31 marzo 2009

Consiglio Comunale a Rotondella (MT)

Oggi pomeriggio, nella Sala Consiliare del Comune di Rotondella si è tenuto il Consiglio Comunale, tra i punti da discutere anche una nuova mozione a favore di Angelo, discussa e approvata all'unanimità. Appena possibile al riguardo saranno pubblicate.
Con l'occasione voglio ringraziare a nome mio e della mia famiglia le Amministrazioni Comunali di Potenza e Rotondella per queste nuove prese di posizione, GRAZIE.
Sylvie, Denise, Giovanni

Ordine del Giorno del Comune di Potenza


30 marzo 2009

O Signore Gesù vieni a redimerci

VIENI DI NOTTE
Vieni di notte,
ma nel nostro cuore è sempre notte:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni in silenzio,
noi non sappiamo più cosa dirci:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni in solitudine,
ma ognuno di noi è sempre più solo:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni figlio della pace,
noi ignoriamo cosa sia la pace:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni a liberarci,
noi siamo sempre più schiavi:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni a consolarci,
noi siamo sempre più tristi:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni a cercarci,
noi siamo sempre più perduti:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni, tu che ci ami,
nessuno è in comunione col fratello
se prima non è con te, o Signore.
Noi siamo tutti lontani, smarriti,
nè sappiamo chi siamo, cosa vogliamo:
vieni, Signore.
Vieni sempre, Signore

VITO NITTI

Vito Nitti a una mamma che ho incontrato oggi e che aiuto da tempo, dialogando di una cosa mi ha detto che ieri dopo 1 mese e mezzo i suoi bambini hanno mangiato la carne!!!
Ragazzi, Vito si adopera tanto per aiutare chi soffre ed è nel bisogno, opera nelle Puglie, eventualmente se potete dargli una mano, gli ho chiesto le coordinate bancarie e i suoi contatti, appena mi autorizza li pubblico.
Come vedete c'è chi anche non indossando un abito talare fa tanto, all'incontrario di chi dovrebbe (perchè indossa) quell'abito e nulla fa. Ma prima o poi tutti saremo al cospetto di Nostro Signore e allora sicuramente saprà ripagarci per quello che abbiamo fatto.
Vedete, questa sera una mamma, che tra l'altro non conoscevo, mi ha contattato per darmi solidarietà per quanto sto soffrendo con la mia famiglia per la situazione di Angelo, aveva le lacrime, lacrime che quasi dopo ha fatto venire a me quando mi ha raccontato il suo calvario, delle sue sofferenze, ancora peggiore delle mie, ebbene ci accomuna la solitudine e l'indifferenza di chi, pur indossando quell'abito nulla fa, altro che pastori del gregge di Cristo, altro che Cirenei, altro tutto di tutto, ma verrà il giorno in cui Cristo verrà di nuovo a ripulire il Tempio, la Casa del Padre Suo, con la cacciata di tutti questi esseri immondi. Falcone Giovanni

Gazzetta di Parma 19 marzo 2009


Palermo: dipinge per la nipotina… ma non può darle i quadri

http://www.ristretti.it/commenti/2009/marzo/26marzo.htm#21
Dalla sletter di www.ristretti.it del 26 corrente, di cui sopra il Link viene riportato la storia del signor. MARANO Antonio, detenuto del carcere dell'Ucciardone di Palermo da ben 42 anni.
Avete capito bene, 42 anni, una vita, per quanto siano gravi i reati da lui commessi e con il massimo del rispetto verso i parenti di vittime (non conosco i reati ascritti, ma si può capire) non penso che quanto riportato dall'articolo possa influire sulla condotta futura del signor Marano.
Ognuno sbaglia nella vita, aldilà del danno che arreca, però penso che una scians (scusate ma non so l'inglese) bisogna pur darla, almeno a questi livelli, altrimenti ha ragione lui in quella bella frase scritta in una lettera diretta al Sen. Fleres, che a sua volta ha girato al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria: "non è importante leggere un libro, l'importante è leggere l'uomo. Nessuno è stato capace di leggermi. Distinti saluti".
Io personalmente scriverò direttamente al Sig. Ministro della Giustizia per rappresentare questa che a mio modesto avviso è un bruttura alla moralità della vita e alla carta della Dichaiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo ma anche alla Costituzione Italiana che all'art. 27 recita al 1° comma: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Chiedo anche a voi se possibile e condividete quanto da me scritto di fare altrettanto, i sogni degli uomini non possone essere repressi "NESSUNO TOCCHI CAINO" ripeto nel rispetto di chi ha subito un torto.
Falcone Giovanni

28 marzo 2009

VERO n.14 del 4 aprile 2009



SODDISFAZIONE

Sapete? a volte basta poco, un gesto o una parola come quella che questa mattina una signora incontrandomi, mi ha fermato e mi ha detto:

"Sai Giovanni, ti ho visto domenica alla TV, quella intervista che hai rilasciato a RAI 1, è stato bello ascoltarti e le parole che hai detto per Angelo ma anche per tutti gli Italiani detenuti nel mondo ti rendono Onore, ma voglio dirti Grazie perchè tu rendi Onore anche al nostro paese nel Mondo"

che dire, penso si commenti da solo, comunque grazie, Falcone Giovanni

Lettera di Sylvie, mamma di Angelo

Di seguito voglio riportare una lettera scritta da Sylvie, mia ex moglie, per Angelo, da parte mia non posso che essere felice e come sempre Le ho detto, ogni volta che vorrà può intervenire, questo blog è non solo mio, ma ancheil suo, di Denise ma anche di tutti voi quando vorreste farmi avere lettere da publicare per la storia di Angelo e dei 3000 dimenticati, in particolar modo mi rivolgo ai familiari e amici tutti degli altri detenuti Italiani nel mondo "DESAPARECIDOS"
Sono Silviane,
la mamma di Angelo, voglio scrivere queste poche riga per ringraziare quanti ci stanno vicini e ci aiutano a superare questi momenti terribili per noi che toccano in prima persona Angelo, detenuto in India dal 9 marzo 2007, Io insieme a Denise, mia figlia e Giovanni mio ex marito e papà di Angelo.
Noi ogni momento malediciamo il giorno in cui Angelo ha deciso di andare in India, attirato da quei luoghi descritti belli e incantati. Abbiamo tentato di dissuaderlo, ma nulla, non so forse il destino lo chiamava al suo appuntamento, destino che ha cambiato la sua e nostra vita.
Intanto voglio ringraziare Giovanni per quanto sta facendo , è veramente eccezionale, penso che ci siano ben pochi padri che abbiamo fatto quello che lui è riuscito a fare.
Da poco abbiamo ricordato il secondo anniversario dell’arresto, delusi di quanto fin adesso ricevuto dal nostro Stato, quello Stato sempre pronto e attento per i cittadini stranieri presenti sul nostro territorio, ben inteso, non vorrei sembrare una razzista, trovo giusto tutto quello che si fa per loro, ma vorremmo che si facesse altrettanto per noi, per i nostri figli, cittadini Italiani che dovrebbero godere degli stessi Diritti, invece devo dire purtroppo no, questo non succede, basta vedere cosa ci succede con le TV e i giornali Nazionali, ancora oggi non siamo riusciti a fare breccia nelle loro Redazioni, sempre attenti ad altro, esempio? L’altra sera Porta a Porta di Bruno Vespa, appena rilasciato il cittadino rumeno coinvolto nello stupro di Roma perché non risulta coinvolto in quell’efferato delitto, è stata fatta una puntata a tema, giusto ma perché nulla per noi?
A volte mi vergogno di guardare la TV, dove passa di tutto, cose più assurde e strane, ma di noi, delle nostre storie nulla.
Riconosco di non aver fatto tanto rispetto a quanto da Giovanni, mi sono impegnata per quanto possibile e nelle mie conoscenze rispetto a lui, ex carabiniere e servitore dello Stato per il quale ha prestato servizio anche all’Ambasciata di Belgrado, ricordo bene quegli anni in quella città, con Angelo che frequentava la scuola Internazionale e Denise la scuola Francese, io e Giovanni catapultati in quella nuova realtà con tutte le difficoltà ma anche le cose buone che questo comportava. E’ stato bello e non vi nascondo che spesso la sera con Denise guardando le foto di quel periodo ho il nodo alla gola, traditi dal nostro stesso lavoro, dalla stessa gente con la quale abbiamo condivisi 4 anni della nostra vita.
Non posso non ricordare quando Angelo costringeva Giovanni e tutti noi a fare il giro della città dove ai semafori purtroppo erano dei zingarelli, che chiedevano l’elemosina e lui voleva andare lì per dargli qualche soldino o dei cioccolati o qualcosa da mangiare. Angelo è sempre stato un ragazzo gentile e premuroso verso tutti anche quando cresciuto. Purtroppo il destino con lui è stato crudele, era la sua prima vacanza, il suo sogno che è durato poco, infatti a pochi giorni dal rientro a casa è successo l’imprevedibile, L’ARRESTO.
Angelo non aveva assolutamente i soldi per comperare tutta quella robaccia di cui è stato accusato di avergli trovato, ma maggiormente non avrebbe mai fatto nulla del genere, per il papà, che tanto amava e rispettava, non gli avrebbe fatto un torto del genere, non avrebbe avuto più il coraggio di guardarlo negli occhi. Ma non possiamo non pensare tutti gli altri Italiani detenuti nel mondo, purtroppo devo dire dimenticati, di cui nessuno ne parla, è questo che ci fa paura, vi prego aiutateci a non dimenticarli, noi andiamo avanti, anche in cima al mondo. Per questo chiedo aiuto a voi tutti, aiutateci in questa lotta, aiutateci a salvarli, e come dice sempre Giovanni inviateci anche solo poche riga, per favore, ve ne saremo grati per sempre.
Purtroppo Angelo come gli altri è figlio di nessuno, sicuramente pensiamo che se così non fosse stato tutto avrebbe preso un’altra strada, questa è la mia rabbia che mi porto dentro e che voglio gridare con forza, urlare il dolore che noi familiari ci portiamo dentro, notti insonni e giorni passati a tentare contatti o tentare di trovare soluzioni impossibili, tutto questo non lo auguro a nessuno.
Non riesco a capire come mai non vengono fatte rispettare tutte le Leggi e le Convenzioni Internazionali esistenti per questi casi.
Adesso vi lascio, voglio ringraziare tutti quelli che ci sono vicini e ci aiutano, agli altri familiari dico, trovate il coraggio di gridare tutto il vostro disappunto e rabbia, unitivi a noi. Sylvie

