ringraziando Dio e il personale dell’Ambasciata di Delhi che tanto sta facendo per aiutarmi, mi ritengo fortunato, nella sventura; certo non è così per tutti, almeno per quanto di mia conoscenza.
Politica che tanto è impegnata quotidianamente per affrontare il problema degli immigrati ma di tutti gli stranieri, in regola e non, presenti sul nostro territorio, legiferando anche per questo. Giusto e sacrosanto, la solidarietà va data a tutti, gente che ha abbandonato i propri paesi per cercare una vita migliore, ma anche per scappare da guerre civili e situazione di genocidi. Milioni di euro spesi tutti i giorni, per detenzione, braccialetti elettronici (oggi in un articolo ho letto che sono già stati spesi 50 milioni di euro), alloggi, sussistenza, sanità, scuole per bambini, assegni sociali, ma anche tantissimi soldi per questioni giudiziarie, avvocati, interpreti, spese per processi, ancora strutture per mantenere viva la loro cultura civile e religiosa.
Tutte cose che mi trovano d’accordo e lo dico col cuore in mano, mi fa tremendamente male quando leggo di immigrati maltrattati, sfruttati, derisi e ogni altra cosa che li mette in condizioni di sudditanza ma anche in alcuni casi peggiori in schiavitù totale.
Però nello stesso tempo non posso non pensare alle condizioni di vita dei nostri cari, cittadini Italiani detenuti nel mondo, detenzioni assurde, ai limiti della sopravvivenza in alcuni casi, ma in genere comunque tutti con violazioni totale dei Diritti Umani, ma anche con l’inattuazione di Garanzie Civili e Giuridiche. Per non parlare della situazione Sanitaria.
E se tutto ciò viene a mancare non si sa come pensare al mantenimento della propria cultura e religione, in India addirittura, in alcuni Stati è in atto una caccia ai cristiani da parte degli induisti, ci sono stati dei morti e ancora non è finita.
Ad Angelo e Simone in fase di arresto è stato negato l’interprete e l’avvocato, hanno dovuto firmare con modi coercitivi un documento in lingua Indi che poi si è rilevato un atto di accusa per cui sono stati condannati a 10 anni di reclusione.
Reciprocità, questo è quello che chiedo, oltre alle leggi particolari, bisogna pretendere la reciprocità da questi Stati che detengono i nostri cittadini, devono rendersi conto che nella globalizzazione ci siamo tutti, noi e loro, i Diritti come i Doveri riguardano tutti, noi diamo a loro ma loro devono anche dare a noi, facciamo le moschee, luoghi di culto per tutti, Induisti, Buddisti e ogni altra religione,addirittura abbiamo fatto togliere i crocefissi dagli uffici pubblici e scuole per non urtare la loro suscettibilità, ma lo stesso devono fare loro per noi; invece si verifica che in alcuni paesi non possiamo neanche girare col crocifisso al collo, loro indossano regolarmente il Niqab (abito che copre tutto tranne gli occhi) creando problemi di sicurezza come successo al museo di Venezia a fine agosto, anche sulle spiagge, mentre ad esempio le donne occidentali non possono indossare il bikini, che da noi è oramai normale; sembrano banalità, ma messe insieme a tutto il resto....
Adesso il cruccio e problema principale di alcuni politici è di dare il diritto di voto agli stranieri dopo pochi anni in Italia, non lo trovo giusto e come me in tanti; penso che per i nostri amati politici è arrivata l’ora di pensare che se siedono in quei banchi lo devono a noi, li abbiamo mandati lì per affrontare e risolvere i problemi di vita quotidiana dell’Italia, e di noi Italiani. Devono pensare prima a noi e non solo e soprattutto a loro, milioni di euro spesi giorno per giorno per loro e noi non riusciamo ad avere una telefonata dai loro Stati per i nostri cittadini, troppa sproporzione di comportamento, è ora di cambiare. Ed è inutile e da incivile dire che i 3.000 potevano anche starsene a casa o che in tanti sono delinquenti abituali, anche gli stranieri in Italia sono delinquenti abituali con l’aggravante dell’atrocità e inumani, che fanno cose aberranti, ma non per questo non vengono loro garantiti i Diritti previsti legali e tutto e questo è comprovabili da atti e documenti.
Politici ma anche la nostra cara amata Chiesa, abbiate la bontà, e dovere Civile, Costituzionale e Cristiano di ascoltarci, ascoltare i nostri problemi e insieme trovare le strade migliori a risolverli, come sopra detto vi abbiamo votato per questo.
Giovanni Falcone

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