26 febbraio 2009

SUL CASO FALCONE PARLAMENTARI LUCANI PDL CHIEDONO INTERVENTO FARNESINA


SUL CASO FALCONE PARLAMENTARI LUCANI PDL CHIEDONO INTERVENTO FARNESINA
25, Febbraio 2009

“Abbiamo chiesto al Ministro Frattini di indagare in maniera approfondita sulle condizioni nelle quali attualmente si trovano Angelo Falcone e Simone Nobili, arrestati in India nel marzo del 2007, mentre erano in vacanza, con l’accusa di essere in possesso di stupefacenti , in quanto le celle in India sono in condizioni assolutamente precarie, sovraffollate e in pessime condizioni igieniche e i due ragazzi patiscono evidenti difficoltà di comunicazione e di relazione con la polizia locale, e non riescono a comunicare con i familiari in Italia”. Lo hanno dichiarato i senatori del Pdl, Guido Viceconte, Vice Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, e Cosimo Latronico, promotori di una lettera inviata al Ministro degli esteri, Franco Frattini, nella quale hanno ripercorso l’intera vicenda ricordando anche gli sforzi economici fatti sino ad ora dal padre di Angelo, Giovanni Falcone, che ha già manifestato l’intenzione di organizzare una manifestazione a Roma nel marzo 2009 e di iniziare di nuovo lo sciopero della fame il prossimo 9 marzo, in occasione dell’anniversario dell’arresto del figlio.
window.google_render_ad();
“Abbiamo chiesto al Ministro Frattini e al Governo italiano di attivarsi, attraverso le autorità italiane in India, affinchè siano rispettate le convenzioni internazionali in materia di difesa dei diritti umani e affinché le condizioni e il trattamento dei prigionieri, all’interno del Centro di Detenzione di Nahan, città dello Stato dell’ Himachal Pradesh, siano conformi con gli obblighi internazionali per la difesa dei diritti umani. Inoltre abbiamo chiesto al Ministro che si lavori più velocemente sulla stipula di accordi bilaterali con l’India in materia di diritto penale e per il trasferimento dei detenuti e che si intervenga direttamente con la Commissione Nazionale per i Diritti Umani (National Commission of Human Rights) in India con sede a New Delhi per presentare il caso, sollecitando loro l’adozione di tutti i passi necessari per assicurare il diritto e la libertà per la difesa dei diritti umani”

25 febbraio 2009

Italia condannata per mancato rispetto diritti umani

www.ristretti.it Edizione di martedì 24 febbraio 2009
http://www.ristretti.it/commenti/2009/febbraio/24febbraio.htm#8