27 marzo 2009

STORIE DALL'ESTERO

http://blog.panorama.it/mondo/2009/03/26/india-occidentale-il-paradiso-dello-sballo-low-cost/
Il Link di cui sopra tratta di un Articolo pubblicato il 26 corrente su PANORAMA a firma Elisabetta Tomasone.

In un'altro articolo del 7 novembre 2007 sempre su PANORAMA a firma Cristina Bassi dal Titolo: Dichiarazione dei diritti dell’uomo: l’Onu festeggia l’anniversario con un sito
http://blog.panorama.it/mondo/2007/11/07/dichiarazione-dei-diritti-delluomo-lonu-festeggia-lanniversario/
veniva inserito un commento:

Il 7 Novembre 2007 alle 22:42 teti ha scritto:
Garantiamo anche ai ns connazionali all’estero l’applicazione concreta dei principi della Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo “che pur non essendo un lusso né un mero auspicio, ma un contratto tra i governi e i loro popoli” resta ad oggi disattesa anche in paesi considerati all’avanguardia della civiltà, come l’Italia.Speriamo che l’ONU oltre a festeggiare l’anniversario con un fantastico sito si possa attivare concretamente e sostenere l’appello lanciato oggi dall’On.le Marco Zacchera(Responsabile Esteri AN e Vice Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera) nel notiziario radio televisivo di Rai International “Italia chiama Italia” a cura del vice direttore Maurizio Bertucci .
“Non è pensabile”–afferma l’On.le Zacchera – “che nell’arco di poche ore la vita di un nostro connazionale e dei propri familiari possa essere drammaticamente stravolta e che ciascuno di noi possa ritrovarsi in un qualsiasi carcere del mondo senza un interprete, un avvocato, e la minima tutela dei diritti umani; per non parlare del mancato patrocinio gratuito, che voglio ricordare, l’Italia garantisce sia ai cittadini comunitari che stranieri” .
“Spero” –conclude Zacchera- “che il Governo nella prossima finanziaria si ricordi anche della tutela dei diritti degli italiani all’estero partendo dall’attivazione di un numero verde d’emergenza permanente in seno alla Farnesina così come avviene per i casi di disastri e calamità.Secondo i Dati DGIT 2005 del Ministero degli esteri oltre tremila connazionali sono abbandonati al loro destino nelle carceri del mondo. Ogni giorno, qualcuno dei ns connazionali muore, qualcun’altro viene isolato ed ammanettato al letto (come Carlo Parlanti detenuto nel Penitenziario californiano di Avenal in una cella di 400 detenuti ) un altro lasciato con un tumore in una cella di madrid, o pestato a sangue in una cella indiana piuttosto che del messico……basta collegarsi al sito www.secondoprotocollo.org per rendersi conto di storie che raccontate cosi potrebbero sembrare irreali.Spero proprio che lo speciale sito dell’ONU possa salvare e restituire dignità umana anche a qualche nostro connazionale all’estero.

25 marzo 2009

25 marzo 2009 io e Bierredue basilicata

Grazie Laura, Luciano l'anonimo e tuuti quelli che ancora mi seguono costantemente, ho bisogno del vostro aiuto che grazie a Dio non mi fate mancare ma avrei bisogno anche dell'aiuto di tutti coloro che che lentamente si sono defilati e di coloro che pur entrando nel mio blog ritengono superfluo un commento, 2 righe, chiedo solo 2 righe che sono 30 secondi del vostro tempo. 30 secondi che potrebbero far ardere con forza questo braciere di Giustizia che sto tentando in tutti i modi di tenere vivo, per Angelo ma anche per tutti gli altri nel mondo.
Basterebbe farci sentire tutti inkazzati, e ne abbiamo tutte le ragioni perchè qualcosa cambi, mi sapete dire perchè dobbiamo sempre e solo subire? perchè non essere noi a decidere della nostra vita? del nostro essere? e darci una mano aiutarci, dato che nessuno lo fa per noi?
In questi giorni c'è una persona che è stato messo sulla graticola perchè difende chi soffre e chi è costretto a subire angherie e soprusi di ogni genere, che ha difeso anche me quando è stato necessario, ma ancora oggi, che sta tentando di difendere un prete definito extracomunitario e che stanno tentando di mandare via senza un perchè, Padre Riccardo, un santuomo.
Vi chiedo di far sentire tutta la vostra partecipazione inviando una e-mail a: info@bierredue.it in streeming diretta http://www.bierredue.it/ tutte le mattine dalle ore 09,00 alle ore 11,00 - 11,30
per adesso grazie Falcone Giovanni

Trasmissioni Televisive

Io penso che nel mio post precedente di non essere stato di parte, ci tengo a precisare che contro queste persone, anche se straniere non ho nulla anzi, ho sempre detto di essere fiero del mio Stato che Garantisce ogni Diritto alle persone tutte, anche se stranieri e il più delle volte, clandestini (per cui non dovrebbero trovarsi sul nostro territorio) o pregiudicati per reati commessi purtroppo sempre più spesso nel nostro.
Quello che mi fa inkazzare è il fatto che non fa lo stesso con i propri cittadini arrestati e detenuti all'estero, che sono doppiamente penalizzati, dal proprio e dallo Stato dove si trovano, non è giusto e non è legale, e ben donde allora la MIA INKAZZATURA.
Sono 2 anni che scrivo a tutti i Giornali e TV nazionali in particolare a trasmissioni come quella di Vespa, Santoro, Mentana, RAI 3, RAI 2, LA 7, e tutte le altre per far risaltare questi casi di nostri cittadini, paghiamo regolarmente le tasse allo Stato e l'abbonamento alla RAI, NULLA SILENZIO ASSOLUTO, è uno schifo:
Comunque riporto di seguito quanto sugeritomi da un carissimo amico e voglio pubblicarlo, penso che il senso è lo stesso:
"perchè da Vespa solo alcuni fatti diventano notizia, mentre di Angelo a nessuno frega niente ? Siamo figli di un Dio minore ? Sono incazzato nero"

"Sono disperato" e si dà fuoco

http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/03/25/160558-sono_disperato_fuoco.shtml

