31 gennaio 2009

Circoscrizione Estero, XVI Legislatura, 31 gennaio 2009, COMUNICATO STAMPA

Da News Italia Press 31.01.2009
http://www.circoscrizionestero.it/pages/home_generica.php?id_com=704

All'indirizzo di cui sopra il Link, il Comunicato Stampa, di cui allego una parte con omissis

comunicato stampa
60 anniversario diritti umani: Contini, "Fieri del nostro paese"
30.01.2009 16:01:05

.....................................................omississ.................................
La Repubblica italiana, per i principi fondamentali del proprio ordinamento e per la tradizione di civiltà giuridica che la caratterizza, non ha mai consentito, né legittimato di fatto l'utilizzo di trattamenti disumani o degradanti, o ancor peggio della tortura, nei confronti di indagati, imputati o condannati, nemmeno di fronte a gravi reati suscitanti pubblico allarme o indignazione generale.

Ritengo che possiamo ritenerci fieri del nostro Paese che ha saputorealizzare quel difficile equilibrio tra esercizio della pretesa punitiva erispetto dei diritti inviolabili della persona. Trova pertanto pienagiustificazione la diffusa indignazione di fronte alla recente decisionedelle autorità brasiliane di concedere lo status di rifugiato ad unterrorista pluriomicida, condannato per tali reati all'ergastolo, perevitarne l'estradizione in Italia e la giusta esecuzione di un giudicatopenale, da tempo emesso.
Auspichiamo che gli ulteriori sviluppi della vicenda, emersi in queste ore a seguito della reazione incisiva del nostro Governo, rendano giustizia non solo alle vittime dell'ex terrorista ma anche alle garanzie di pieno rispetto dei diritti umani che l'Italia offre alle persone private della loro libertà". Lo ha detto Barbara Contini, membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, rivolgendosi ai 250 studenti provenienti dalle scuole superiori di tutt'Italia che quest'oggi partecipano ad una seduta speciale dell'Aula dedicata al 60.mo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

E' con vero piacere che leggo dell'impegno del mio Stato a favore dei Diritti Umani , che ammetto e ne sono fiero, verso i tantissimi cittadini stranieri presenti e che ogni giorno, in tutti i modi, a rischio anche della vita, arrivano da noi.
Si legge, la Repubblica Italiana non ha mai legittimato l'utilizzo di trattamenti disumani e degradanti o addirittur peggio tortura..................
che belle parole, meritano il massimo rispetto civile e umano, tutti dovrebbero farne buon uso, ma allora dico e chiedo da sempre con forza perchè non richiederne e pretendere in tutte le Sedi Istituzionali Nazionali e Internazionali, il rispetto anche con il Diritto di Reciprocita' per i nostri cittadini fermati, arrestati e detentui dopo, non sempre nel rispetto dei Diritti Umani e Giudiziari? Perchè gli Italiani all'estero non sono considerati nè dal proprio Stato nè da quello che li ospita.
Dico che la grandezza di uno Stato si vede proprio dal rispetto ricevuto prima ancora che darne, oggi invece avviene il contrario e praticamente non siamo considerati e il caso Battisti la dice tutta questa verità.
All'On. Barbara Contini ma a tutti i politici di tutti gli schieramenti chiedo e ricordo che nel mondo ci sono crica 3000 cittadini Italiani che aspettano un vostro impegno Istituzionale. Falcone Giovanni

30 gennaio 2009

Bangkok senza ritorno "film"

Ieri sera su Rete Quattro alle ore 23,25 la proiezione del film "BANGKOK SENZA RITORNO". Un piccolo esempio di come e cosa può accadere a dei ragazzi in gita di piacere, in paesi esotici ma a rischio. Nel film ma anche nella realtà tantissimi casi simili, ragazzi normalissimi senza malizie e esperienze che si fidano di coetanei o connazionali sul posto e che inevitabilmente ti mettono nei guai senza scrupoli. Nel film si imbattono in una ragazza che le inguaia mettendo nei loro zaini considerevoli quantità di droga. Arrestate all'aeroporto vengono rinchiuse in un carcere da incubo, che nulla hanno a che vedere con le carceri dei nostri paesi, un veri inferno dove si consumano le peggiori nefandezze contro le ragazze, condannate infine a pene pesantissime.
Questo è quanto accade veramente, nel film si vede il dramma vissuto dalle ragazze ma non delle famiglie, qualcosa comunque per entrambi fuori da ogni possibilile immaginazione. Falcone Giovanni
P.S. poco fa ho inviato e-mail a Rete Quattro chiedendo di far passare anche Fuga di Mezzanotte e a seguire un dibattito con me in studio.

SALMO 7

SALMO 7 (alcune parti)
E' LA MIA INNOCENZA A DARMI RAGIONE
2 Signore, mio Dio, in te mi rifugio
di salvarmi ti grido e di liberarmi
dalla furia che mi perseguita.
9 tu che giudichi i popoli, o Altissimo,
rendi giustizia alla mia pietà:
è la mia innocenza a darmi ragione
17 gli cascherà il suo male sul capo,
la sua stessa violenza gli piomberà
sulla testa .


è il lamento di un innocente perseguitato, abbandonato dalle magistrature terrene, si rivolge alla suprema cassazione divina con un giuramento d'innocenza,
il giusto giudice dei popoli non può restare indifferente di fronte al diritto violato.
Tratto da "Lungo i fiumi..." I SALMI, per te Angelo, mia delizia e gioia, è passato quasi un anno, un anno di vita che ti è stata rubata ingiustamente da uomini senza scrupoli in posti dove pensavi trovare gioia e felicità, nella terra del Mahatma GANDI, padre della non violenza e dei diritti umani. Anche se nessun prete prega per Voi (circa 3000 nel mondo), lo faccio io, tutti i giorni certo che il Signore Dio non vi abbandonerà come stanno facendo i nostri governanti. Ti voglio tanto bene, il tuo papà. Giovanni Falcone
ho voluto ripetere quest'articolo già pubblicato il 20 febbraio 2008, ho cambiato la foto mettendo quella che vedete per rendere la drammaticità del momento, aggiunta al fatto che dal mese di agosto del 2008 giorno della sua condanna a 10 anni duro carcere non mi danno neanche la possibilità di parlare con Angelo, nè a me e neanche all'Ambasciata e tutto tace nessuno fa nulla, e la Convenzione ONU 16.12.1966? e la Risoluzione ONU 30.08.1955 "regole minime per il trattamento dei detenuti"? e la Convenzione di Vienna sulle Relaszioni Consolari? Non dovrebbe anche in questo caso il Ministero ricorrere alle competenti Sedi istituzionali Internazionali come si sta facendo per il caso Battisti? l'ennesima dimostrazione che non siamo tutti uguali dimostrabile anche con quanto fatto per il caso don Sandro, giornalisti rapiti in zone di guerra seppure vietate alla loro presenza o per altri cittadini lavoratori rapiti a vario titolo.
Semplicemente questi Italiani "desaparecidos" sono stati condannati dal nostro Parlamento in barba all'art. 27 della Costituzione Italiana.
GRAZIE A TUTTI I NOSTRI RAPPRESENTATI PARLAMENTARI A MIO NOME E DI TUTTI GLI ALTRI PARENTI DEI DETENUTI ITALIANI ALL'ESTERO.
Falcone Giovanni