Apcom, 24 febbraio 2009
Lo Stato italiano è stato condannato dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo per non aver rispettato una ordinanza della Corte stessa e per aver violato un articolo della Convenzione contro i maltrattamenti dei detenuti. Lo stato italiano dovrà anche risarcire il tunisino Ben Khemais con 15.000 euro tra danni e spese morali.
I fatti risalgono al febbraio 2002 quando Ben Khemais fu condannato in Italia a cinque anni per associazione a delinquere ed espiò l’intera condanna. Nel frattempo subì un nuovo processo, ancora pendente in Cassazione, nella quale si stabiliva che una volta scontata la pena dovesse essere rimpatriato. Poco prima di questi fatti, il 30 gennaio del 2002, Ben Khemais era stato però anche condannato a dieci anni in contumacia da un tribunale militare tunisino per terrorismo "sulla base delle sole deposizioni di un coimputato", sottolinea la Corte.
Scontata la condanna definitiva italiana, nel gennaio 2007 Ben Khemais, ancora in Italia, presentò una istanza alla Corte di Strasburgo contro la sua traduzione in Tunisia. Nel marzo del 2007 la Corte emise una ordinanza (in base all’articolo 39) con la quale ingiungeva all’Italia di non rimpatriarlo in attesa dello svolgersi delle procedure che lo riguardavano. Il 3 giugno del 2008, invece, Ben Khemal viene messo su un aereo a Milano ed espulso verso la Tunisia, in esecuzione di un decreto di espulsione causato dalla sua pericolosità per lo Stato in quanto legato a gruppi di estremisti islamici vicini al terrorismo.
Richiesto, il governo italiano aveva poi inviato alla Corte dei documenti che "descrivevano le assicurazioni diplomatiche ottenute da parte delle autorità tunisine, secondo le quali il detenuto non sarebbe stato sottoposto a torture, a trattamenti inumani o degradanti o a una detenzione arbitraria, che avrebbe avuto cure mediche, visite del suo avvocato e dei membri della famiglia".
La Corte ha però sentenziato contro l’Italia, ricordando dei precedenti che provavano numerosi casi in cui la tortura e trattamenti contrari alla dignità dell’uomo sono inflitti in Tunisia in maniera costante a persone sospette di terrorismo e che, in base alle visite effettuate dalla Croce rossa nei luoghi di detenzione tunisini non era possibile escludere trattamenti contrari all’articolo 3 della Convenzione. La Corte ha anche verificato che l’avvocato di Ben Khemal non può visitare il suo assistito.
La corte riporta poi altri rapporti, come quello Amnesty International del 2008, afferma che una volta trasferito il detenuto in Tunisia diventa impossibile verificare le condizioni della detenzione e ricorda che in base a una risoluzione del Consiglio d’Europa del 2005 "le assicurazioni diplomatiche non sono sufficienti se l’assenza di pericolo di maltrattamenti non è accertata con sicurezza".
Per questo l’Italia è stata condannata per violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea sui diritti dell’Uomo. Una seconda condanna è poi giunta allo Stato italiano per aver violato l’articolo 34 della Convenzione, per non aver rispettato l’ordinanza della Corte e perché ha proceduto all’espulsione "prima ancora di ricevere le assicurazioni diplomatiche" su una detenzione rispettosa dei diritti dell’uomo.
A quando vedere garantiti anche noi i nostri Diritti e quelli dei nostri familiari detenuti all'estero? Giovanni Falcone