E’ stato ricoverato d’urgenza nel reparto grandi ustioni dell’ospedale S. Eugenio, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Secondo la prima ricostruzione alla base del gesto ci sarebbe un disagio sociale legato alla perdita di lavoro
Roma, 25 marzo 2009 - Un uomo si è dato fuoco a Roma in piazza del Campidoglio, versandosi addosso il contenuto di una bottiglietta piena d’alcol. E’ stato ricoverato d’urgenza nel reparto grandi ustioni dell’ospedale S. Eugenio, ma le sue condizioni non sarebbero gravi.
Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri l’uomo sarebbe un tossicodipedente. Alla base del gesto ci sarebbe il suo disagio sociale, forse la perdita del lavoro.
_______________________
Sempre più spesso si stanno verificando casi del genere, la disperazione, è questa la molla che scatta e che porta a questi casi estremi, penso che oramai la politica debba prendere in considerazione tali tristi eventi, un segnale? forse, anzi sicuro, a mio parere si arriva a ciò perchè la politica è assente ai problemi della gente, problemi che ci toccano tutti i giorni, che come una valanga ogni giorno umentano ti intensità e disperazione, e quando non si riesce ad avere qualcuno con cui parlare, un interlocutore valido ecco la tragedia. E' il secondo caso al Campidoglio in pochi anni, ma ricordo un'altro caso l'anno scorso, una signora anziana davanti proprio al Quirinale, era il mese di maggio 2008. A volte purtroppo è l'unico modo per far sapere al mondo quello di cui si ha bisogno e far intervenire chi di dovere, anche se in alcuni casi purtroppo non serve più.
Falcone Giovanni

24 marzo 2009

Trasmissione Porta a Porta

Torna in libertà Karol Racz, il romeno già scagionato dall’accusa di essere uno degli stupratori della Caffarella. Tutto legale e giusto quello che è successo, viva la Giustizia, quella Giustizia che cerco per mio figlio, quello che però non riesco a capire e proprio non sopporto è la prontezza e la velocità con cui sia eminenza Bruno Vespa ha avuto nel portarlo in TV questa sera.
E' da tanto che scrivo a lui e non solo per una trasmissione a tema sui nostri cittadini detenuti all'estero, NULLA, nessuna risposta, Grazie ai Media Italiani.
Nutrita la presenza di Politici Bipartizan, presunzione d'innocenza, equilibrio di Valori e tanti e i temi affrontati. Giovanni Falcone

21 marzo 2009

Trasmissione RAI 1

Domani 22 corrente alle ore 07,15 sono in diretta su RAI 1 programma "sabato e Domenica" per parlare ancora una volta della storia di Angelo e dei 3000 dimendicati. Falcone Giovanni

20 marzo 2009

al M.A.E.


lunedì 16 corrente sono stato ricevuto al Ministero Affari Esteri. Falcone Giovanni

19 marzo 2009

RAI INTERNATIONAL, Italiani detenuti all'estero

Di seguito il Link della trasmissione andata in onda il 16 corrente su RaiInternational, Italia Chiama Italia - Sportello Italia sulla situazione degli Italiani detenuti all'estero, non ho parole per copmmentare quanto detto nel corso della trasmissione, e invito tutti a contattarmi per avere delucidazioni per tutto, comunque nelle prossime ore affronteremo la situazione in modo adeguato per dare ogni delucidazione a tutti in modo chiaro e inequivocabile: Falcone Giovanni
http://www.international.rai.it/mediacenter/frontend/programma.php?id_video=1509

Buona visione a tutti.

18 marzo 2009

Fuga di mezzanotte in India: quando la realtà supera la fantasia

Ragazzi, stamani ad un'amico, conduttore di www.bierredue.it Filippo d'Agostino, ho detto che dopo gli ultimi avvenimenti incomincio ad intravvedere una tenua luce alla fine del tunnel, speriamo, poco fa su Google ho trovato l'articolo che di seguito pubblico:


da UNITA' Esteri 17.3.2009
http://www.unita.it/news/82925/fuga_di_mezzanotte_in_india_quando_la_realt_supera_la_fantasia
Fuga di mezzanotte in India: quando la realtà supera la fantasia
di m.p.
Dormivano. Sognavano. Protetti dalle montagne, dal rumore degli animali, dalla dolcezza di un angolo incontaminato. Gli zaini nell’angolo, le pareti di un blu accecante, qualche scritta sui muri. Un paio di sciarpe appoggiate nell’angolo. Si svegliarono di soprassalto, interrompendo la giovinezza al rumore sordo dei calci sulla porta. Gli ordini urlati in una lingua di cui nulla sapevano. Gli agenti fecero irruzione e li arrestarono. Due ragazzi italiani. Detenuti in India da più di due anni. Una storia più fumosa delle accuse. Stupefacente. Spaventosa. Simone Nobili e Angelo Falcone, diciotto presunti chili di hascisc nelle valigie e un’acclarata voglia di considerare gli ultimi 24 mesi un incubo. Il 9 marzo 2007, a Mandi, nella regione himalayana, Nobili e Falcone vennero fermati dalle guardie locali, tradotti in carcere e accusati di detenere a fini di spaccio un’enorme quantità di droga leggera. Dalla modesta pensione in cui alloggiavano, furono trasferiti tra le finestre con le sbarre del penitenziario di Nahan, un paesone alle pendici della catena montuosa, costretti a firmare un foglio (in lingua hindi) in cui sostenevano di essere stati intercettati mentre a bordo di un taxi, alla volta dell’areoporto, nascondevano decine di panetti in due distinti borsoni.


Volevano soldi gli agenti, 20mila euro. Accade spesso e difendersi è complicato. I ragazzi hanno rischiato vent’anni, sono stati condannati a dieci,in primo grado, lo scorso 22 agosto. L’accusa ha chiesto un incremento di pena, una data per l’appello, ad oggi, non è stata ancora fissata. In condizioni non dissimili, “albergano” nel girone dei dannati, quasi tremila nostri connazionali. Dimenticati, senza l’ausilio economico dello stato d’origine o di uno straccio di accordo bilaterale. Alle prese con la cecità delle legislazioni, con l’indifferenza generale, col dramma dei parenti, precipitati in un evento ingestibile. Oltre gli imponenti cancelli in ferro battuto, tra un ritratto del Mahatma Gandhi e un altro di Jawaharlal Nehru, Nahan ospita quasi trecento detenuti. In condizioni igieniche degradanti. Riso e lenticchie, lenticchie e riso. L’acqua per bere e per lavarsi, al centro del cortile. Al freddo. Originario della Lucania, Falcone viveva a Bobbio. Faceva il cuoco.


L’India era il primo viaggio intercontinentale della sua vita. Ma Bellocchio è lontano e “ I pugni in tasca”, Angelo li tiene per non picchiare sul muro la propria disperazione. Si è ammalato, ha preso l’epatite in forma violenta, per mesi non si è mosso, i menischi atrofizzati. Adesso va meglio. Divide un letto a castello col compagno di sventura. Si fanno forza a vicenda. I contatti con l’esterno, nelle prigioni dell'Himachal Pradesh sono vietati. Solo lettere o fax quando, non accade sempre, arrivano a destinazione. La luce è lontana, basta non perderla di vista.


Dietro a ogni figlio c’è un padre. Quello di Angelo si chiama Giovanni. Giovanni Falcone. Come l’omonimo, il Falcone della provincia materana, ha dedicato l’esistenza allo stato. In divisa, con la benemerita, inverno dopo inverno. Giovanni Falcone ha mosso le acque. Aperto un blog (giovannifalcone.blogspot.com), fatto immersione in un mondo tecnologico che mai era stato il suo. L’ha fatto per suo figlio. Imbarcandosi per l’India, bussando ai palazzi della politica, gridando la propria rabbia. Inscenando uno sciopero della fame. L’inganno alla base dell’arresto del primogenito gli ha dato nuovo vigore. Ieri Falcone è stato a Roma, ricevuto alla Farnesina da Enzo Scotti e Mantica. Gli hanno promesso di fare qualcosa.