29 gennaio 2009

SOFFERENZA

Da "Il Legno Storto" articolo di Davide Giacalone, http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=24088
Soffiano sul fuoco, che li brucerà. Ho il voltastomaco, a proposito di rumeni, violentatori e dintorni. Non tollero ipocriti e profittatori. E’ stato arrestato, ad Avellino, un professore sessantenne, accusato d’allungare le mani sulle studentesse. C’erano numerose denunce, una ragazza ha subito intollerabili abusi, è ai domiciliari. Ma il (presunto) maialone nostrano non fa notizia e non c’è nessun indignato parlante. Scommetto: tornerà libero, non perderà il posto e sarà condannato, se lo sarà, quando non avrà l’età per scontare. Ma a nessuno frega niente. I rumeni, invece, quelli sì che sono un piatto ghiotto. Auguro loro che la sentenza li raggiunga prima della decorrenza dei termini di custodia cautelare. Accertare la loro colpevolezza spetta ad un tribunale, ma, a naso, direi che la galera se la sono meritata. Aggiungo che sono favorevole all’introduzione del reato d’immigrazione clandestina, e se la Romania, comunitaria, ci spedisce troppi delinquenti si può anche spiegarle che i trattati vanno rivisti. Ma le scene televisive del “dagli al rumeno” fanno schifo, anche perché la ressa era principalmente di cameraman e fotografi, alla ricerca di qualche italiota che testimoniasse la voglia di linciaggio.
......................................................omissis......................................
Si, forse, anzi sicuramente ha ragione Giacalone nel suo articolo di oggi su "il Legno Storto" , il maialone non perderà il posto, in cambio si grida "dagli al rumeno" tutti i giorni oramai da anni, e nessuno se ne rende conto, oramai ci siamo talmente abituati che nessuno quasi ci fa caso, all'incontrario dei nostri cittadini detenuti all'estero, di quelli purtroppo mai nessuno se n'è occupato, sì proprio nessuno, dimenticati, anzi non sono mai esistiti, nostri figli di cui nessuno si è fatto carico. Adesso che io ne sto parlando e ho tirato fuori il caso qualcuno per mettersi a posto la coscienza ha presentato qualche Interrogazione Parlamentare ma nulla di più, alle richieste-domande sono seguite delle risposte che nessuno ha approfondite, problemi che sono rimaste solo nostre in tutti i loro drammi quotidiani. Silenzio e solo silenzio accoppiato a indiffernza e menefreghismo sicuri della intoccabilità. Incuranti delle nostre sofferenze, angosce, speranze di un domani migliore che non arriva mai.
Cosa ne sanno loro, alzarsi tutte le mattine assonnati, con gli occhi incrostati del pianto della notte, senza bere il caffè incominciare il giro delle 7 cappelle, bussare e genuflettersi a tutti nella speranza che qualcuno colpito da pietà ti ascolti e aiuti, un impegno politico, un articolo, una preghiera che non arriveranno mai, ma vai avanti lo stesso, ci provi. Sperare ogni giorno che una lettera arrivi per sapere come sta Angelo, dato che non ci fanno parlare con lui, è l'unico modo per restare in contatto. Situazioni di tempi lontani, ma purtroppo siamo nel 2009.
Dicono che sia globalizzazione, era moderna, di libertà e legalità, ma quale e a che prezzo?
In questi giorni il Governo sta reagendo in modo fermo e deciso con il Brasile per il caso Battisti, quella stessa fermazze che non è stata mai usata per i casi degli Italiani detenuti all'estero, perchè se così fosse stato in tanti, la stragrande maggioranza dei detenuti non sarebbe tale e tantissime famiglie non sarebbero disperate e ridotte sull'astrico come sono e lo Stato Italia godrebbe di più rispetto e onorabilità. Ma si sa, della pleba mai nessuno si è occupato, carne da macello, animali sacrificali pronti per quell'altare impregnato di sangue innocente.
Autorevolezza e Giustizia, questo chiediamo, essere Garantiti dal nostro Stato almeno alla pari degli stranieri che ogni giorno sbarcano clandestini ma che anche già vivono in Italia.
RECIPROCITA' ecco cosa chiediamo. Falcone Giovanni

A Stefania, leggete gente leggete

http://www.stefaniafedele.blogspot.com/

Battisti: è bufera

Notiziario NIP News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 17 - Anno XVI, 27 Gennaio 2009, 18:52:
................... OMISSISS................
Che esula un po' dal dibattito politico-diplomatico è arrivata anche la forte indignazione di Giovanni Falcone, ‘padre coraggio' che da due anni lotta per riportare suo figlio Angelo e altri detenuti italiani che rimangono impigliati nelle maglie della giustizia di altri Paesi in Italia per ricevere un processo giusto, che ammette: "Non capisco perché il caso Battisti ha sempre grande risalto tra i media e il caso mio, con mio figlio, e quello di altre migliaia di famiglie che hanno parenti reclusi nelle carceri di tutto il mondo non viene mai preso in considerazione. Voglio che anche i nostri diritti siano rispettati e che il governo finalmente si impegni a fare qualcosa anche per noi. Non possiamo lottare da soli ora abbiamo bisogno di aiuto da tutto il Parlamento. Nessuno si è mai mosso per noi, nessuno si vuole ‘misurare' con noi".
L'onorevole Elisabetta Zamparutti, del PD, infine, ammette che "il caso Falcone ed il caso Battisti, a mio avviso, sono molto diversi tra di loro. Ma rimane evidente l'inconsistenza della politica estera del nostro governo che utilizza solo demagogia e batte i pugni per il condannato eccellente, Battisti, ma poi in realtà cosa fa? Il Paese avverso, come nel caso quello di Lula, poi si impunta. Ai cittadini italiani non è data tutela, la politica del governo italiano è solo declamatoria. Io vorrei che Battisti rientrasse in Italia, ma non in nome di una giustizia datata, ma in nome di ciò che Battisti è adesso."

