14 marzo 2009

KHADIJA moglie di ABOU ELKASSIM BRITEL, detto KASSIM.


Voglio di seguito dare voce alla sig.ra Khadija, donna stupenda e fedele moglie di Kassim che da 7 anni, il 10 scorso è stato anche per lui come per Angelo un triste anniversario, come da me pubblicato in post precedente. Quello che di seguito riporto è un commento da Lei fatto al mio precedente post:


Caro Giovanni, ieri sera ho letto il post, ed ho pensato alla tua gioia di sapere finalmente da qualcuno che Angelo l'ha visto che lui non si arrende e va un po’ meglio.
Ho finalmente visto ed ascoltato – scusami ma ho davvero tanti impegni – il tuo intervento al congresso radicale. Hai saputo trasmettere tutto il tuo amore e la preoccupazione di padre.
La tua commozione a malapena trattenuta ha emozionato anche me … Sei anche riuscito a comunicare la delusione di cittadino di uno stato nel quale avevi fiducia, di uno stato ritenuto civile che invece tradisce nei fatti i valori di giustizia e di equità sui quali dovrebbe basarsi.
È uno stato d'animo che conosco bene, una realtà che Kassim ancora fatica ad accettare perché lui ama questo Paese e con fierezza ne è diventato cittadino ormai dieci anni fa, per poi trascorre gli ultimi sette tradito e abbandonato dal suo paese d'adozione.
Hai con molta decisione abbordato il tema dei tremila cittadini italiani nelle carceri estere, cittadini che abbisognano di un impegno fattivo, di una presa in carico dei loro bisogni, di noi famiglie che ci impegniamo giorno dopo giorno nel tentativo di farci ascoltare, che siamo costretti a sacrifici e rinunce continue.
Grazie!Ti auguro successo per i passi che stai per compiere, so che è fatica, mi pare tu lo stia facendo nel modo giusto, spero troverai ascolto. Ti auguro anche di avere al più presto un contatto diretto con Angelo, e una soluzione vicina per tutti noi.Coraggio! un saluto cordiale a lui e a te khadija



Il caso Abou Elkassim Britel, violazioni continuate ed aggravate dei diritti umani:

10.03.2002-10.02.2003 : 11 mesi di sparizione forzata
16.05.2003-16.09.2003 : 4 mesi di sparizione forzata
10.03.2002 : 1^ arresto arbitrario a Lahore
24-25.05.2002 : extraordinary rendition da Islamabad a Rabat
25.05.2002-11.02.2003 : prima detenzione illegale e segreta a Témara
11.02.2003 : rilascio senza alcuna accusa in pessime condizioni psicofisiche
16.05.2003 : 2^ arresto arbitrario a Melilla, confine tra Marocco e Spagna
16.05.2003-16.09.2003 : seconda detenzione illegale e segreta a Témara
17.09.2003 : inizio detenzione "ufficiale" nella prigione di Salé
03.10.2003 : processo iniquo ed affrettato e condanna a 15 anni di prigione
07.01.2004 : processo d'appello, pena ridotta a 9 anni
27.10.2004 : la Corte Suprema marocchina respinge il ricorso
16.09.2006 : la Commissione del Parlamento europeo sui voli della CIA si occupa del caso
29.09.2006 : archiviazione senza rinvio a giudizio dell'inchiesta italiana
ad oggi ancora detenuto nel carcere di Oukasha in Marocco.
Le azioni per la liberazione di Kassim, innocente e prigioniero da oltre 6 anni, nulla hanno potuto: Marocco e Italia ignorano la tragedia che ha distrutto la vita di un uomo e della sua famiglia e che continua.


Il caso Britel è stato trattato in Marocco da AMDH e AN-NASIR e nel mondo da: FIDH, HUMAN RIGHTS WATCH, AMNESTY INTERNATIONAL, ACLU, STATEWATCH, CAGEPRISONERS, FAIR TRIALS INTERNATIONAL, ACAT ITALIA e dalla Commissione TDIP e dal Parlamento europeo, dal Comitato Onu contro la tortura.

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