26 gennaio 2009

25 gennaio

Cari amici, siamo ancora qui a barcamenarci sistematicamente in tutte le situazioni assurde che si verificano giorno dopo giorno. Il silenzio e l'abbandono la fa ancora da padrone. Sembra che nulla possa convincere i nostri politici e giornalisti ad occuparsi della situazione degli Italiani detenuti all'estero.
Uomini e donne di ogni età ed estrazione sociale, per loro disavventura o perché consci di quello che gli poteva capitare, sono incappati nelle maglie della mala giustizia, corruzione, inumanità, inciviltà, e successivamente menefreghismo, abbandono, silenzio, voglia (non a caso, perché voluta) di non vedere e non sentire, come dice il proverbio non c'è peggior cieco e sordo di chi non vuol vedere o sentire.
Oggi guardando il TG anzi i TG è passata ampiamente la notizia degli immigrati a Lampedusa ai quali è stata data la possibilità (scelta politica a mio avviso, sbagliata e tendenziosa) creata ad arte per porre un problema politico, ed infatti la popolazione ha risposto, non so in che misura e se consci di quello che facevano.
Pensate che a questi clandestini siano stati aperti i cancelli per andare a manifestare contro la decisione del Governo, che per altro aveva deciso di lasciarli lì a Lampedusa per poterli prima e anche subito farli rimpatriare nei loro paesi di origine. Apenso che il Ministro abbia fatto bene in quanto deciso, se queste persone sono trasferite in altri centri sul territorio nazionale diventa sempre più difficile allontanarli dal territorio nazionale, vuoi perché si disperdono , vuoi che in questo modo gli si crea una situazione di fatto di diritti acquisiti.
Mi chiedo solo, insieme ad altri cittadini, come sia possibile trovarci praticamente in casa tutta questa gente, senza che le tanti navi e motovedette in pattuglia e senza che i tanti centri radar riescano a intercettare le tanti navi, pescherecci e gommoni stracarichi di persone, di una certa dimensione, se non in prossimità delle coste o addirittura dopo lo sbarco?
Mi chiedo e chiedo a chi di competenza, se la stessa cosa succedesse con gli aerei e cioè vedersi volare sulla testa decine e decine di aerei cargo o peggio di attacco? Cosa succederebbe?
E allora penso che forse il tutto non è casuale ma voluto.
Solo in Italia gli stranieri possono fare tutto ciò, praticamente da padroni, gli è stato dato questa possibilità, specie adesso che qualche partito alle strette vede in queste persone un bacino importante di voti, ricordiamo che tra regolari e clandestini parliamo di milioni di persone che possono cambiare e spostare l'ago della bilancia elettorale in questi momenti di crisi (per loro). Appena arrivati gli vengono garantiti tutti i Diritti Costituzionali, addirittura vogliono dargli da quasi subito la cittadinanza, assurdo a noi nel mondo chi concede tutto questo?
Addirittura nei paesi mussulmani anche non integralisti ci viene vietato avere al collo il crocifisso , noi gli costruiamo moschee, abbiamo tolto in tante scuole e uffici il crocefisso per non urtare la loro suscettibilità, la scorsa settimana gli è stato concesso a Milano una preghiera di massa davanti al Duomo, io ricordo in Jugoslavia e Russia quando andavamo a messa nell'unica Chiesa in silenzio, con le auto della milizia che ci controllavano.
Come non pensare ancora alla situazione dell'assegnazione di case popolari? Sempre tutto a loro, un cittadino Italiano che ha pagato per anni e anni le tasse e contributi allo Stato non può competere con costoro che riescono sempre a dimostrare un reddito bassissimo, con un numero elevato di figli indi per cui a questi concorsi passano sempre e solo loro, mi sembra che siamo in Italia solo per pagare.
Ma ricollegandomi alla storia di mio figlio Angelo detenuto in India da circa 2 anni, uno dei tanti circa 3000 cittadini Italiani detenuti nel mondo, siamo al palo come sopra. L'Italia garantisce giustamente agli stranieri in Italia ogni Diritto Civile e Umanitario, viene dato loro in caso di arresto l'interprete e l'avvocato da subito, cosa che continua regolarmente nella fase dibattimentale, per noi all'estero NULLA, da noi in Italia in carcere trattati con umanità nel rispetto di tutte le Leggi e Convenzioni Internazionali, per noi NULLA.
A me dal mese di agosto 2008 NON MI FANNO NEANCHE PARLARE AL TELEFONO CON MIO FIGLIO, in Italia vengono fatte leggi per garantire le libertà personali, garantire una dignitosa vita nelle carceri, in primis i rapporti in tutte le situazioni e condizioni con le famiglie a volte purtroppo lontani, Angelo dorme per terra e mangia solo riso con crema di lenticchie, da noi non è questa la situazione.
Il problema che voglio porre non è quello di togliere tutto agli altri ma che il nostro Parlamento abbia la fermezza e l'autorità di pretendere il rispetto di tutte queste garanzie, previste peraltro dalle Convenzioni, per i nostri figli, i nostri cittadini nei loro Stati, pretendere semplicemente il Diritto di RECIPROCITA', ammesso dalla Giurisprudenza mondiale. Falcone Giovanni.

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