Giorgio Riccardi News ITALIA PRESS

26 gennaio 2009

25 gennaio

Cari amici, siamo ancora qui a barcamenarci sistematicamente in tutte le situazioni assurde che si verificano giorno dopo giorno. Il silenzio e l'abbandono la fa ancora da padrone. Sembra che nulla possa convincere i nostri politici e giornalisti ad occuparsi della situazione degli Italiani detenuti all'estero.
Uomini e donne di ogni età ed estrazione sociale, per loro disavventura o perché consci di quello che gli poteva capitare, sono incappati nelle maglie della mala giustizia, corruzione, inumanità, inciviltà, e successivamente menefreghismo, abbandono, silenzio, voglia (non a caso, perché voluta) di non vedere e non sentire, come dice il proverbio non c'è peggior cieco e sordo di chi non vuol vedere o sentire.
Oggi guardando il TG anzi i TG è passata ampiamente la notizia degli immigrati a Lampedusa ai quali è stata data la possibilità (scelta politica a mio avviso, sbagliata e tendenziosa) creata ad arte per porre un problema politico, ed infatti la popolazione ha risposto, non so in che misura e se consci di quello che facevano.
Pensate che a questi clandestini siano stati aperti i cancelli per andare a manifestare contro la decisione del Governo, che per altro aveva deciso di lasciarli lì a Lampedusa per poterli prima e anche subito farli rimpatriare nei loro paesi di origine. Apenso che il Ministro abbia fatto bene in quanto deciso, se queste persone sono trasferite in altri centri sul territorio nazionale diventa sempre più difficile allontanarli dal territorio nazionale, vuoi perché si disperdono , vuoi che in questo modo gli si crea una situazione di fatto di diritti acquisiti.
Mi chiedo solo, insieme ad altri cittadini, come sia possibile trovarci praticamente in casa tutta questa gente, senza che le tanti navi e motovedette in pattuglia e senza che i tanti centri radar riescano a intercettare le tanti navi, pescherecci e gommoni stracarichi di persone, di una certa dimensione, se non in prossimità delle coste o addirittura dopo lo sbarco?
Mi chiedo e chiedo a chi di competenza, se la stessa cosa succedesse con gli aerei e cioè vedersi volare sulla testa decine e decine di aerei cargo o peggio di attacco? Cosa succederebbe?
E allora penso che forse il tutto non è casuale ma voluto.
Solo in Italia gli stranieri possono fare tutto ciò, praticamente da padroni, gli è stato dato questa possibilità, specie adesso che qualche partito alle strette vede in queste persone un bacino importante di voti, ricordiamo che tra regolari e clandestini parliamo di milioni di persone che possono cambiare e spostare l'ago della bilancia elettorale in questi momenti di crisi (per loro). Appena arrivati gli vengono garantiti tutti i Diritti Costituzionali, addirittura vogliono dargli da quasi subito la cittadinanza, assurdo a noi nel mondo chi concede tutto questo?
Addirittura nei paesi mussulmani anche non integralisti ci viene vietato avere al collo il crocifisso , noi gli costruiamo moschee, abbiamo tolto in tante scuole e uffici il crocefisso per non urtare la loro suscettibilità, la scorsa settimana gli è stato concesso a Milano una preghiera di massa davanti al Duomo, io ricordo in Jugoslavia e Russia quando andavamo a messa nell'unica Chiesa in silenzio, con le auto della milizia che ci controllavano.
Come non pensare ancora alla situazione dell'assegnazione di case popolari? Sempre tutto a loro, un cittadino Italiano che ha pagato per anni e anni le tasse e contributi allo Stato non può competere con costoro che riescono sempre a dimostrare un reddito bassissimo, con un numero elevato di figli indi per cui a questi concorsi passano sempre e solo loro, mi sembra che siamo in Italia solo per pagare.
Ma ricollegandomi alla storia di mio figlio Angelo detenuto in India da circa 2 anni, uno dei tanti circa 3000 cittadini Italiani detenuti nel mondo, siamo al palo come sopra. L'Italia garantisce giustamente agli stranieri in Italia ogni Diritto Civile e Umanitario, viene dato loro in caso di arresto l'interprete e l'avvocato da subito, cosa che continua regolarmente nella fase dibattimentale, per noi all'estero NULLA, da noi in Italia in carcere trattati con umanità nel rispetto di tutte le Leggi e Convenzioni Internazionali, per noi NULLA.
A me dal mese di agosto 2008 NON MI FANNO NEANCHE PARLARE AL TELEFONO CON MIO FIGLIO, in Italia vengono fatte leggi per garantire le libertà personali, garantire una dignitosa vita nelle carceri, in primis i rapporti in tutte le situazioni e condizioni con le famiglie a volte purtroppo lontani, Angelo dorme per terra e mangia solo riso con crema di lenticchie, da noi non è questa la situazione.
Il problema che voglio porre non è quello di togliere tutto agli altri ma che il nostro Parlamento abbia la fermezza e l'autorità di pretendere il rispetto di tutte queste garanzie, previste peraltro dalle Convenzioni, per i nostri figli, i nostri cittadini nei loro Stati, pretendere semplicemente il Diritto di RECIPROCITA', ammesso dalla Giurisprudenza mondiale. Falcone Giovanni.

24 gennaio 2009

23 gennaio 2009

CASO SIMONE RENDA

Vi giro la e-mail avuta dalla famiglia Renda sul caso del povero Simone Ucciso in Messico dove si trovava per una vacanza, questo è il dramma estremo verificatosima tante sono le situazioni di disagio, degrado, corruzione, abbandono etc. etc. etc. che si verifica agli Italiani all'Estero prima e nel caso di detenzione dopo, come il caso di Angelo e tutti gli altri, lasciati soli ad affrontare una situazione a cui si è impreparati e nei confronti del quale noi comuni cittadini nulla possiamo, almeno fino a quando il Parlamento non vorrà decidersi a garantire i Diritti violati ai propri cittadini, tutti senza distinzione alcuna, di nessun genere. Giovanni Falcone

Buongiorno ,comunico che il caso della morte di Simone Renda sarà trattato durante la trasmissione " Verissimo" - Mediaset sabato pomeriggio 24 gennaiodalle 15.30 in poi. Saranno ospiti la sig.ra Cecilia Greco, madre di Simonee l'avvocato Fabio Valenti, che si occupa insieme all'avvocatoPasquale Corleto della drammatica vicenda. Durante la trasmissione sarà reso noto che la Procura di Lecce ha chiuso le indagini preliminari e il sostituto procuratore Angela Rotondano,titolare del fascicolo, ipotizza ora il reato di omicidio volontario nei confronti dei suoi presunti aguzzini. L'accusa di " tortura e atti inumani e degradanti contro la persona", è stata quindi riqualificata in relazione alle gravissime condizioni di salute in cui il bancario leccese è stato abbandonato in una cella di Playa del Carmen- Messico senza prestargli la dovuta assistenza che tale situazione di emergenza avrebbe richiesto. Cordialmente Elisa Greco

22 gennaio 2009

La Gazzetta del Mezzogiorno - Basilicata 18.01.2009


http://62.77.48.23/Daily/skins/GDM/navigator.asp? nella home page sceglere 18.01.2009, poi Basilicata e sfogliare fino a pag. 11

L'appello di un padre materano:«Lo Stato mi aiuti ad andare da mio figlio»
di FILIPPO MELE