Dopo due anni, qualcosa si muove. «Ora mi sento più sollevato. Invierò al Ministero la documentazione completa: chiedo giustizia e che sia ripristinata legalità». I ragazzi sognano il ritorno. Non sanno cosa ci sia oltre la siepe ma conoscono il buio. Niente, adesso, può fargli paura. Neanche l’attesa. Un giorno si abbracceranno, il sole alle spalle, la vita davanti. Da non sprecare. Mai più.
17 marzo 2009

Quanti Falcone ci sono in Italia? davanti alla Camera 16.3.09


17 marzo 2009

UN FALCONE PER TUTTI........MA PER LUI NESSUNO

Dopo essere stata anche io detenuta in un paese straniero ed aver penato e passato quello che ho scritto qui in alcuni post, mi sono accorta che purtroppo o per fortuna, come accade in molti eventi della mia vita, tendo a rimuovere le cose brutte, ed allora , per non dimenticare, mi sono rinfrescata la memoria guardando un video intervista sul blog di Giovanni Falcone, dove, anche lui descrive le sofferenze che il figlio Angelo e la sua famiglia stanno vivendo da due anni a questa parte dopo l’arresto avvenuto in India. Storie di tanti nostri connazzionali, dimenticati da tutti . Il video mostra una intervista fatta ad un programma della rai dove il sig. Falcone racconta la storia del figlio e sentendolo per me è stato come rientrare in un incubo.
Ho pianto e mi sono disperata trovandomi impotente proprio come lui. Impotente perchè non posso fare nulla, io che sono una tigre, una che combatte da sempre per non vedere i propri diritti calpestati. Mi sono vergognata da cittadina italiana nel vedere la dignita’ di quest'uomo solo e ripeto solo a portare avanti una battaglia di gran lunga più grande di lui. Mi sono vergognata perchè in questo paese per ottenere qualcosa bisogna rivolgersi alle trasmissioni televisive che spacciandosi per paladini della giustizia nel sentire le nostre storie, non fanno altro che aumentare i loro guadagni sulla nostra pelle.
Lo dimostra il fatto, che per quanto riguarda la mia vicenda, più volte ho bussato alle loro porte, ma evidentemente la mia non suscitava interesse tale da inserirmi in un loro dibattito. Eppure ero sola, malata, detenuta in un paese straniero, senza soldi, proprio come Angelo Falcone ed i tanti invisibili chiamati connazzionali detenuti in squallide celle, privati dei loro diritti.
Sarà perchè io la storia la conosco da vicino, sarà perchè io con quel padre ci parlo, per cui mi sono sentita piccola piccola nel vedere come il Sig. Falcone che ricordo umile servitore dello stato , ex carabiniere che ha donato la sua vita per salvare le nostre, si preoccupi ancora, di tanti altri.
In tutte e dico tutte le sue interviste, mai si dimentica di far presente che come il figlio altri vivono la sua stessa situazione con un altruismo che in pochi di noi riconosco.......ce ne fossero di Falcone, uno lo avevamo, anche lui servitore dello Stato, ma lui se ne è andato, destino infame per questo cognome.
Possibile che nessuno abbia voglia di ascoltare le suppliche di questo padre che tanto ha dato ed ancora dona a questo nostro paese? Possibile che nessuno si vergogni almeno un pò guardandolo negli occhi? Quali sono i gesti di solidarieta’ da citare e portare ad esempio in questo nostro squallido paese?
Guardatevi le sue interviste nel suo blog e riflettete. Dedicate un pò del vostro tempo osservando la dignita. il dolore e la voglia di aiutare che traspare dalle sue parole e da quegli occhi ormai spenti da un dolore che difficilmente potra’ lenirsi anche quando, e mi auguro presto, tutta questa orribbile vicenda finira’ Sei un grande Giovanni
Stefania Fedele
GRAZIE STEFANIA, MA ONESTAMENTE E UMILMENTE MI SENTO DI DIRTI CHE QUELLO CHE FACCIO LO FACCIO NATURALMENTE CON SEMPLICITA' E AMORE VERSO CHI SFORTUNATO SOFFRE PER SUA O PER ALTRUI COLPA, PER ME NON FA DIFFERENZA, QUESTO L'HO SEMPRE SENTITO DENTRO ED E' PER QUESTO CHO HO FATTO E FACCIO TUTTO QUESTO. GIOVANNI FALCONE

15 marzo 2009

LA LIBERTA' SONO IO




























Grazie al don che ogni tanto mi invia delle poesie molto belle, toccanti che ti entrano nel cuore, anche come in questo caso piena di dolore e tristezza per la libertà perduta, ma del tutto perchè come già ho scritto a Angelo c'è una Libertà che nessun uomo potrà mai portarti via, quella della mente, dei tuoi pensieri che ti fanno correre libero, dove vuoi senza restrizioni e quella del cuore che ti fa amare chiunque come tu vuoi. Questa che riporto è anonima, di un carcerato.

LA GRANDE LUCANIA




Oggi 14 marzo alle ore 18,30 presso la Sala dell'Arco Palazzo Città di Potenza, c'è stata la presentazione del nuovo mensile di cultura LA GRANDE LUCANIA.
Presenti il Sindaco di Potenza Dott. Vito SANTARSIERO, il Consigliere della Regione Basilicata Luigi SCAGLIONE, Oreste LO POMA Presidente del''Ordine dei Gionalisti, Mariano JACOBELLIS e Veronica VERNETTI Capo Redattori del Mensile, Fulvio CAPORALE Direttore, Franco TILENA Poeta e io FALCONE Giovanni.
La serata è stata allietata dall'esibizione del coro "Trivigno e le due Sicilie".
Presente un folto pubblico.
Con il mio intervento ho potuto far conoscere e aggiornare i presenti dopo gli ultimi risvolti il caso di Angelo. Increduli quasi i tanti giovani presenti per l'assenza di impegno da parte delle autorità Istituzionali italiane nel risolvere tale problema. L'augurio è che tutto possa cambiare e in tal senso il Sindaco di Potenza ha preso impegno ad adottare un Ordine del Giorno della sua Amministrazione da inviare agli Organi Governativi.
Io non posso che ingraziere tutti per l'attenzione e gli impegni presi ma maggiormente nell'attenzione del pubblico, attento e sicuro farà sentire la sua voce.
Falcone Giovanni

14 marzo 2009

KHADIJA moglie di ABOU ELKASSIM BRITEL, detto KASSIM.


Voglio di seguito dare voce alla sig.ra Khadija, donna stupenda e fedele moglie di Kassim che da 7 anni, il 10 scorso è stato anche per lui come per Angelo un triste anniversario, come da me pubblicato in post precedente. Quello che di seguito riporto è un commento da Lei fatto al mio precedente post:


Caro Giovanni, ieri sera ho letto il post, ed ho pensato alla tua gioia di sapere finalmente da qualcuno che Angelo l'ha visto che lui non si arrende e va un po’ meglio.
Ho finalmente visto ed ascoltato – scusami ma ho davvero tanti impegni – il tuo intervento al congresso radicale. Hai saputo trasmettere tutto il tuo amore e la preoccupazione di padre.
La tua commozione a malapena trattenuta ha emozionato anche me … Sei anche riuscito a comunicare la delusione di cittadino di uno stato nel quale avevi fiducia, di uno stato ritenuto civile che invece tradisce nei fatti i valori di giustizia e di equità sui quali dovrebbe basarsi.
È uno stato d'animo che conosco bene, una realtà che Kassim ancora fatica ad accettare perché lui ama questo Paese e con fierezza ne è diventato cittadino ormai dieci anni fa, per poi trascorre gli ultimi sette tradito e abbandonato dal suo paese d'adozione.
Hai con molta decisione abbordato il tema dei tremila cittadini italiani nelle carceri estere, cittadini che abbisognano di un impegno fattivo, di una presa in carico dei loro bisogni, di noi famiglie che ci impegniamo giorno dopo giorno nel tentativo di farci ascoltare, che siamo costretti a sacrifici e rinunce continue.
Grazie!Ti auguro successo per i passi che stai per compiere, so che è fatica, mi pare tu lo stia facendo nel modo giusto, spero troverai ascolto. Ti auguro anche di avere al più presto un contatto diretto con Angelo, e una soluzione vicina per tutti noi.Coraggio! un saluto cordiale a lui e a te khadija



Il caso Abou Elkassim Britel, violazioni continuate ed aggravate dei diritti umani:

10.03.2002-10.02.2003 : 11 mesi di sparizione forzata
16.05.2003-16.09.2003 : 4 mesi di sparizione forzata
10.03.2002 : 1^ arresto arbitrario a Lahore
24-25.05.2002 : extraordinary rendition da Islamabad a Rabat
25.05.2002-11.02.2003 : prima detenzione illegale e segreta a Témara
11.02.2003 : rilascio senza alcuna accusa in pessime condizioni psicofisiche
16.05.2003 : 2^ arresto arbitrario a Melilla, confine tra Marocco e Spagna
16.05.2003-16.09.2003 : seconda detenzione illegale e segreta a Témara
17.09.2003 : inizio detenzione "ufficiale" nella prigione di Salé
03.10.2003 : processo iniquo ed affrettato e condanna a 15 anni di prigione
07.01.2004 : processo d'appello, pena ridotta a 9 anni
27.10.2004 : la Corte Suprema marocchina respinge il ricorso
16.09.2006 : la Commissione del Parlamento europeo sui voli della CIA si occupa del caso
29.09.2006 : archiviazione senza rinvio a giudizio dell'inchiesta italiana
ad oggi ancora detenuto nel carcere di Oukasha in Marocco.
Le azioni per la liberazione di Kassim, innocente e prigioniero da oltre 6 anni, nulla hanno potuto: Marocco e Italia ignorano la tragedia che ha distrutto la vita di un uomo e della sua famiglia e che continua.