DUCATI la sua passione


Spero nell'aiuto dei Motoclub. Giovanni Falcone

24 febbraio 2009

Gratuito patrocinio, strada lunga per i detenuti italiani all'estero

http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=5_150111

LOn. Zacchera (Pdl): E' solo un primo passo, ma la direzione è quella giusta
Gratuito patrocinio, strada lunga per i detenuti italiani all'estero
Il Guardasigilli Alfano ha proposto il beneficio per i connazionali vittime di reati oltre confine
24.02.2009 18:02:42
Roma - Gratuito patrocinio anche per i reati commessi in danno di cittadini italiani all'estero. E' la proposta di cui il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intende discutere in sede di conversione del decreto legge. Una misura rivolta ai connazionali che per sciagurate ragioni si trovano ad essere vittime di violenza e brutalità. L'annuncio del Guardasigilli, giunto in seguito all'appello dei genitori di Federica Squarise, la ragazza violentata e uccisa in Spagna, quasi un anno fa, ha raccolto il plauso dell'Onorevole Aldo Di Biagio, deputato del Pdl eletto in Europa, secondo il quale il Ministro "ha mostrato l'impegno ad intervenire in sede di conversione del decreto anti-stupri, attraverso il riconoscimento anche agli italiani all'estero di una garanzia al momento prevista dal decreto soltanto per i reati commessi in Italia". Soddisfazione espressa, dunque, da Di Biagio per una "iniziativa che ha l'ambizione di tracciare un percorso di equilibrio ed armonizzazione delle garanzie per i cittadini italiani che si collochi ben oltre la loro residenza".
Il gratuito patrocinio è un beneficio previsto dall'art.24 della costituzione italiana per coloro i quali non possono sostenere spese legali e per i quali lo Stato si fa esplicitamente carico "dei mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione".
Una misura che non riguarda ancora, però, quel mondo di connazionali detenuti nelle carceri estere in attesa di giudizio. Un popolo di tremila anime, uomini e donne che scontano pene per reati spesse volte mai commessi. E dei quali lo Stato sembra dimenticarsi. Come grida a gran voce Giovanni Falcone, padre di Angelo, il ragazzo arrestato dalla polizia di Mandi, in India, il 10 marzo 2007, con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti insieme al suo amico, Simone Nobili, che si sono proclamati da sempre estraneo ai fatti. "Quel che ho trovato in questo mio lungo peregrinare affinché la storia di Angelo e quella degli altri giovani come lui che vivono uguali situazioni sia conosciuta e lo Stato intervenga a sua tutela, è stato solo tanto silenzio. Si rifiutano di parlare, di prendere davvero di petto questa situazione. Mio figlio è costretto da due anni, ormai, a vivere in condizioni terribili, in celle affollate all'inverosimile, ma soprattutto il regime detentivo è tale e brutale da impedirmi di parlare con lui da 7 mesi".
Di Biagio conferma, inoltre, la sua ferrea opinione "Ci sono purtroppo italiani che per poca conoscenza del luogo i cui si recano, restano vittime di ingiustizie all'estero - spiega l'onorevole - ma ci sono anche persone che con molta facilità pensano di poter delinquere in questi posti. Ed io non sono disposto a sostenere coloro che all'estero si sono macchiati di importanti reati e che devono scontare per questo una giusta detenzione all'estero". E sottolinea, infine, la sua assoluta e piena disponibilità a sostenere il consolato e le autorità locali, affinché in breve si possa arrivare a far scontare la pena in Italia soprattutto dove il regime carcerario estero risultasse troppo duro.
Per l'Onorevole Marco Zacchera, responsabile esteri di Alleanza Nazionale, la proposta del Ministro Alfano è sicuramente "una buona proposta, un primo passo nella giusta direzione", ma tanto c'è ancora da fare per tutelare anche quegli italiani incappati in brutte storie di detenzione, in difficoltà di comunicazione con la polizia locale e con le famiglie, vittime di sistemi giuridici diversi dal nostro e molto spesso in conflitto con le più basilari norme e carte. Sono rari i casi in cui si può davvero esser certi che la condanna sia giusta, se viene rispettata la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo anche per loro.
Oltre alla nostra Magna Carta, libertà dei cittadini e diritto ad un giusto processo sono tutelati anche dalla "Carta europea dei Diritti Fondamentali", proclamata a Nizza il 7 dicembre del 2000 che non ha efficacia, però oltre i confini comunitari.
"Quello che ho già più volte proposto - continua Zacchera - è un'assistenza in tempi immediati in caso di arresto. Spesso queste persone sono vittime di una poca conoscenza delle regole del posto e si commettono per questo errori difensivi. Un numero verde presso il Ministero degli Esteri per comunicare al Consolato l'arresto e far partire la consulenza sarebbe utile. Certo - aggiunge - va detto che la crisi e la conseguente politica di tagli che riguarda anche i Consolati rende più problematica l'assistenza agli italiani all'estero. E se pure bisogna ammettere che manca un senso di responsabilità più profondo nei giovani che partono per l'estero, il mio augurio è che in breve si possa estendere il gratuito patrocinio anche a casi di connazionali che scontano pene all'estero e le cui famiglie sono costrette il più delle volte a pagare ingenti somme di denaro per le spese legali".
La rabbia di papà Giovanni è cresciuta in questo lungo tempo di attesa, nella consapevolezza che le condizioni igienico-sanitarie in cui in figlio Angelo è costretto a vivere sono terribili, che la sua salute è sempre più compromessa, e nessuna parola ben augurante che arrivi dal mondo politico, che con le dovute eccezioni, ha prestato attenzione al suo caso sembra confortarlo. "I rappresentanti politici sono convinti che tutti quelli tratti in arresto all'estero siano colpevoli. Per capire se Angelo è innocente o no, sarebbe bastato che qualcuno si fosse presentato almeno in Ambasciata, a leggere e informarsi della vicenda. Invece sono stati a trovare mio figlio solo dopo 8 mesi. E poi - continua Falcone - la misura del gratuito patrocinio non tiene certo conto della colpevolezza o innocenza del cittadino italiano". Sulla proposta del numero verde, chiosa caustico "a cosa potrebbe mai servire se il più delle volte questi ragazzi non hanno nemmeno il tempo e il modo di avvisare le famiglie?".
Innumerevoli le difficoltà e le contraddizioni con le quali devono misurarsi i nostri connazionali in terra straniera. Dove ogni Stato è sovrano all'interno del proprio territorio.