ROTONDELLA - «Mio figlio Angelo, da 21 mesi in carcere in India per una accusa falsa di traffico di stupefacenti, è malato. Gli mando io le medicine dall’Ita - lia. Invoco l’aiuto dello Stato per andarlo a trovare». È straziante l’ennesimo appello di Giovanni Falcone, carabiniere in pensione tornato a vivere a Rotondella, dove è nato, da tre anni, affinché il Paese che ha servito con dedizione non dimentichi il figlio, 29 anni, al centro di una vicenda capace di fiaccare l’animo ed il fisico. Ma Giovanni non ha intenzione di mollare. La sua preoccupazione attuale è per lo stato di salute del suo ragazzo: «Mi auguro che egli sia forte. L’ultima volta che l’ho sentito era stato accompagnato in ospedale dove gli avevano trovato i menischi delle ginocchia rovinati. Certo che vivere due anni per terra, sempre nella stessa postura, nell’umidità, mangiando solo riso e crema di lenticchie, comporta una debilitazione paurosa. Così, nei pacchi, gli ho mandato degli integratori e delle bustine di calcio. Lui vive una situazione drammatica. Le carceri italiane in confronto a quelle indiane sono come un hotel a cinque stelle». Quest’uomo tenace è stato capace di mobilitare parlamentari, consiglieri regionali, cittadini, a favore dei tremila italiani detenuti all’estero. Tantissimi i suoi interventi da tribune dove si difendono i diritti umani. Tra India e Italia, ad esempio, manca un accordo bilaterale sulle questioni giudiziarie. E’ ora che vi si ponga mano. Falcone: «Da anni per Angelo ed altri che si trovano nella sua situazione non si sta facendo nulla. Nell’accordo si potrebbe stabilire che la condanna possa essere scontata in Italia o, nel caso di nuove prove, che si rifaccia un processo giusto in cui valgano i diritti della difesa e non solo quelli dell’accusa». Come nel processo di primo grado.E come potrebbe avvenire in quello di appello: «Abbiamo fatto ricorso ma ha fatto ricorso anche lo Stato indiano. Per loro, dieci anni di carcere per una accusa falsa, sono pochi. La spesa è ingente». E gli sciacalli sono in agguato: «Ho presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Matera contro alcuni profittatori indiani che avevano promesso la libertà di mio figlio spacciandosi per avvocati». Ora, però, la priorità è la salute di Angelo. «Voglio vederlo. Ma lo Stato italiano mi ha detto che non esiste la possibilità legale di pagarmi il biglietto aereo, mille euro. Ne spende milioni, però, per i detenuti stranieri in Italia. E come su un padre si prende cura dei figli dei vicini - ha concluso Falcone - e lascia morire i suoi»

18/1/2009

21 gennaio 2009

L'ilarita degli italo-brasiliani e il caso Battisti, di Max Bono

http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=14_149493

L'ilarita degli italo-brasiliani e il caso Battisti
20.01.2009 13:01:57

"Lo vedi Max che non ti legge nessuno? Su questa storia di Battisti le dichiarazioni e gli appelli alle autorita' brasiliane e alla comunita' italo-brasiliana si susseguono in maniera monotona e inutile. La tua spiegazione geopolitica non sembra averla letta nessuno" dice il tipo col naso aquilino mentre sorseggia la cervejinha gelata. "E quello che e' peggio e' che questi appelli si rivolgono anche ad autorita' di alto livello italo-brasiliane" sgnignazza il tipo tarchiato con il viso rotondo che tradisce le origini meridionali.
Siamo a Sao Paolo, boteco (bar povero) dei cronisti italiani. Caldo pomeriggio di gennaio. I miei colleghi si divertono a prendermi in giro sui miei recenti articoli sul caso Battisti, da me commentato con un affaire polico-affaristico franco-brasiliano. Il punto che suscita la strisciante ilarita' e' il richiamo alle origini italiane da parte di autorita' di alto livello nazionali italiane per sensibilizzare la comunita' italo-brasiliana per il rimpatrio del terrorista.
Il mio punto e' che solo un rapporto di business ongoing (corrente) tra la comunita' italiana in patria ed in Brasile puo' influire sulle decisioni dei due paesi. In mancanza d'esso il richiamo al cognome di origine italiano e' destinato a cadere nel vuoto. "Delle due l'una: o sono dichiarazioni ingenue o manca in Italia una reale coscienza di come funzionano le comunita' nazionali all'estero, non solo quella italiana." afferma il tipo con il naso aquilino.
Sono propenso a scegliere questa seconda opzione. Per ironia della sorte, l'Italia si rivolge a noi in circostanze che sono sempre a noi rinfacciate: quando ne ha bisogno. Quando ha bisogno di un nostro intervento, un nostro atto a favore della Patria. "Con che faccia ci chiedono di intervenire quando ci chiamano papponi, scroccatori a sbafo, quando non fanno mai niente per noi?" insiste il tipo basso e tarchiato. C'è dell'acredine nelle parole del mio amico ma e' comprensibile.
Italiano all'estero è vilipeso spesso, sembra di sparare sulla croce rossa. "E non solo residente italiano all'estero.
Guarda ad esempio quel povero Giovanni Falcone, che inferno deve passare per vedere suo figlio Angelo. Detenuto italiano all'estero e' anche peggio" dice il tipo col naso aquilino, riferendosi all'incredibile caso del genitore italiano di un ragazzo lasciato a marcire nelle carceri indiane. "Non discuto se il figlio sia colpevole o no, ma il suo diritto di scontare la pena in Italia" aggiunge naso aquilino.
E forse questo caso e' emblematico. Nel caso di Angelo nessuno della famosa e aristocratica intellighenzia italiana si e' mobilitato. Al contrario e' ignorato quasi con disprezzo.
Nel caso di Battisti si e' mobilitato nientemeno che Henry Levy, uno dei massimo intellettuali mondiali. Battisti, e' bene ricordarlo, e' un pluriomicida. Angelo invece e' accusato di traffico di droga.
E nel caso di Battisti, Levy si e' mobilitato sul serio. Nonostante l'avanzata eta', ha incontrato il ministro della giustizia brasiliana per la sua liberazione. Ma qui in Brasile circola un'altra voce. La figlia di Levy e' ex-compagna dell'ex-compagno di Carla Bruni (con cui ha avuto un figlio), a sua volta moglie del presidente Sarkozy. In altre parole la linea diretta tra Levy e la Bruni e' quasi di sangue e non ideologica, come si e' raccontato in Italia. E' evidente che l'appoggio alla liberazione di Battisti era fortissima.
Pertanto per ribattere alle critiche dei miei compagni di boteco fatemi rispondere cosi': chi ignora la dimensione dell'affaire Battisti richiamandosi ai nostri cognomi italiani in Brasile piu' che al business sembra farlo piu' per dovere di patria che per ragione.
Gli italo-brasiliani non scenderanno in piazza per l'estradizione di Battisti, nemmeno sanno chi e' ne' lo vogliono sapere. Ne' li si puo' biasimare. Ci hanno lasciato nel dimenticatoio per troppo tempo e ora richiamarsi a noi, questo si', suscita l'ilarita degli italo
max bono News ITALIA PRESS

