4 maggio 2009

Roxana Saberi , detenuta in IRAN fa lo sciopero della fame


Ancora l'Iran e la sua politica di arroganza e sfrontatezza nei confronti del mondo intero, responsabile di violazione di Diritti Umani e ogni altra Legge e Convenzioni Internazionali, ma cosa anora più grave di atti contro la persona umana, senza cuore e pietà, penso che neanche il Sacro Corano (al quale si richiamano sempre) contempli tanto.

Ancora una volta esprimo la mia solidarietà al popolo (oppresso) Iraniano. Ancora stiamo piangendo la povera Delara che tocca occuparci, interessarci e sostenere la causa di Roxana SABERI, giornalista Irano-Americana, 32enne, arrestata a Teheran lo scorso 31 gennaio e condannata a 8 anni carcere per spionaggio a favore degli Stati Uniti.

E' chiaro che Roxana non ha potuto godere di tutte le garanzie Giuridiche previste in questi casi, in particolare di un giusto ed equo processo e una difesa e testimoninaze efficace.

Roxana in attesa del processo d'appello, peraltro non ancora fissato, lo scorso 21 aprile ha iniziato uno sciopero della fame, secondo quanto riferito dal padre Reza SABERI. La magistratura e le autorità Iraniane, secondo copione hanno negato tale circostanza, mentre il padre sostiene che è già dimagrita circa 5 kg.

In America e nel mondo è in corso una iniziativa di sciopero della fame collettivo, in particolare presso l'università di Chicago da parte dei professori e studenti, università dove nel 1999 Roxana si è laureata in giornalismo, questo anche per indurla a smettere lo sciopero.

Si uniscono allo sciopero della fame simbolico anche 4 membri di "Reporters Sans Frontières" dal 28 aprile. Queste iniziative servono a fare presssione sulle autortà Iraniane e ottenerne la liberazione.

Come scrivono anche i suoi sostenitori su http://www.freeroxana.net/ facciamo noi lo sciopero per indurre Lei a smettere e conservare le forze per il periodo della detenzione e il processo.
A quando l'ONU e le Istituzioni Internazionali si decideranno a farsi carico e forza di quel mandato ricevuto da tutte le Nazioni e si appropriano di quella Autorevolezza che li faccia agire dinanzi e contro ogni sopruso?
Oramai è chiaro che la politica del guanto di velluto e della ragionevolezza non paga più e Dio non voglia che a forza di aspettare non si debba arrivare a qualcosa ancora di più grave con Israele, almeno a quanto sta dichiarando (minacciando) il Presidente dell'Iran, allora non sarà sufficiente tutta l'acqua del Giordano (dove Gesù è stato battezzato) per lavarci la coscienza. Falcone Giovanni

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