Angela Divincenzo News ITALIA PRESS

23 febbraio 2009

il Silenzio e l'Urlo


E bhè certo i problemi che assillano la gente sono tanti, ognuno ne ha, ancor più adesso in questa situazione economica, capisco, e non so neanche se il mio è il problema maggiore rispetto ad altri, non voglio giudicare. Certo è che ultimamente le cose sul blog si sono un poco appiattite, le visite abbastanza ma come potete vedere i commenti sono carenti, non che questo pregiudichi la mia battaglia però sicuramente agli occhi di chi mi legge, e parlo di coloro che contano, è diverso.

L'URLO, vorrei urlare tanto forte da far tremare le montagne, da farmi sentire con terrore da chi usa il silenzio come arma di ricatto, di indifferenza e menefreghismo, a spese di esseri inermi, indifesi, agognanti in lugubre prigioni nel mondo, in luoghi dove in Italia e nei paesi cosidetti civili non terrebbero neanche i cani, pena l'alzarsi alto l'urlo degli animalisti e questi si che sarebbero ascoltati. A tale proposito vorrei ricordare le parole di Sua Santità di poche settimane fa che diceva va bene la salvaguardia della foresta Amazzonica ma non perdiami di viasta il valore umano.

IO GRIDO E DENUNCIO LA VERGOGNA DI CHI SI DOVREBBE OCCUPARE, per motivi Istituzionali, Giuridici e Umanitarie, di queste persone e non lo fa, ma GRIDO anche alle persone che dovrebbero aiutarmi a gridare affinchè questo non succeda mai più, perchè un aiuto dato a me oggi potrebbe significare salvare altre vite e magari la vita del proprio familiare che potrebbe trovarsi un domani nelle stesse condizioni nostre oggi.



SALMO 58, v.12 - "alla fine la gente dirà: Sì, c'è premio per l'uomo innocente, sì. è vero, un Dio esiste, e giustizia egli fa sulla terra.
Falcone Giovanni

18 febbraio 2009

Con meno diritti, in una società con meno libertà

http://www.ristretti.it/commenti/opinione/16febbraio09.htm


Con meno diritti, in una società con meno libertà
a cura della Redazione di Ristretti Orizzonti

Mattino di Padova, rubrica "Lettere dal carcere",
16 febbraio 2009

La galera è sempre brutta, ma per gli immigrati lo è doppiamente: anni senza vedere i propri familiari, qualche volta anche senza telefonare, visto che si può chiamare solo ai telefoni fissi, che in molti Paesi quasi non esistono più, e poi ancora difficoltà ad accedere alle misure alternative, assenza di un futuro perché l’Italia alla fine della pena non li vuole più, e a casa loro spesso sono degli estranei. Ma oggi gli immigrati in carcere sono angosciati anche da quel che succede fuori, perché vedono i segnali di un inasprimento delle condizioni di vita dei loro connazionali, che si tradurrà, alla fine, in più gente che entrerà in carcere, senza per questo che la società fuori sia davvero più sicura.
Giusto e sacrosante queste poche riga, che racchiudono tutto il doloro, la sofferenza e le violazioni umanitarie, ma queste sono le cose che vado gridando da mesi anche per noi familiari e per i detenuti italiani all'estero, penso che c'è poco da dire se non "CARI POLITICI TUTTI, FATE QUALCOSA ANCHE PER NOI, SIAMO TUTTI FIGLI DELLO STESSO DIO" Falcone Giovanni

16 febbraio 2009

CARCERE: l'alternativa possibile.




La Papa Giovanni xxiii è sempre stata in prima fila e attenta alla problematica dei detenuti, in Italia e nel mondo, quest'ultimo è possibile grazie alla presenza di strutture nel mondo dell'Associazione e a questo proposito vi invito a www.apg23.org . Avendo io avuto il piacere di potermi rendere utile anche all'estero con l'Assoziazione vedere quanto si fa, esperienza utile, mi ricordo quando proprio 3 anni fa in occasione del programma estivo nelle Puglie per qualche giorno abbiamo potuto entrare e passare alcuni giorni nel carcere minorile di Bari.
Adesso come potete leggere con il progetto APAC (Associazione protezione assistenza ai condannati) il responsabile generale del servizio carceri, Mauro Cavicchioli si è recato in Brasile insieme ad alcuni collaboratori per conoscere direttamente il metodo APAC. Inutile dire che appena letto quest'articolo ho contattato subito Cavicchioli che già conoscevo per eventuialmente rendermi utile