16 gennaio 2009

Kenya: missionario italiano ucciso

Ancora un Missionario uccisio, questa volta in Kenia, si tratta di padre Giuseppe Bertaina, missionario della Consolata, è stato assassinato Langata, nell'Istituto di Filosofia dei missionari della Consolata.
Padre Bertaina era nativo di Madonna dell'Olmo, in provincia di Cuneo, ed era stato ordinato sacerdote nel 1951. La morte del sacerdote è stata confermata anche dalla casa generalizia della Consolata a Roma.
Un'altro Santuomo ci ha lasciato, in terra di missione per portare la Parola del Signore e cercare di dare un segno di vita a tanta povera gente costretta alla miseria, dargli la speranza di una vita migliore, una carezza che altrimenti mai avrebbero avuto.
Sono questi uomini che hanno fatto e faranno grande la Chiesa e non ci faranno mai mancare la presenza di Cristo, persone sempre pronti a mettere la loro spalla sotto la nostra croce come il Cireneo.
Non come i preti che ci troviamo nei nostri paesi, per l'amor di Dio anche qui per fortuna ce ne sono come Padre Bertaini, ma la maggior parte sono tutti alla ricerca di una vita agiata, comoda, moderna, con tutti i conforti, degni dei più incalliti pagani, Farisei moderni insomma dediti più a Mammona che a Dio.
E mi riferisco in primis ai due cavalieri dell'Apocalisse di mia conoscenza, pastori infedeli del gregge di Cristo.
Una preghiera per Padre Bertaini che ha raggiunto la Casa di nostro Signore ma anche per quanti ancora lavorano con abnegazione, a loro il mio e spero il vostro grazie.
Una preghiera anche per le due suore italiane, Maria Teresa Olivero e Caterina Giraudo rapite in Kenya lo scorso 9 novembre. Anche per loro pare si sia aperto uno spiraglio di speranza per la loro liberazione.
Falcone Giovanni

Ancora una lettera di Stefania

Avete mai sentito tanto da vicino l'odore acre dell'urina? Avete mai dormito in compagnia di scarafaggi, ratti ed urla disumane di chi grida la propria innocenza? Io tutto questo lo ho vissuto, Sono stata in un carcere detenuta illegalmente nelle Filippine, ed è proprio per questo che sto scrivendo, PER NON DIMENTICARE che 3000 sventurati come me stanno vivendo quello che tristemente ho vissuto io.
Avete mai visto le vostre vite distrutte in un attimo, perdendo tutto quello che faticosamente avevate ottenuto con sudore, ed orgoglio? Viaggiare.... per me nulla è più emozionante, lo faccio da anni e mi reputo molto fortunata di aver visto tanti luoghi affascinanti. Ma chi mai poteva immaginare che dietro agli spesso citati pericoli cui il nostro Governo ci mette in guardia, se ne nascondessero altri ben più gravi? Perché il nostro Governo sempre attento a darci notizie circa i rischi relativi alle nostre vacanze in paesi a rischio, mai si e prodigato nel metterci al corrente che in alcuni paesi si rischiano arresti illegali a scopo di estorsioni? E cosa ben piu grave, perché quando questo accade, loro se ne lavano le mani? Perché non lanciare campagne allo scopo di salvaguardarci da queste che sono realtà molto frequenti
In alcuni paesi, specie quelli molto poveri, il bianco viene visto come un pollo da spennare e gente senza scrupoli del luogo mette in atto qualsiasi escamotage affinché questo avvenga e lo dimostrano molti dei casi di cronaca nascosta relativi ai 3000 nostri connazionali, malcapitati, arrestati illegalmente con il solo scopo di estorcergli denaro, vedi il caso di Angelo Falcone, ragazzo di buona famiglia, 29 anni, con alle spalle un padre carabiniere, arrestato in India per droga. Sono due anni che è recluso senza neanche la possibilità di vedere i suoi genitori che praticamente sono allo stremo psicologicamente ed economicamente. E qui mi viene una riflessione: e se proprio a quel padre e quella madre dovesse succedere qualcosa ed il figlio non fosse più in grado di dargli l'ultimo saluto, chi pagherà per questo scempio? A chi roderà la coscienza?
Tutti dovrebbero avere il diritto di essere trattati da uomini rispettando convenzioni internazionali che i nostri politici firmano alla presenza di capi di stato e questo ci rende tranquilli, sicuri e liberi di viaggiare. Ma mi sono accorta, io che ho avuto la fortuna ed a questo punto il privilegio di uscire da quell'incubo, che non è così. Ci sono uffici ed istituzioni fantasma, le AMBASCIATE, preposte a far rispettare questi accordi ma che, credetemi, se avrete la sventura di imbattervici scoprirete ben presto che sono peggio di quei paesi che li ospitano. Non muoveranno un dito per aiutarvi, anzi verrete trattati malissimo e questo non ve lo dico io che lo ho vissuto sulla mia pelle , ma basterà farvi un giro su internet per scoprire come centinaia di disperati caduti in quelle trappole che cercano aiuto e visibilità dichiarano la stessa cosa, LA TOTALE ASSENZA di istituzioni preposte a salvaguardare i loro interessi ed i loro diritti .
Vorrei rivolgermi ai nostri politici chiedendo loro di far partire iniziative al fine di mettere in guardia i cittadini di queste pericoli che sempre più spesso capitano ai nostri connazionali all'estero. Perché non fare qualcosa simile ad un censimento raccogliendo nomi di questi paesi a rischio? E perché non punire quegli impiegati delle ambasciate che garantendosi un proficuo stipendio ed una vita agiata in paesi stranieri circondati da facili ragazze del luogo in cerca di una vita migliore ed un visto facile per il nostro paese, occupano un posto di lavoro ambito da molti? Perché punire solo gli impiegati dei piccoli pubblici uffici con uno stipendio da fame che fanno invece fatica a sbarcare il lunario per mantenere le loro famiglie al punto di metterli alla gogna su TV e carta stampata magari quando per gravi problemi si assentano dal loro posto di lavoro escogitando storie più o meno credibili? Perché quando i nostri inutili impiegati delle nostre rappresentanze all'estero fanno di questi ben più gravi errori mettendo a repentaglio la vita di famiglie intere, non se ne parla proprio,anzi si cerca di difenderli nascondendo le loro malefatte per i quali sono profumatamente pagati? Quale è il meccanismo? Cosa li differenzia da impiegati pubblici nelle nostre città? Forse è per il fatto che loro non hanno le straniere del luogo a cui dare visti facili in cambio di prestazioni "umanitarie"?
Qualcuno può rispondere a queste mie domande che, credetemi, non mi fanno dormire la notte e, come a me, ad altri 3000 parenti di sventurati malcapitati che hanno avuto la sfortuna di trovarsi in un paese dove nessun nostro rappresentante governativo ci ha mai consigliato di non visitare.
Stefania Fedele

Ancora un passo avanti dell'Italia verso i Diritti delle persone private della libertà personale.

