6 gennaio 2009

Articolo di Max Bono

Voglio riportarVi di seguito l'articolo pubblicato oggi su www.illegnostorto.com
dall'amico Max Bono, sempre attento ai problemi degli Italiani all'estero, in particolare agli indigenti, agli arrestati e chiunque abbia problemi di ogni genere. Mi pregio di conoscerlo (per adesso via internet) ne sedrvirebbero come lui, grazie Max a nome nostro degli indi,genti e dei desaparecidos. Giovanni Falcone

http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=23866
I politici italiani eletti all’estero
Scritto da Max Bono
martedì 06 gennaio 2009
“Caro Max ho letto il tuo articolo e devo dire che non sono d’accordo. E’ facile criticarci, dire che agiamo come “
La verità è che i parlamentari italiani eletti all’estero incontrano mille difficoltà tanto nella maggioranza quanto all’ opposizione. Perciò è ingiusto formulare giudizi come i tuoi” mi scrive il parlamentare di cui, per rispetto alla sua volontà, non rivelerò il nome. Devo dire che non sono nuovo a contatti diretti con persone illustri e poiché i miei lettori me l’hanno spesso chiesto, racconterò un aneddoto che si è verificato la scorsa legislatura.Ero a casa all’ora di pranzo più di un anno fa. Improvvisamente squilla il mio cellulare. Dall’altra parte della cornetta una voce gentile mi chiede: “Max Bono?” “sì” rispondo sorpreso. “Il parlamentare XY vuole parlare con lei”, risponde con voce educata la sua segretaria. A mia volta rispondo “Ora non posso perché sono occupato”. La segretaria sorpresa mi chiede: “Quando potrà parlare?” “Più tardi tra qualche ora”. La segretaria si consultò con il parlamentare e poi fissò l’appuntamento.Rimasi sorpreso perché il mio numero di cellulare è praticamente conosciuto a pochissimi e sicuramente (pensavo) non a Roma. Ma mi sbagliavo. Le via di Roma sono infinite.All’epoca (come ora) mi battevo per i diritti degli italiani indigenti all’estero. All’appuntamento fissato il parlamentare mi chiede perché me la prendo con lui e io candidamente rispondo che non è una battaglia personale, al contrario. Chiedevo il rispetto dei diritti degli italiani indigenti. E lì, il vecchio marpione mi chiese: “Ma mi dica i nomi che io li comunicherò a chi di dovere per poterli aiutare”. Io risposi: “Guardi che non voglio interventi ad personam a favore di qualcuno od un altro. Ciò che chiedo nei miei articoli è l’elaborazione di una politica a favore degli italiani indigenti all’estero”. L’illustre parlamentare rimase deluso ma mi disse che avrebbe fatto il possibile. Il giorno dopo il parlamentare fece una dichiarazione alla stampa attaccando i miei articoli e le sue strumentalizzazioni da parte di avversari politici. A quel punto capii che se avessi fatto nomi, come lui voleva, li avrebbe usati affermando che i miei articoli erano motivati da interessi personali. Il furbastro aveva tentato di “convincermi” il giorno prima per denigrarmi il giorno dopo. Fortunatamente non ero cascato nel tranello anche perché le mie motivazioni erano genuinamente a favore degli indigenti piuttosto che per interessi personali. L’illustre parlamentare non fu poi rieletto – qualcuno dice anche grazie ai miei articoli.Racconto questo aneddoto per specificare che con i miei articoli non ho mai avuto interessi personali ma al contrario non ho mai guadagnato un centesimo. Ma per rispondere all’osservazione dell’attuale parlamentare vorrei sottolineare che ci sono quattro punti che i parlamentari tanto di governo quanto di opposizione eletti all’estero dovrebbero cercare subito di far passare:
1) Assistenza agli italiani indigenti all’estero. Questo per evitare che “la strage dei poveri vecchi italiani innocenti all’estero” continui.
2) Rimpatrio dei detenuti italiani all’estero. Non discuto se sono colpevoli o no. E’ però giusto che passino i periodo carcerario in Italia piuttosto che all’estero.
3) Eliminazione dei sussidi all’editoria italiana all’estero nell’attuale maniera e loro destinazione all’informazione di ritorno di giornalisti italiani genuinamente all’estero.
4) Ristrutturazione non tanto della rete consolare ma del suo modus operandi. In altre parole eliminazione di comportamenti arbitrari ed eccessivamente burocratici di alcuni consolati italiani all’estero.
Come vede, mio illustre parlamentare, non si tratta di richieste esorbitanti ma di cose dovute.E’ora però che anche noi italiani all’estero facciamo la nostra parte e la smettiamo di lamentarci ma agiamo a favore del nostro paese promuovendolo e cercando di sviluppare un flusso economico-finanziario verso l’Italia tramite atti concreti. Questo per dimostrare che non chiediamo sempre ma che diamo anche qualcosa all' Italia.

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