ASSOCIAZIONE PAPA GIOVANNI xxiii


Nel numero di Gennaio di SEMPRE, giornale dell'Associane Papa Giovanni xxiii si riparla di Angelo e dei 3000 "Desaparecidos" nel mondo, e la cosa non può che farmi piacere dato che appunto viene da SEMPRE e si ricorda che oramai purtroppo il 9 marzo ricorrerà il secondo anniversario della detenzione "ingiusta" di Angelo. Falcone Giovanni
da www.ristretti.it del 16.2.2009
I ricorrenti di cui alla sentenza di cui il link sopra hanno affermato e gli è stato riconosciuto il Diritto alla reciprocità di cui io continuo a parlare nei miei articoli, Diritti che non sono mai stati chiesti e fatti valere dalle nostre Istituzioni verso altri Stati dove sono detenuti i nostri concittadini, ancora hanno chiesto che il Diritto alla Vita e alla Salute è sempre Azionabile.
Ma ancora importante è, come chiesto: "la Costituzione Italiana riserva agli stranieri gli stessi Diritti previsti per i cittadini Italiani".
Il Diritto di reciprocità viene sempre garantito e previsto da noi, senza peraltro dice il giudice, "dimostrare l'esistenza di una condizione di reciprocità vigente nel suo paesed'origine", peraltro questo secondo il Testo Unico che regola la disciplina dell'Immigrazione e l'art. 1 del Regolamento di Attuazione. Addirittura i ricorrenti hanno chiesto che questa disciplina sia estesa anche ai familiari non residenti in Italia.
Noi familiari Italiani di detenuti all'estero, per avere una minima parte dei Diritti che giustamente hanno gli stranieri in Italia, cosa dobbiamo fare?
Sotto un'altro link per il gratuito patrocino in Italia:
Grazie a Ristretti orizzonti e alle sue sletter, Falcone Giovanni

15 febbraio 2009

ROMPIAMO IL SILENZIO

http://www.agoravox.it/spip.php?page=article&id_article=3896#commentaires
Vi voglio riportare quest'articolo a firma di Andrea Mazzoleno di ieri 14 febbraio.

Rompiamo il silenzio. Mai come ora è giustificato l’allarme. Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale quali perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell’uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti. Quando i legami sociali sono messi a rischio, non stupiscono le idee secessioniste, le pulsioni razziste e xenofobe, la volgarità, l’arroganza e la violenza nei rapporti tra gli individui e i gruppi. Preoccupa soprattutto l’accettazione passiva che penetra nella cultura causata da una incipiente legittimazione di avvilimento dei principi costituzionali. Non sono difetti o deviazioni occasionali, ma segni premonitori su cui si cerca di stendere un velo di silenzio, un velo che forse un giorno sarà sollevato e mostrerà che cosa nasconde, ma sarà troppo tardi.In troppi si dimenticano inoltre che fuori dalla nostra penisola vivono e lottano ogni giorno per tenere alto il valore dell’Italia, milioni di cittadini italiani che non solo non si sentono rappresentati, ma che si vedono negare troppo spesso dei diritti fondamentali pur essendo sempre disposti ad esercitare al meglio i loro doveri.In questo desolante panorama aggravato dalla più grave crisi mai manifestatasi, nessun partito può considerarsi tale se non consente democrazia al suo interno e se i suoi rappresentanti non sono eletti direttamente dal popolo.Attualmente una personalizzazione impersonale e irresponsabile caratterizza la politica italiana, una pseudo-democrazia mediatica, affollata di volti e nomi noti e visibili che, tuttavia, ha ridotto e quasi abolito la possibilità, per gli elettori, di esprimere scelte e preferenze "personali" considerato che ormai la costruzione delle rappresentanze politiche e parlamentari è un fatto praticamente esclusivo dei partiti, ridotti a cerchie di gruppi dirigenti ristrette e centralizzate.A questo si aggiunge che fino a quando i giornali saranno "politicizzati" e "sovvenzionati dai partiti" credo che ci troveremo sempre di fronte a una informazione deviata!". E’ il solito problema del "finanziamento": pubblico, privato o per autosostegno che lascia sempre aperte le porte al "condizionamento".Promuovere la cultura politica, il pensiero critico, una rete di relazioni tra persone ugualmente interessate alla convivenza civile e all’attività politica, nel segno dei valori costituzionali sono obiettivi ambiziosi, ma non irrealistici se la nostra voce collettiva potrà diffondersi e farsi ascoltare.Vorrei inoltre sottolineare l’importanza del processo di integrazione europea rispetto alle sfide del mondo globalizzato di oggi – in particolare la crisi finanziaria ed economica, la crisi alimentare, il cambiamento climatico e l’ambiente, la crisi energetica e di sicurezza – sia sotto il profilo istituzionale che da quello delle politiche comunitarie.Riportiamo quindi nel Parlamento Italiano la pratica dell’ascolto, la cultura dell’attenzione e l’etica della solidarietà e per questo impegniamoci ad agire per una politica che diffonda la conoscenza, sviluppi la cultura, protegga l’ambiente, promuova un’equa redistribuzione delle risorse economiche, realizzi le libertà individuali, concretizzi una rete di solidarietà sociale efficace e condivisa.Il nostro lavoro dovrà consistere nello sconfiggere quel tipo di disinformazione che mette in luce personaggi geneticamente obsoleti, semplificando ed eliminando ciò che non è pertinente, strappando via le erbacce che soffocano messaggi di cambiamento e di speranza.