Di seguito l'articolo su www.Ristretti.it E' un passo avanti dell'Italia verso i Diritti dei detenuti nel nostro paese. E' da evidenziare come allo stato, la popolazione carceraria nel nostro paese è a stragante maggioranza composta da cittadini di tutto il mondo, tra cui l'India.
Giusto e lodevole da parte nostra, ma io continuo a gridare alle nostre Autorità il Diritto di Reciprocità , ma anche di pretendere il rispetto delle norme di Convenzioni e Leggi Internazionali da parte di tutte le nazioni ,presso le sedi Istituzionali Internazionali opportune.
Sono 3000 i cittadini Italiani ristretti nel mondo che aspettano giustizia e il RISPETTO di tutti i Diritti Civili e Umani da parte del proprio Stato al quale loro stessi e noi familiari continuiamo a pagare regolarmente le tasse
Salvaguardate la loro onorabilità perchè così salvaguardate l'onorabilità e le prerogative di Diritti e Doveri del nostrom Paese come Stato parte ndelle summenzionate Convenzioni e Leggi Internazionali.
Roma: Fp-Cgil; una Carta dei diritti per la salute dei detenuti
Ansa, 15 gennaio 2009
Una "Carta dei Diritti per la salute in carcere". È quella redatta dalla Fp Cgil, che sarà proposta al ministero del Welfare, ai responsabili dell’amministrazione penitenziaria e dei governi regionali, al sistema delle aziende sanitarie, agli operatori sanitari penitenziari, al mondo del volontariato, alle altre rappresentanze sociali e ai cittadini. Scopo del sindacato è quello di fornire uno "strumento per orientare le attività di contrattazione, sindacale e sociale sul tema".
Il processo di trasferimento delle funzioni di assistenza sanitaria in carcere dal ministero della Giustizia al servizio sanitario nazionale, rileva Rossana Dettori, segretaria nazionale Fp Cgil, "è sostanzialmente concluso. Mancano, di fatto, gli adempimenti formali delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome che, secondo il decreto del Presidente del Consiglio del 1 aprile scorso, devono emanare specifici atti di recepimento dei principi della riforma (atti che auspichiamo siano immediati)".
Con il "trasferimento delle funzioni sanitarie ora - osserva Dettori - sono le Regioni e le Asl ad essere i soggetti istituzionali ai quali fa capo la responsabilità della tutela della salute dei circa 60 mila cittadini di questa Repubblica momentaneamente privati delle libertà personali: le Regioni e le Asl devono, a questo punto, operare per rendere concretamente esigibile la rete di diritti universali legati alla salute dei cittadini detenuti".
La Carta dei Diritti per l’assistenza sanitaria in carcere sarà presentata il 23 gennaio prossimo, dalle ore 10 alle ore 13.30, a Roma, presso l’Hotel Massimo D’Azeglio di via Cavour 10, alla presenza del sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio.

Ristretti Orizzonti - GRATUITO PATROCINIO IN ITALIA

da www.ristretti.it Un occhio alla giurisprudenza:

http://www.ristretti.it/centrostudi/cassazione/02/patrocinio.pdf

Comunicato Stampa On. ZAMPARUTTI per Interrogazione Parlamentare 15.01.2009

CASO FALCONE: ZAMPARUTTI (RADICALI-PD), COSA STA FACENDO IL NOSTRO MINISTRO DEGLI ESTERI?

Roma, 15 gennaio 2009

“Cosa sta facendo il governo italiano, tramite la proprie rappresentanze diplomatiche, per tutelare e assistere il cittadino italiano Angelo Falcone, verificare le attuali condizioni di detenzione e il rispetto in esse delle regole minime internazionali sul trattamento dei detenuti e perchè siano, in particolare, immediatamente assicurati regolari contatti, anche telefonici, del detenuto coi suoi familiari?” E’ quanto ha chiesto Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale eletta nelle liste del PD, in una interrogazione al Ministro degli Esteri Franco Frattini presentata oggi sul caso del ragazzo lucano in carcere in India.
La deputata eletta in Basilicata ha chiesto anche al ministro “cosa intende fare nei confronti delle autorità indiane per eventuali violazioni di norme basilari di diritto internazionale che si siano verificate al momento dell’arresto, del processo e della detenzione di Angelo Falcone, considerato anche che tali norme non solo tutelano i diritti del signor Falcone ma sanciscono anche precise prerogative, diritti e doveri del nostro Paese.”
Nell’interrogazione, Elisabetta Zamparutti, ricorda che “quando è stato arrestato, Angelo Falcone sarebbe stato trattenuto in una caserma per circa 24 ore e interrogato dalla polizia senza la presenza di un avvocato nè di un interprete e non gli è stato concesso di telefonare all'Ambasciata Italiana a Delhi per avvisarli di quando succedeva.” Inoltre, continua Zamparutti, “a seguito della condanna, Angelo Falcone è stato trasferito in altro penitenziario nello Stato dell'Himachal Pradesch senza che le Autorità indiane abbiano avvisato l'Ambasciata italiana del trasferimento e, allo stato attuale, il Direttore del penitenziario non autorizza contatti telefonici tra Angelo Falcone e i suoi familiari in Italia.”
E’ la seconda interrogazione della deputata Zamparutti sul caso di Angelo Falcone, “un caso emblematico di una situazione che vede migliaia di italiani detenuti all’estero e che sono praticamente abbandonati dal governo italiano.” Elisabetta Zamparutti, che ha in programma di andare a trovare presto Falcone in India, ha annunciato anche la presentazione di una proposta di legge sul gratuito patrocinio di cittadini italiani processati all’estero che non siano in grado di sostenere le spese legali.

Interrogazione Parlamentare del 15.01.2009 dell'On. ZAMPARUTTI Elisabetta (Radicali-PD)

Interrogazione al Ministro degli Esteri

Per sapere, premesso che:

- il 9 marzo 2007, il cittadino italiano Angelo Falcone è stato arrestato insieme a un suo amico in India, dove si era recato in vacanza, ed il 22 agosto 2008 è stato condannato in primo grado per il possesso di 18 chili di hashish a 10 anni di carcere duro e 100.000 rupie multa che, se non pagate saranno ulteriori 2 anni di carcere, a conclusione di un processo iniziato il 26 dicembre 2007 e durato nove mesi;
- quando è stato arrestato, Angelo Falcone, che ha respinto ogni accusa, sarebbe stato trattenuto in una caserma per circa 24 ore e interrogato dalla polizia senza la presenza di un avvocato nè di un interprete benchè l'avesse più volte richiesto e non gli è stato concesso di telefonare all'Ambasciata Italiana a Delhi per avvisarli di quando succedeva; neanche le Autorità Indiane lo avrebbero fatto come sarebbe invece previsto dalla Convenzione di Vienna sulle Relazioni Consolari;
- alla richiesta di Falcone di telefonare, la polizia avrebbe risposto che non gli sarebbe stato consentito fino a che lui e il suo amico non avessero firmato una dichiarazione in lingua Hindi a loro sconosciuta preventivamente compilata dalla sola polizia; alla fine, esausti, avrebbero deciso di firmare non prima di aver chiesto agli agenti cosa vi era scritto nella dichiarazione che successivamente si sarebbe rivelata decisiva per il processo e la loro condanna;
- inoltre, a seguito della condanna, Angelo Falcone è stato trasferito in altro penitenziario nello Stato dell'Himachal Pradesch senza che le Autorità indiane abbiano avvisato l'Ambasciata italiana del trasferimento;
- allo stato attuale, dopo la condanna e il trasferimento, il Direttore del penitenziario non autorizza contatti telefonici tra Angelo Falcone e i suoi familiari in Italia asserendo che le Leggi dello Stato dell'Himachal Pradesch non lo consentirebbero; neanche all'Ambasciata italiana sarrebbe stato consentito avere contatti telefonici, in palese violazione della succitata Convenzione di Vienna; gli ultimi contatti con la famiglia sarebbero avvenuti nel settembre scorso, quando “a titolo di cortesia” sono state consentite solo 3 telefonate brevi.