Il caso Britel è stato trattato in Marocco da AMDH e AN-NASIR e nel mondo da: FIDH, HUMAN RIGHTS WATCH, AMNESTY INTERNATIONAL, ACLU, STATEWATCH, CAGEPRISONERS, FAIR TRIALS INTERNATIONAL, ACAT ITALIA e dalla Commissione TDIP e dal Parlamento europeo, dal Comitato Onu contro la tortura.

13 marzo 2009

India/ Angelo Falcone: "Pensavo di farla finita, ma ora sto bene"

http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2009/03_marzo/12/india_angelo_falcone_pensavo_di_farla_finita_ma_ora_sto_bene,18337671.html

Condannato a 10 anni per droga, è in un carcere Himachal Pradesh
postato 1 giorno fa da APCOM
Nahan (Himachal Pradesh) - Non c'é una stanza delle visite nella prigione di Nahan, un paesone alle pendici dell'Himalaya, dove è detenuto Angelo Falcone condannato a dieci anni di carcere insieme all'amico Simone Nobili con l'accusa di detenzione e spaccio di 18 chili di hashish. Dopo aver attraversato due pesanti cancelli si entra nella portineria dove ci sono anche gli uffici amministrativi. Alle pareti azzurre scrostate dal tempo e dall'umiditá ci sono i ritratti ingialliti del Mahatma Gandhi e di Jawaharlal Nehru. Su una lavagna c'è scritto con un gessetto che ci sono 267 detenuti. Piú in là in rosso c'è una citazione in hindi del filosofo inglese John Locke sugli uomini che sbagliano perché "tentati dall'interesse o dalla passione".
I secondini che compilano il registro dei visitatori si mettono in mostra con qualche parolaccia in italiano imparata da chi è passato di qui.
Quando arriva Angelo ci fanno sedere su una coperta di lana stesa sul pavimento. Rispetto all'ultima visita, lo scorso luglio, quando era nella prigione di Mandi, in attesa di giudizio, sembra più in salute. "Sto bene, i forti dolori alla gambe che avevo sono andati via grazie all'aiuto di un amico, non prendo più medicine e ho ricominciato a mangiare". E' un sollievo perché lo scorso autunno quando aveva ricevuto l'ultima visita dei funzionari dell'ambasciata italiana di Nuova Delhi, le sue condizioni di salute erano allarmanti. "Ero disperato non sapevo più cosa fare - dice - non riuscivo quasi a camminare, ero in uno stato di depressione, non riuscivo a parlare con la mia famiglia, avevo voglia di farla finita".
I contatti con l'esterno sono proibiti nelle principali prigioni dell'Himachal Pradesh. Angelo può solo comunicare via lettera o via fax ("c'è qualcuno che ogni tanto va fuori a spedirlo"). Secondo il padre, Giovanni, ex carabiniere - che sta portando avanti con un blog una campagna a favore dei detenuti italiani all'estero - la mancanza di contatti con l'esterno è una grave violazione dei diritti umani.
L'odissea del cuoco di 27 anni di Bobbio, nel piacentino, iniziata due anni fa durante la sua prima vacanza in India, sta sollevando l'attenzione di esponenti politici, come i Radicali Italiani e anche di giornali e televisioni.
Ma tra le alte mura di cemento del carcere di Nahan, la speranza di Angelo è appesa all'appello presentato dalla difesa (ma anche dall'accusa che chiede una maggiorazione della pena). Non è ancora stata fissata una data per l'udienza. Dopo la condanna in primo grado a 10 anni di reclusione più una multa, la famiglia Falcone si è affidata a uno dei più famosi - ma anche costosi - studi legali di Nuova Delhi che di recente ha ottenuto l'assoluzione di 4 ragazzi italiani anche loro coinvolti in una storia di droga.
"Da quando sono ritornato in forza ho ricominciato a scrivere e a disegnare", dice Angelo che ha chiesto di poter stare in una cella a due letti che condivide con l'amico. "A differenza di quello che si potrebbe immaginare per un Paese come l'India, è abbastanza pulito. Ogni giorno i materassi sono disinfettati, possiamo comprare e cucinare il nostro cibo e abbiamo una biblioteca".
Alla fine dell'incontro, durato oltre i 20 minuti consentiti, aggiunge: "Quando torno in Italia voglio sposarmi e stare con la mia famiglia a Bobbio. La prigione mi ha fatto vedere le cose sotto una luce diversa. Non potrò fare la stessa vita di prima. Ho capito che molte cose, come le auto o vestiti firmati, sono insignificanti e mentre prima le cercavo ora penso proprio di poterne fare a meno".

12 marzo 2009

LIBERTA' 12 marzo 2009


La Grande Lucania marzo 2009




Grazie a Veronica per questo bell'articolo e a tutta la Redazione della Grande Lucania.
Giovanni Falcone

Dalla Sletter di www.ristretti.it del 11 marzo 2009

http://www.ristretti.it/commenti/2009/marzo/11marzo.htm#16
India: Angelo Falcone; violate norme del diritto internazionale
di Susanna Marietti

www.linkontro.info, 11 marzo 2009
http://www.linkontro.info/index.php?option=com_content&view=article&id=1404:caro-serra-hai-ragione-ma-qla-sinistra-del-noq-non-lha-inventata-berlusconi&catid=40:la-sinistra-che-verra&Itemid=72