14 febbraio 2009

Ancora il caso Battisti

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=328582
Sopra il link dell'articolo di oggi 14 febbraio su il Giornale.it di Luca Rocca.
Ogni tanto qualcuno si accorge dei 3000 "desaparecidos" come oramai li chiamo. Perchè questi sono, nulla più. E' come si fa a non restare rattristiti e arrabiati, almeno noi familiari, quando si legge e si segue sui TG nazionali, storie come quella di Battisti e degli extracomunitari in Italia, pluri omicidi, rapinatori, stupratori, rapitori di bimbi, ladri, spacciatori di droga internazionali, da noi garantiti in tutti i Diritti Civili e Umanitari, avvocati e interpreti dati dallo Stato Italia, pagati da noi, il più delle volte come dimostrano alcune sentenze arresti e condanne annullate solo perchè l'interprete non era riconosciuto "ufficiale" cioè iscritto ad un albo oppure come da questo link: http://www.altalex.com/index.php?idnot=6999 . Nulla di quanto viene assicurato loro in Italia viene garantito ai nostri figli, a cittadini Italiani detenuti all'estero, in qualsiasi parte del mondo, in qualunque Stato, sia che si tratti di Nazioni potenti o piccoli Stati, verso i quali le nostre Istituzioni nulla riescono ad ottenere, ci vantiamo e gridiamo di essere la quinta potenza del mondo, non so quanto sia vero e non so quanto siamo, non dico temuti ma rispettati come conviene ad una quinta della classe. Non riusciamo ad avere il rispetto che ci compete, perchè? Per quanto riguarda l'interprete di cui sopra e gli avvocati, ad Angelo in fase di fermo prima e arresto poi non è stato garantito nessuno di questi Diritti, non un avvocato e interprete.
Per come sono trattati gli Italiani fermati e detenuti all'estero, vi rimando all'articolo di Marco Matthieu della Repubblica esattamente un anno fa il 15 febbraio 2008: http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=5343 ma sul mio blog trovate anche le riprese video e dibattiti di quel reportage alla pagina REPUBBLICA TV, dove potete vedere proprio quello che succede nelle carceri Brasiliane ai nostri cittadini. Un plauso va a Giuliana che da anni si è trasferita in Brasile per stare vicina a sua marito, che lotta instancabile per dimostrarne l'innocenza. Falcone Giovanni

9 febbraio 2009

Eluana non c'è più, è salita al Padre Onnipotente


E' da poco la notizia della morte della povera Eluana, dopo 17 anni di sofferenze, il Signore ha voluto La prego di volerci proteggere da lassù.
Cosa dire? penso che dobbiamo solo pregare, pregare per chi come Lei soffre ancora e che non succeda più a nessuno, mi sento vicino ai familiari che tanto hanno fatto, non è facile giudicare e mi riferisco a quanto successo ultimamente. Falcone Giovanni