Cosa sta facendo il governo italiano, tramite la proprie rappresentanze diplomatiche, per tutelare e assistere il cittadino italiano Angelo Falcone, verificare le attuali condizioni di detenzione e il rispetto in esse delle regole minime internazionali sul trattamento dei detenuti e perchè siano, in particolare, immediatamente assicurati regolari contatti, anche telefonici, del detenuto coi suoi familiari.

Cosa intenda fare il Governo sul tema del Gratuito Patrocinio, allo stato non previsto e quindi discriminatorio nei confronti degli italiani processati all’estero, considerate anche le enormi pretese degli avvocati del posto per spese legali che finiscono per pesare su famiglie in Italia anche povere che non sono in grado assolutamente di sostenere.

Cosa intende fare nei confronti delle autorità indiane per eventuali violazioni di norme basilari di diritto internazionale, come quelle contenute nella Convenzione di Vienna sulle Relazioni Consolari e nel Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, che si siano da parte indiana verificate al momento dell’arresto, del processo e della detenzione di Angelo Falcone, considerato anche che tali norme non solo tutelano i diritti del signor Falcone ma sanciscono anche precise prerogative, diritti e doveri del nostro Paese come Stato parte della suddetta convenzione.

Elisabetta Zamparutti

11 gennaio 2009

Italiani detenuti all'estero – S. Fedele: appello alla politica per la famiglia Falcone

Scritto da Stefania Fedele
Come è possibile, che si lasci morire una famiglia intera? Come è possibile che in una società civile che vanta modernità come la nostra si lasci calpestare la dignità di un uomo nel mezzo della propria vita, che per anni ha servito la patria e ci ha difeso, soccorso, aiutati, facendo parte delle forze dell'ordine per tutta la sua vita. Perché ci ricordiamo di questi eroi moderni solo quando per salvarci la vita, ci lasciano la loro?
Mi sono imbattuta per caso in un uomo, Giovanni Falcone, che allo stremo delle sue forze si trova a combattere una battaglia più grande di lui per salvare suo figlio Angelo, lui che ha sempre cercato di salvare le nostre vite. Quest'uomo sta lottando per vedere riconosciuti i diritti di un figlio incastrato dalla polizia indiana, un ragazzo di 29 anni che decide di fare un viaggio con un amico, il viaggio della sua vita quello per scoprire altre civiltà ma, come succede molte volte nell'indifferenza delle nostre Istituzioni, connazionali, italiani, si trovano all'improvviso incastrati dalle autorità del luogo per estorcere loro del denaro e cosi e successo a lui, bianco , dove bianco significa dollari, soldi .
La polizia lo arresta con una accusa infamante, traffico di droga. Come sappiamo per certo il ragazzo è stato costretto a firmare una dichiarazione di colpevolezza in lingua indiana, senza la presenza di un avvocato. In quei momenti, secondi, firmi qualsiasi cosa. Lui che per risparmiare soldi e per far si che il suo viaggio durasse il più a lungo possibile aveva affittato una stanza dove pagava due euro al giorno figuriamoci se era in grado di acquistare 18 kg di droga.
Sono oramai due anni che il ragazzo è rinchiuso in un carcere, in un vero carcere, non un hotel come le nostre prigioni, un carcere dove dopo solo pochi giorni ci si ammala, ci si prende la scabbia, l'epatite, dove si mangia solo riso in ciotole sporche....e che riso, ve lo lascio immaginare.
Il problema è sempre il ruolo delle nostre ambasciate , le nostre rappresentanze all'estero, quelle che dovrebbero proteggerci da episodi del genere, quelle che dovrebbero aiutarci a far luce sulla verità,
Questo povero padre, che ripeto ha donato la sua vita per salvare le nostre, come spesso accade è solo e abbandonato da tutti, vergognandosi di essere italiano e vergognandosi di aver servito questo paese a scapito del tempo dedicato alla propria famiglia.
Il problema dei detenuti all'estero apre scenari ben più gravi. Se ti capita questa sventura perderai tutto, tutto quello che faticosamente hai costruito. In quei paesi ci sono sciacalli che ti mangeranno l'anima. Solo le parcelle che ti chiedono gli avvocati del posto superano di gran lunga il prezzo che potresti investire per acquistare un bell'appartamento nel tuo di paese, quello che noi chiamiamo civile.
E chi pagherà a quest'uomo le notti insonni a piangere? E chi pagherà per avergli negato l'odore, la presenza e gli abbracci mancati del proprio figlio? Lui è il primo a sostenere che se suo figlio e colpevole deve pagare, ma tutti noi sappiamo che è innocente e se proprio deve pagare, chi si farà carico di controllare che a questo ragazzo non vengano negati i suoi diritti come sta accadendo da due anni? Il ragazzo non può neanche sentire la famiglia, non può scrivere ne telefonare ed è solo in un paese straniero Non vi sembra assurdo tutto questo? Io come Giovanni mi vergogno, e che riflettano tutti quelli che ancora credono nel patriottismo, tutti coloro che vorranno servire la patria come ha fatto lui, che a nulla servirà sia durante il servizio e specialmente dopo, sarai niente e tutti parleranno del tuo difficile lavoro solo quando per difendere noi ci lascerai tu la tua vita.
Vergognatevi, e sappiate che tutti coloro i quali sono vicini al sig. Falcone faticano e non poco per evitare che quest'uomo non faccia dei gesti estremi ormai sfinito nel gridare il suo dolore e chiedendo invano aiuto a chi la gratitudine non sa neanche dove stia di casa. Queste sono vere tragedie che potrebbero essere evitate se solo ci si sforzasse un po di capire, di indagare e basterebbe solo la voglia di aiutare della povera gente costretta a genuflettersi per ricevere risposte che, aimé, troppo spesso non arrivano mai. Prima che sia troppo tardi fate qualcosa, fateci essere di nuovo fieri di essere italiani.
Stefania Fedele