Lunedì scorso si compievano due anni dal momento in cui Angelo Falcone e Simone Nobili hanno fatto il loro ingresso nella prigione indiana di Nahan, condannati a dieci anni di reclusione per possesso e spaccio di stupefacenti. E lunedì scorso a Rotondella (Matera), il paese dei Falcone, si è tenuto un incontro pubblico dal titolo "Per non dimenticare Angelo Falcone", voluto dal padre Giovanni per chiedere che il figlio venga trasferito in Italia.
All’incontro hanno preso parte, insieme a molti altri politici locali, il sindaco di Rotondella Vito Agresti, il presidente della Provincia di Matera Carmine Nigro, il sacerdote di Libera Marcello Cozzi e la deputata radicale Elisabetta Zamparutti.
Giovanni Falcone, che si dichiara convinto dell’innocenza del figlio non ancora trentenne, non riesce a parlare con Angelo da mesi. Racconta di malattie che sarebbero state contratte dai due ragazzi e dell’indifferenza delle istituzioni italiane. Nel corso dell’incontro ha affermato: "quella che sto portando avanti in questi anni è una battaglia di giustizia che non riguarda solo Angelo. Riguarda i circa tremila cittadini italiani detenuti nel mondo. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di rei confessi, che vogliono pagare per le proprie colpe ma che chiedono di essere trattati con dignità, da esseri umani. Chiedono che il proprio Stato garantisca i loro diritti".
Ed Elisabetta Zamparutti ha ribadito: "come radicale vengo spesso in contatto con casi individuali che hanno però una portata tale da riguardare molte più persone. Il caso di Angelo è certamente un caso di giustizia, ma credo però che sia anche un caso di legalità. Nella vicenda che lo ha coinvolto sono state violate moltissime norme di diritto internazionale, a partire dalla Convenzione sulle relazioni consolari. È su questo che bisogna insistere, perché è nella lotta per la legalità, nella lotta per la difesa dei diritti umani che si gioca la posta dello sviluppo democratico anche del nostro Paese".
Vogliamo ora raccontare un’altra storia, seguita dal Difensore Civico dei detenuti dell’associazione Antigone. Non diremo né il vero nome del protagonista, che chiameremo Paolo, né il Paese latino americano nel quale è detenuto.
Paolo è stato arrestato mesi fa per trasporto di sostanze stupefacenti. I genitori sono due operai, privi di grandi mezzi economici. Chiedono notizie ai carabinieri, poi all’Ambasciata. Qui viene loro consegnata una lista di avvocati, per i quali però l’Ambasciata avrebbe precisato di non offrire alcuna garanzia. Si rivolgono a un avvocato della lista che si sarebbe fatto pagare tremila dollari e dopo un po’ non avrebbe dato più notizie. Di recente si sarebbe rifatto vivo, chiedendo altri soldi per un documento che i genitori di Paolo non sanno se sia davvero utile o meno al figlio.
Nel frattempo Paolo è in carcere e prega i genitori di inviargli continuamente soldi per poter sopravvivere. La vita interna sarebbe basata interamente sulla corruzione, tutto sarebbe a pagamento, dal cibo alla branda alla coperta. Paolo si sarebbe ridotto a pesare 40 chili. Tempo fa i genitori avrebbero ricevuto via mms alcune foto di Paolo, scheletrico e coperto di lividi, seguite da una sua telefonata nella quale implorava di mandare del denaro affinché le guardie smettessero di torturarlo. Percosse e corrente elettrica sarebbero state utilizzate abitualmente sul corpo di Paolo.
Ovviamente il denaro è stato subito mandato, e la coppia si è indebitata per procurarselo (a oggi sarebbero già stati inviati 12.000 euro). Avrebbe però fatto l’errore di raccontare l’accaduto ai carabinieri, i quali a loro volta avrebbero girato il racconto all’Ambasciata. I funzionari dell’Ambasciata si sarebbero allora recati nel carcere, chiedendo un colloquio con Paolo.
Durante il colloquio, alla presenza delle guardie, avrebbero chiesto conferma pubblica della veridicità del racconto. Paolo si sarebbe ovviamente visto costretto a negare il tutto, ma le guardie avrebbero comunque capito che il racconto proveniva da lui e dopo poco lo avrebbero rinchiuso in isolamento e torturato.
Paolo rischia una condanna dai 12 ai 16 anni. I genitori sono disperati, temono la morte del figlio, ammettono il suo errore ma vorrebbero che potesse scontare la pena in Italia. Non sanno però a chi rivolgersi per avere un qualsiasi consiglio su come muoversi. Antigone, nei limiti delle sue possibilità, sta oggi provando ad aiutarli.

11 marzo 2009

Programmi televisivi

Ieri sera a Porta a Porta è andato in onda l'ennesimo processo in diretta per il caso dello stupro di S.Valentino a Roma. Grande spiegamento di mezzi e chiaro di soldi per organizzare il tutto, ennesima trasmissione andata in onda per due stranieri, accusati dello stupro, presenti in Italia.
Il problema non sono gli stranieri, è chiaro, il problema è che tutto quello che si fa per loro non viene fatto per noi, presi come siamo di ogni tipo di problemi per noi e per i nostri cari detenuti all'estero.
Pensate che sono 2 anni che sto provando ad andare in qualche trasmissione importante tipo Porta a Porta, niente, porte chiuse per noi, sono decine e decine le e-mail inviate a tutte le trasmissioni. E allora la domanda è questa: perchè a loro si e noi, cittadini Italiani no?, come è possibile che noi troviamo le porte chiuse negli Stati dove loro sono detenuti e qui in Italia, la nostra Patria che dovrebbe garantirci in tutto e per tutto? come è possibile che i nostri cari sebbene detenuti e noi qua continuiamo a pagare regolermente le tasse e di quei soldi nulla riusciamo ad avere? come è possibile che paghiamo il canone RAI e non possiamo accedere alle trasmissioni? utili a noi per far arrivare forte il nostro grido di aiuto e le vere storie alle Autorità competenti? una trasmissione come quella andata in onda ieri sera quante migliaia di Euro è costata? Io non so più cosa pensare, ci attiviamo in Italia per tutti e per tutto, l'importante che siano stranieri, o animali, piante e tanto altro ancora, è, come altre volte ho denunciato, come se un padre si preoccupa dei figli del vicino e per contro lascia morire i propri, non esiste nessuna legge della natura uguale. Ma ancora mi chiedo se questa è effettivamente Democrazia.
Strano e assurdo tutto questo, ripeto noi siamo doppiamente vessati, in Patria dalle nostre Autorità e all'Estero nei paesi che ci ospitano, e questo lo sa chi ha girato un pò il mondo, in paesi dove noi sicuramente non possiamo fare tutto quello che gli altri fanno da noi.
Vi dico solo che questi grossi programmi, tutti, non mi aprono neanche più le e-mail che invio.
Bravi, bravi tutti, siccome sono un Cristiano non posso neanche augurvi quello che stiamo soffrendo noi, pensateci. Falcone Giovanni

Aspettami


Un caro amico mi ha inviato questa bellissima poesia, io non ho parole.
Aspetterò, speriamo solo di non dover aspettare veramente molto.
Come noi siamo sopravvissuti lo sapremo solo noi due, ti voglio tanto bene a papà speriamo non farti aspettare molto. un grosso bacio dal tuo papà, la mamma, Denise e tutti quelli che ti vogliono bene e ti aspettano con noi.
Grazie amico, spero poterti nominare appena lo vorrai. Giovanni Falcone

Carlà e Sarkò in Missione per salvare una Cittadina Francese.


Penso che l'articolo si commenta da solo, questo è, se ancora non si fosse capito, cosa è la Politica Estera e la considerazione dei suoi cittadini, da parte della Francia, ma in partiocolare del suo Presidente e Consorte, Carla Bruni, che tra l'altro non sono nuovi a casi del genere, basti pensare e ricordare subito dopo la sua elezione al caso delle infermiere Bulgare detenute in Libia da 10 anni (?) dal regime di Gheddafi. Eppure anche allora è riuscito a riportare tutti a casa, addirittura in quell'occasione si parlava di condannati a morte (se non ricordo male).

Che dire, solo rincrescimento e disperazione per me e per le famiglie dei 3000 nel mondo: Nessuno che si sia mai occupato di noi, silenzio e dire che i nostri ragazzi, chi colpevole perchè reoconfesso, hanno situazioni di condanne ben diverse da quei casi fin qui saputi e trattati dal Presidente Francese, per non parlare poi dei tanti come Angelo che si professano con forza innocenti, eppure tutto questo non fa breccia nei nostri Politici e alte cariche Istituzionali, o meglio, il nostro Presidente come già ho avuto modo di pubblicare altre volte, si è interessato del caso di don Sandro De Pretis detenuto nel Gibuti nel 2007.

Nella primavera del 2008, in occasione della sua visita alla città di Trento, a perorare la causa di don Sandro è stato il Vescovo di quella città, ed è andato tutto a buon fine in poche settimane.

Cosa differente è stato il caso di Angelo Falcone, che ha avuto come unico difensore suo papà, un umile pensionato dei Carabinieri, privo di tascorsi blasonati e altisonanti, ma che comunque ha servito la Patria con Onore e abnegazione fino all'ultimo giorno, che ancora onora oggi, dato che dal giorno della sua pensione (a dir il vero anche prima, durante il servizio) ha dedicato e dedica il suo tempo al volontariato in Italia e all'Estero. Penso che questo faccia Onore a me, Falcone Giovanni, ma anche a ciò che ho fatto e rappresentato nella mia vita privata e lavorativa.

La stessa sorte è capitata agli altri circa 3000"desaparecidos" e loro famiglie.

Penso che tutto questo debba far riflettere, questa è purtroppo l'Italia oggi e questo è quello che ci tocca soffrire, perchè la condanna non tocca solo loro all'estero, MA E' COME SE IL NOSTRO STATO ABBIA CONDANNATO ANCHE NOI.

Posso solo dire grazie e con il cuore in mano, senza paura di essere smentito, anzi avrei tantissimo altro da dire, a Voi chiamarmi e Interpellarmi se vi preme la verità e tutto quello che ne consegue, per Voi e Me, tanto nulla ho più da perdere, anzi ho tutto da guadagnare salvando la faccia e l'Onore mio e di mio figlio, Onore tante volte ripreso per questo caso, da Politici e non, gente pronta a giudicare come non ha fatto neanche nostro Signore verso chi ha peccato.
Falcone Giovanni

10 marzo 2009

foto manifestazione




Sopra solo una parte della manifestazione, è un modo per rendere omaggio a chi è intervenuto delle Autorità, che ringrazio anche a nome della mia famiglia che a Bobbio (PC) ieri sera aspettava con ansia mie notizie.