RINVIO MANIFESTAZIONE DI ROMA DEL 11 FEBBRAIO

Devo comunicare che data la situazione in Parlamento della situazione Englaro e cioè le riunione fiume per l'approvazione della Legge. A questo punto abbiamo pensato opportuno rinviare a data da destinere la manifestazione. Grazie e scusate a chi già mi aveva assicurato la presenza in Roma. Falcone Giovanni

8 febbraio 2009

MANIFESTAZIONE A ROMA mercoledì 11 febbraio 2009

Oramai ho deciso, è arrivato il momento di muoversi e farsi sentire direttamente dalle Autorità competenti " il Parlamento e le Sedi Istituzionali".
Saremo lì per la prima volta a manifestare, mercoledì 11 febbraio, a gridare la nostra sofferenza, a cercare aiuto e partecipazione attiva da parte delle Istituzioni, almeno che ci ascoltino e ci diano alla pari degli Extracomunitari, per i quali tutto si fa (giustamente). Noi non chiediamo nulla di più e non vogliamo togliere nulla a nessuno.
Dimostreremo la nostra dignità, onorabilità e civiltà, nella speranza che qualcuno faccia suo il messaggio.
Ripeto per l'ennesima volta che non grideremo l'innocenza a tutti i innocenza a tutti i costi, ma che i fatti vengano appurati con Giustizia e che con Giustizia venga portato avanti questo problema che come da sempre grido è "PROBLEMA SOCIALE NAZIONALE". Sono circa 3000 i cittadini Italiani detenuti nel mondo e 3000 le famiglie in Italia nella disperazione totale che non sanno in gran parte nulla dei propri familiari, che non hanno un semplice contatto telefonico e che data la notervole distanza con i paesi di detenzione, non vedono i propri cari da anni.
Saremo, oltre a me, altre famiglie con le quali ho da sempre contatti e tutti quelli che vorranno associarsi a noi, semplicemente con la loro presenza dimostrare la partecipazione al nostro dramma.
RIPETO PER QUANTO MI RIGUARDA, CHE DA MESI NON MI CONSENTONO DI AVERE COLLOQUI TELEFONICI CON MIO FIGLIO, NON SOLO MA COME DA COMUNUCAZIONI E-MAIL NEANCHE ALL'AMBASCIATA VENGONO CONCESSE.
Tutto ciò in violazione alla Convenzione di Vienna "Relazioni Consolari" ma anche ad altre Convenzioni e Leggi Internazionali.
Invito tutti a partecipare con noi in prima mattinata davanti la sede della Camera dei Deputati per muoversi poi in giornata alla bisogna. Falcone Giovanni

7 febbraio 2009

Quanta tristezza e disperazione nel mio cuore, oramai sono forse 4 mesi che non sento Angelo, ma neanche i signori dell'Ambasciata, non so come sta, cosa fa ma forse è meglio dire cosa gli fanno, nulla silenzio assoluto, il peggio è che non interessa a nessuno, continuano i mei contatti con giornalisti e politici, nulla, non c'è nessuna differenza tra le 2 categorie, io penso che se questa gente fosse trattata da un anatomopatologo, non troverebbe nulla all'interno della loro cassa toracica. Quello che più mi fa specie è che per la maggior parte sono padri di famiglia, cattolici ferventi, almeno da quello che si sente in TV.
Posso solo dire e oramai ne ho la quasi totale certezza, che provo solo dello schifo a tutto questo e vergogna. mi dicono: Giovanni stai calmo, non esagerare aspetta, pazienta, rispondo cosa? a chi? sono quasi 2 anni, nulla è sempre come il primo giorno, silenzio e menefreghismo, , secondo costoro dobbiamo assoggettarsci ai loro sporchi voleri, fare silenzio e subire, be io non intendo farmi sodomizzare da costoro, chi ne ha voglia lo faccia, chi vuole essere silente, lo faccia, io no, mi vergogno solo all'idea.
Il problema dell'Italia oggi secondo me è proprio questo, in tutti questi anni ci hanno ridotti al silenzio, non esiste destra o sinistra, sono tutti figli della stessa madre, l'auto esaltazione della propria personalità.
A livello giornalistico nuilla cambia, quelli sul mercato, almeno chi comanda sono assoggettati ad un padrone, ma anche chi subalterno non è da meno, con la scusa della costrizione nulla fanno, a costoro voglio ricordare tutti i giornalisti, loro colleghi, che ancora oggi pagano con la vita per il loro coraggio.
Cosa siamo diventati tutti?, dove è fimita la nostra storia di guerrieri, sempre pronti a morire per un ideale?
Tutti i giorni nei TG nazionali si sentono sproloqui, si parla di tutti. io è 2 anni che provo a conttare che potrebbe interessarsi agli ITALIANI DETENUTI ALL'ESTERO, nessuno vuole occuparse, per nessun motivo, ripeto da sempre, sono padri che ammazzano i propri figli.
Pensate che addiruttura al mio paese hanno più paura di un prete che del Maresciallo dei Carabinieri, già perchè anche costoro hanno subito la loro metamorfosi, in negativo.

