30 marzo 2009

Palermo: dipinge per la nipotina… ma non può darle i quadri

http://www.ristretti.it/commenti/2009/marzo/26marzo.htm#21
Dalla sletter di www.ristretti.it del 26 corrente, di cui sopra il Link viene riportato la storia del signor. MARANO Antonio, detenuto del carcere dell'Ucciardone di Palermo da ben 42 anni.
Avete capito bene, 42 anni, una vita, per quanto siano gravi i reati da lui commessi e con il massimo del rispetto verso i parenti di vittime (non conosco i reati ascritti, ma si può capire) non penso che quanto riportato dall'articolo possa influire sulla condotta futura del signor Marano.
Ognuno sbaglia nella vita, aldilà del danno che arreca, però penso che una scians (scusate ma non so l'inglese) bisogna pur darla, almeno a questi livelli, altrimenti ha ragione lui in quella bella frase scritta in una lettera diretta al Sen. Fleres, che a sua volta ha girato al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria: "non è importante leggere un libro, l'importante è leggere l'uomo. Nessuno è stato capace di leggermi. Distinti saluti".
Io personalmente scriverò direttamente al Sig. Ministro della Giustizia per rappresentare questa che a mio modesto avviso è un bruttura alla moralità della vita e alla carta della Dichaiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo ma anche alla Costituzione Italiana che all'art. 27 recita al 1° comma: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Chiedo anche a voi se possibile e condividete quanto da me scritto di fare altrettanto, i sogni degli uomini non possone essere repressi "NESSUNO TOCCHI CAINO" ripeto nel rispetto di chi ha subito un torto.
Falcone Giovanni

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