Un grazie particolare all'Onorevole ZAMPARUTTI Elisabetta che ha coraggiosamente affrontata una giornata dura per poter essere presente, praticamente è partita nel pomeriggio ed è rientrata la notte stessa a Roma, brava, è come aver fatto un rally, con tutte le difficoltà che comunque ha superato egregiamente.
Un grazie anche a Radio Radicale e in particolare a Roberto che è venuto a registrare tutta la manifestazione e inviarla dopo a Roma per essere subito messa in rete.
Oggi poi per me è stata intensa, che dire speriamo che tutto vada a buon fine per tutti, tra l'altro mi è giunta anche la notizia di Kassim, 7° anniversario, triste ma penso anche a tutti gli altri nel mondo, mi piange il cuore solo al pensiero di quello che passano.
La rabbia maggiore è, sono sicuro, per tanti di loro potrebbero cambiare le cose con un niente e invece nulla succede.
Ma vado avanti con i miei contatti privati che ho vedremo. Giovanni Falcone

Vignetta per Angelo, trasmissione Exodus


http://www.exodus.it/ 09.03.2009 registrazione trasmissione

7° anniversario arresto Abou Elkassim Britel cittadino Italiano

10 marzo 2002 - Abou Elkassim Britel perdeva la sua libertà.
A sette anni dal fermo illegale è ancora detenuto in totale spregio alla sua provata innocenza.

Un posto di blocco a Lahore, il taxi su cui Kassim viaggia viene controllato.
Esibisce il suo passaporto di cittadino italiano e scompare. ...

leggi tutto : http://kassimlibero.splinder.com/post/20038488/10+marzo+2002grazie

khadija

www.giustiziaperkassim.net

TG3 R 9 marzo 2009 "giornata per non dimendicare"

video

Resoconto Stampa giornata 9 marzo 2009







9 marzo 2009

9 Marzo, per non dimendicare Angelo


Ragazzi, ancora non ci credo, è stato grande, bella giornata, tanta gente tra il pubblico, la sala non conteneva tutti, ma anche tra gli invitati Politici, Comune, Provincia, Regione e Parlamento oltre a Libera Basilicata con il suo Presidente e il responsabile di Matera. Ampia discussione, e assunzione diretta impegni futuri con punti precisi, in primis il Gratuito Patrocinio ma anche aiuti di vari genere. oltre chiaramento l'impegno a ritrovarci ancora.

Che dire poi della presenza dei giornalisti, Rai TGR e giornali locali. E' tutto oggi che si parla di Angelo. Ho la netta sensazione che oggi qualcosa è cambiato, speriamo. Io e la mia famiglia non possiamo fare altro che ringraziare, Falcone Giovanni

8 marzo 2009

8 Marzo FESTA DELLE DONNE


Oggi è un bel giorno per voi donne, oramai è una festa affermata, ma spero che oltre agli auguri, regalini e discorsi di convenienza, veramente qualcosa cambi per voi, per la sicurazza ma anche per l'affermazione nella vita sociale. Un BACIO a tutte in particolare ai miei grandi amori, La Madonna, la Mamma, DENISE, i familiari tutte, Irocka. Ciao Giovanni

6 marzo 2009

IL CORRIERE D'ITALIA

http://www.corrierecaraibi.com/
6 MARZO 2009



Per non dimenticare: manifestazioni per i detenuti italiani all'estero

http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=7_150229
Notiziario NIP News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 44 - Anno XVI, 05 Marzo 2009, 12:27:00



A Rotondella seduta consiliare pro Angelo Falcone. Cortei in tutt'Italia per Carlo Parlanti
05.03.2009 12:03:27
Rotondella - Un momento di riflessione e preghiera per non dimenticare. Un triste anniversario da ricordare quello in programma per lunedì 9 marzo, alle ore 15, presso la Sala Consiliare di Rotondella, piccolo centro in provincia di Matera, per il secondo anno di detenzione per il giovane Angelo Falcone. L'italiano in carcere in India dall'11 marzo del 2007 accusato di possesso e spaccio di un grosso quantitativo di sostanza stupefacente.
Si tratterà di un convegno a tema, fortemente voluto da Giovanni Falcone, padre di Angelo, che dal primo giorno porta avanti una coraggiosa battaglia per il riconoscimento dei diritti civili e politici per suo figlio e per i 3000 connazionali che si trovano nelle stesse condizioni nelle carceri di tutto il mondo e per sostenere l'innocenza del giovane Angelo.
"Sono mesi che, in violazione palese e continua di Convenzioni e Leggi Internazionali, ci viene negata la possibilità di avere contatti telefonici con lui - si legge nell'invito all'incontro - e continua la inspiegabile indifferenza delle Istituzioni Italiane, dei Media e della Stampa Nazionale".

A sostegno di un altro italiano in prigione all'estero, Carlo Parlanti, è in programma un'altra manifestazione organizzata da Casapound Italia a Roma, Firenze Milano e Napoli nei pressi dei consolati Usa. Occasione a sostegno dell'associazione "Prigionieri del silenzio", che da tempo si occupa di Parlanti, cittadino italiano detenuto da più di quattro anni nel carcere americano di Avenal, nella Contea di Ventura in California, a seguito di una condanna a nove anni di reclusione per violenza sessuale.

Angela Divincenzo News ITALIA PRESS

4 marzo 2009

UNA GIORNATA PER NON DIMENTICARE ANGELO FALCONE



5 marzo 2009 - "Giustizia per Carlo Parlanti"

Caso Parlanti: Prove dichiarate e dimostrate contraffatte costringono illegalmente in prigione negli USA Carlo Parlanti, vogliamo renderne consapevole il governo Italiano e Statunitense.
Giovedi’ 5 Marzo 2009 In segno di sostegno e solidarieta’ alla compagna di Carlo Parlanti, alla madre e all’avvocato Costantino Cardiello dello studio Franco Cardiello di Eboli, che aspetteranno a Roma, un segno di accoglimento della richiesta d’incontro inviata all’ambasciatore USA, gruppi, associazioni, singoli supporter di Carlo Parlanti parteciperanno a manifestazioni silenziose organizzate da Casapound Italia a Firenze, Milano e Napoli nei pressi dei consolati USA. Si ringrazia particolarmente per questa iniziativa: Casa Pound, Simona Cenni, tutti i movimenti pronti a partecipare, abbattendo le barriere politiche, sociali e d’opinione, lasciando spazio, alla Giustizia, la Solidarieta’, la Civilta’ e l’Unita’ . Tutte qualità che farebero di noi un popolo vincente.
Roma: Nei pressi dell’ambasciata USA in via Vittorio Veneto ore 12.00/14.00
Milano : Piazza della Repubblica ore: 11.00/13.00
Firenze: Lungarno Vespucci nei pressi del consolato USA ore 11.00/13.00
Napoli: Piazza della Repubblica nei pressi del Consolato USA ore: 11.00/13.00
Saranno in oltre presenti a Firenze: Michele Parlanti, fratello minore di Carlo Parlanti Con preghiera di divulgazione e partecipazione
Lo staff di Prigionieri del Silenzio

3 marzo 2009

Articolo di News Italia Press del 2 marzo 2009

foto non dell'articolo, aggiunta da me nella speranza che CHI ogni qualvolta la guardi, gli venga in mente di lui ma anche degli altri 3000 "appestati" si vergogni.