5 febbraio 2009

Birmania. Graziato italiano condannato a 25 anni per droga

Da www.loccidentale.it del 3 febbraio 09
Per il sospetto di aver detenuto quindici grammi di eroina era stato condannato a quindici anni di carcere e cinque di lavori forzati da un Tribunale del Myanmar, l'ex Birmania; poichè non aveva il visto su passaporto, aveva avuto un'altra condanna a cinque anni con altrettanti di lavori forzati.......................leggi tutto l'art. al link sotto
http://www.loccidentale.it/articolo/birmania.+graziato+italiano+condannato+a+25+anni+per+droga.0065682

Quante e quante storia ancora purtroppo ci sarà da leggere? Grazie Internet che ci offri queste opportunità che altrimenti non so. Sapere o non sapere? Ben tornato Claudio F., bentornato alla vita. Speriamo che prima o poi anche noi troveremo il Buon Samaritano? Falcone Giovanni

Vangelo secondo Luca 10,25-37 « Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.
Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso»

2 febbraio 2009

L'indiano bruciato riconosce i suoi carnefici

Da l'Unità del 2 febbraio 2009
http://www.unita.it/news/81009/lindiano_bruciato_riconosce_i_suoi_carnefici#commenta

Pendolare per disperazione, per avere una panchina per dormire in un luogo che lui reputava sicuro, la stazione di Nettuno. Sing Navte, 35 anni, l'indiano aggredito e dato alle fiamme a Nettuno da tre ragazzi, di cui uno minorenne, da due giorni aveva perso il suo posto letto in una struttura di accoglienza per senza tetto di Roma.
..........................OMOSSIS.....................


Provo solo vergogna d'essere italiano per quanto fatto da tre delinquenti, anzi e peggio tre stupidi che come confessato, hanno fatto quello che hanno fatto solo per provare un'emozione diversa.
Un povero uomo, dicono barbone, ma per solo un essere umano, in Italia in cerca di fortuna e forse cambiare vita, invece ha incontrato sul suo cammino tre balordi.
Prego il Signore che lo aiuti a superare questo triste momento e che da un fatto negativo possa trarre speranze e fortuna per una vita migliore qui da noi. Forza Sing Navte sono, anzi siamo con te Falcone Giovanni

Premio a suor Nirmala


L'amico Vito mi ha reso partecipe di questa bella notizia che mi rallegra dal profondo del cuore, perchè dimostra che di Santi in giro ce nè ancora, ma un plauso va anche al Governo Indiano, Bravi. Falcone Giovanni

Matera, 1 febbraio 2009


Grazie ragazzi, di cuore siete fantastici, Falcone Giovanni

1 febbraio 2009

Ragazzi dove siete finiti tutti?, vi siete già stancati della storia di Angelo?, guardate che lui è ancora lì, anzi vogliono aumentargli gli anni di vacanza, ha bisogno di me, della mamma, la famiglia tutta ma maggiormente di voi, che gli facciate sentire la vostra presenza continua per farlo sperare in una vita diversa e far rientro a casa. Non lo abbandonate vi prego, è uno di voi, sapete quanto sono contenti i signori menefreghisti?
Così li fate cantare vittoria e dopo Angelo?, toccherà ad altri Angelo, Juri, Ivano, Erik etc. etc. e se il prossimo fosse uno di voi? la coscienza vi roderà per sempre, avete visto l'altra sera il film "Bangkok senza ritorno"? due ragazze come voi in vacanza, vite distrutte, vorreste essere voi? guardate il film. Grazie e scusate. Falcone Giovanni