25 marzo 2009

"Sono disperato" e si dà fuoco

http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/03/25/160558-sono_disperato_fuoco.shtml

E’ stato ricoverato d’urgenza nel reparto grandi ustioni dell’ospedale S. Eugenio, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Secondo la prima ricostruzione alla base del gesto ci sarebbe un disagio sociale legato alla perdita di lavoro
Roma, 25 marzo 2009 - Un uomo si è dato fuoco a Roma in piazza del Campidoglio, versandosi addosso il contenuto di una bottiglietta piena d’alcol. E’ stato ricoverato d’urgenza nel reparto grandi ustioni dell’ospedale S. Eugenio, ma le sue condizioni non sarebbero gravi.
Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri l’uomo sarebbe un tossicodipedente. Alla base del gesto ci sarebbe il suo disagio sociale, forse la perdita del lavoro.
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Sempre più spesso si stanno verificando casi del genere, la disperazione, è questa la molla che scatta e che porta a questi casi estremi, penso che oramai la politica debba prendere in considerazione tali tristi eventi, un segnale? forse, anzi sicuro, a mio parere si arriva a ciò perchè la politica è assente ai problemi della gente, problemi che ci toccano tutti i giorni, che come una valanga ogni giorno umentano ti intensità e disperazione, e quando non si riesce ad avere qualcuno con cui parlare, un interlocutore valido ecco la tragedia. E' il secondo caso al Campidoglio in pochi anni, ma ricordo un'altro caso l'anno scorso, una signora anziana davanti proprio al Quirinale, era il mese di maggio 2008. A volte purtroppo è l'unico modo per far sapere al mondo quello di cui si ha bisogno e far intervenire chi di dovere, anche se in alcuni casi purtroppo non serve più.
Falcone Giovanni

2 commenti:

Anonimo ha detto...

I SOLDI PER LA BENZINA LI AVEVA PERO'....

Giovanni Falcone ha detto...

Come al solito e come sempre ho fatto, accetto anche questo commento, penso solo che è inopportuno, vedi caro anonimo, intanto sono convinto che quando si crede e si è convinto in quel che si dice bisognerebbe sempre firmarsi, la democrazia più grande è il rispetto delle idee altrui. Non sono qui a condannarti, penso che chi arriva a tanto è degno di rispetto, noi non conosciamo la storia e cosa spinge delle persone a questi gesti, sicuramente è qualcosa che va al di sopra della nostra considerazione, in passato l'atto estremo era un atto di Coraggio e ONORE, onore forse a non voler continuare una vita di stenti, malattie,ma anche di vita normale fuori dai canoni in cui si crede, l'essere sceso da una posizione di agiatezza a un piano più basso.Penso e ne sono certo che oltre ad essere mancato a questa persona l'aiuto delle Istituzioni è mancato l'aiuto della Chiesa, del solito Prete di turno affarista e arrivista che si rivolge solo dove sa di avere un tornaconto, così come sta accadendo a me.
Anonimo, ti chiedo solo di fermarti e ragionare guardandoti allo specchio non per vergognarti ma per vedere un essere umano in faccia mentre dici e pensi quello che hai scritto. Ciao sono a tua disposizione, 3384005065, Giovanni Falcone