Per l'Onorevole Zamparutti il gratuito patrocinio va esteso anche ai connazionali all'estero
Falcone al Congresso dei Radicali: violate norme internazionali
Il padre del giovane italiano in carcere in India è stato ospite a Chianciano
02.03.2009 16:03:44
Chianciano - Il VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e transpolitico, tenutosi a Chianciano dal 27 febbraio al 1 marzo, è stato occasione per Giovanni Falcone, padre di Angelo, il giovane italiano detenuto in India da circa 2 anni con l'accusa di possesso e spaccio di sostanze stupefacenti, per lanciare nuovamente un appello alle autorità e alle istituzioni e richiamare la loro attenzione sul suo caso che rappresenta, però, ci tiene a precisare Falcone, la storia dei circa 3000 detenuti italiani nelle carceri del mondo.
"Conoscete la mia battaglia - ha parlato Falcone ai microfoni del Congresso toscano - per la legalità e la giustizia internazionale, per quei diritti civili costantemente violati con arroganza dall'India. La Polizia, quella sera di due ani fa, è intervenuta nell'abitazione dove mio figlio e il suo amico, anch'egli italiano, abitavano. Sono stati costretti con l'inganno e la coercizione a firmare un documento in lingua hindi che attestava un'altra versione dei fatti. Quello che però al di là della storia in sé vorrei sottolineare - prosegue Falcone - è la violazione continua di leggi internazionali e la carenza di diritti e norme a tutela dei detenuti italiani all'estero. L'India non ottempera alla Convenzione Onu del 16 dicembre 1966, il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, firmato per adesione dall'India il 10 aprile 1979 ed entrata in vigore il 10 luglio 1979. Non si è tenuto conto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E non esiste nessun riconoscimento per il gratuito patrocinio, come invece garantito a tutti gli stranieri in Italia".
Una testimonianza di coraggio e forza, ma anche di grande dolore, quella di un padre a cui è vietato da mesi, ormai, di parlare anche solo telefonicamente con suo figlio. E un monito affinché le numerose ombre su destini ed esperienze come quella di suo figlio Angelo si diradino presto.
A seguire il discorso di Giovanni Falcone, ospite non per la prima volta del partito pannelliano, l'intervento dell'Onorevole Elisabetta Zamparutti eletta nella circoscrizione XXII Basilicata nelle file del Pd, che oltre ad esprimere ammirazione per le parole pronunciate da Falcone ha sottolineato l'impegno profuso dal Partito Radicale sulla vicenda di Angelo "abbiamo presentato interrogazioni al Ministero degli Affari Esteri da cui però non è giunta ancora nessuna risposta. Sono stati avviati contatti con funzionari e responsabili del MAE, ho anche avanzato la richiesta di andare a trovarlo in India in veste di deputata, insiste. E' la prima volta che un parlamentare chiede di fare una visita e stiamo aspettando una risposta dalle autorità indiane. Inoltre sono del parere - ha aggiunto la Zamparutti - che lo Stato italiano debba garantire anche a quei cittadini che si recano all'estero per turismo e incappano nelle maglie della giustizia, il gratuito patrocinio. Stiamo già lavorando con l'avvocato Alessandro Gerardi ad una proposta di legge in questo senso, ma spero che prima di tutto sia possibile far visita ad Angelo", ha concluso il parlamentare.

Angela Divincenzo News ITALIA PRESS

2 marzo 2009

Giustizia: Garante dei detenuti è legge, ma con qualche dubbio

http://www.ristretti.it/commenti/2009/febbraio/26febbraio.htm#2

Giustizia: Garante dei detenuti è legge, ma con qualche dubbio
di Patrizio Gonnella
Italia Oggi, 26 febbraio 2009

Nonostante i dubbi sollevati dal Servizio Studi della Camera, i detenuti potranno avere colloqui - anche al fine di compiere atti giuridici - non più solo con congiunti o avvocati, ma anche con i "Garanti dei diritti dei detenuti comunque denominati".
Tali soggetti potranno visitare senza autorizzazione gli istituti penitenziari, al pari del presidente del Consiglio dei ministri e del presidente della Corte costituzionale, di ministri, giudici della Corte costituzionale, Sottosegretari di stato, membri del parlamento e componenti del Consiglio superiore della magistratura, del presidente della corte di appello e del procuratore generale della repubblica presso la corte d’appello, del presidente del tribunale e del procuratore della repubblica presso il tribunale, dei magistrati di sorveglianza (nell’ambito delle rispettive giurisdizioni) e di ogni altro magistrato per l’esercizio delle sue funzioni, dei consiglieri regionali e del commissario di governo per la regione (nell’ambito della loro circoscrizione), dell’ordinario diocesano per l’esercizio del suo ministero, del prefetto e del questore della provincia, del medico provinciale, del capo dell’amministrazione penitenziaria e dei magistrati e dei funzionari da lui delegati, degli ispettori generali dell’amministrazione penitenziaria, dell’ispettore dei cappellani, degli ufficiali del corpo di polizia penitenziaria.
È questo il contenuto di una norma presente nella legge di conversione del Decreto Legge Milleproroghe, convertito in legge martedì scorso dalla Camera dei Deputati. Sono stati così modificati gli articoli 18 e 67 dell’ordinamento penitenziario del 1975. I dubbi sollevati dal Servizio studi della Camera sono così riassumibili. Come si può autorizzare una figura che non esiste dal punto di vista normativo? Il garante (o difensore civico) dei diritti delle persone private della libertà non è mai stato istituito su base nazionale.
Nel 2008 si arrivò quasi alla sua introduzione nel nostro ordinamento giuridico, ma l’interruzione anticipata della legislatura impedì la prosecuzione dei lavori parlamentari. La prima proposta di legge a riguardo fu del 10 dicembre del 1998, a firma dell’allora vicepresidente di Palazzo Madama Ersilia Salvato.
Nel frattempo in via sperimentale, molti enti locali hanno istituito figure di tutela dei diritti dei detenuti, pur prive di poteri effettivi. Il primo Comune ad attivarsi è stato quello di Roma. Il primo garante a essere nominato fu Luigi Manconi. Da allora molti altri enti hanno dato vita a soggetti simili. Sono stati istituiti e designati i Garanti dei diritti delle persone limitate nella libertà presso 14 Comuni (Bergamo, Bologna, Brescia, Ferrara, Firenze, Nuoro, Pisa, Reggio Calabria, Roma, Rovigo, San Severo, Sulmona, Sassari, Torino); 2 Province (Lodi, Milano), 5 Regioni (Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Sicilia).
In altre quattro regioni (Toscana, Emilia-Romagna, Umbria, Puglia) tali figure sono state istituite per legge ma i garanti non sono stati ancora designati. Si può quindi ragionevolmente presumere che la norma presente nella Legge Milleproroghe si riferisca proprio a questi ultimi.
Alcune domande sono d’obbligo:
1) posto che la legge non si riferisce espressamente ai garanti territoriali ma usa la dizione generica "garanti comunque denominati" senza riferirsi all’autorità di nomina, cosa accade se è una associazione o un soggetto privato a istituire un garante dei detenuti? Anche a costui dovranno essere riconosciuti i poteri previsti dai rinnovati articoli 18 e 67 dell’ordinamento penitenziario?
2) qualora invece il legislatore si riferisse al garante nazionale, anticipandone la sua successiva istituzione, perché ha usato il plurale? L’Italia è stata sollecitata più volte dagli organismi internazionali a dar vita a meccanismi nazionali di controllo. Il nostro Paese, ad esempio, ha firmato nel 2003 seppur non lo ha ancora ratificato, il protocollo opzionale delle Nazioni Unite alla Convenzione contro la tortura. Esso prevede, tra l’altro, l’istituzione di una figura indipendente di controllo dei luoghi di detenzione in ogni Stato firmatario del Trattato.
A QUANDO PER I DETENUTI ITALIANI ALL'ESTERO? devono rimanere ancora per molto cittadini di serie "z"? Falcone Giovanni

VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito - prima giornata | RadioRadicale.it

















Chiedo scusa per la qualità del mio intervento, ma l'importanza della platea ed evento mi ha emozianato. Cliccare sul link e far scorrere fino al mio intervento e dell'On. ZAMPARUTTI. Falcone Giovanni

1 marzo 2009

la grande lucania




Partecipazione al VII Congresso Italiano Pertito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito




Sono appena rientrato da Chianciano dove ho partecipato, su invito, al Congresso Radicale Nonviolento. Clima cordiale, sereno di pace e fratellanza come non poteva che essere con i Radicali, partito della Pace e del rispetto di ogni Diritto.


Mi compiaccio far presente e gliene voglio rendere merito all'On. ZAMPARUTTI Elisabetta e Sergio D'ELIA per quanto stanno facendo anche a livello umano, ma non voglio non ricordare tutti gli amici Radicali conosciuti in quest'altra occasione ma anche in precedenti altre. Mi ha fatto tanto piacere reincontrare i ragazzi tutti di Radioradicale e in particolar modo la sig.ra Elisabetta mamma di Diego che l'anno scorso al Bar Camp mi ha ospitato a casa sua, grazie a tutti di cuore.


Ma voglio darvi i saluti anche di Angelo che pur non sentendolo da diversi mesi (per me una eternità) sono sicuro lo farebbe con piacere. Falcone Giovanni