10 gennaio 2009

Voglio prendere spunto dal grande freddo di questi giorni per dedicare un pensiero a chi, meno fortunati di noi vive per strada, tutti i giorni e le notti, nella indifferenza totale di noi tutti , che non ci degnamo neanche di uno sguardo quando nella frenesia giornaliera passiamo in quei luoghi dove hanno trovato un misero riparo dalle intemperie. Neanche le feste di Natale hanno ammorbidito i nostri cuori.
Vivono nei centri urbani e comunque in quei luoghi dove più è concentrata la ricchezza, dove più è concentrato il via vai per acquisti o semplicemente per recarsi in uffici lì presenti, insomma dove più è alto il concentramento di popolazione attiva con possibilità di poter ricevere qualcosa, un soldo o qualcosa da mangiare.
Ma è la sera il dramma peggiore per loro, quando cercano qualche portone dove ritirarsi, scantinati locali abbandonati e qualsiasi altro riparo, tutto va bene piuttosto che l'adiaccio diretto. Una volta nelle città dove si trovano stazioni ferroviarie potevano ritirarsi nelle sale di attesa , al caldo. Comunque sia stringe il cuore vedere queste persone costrette in queste condizioni, in tanti per scelta personale, ma tantissimi costretti dalle disavventure della vita, specie adesso che la crisi avanza a passi spediti. Ma ancora di più penso e prego, come sempre, oltre che per loro, per il resto di coloro che io definisco il popolo degli invisibili e cioè quelle persone che una casa c'è l'hanno, ma non hanno i soldi per poter comperare tutto l'occorrente per vivere anzi per sopravvivere e lo Stato? non si sa. Ti stringe il cuore vedere delle persone andare a frugare tra i rifiuti dei cassonetti sulle strade persone e quando si sentono osservati provano vergogna e tentano di nascondersi. A me quello che fa rabbia è che in tanti di queste persone hanno fatto la guerra per poterci dare tutta la libertà e il benessere di cui oggi possiamo usufruire ma che onestamente non so proprio quanto meritiamo. Io non posso che chiedervi, suggerirvi, pregarvi, che quando uscite questa sera, domani e sempre e vi capita di incontrare queste persone, regalategli anche solo un sorriso, una parole dolce, questo, sono sicuro gli farà sentire ancora degli esseri umani, grazie e che il Signore Benedica Loro e Noi tutti. Falcone Giovanni

9 gennaio 2009

Un'altro ANGELO (divino) da aggiungero nel cielo dei Desaparecidos

Eccomi qua, voi vi aspettereste il video di ieri a Roma a Radioradicale? bhe lo farò, ma più tardi, adesso voglio farvi leggere una bella favola da poco trovata e fattomi trovare proprio da chi l'ha vissuta personalmente, dato che da poco abbiamo finito di parlarci, e questo ancora per i pochi diffidenti increduli, come vedete cambiano i luoghi, le persone, anche i fatti, ma il fine è uno solo, soldi, maledettisimi soldi a cui tutti vanno dietro, chi non ne ha e chi ne ha tanti guadagnado lauti stipendi da nababbi che però non ha mai abbastanza, menefreghismo, indifferenza, abbandono, questo solo ci accomuna noi che subiamo e loro corrotti e vampiri bastardi, come vedete sono sempre più incazzato, buona lettura:.......... dimenticavo Lei è Stefania
LEGGETE QUESTA FAVOLA, C” E’ TUTTO, IL PRINCIPE AZZURRO, BIANCANEVE, LA STREGA CATTIVA….MA MENTRE LA SCRIVEVO MI SONO ACCORTA CHE NON SERVE A FAR ADDORMENTARE I BAMBINI….MA CHE E’ SOLO UNA TRISTE STORIA CHE DOVREBBE FAR RISVEGLIARE LE COSCENZE ED INVECE STA FACENDO MORIRE ME,…..MA QUETA E’ UN ALTRA STORIA!!!!Io sto morendo, sto morendo dentro, forse sono gia impazzita e non me ne accorgo neanche piu’ . La mia storia e’ atroce, di quelle che si fa afatica anche a raccontare. Arrestata illegalmente per estorcermi denaro, per una accusa infamante, traffico di bambini., io che sono una volontaria, che i bambini li ho sempre aiutati, io che ho dato la mia vita per aiutare chi , meno fortunato di me, aveva bisogno di una mano per uscire dal buio della disperazione.Io quel buio lo avevo gia’ provato, ed e’ per questo che decisi di mollare tutto per girare il mondo cercando si sentirmi migliore. Infatti arrivai nelle filippine e qui inizio’ il mio incubo peggiore. Capirai alla polizia del posto non sembrava vero di essere riuscita ad incastrare una donna sola, bianca dove bianca significa soldi, denaro, ed e\ proprio in virtu’ di quei fogli dicarta dove di solito e’ stampato un eroe o un presidente che ora mi trovo a combattere una battaglia piu’ grande di me.
Sono infatti due anni che sono segregata qui aspettando che un processo metta fine a questo orrore. Con un tranello dicevo, mi incastrano, l’accusa e’ infamante, traffico di minori, mi arrestano, e mi rilasciano dopo un giorno perche’ l’imboscata non era riuscita bene, infatti, per mancanza di prove, incongruenze. Il procuratore mi rida’ la liberta’, ma, mi accusa di falsificazione di documenti, documenti che io, come risulta da tutti i verbali, non ho mai falsificato. Il problema, e’ che mi sequestrano il passaporto, per cui, non posso lasciare il paese, pur non avendo nessuna restrizione, infatti io potrei andarmene tranquillamente, l’importante e’ che io presieda in aula il giorno dell’udienza. Come fare a riavere il mio documento? Facile, basta andare alla polizia , o fare una richiesta tramite un avvocato. Macche’ niente da fare, non se ne parla proprio, nel mio passaporto ci sono le prove del reato, per cui, non puo’ assolutamente essere rilasciato, a meno che….a meno che….io sganci 20000 euro, visto che ci vuole, il gioco e’ fatto!!!!!.Peccato che 20000 euro gia’ me li aveva tolti il primo avvocato, quello che la nostra cara e bella ambasciata, mi aveva consigliato di assumetre come mio legale. Nel frattempo, sempre quella struttura, situata nella zona piu’ bella di Manila, che ancora mi chiedo a cosa serve, oltre che a sbattermi le porte in faccia e trattarmi come la peggiore delle criminali, non fa altro che accrescere la mia angoscia, dicendomi che sarei rimasta, per il resto della mia vita a marcire in una squallida prigione. Ce bello!!! E pensare che mi ero appena fatta due anni di terapia per uscire dalla depressione che mi aveva devastata, voi che dite forse ci sto ricadendo?? Ma si, sono solo due anni che sto aspettando un processo, solo due settimane che non mangio perche’ i miei soldi sono finiti, e poi perche dovrei ricaderci, non ho mica perso il mio lavoro…..o si??? Eh si!!! Ho perso anche quello, come ho perso mia mamma per dei linfonodi al collo, CANCRO, proprio come quei linfonodi che mi hanno appena risconttrato a me in un bellissimo ospedale di manila. Allora che fare, chiaro, semplice, iniziare a scivere la mia favola ai giornali, tv, …..ma mi sono accorta, che purtroppo, non sono una pirata della strada, per cui questa non va, sfortunatamente non ho ne genitori, ne parenti, per cui non posso ucciderli, e udite udite, non ho neanche un bambino a cui fracassare il cervello….peccato!!!! non va bene, nessuno mi ha risposto ma io che ho una grande fantasia, mi sono fatta una vaga idea di quello che hanno pensato…..ci dispiace, il pubblico non puo appassionarsi alla sua storia, e per cui come potra’ immagginare, noi non potremo fare soldi con gli sponsor, lei ancora non si e’ tolta la vita, ripassi piu’ tardi. Foertunatamente un principe azzurro, ha sentito l’odore della mela e, ha pubblicato la mia favoletta, sul giornale dove lavora, IL MESSAGGERO, . era infatti il 12 ottobre quando nella pagina degli esteri appare come di incanto la notizia!!!, risultato??? Ambasciata, ministero, pigiano dei tasti su tastiere e telefoni e mi chiamano, * signora, come va??? Come sta??? credete sia cambiato qualcosa??? Niente, ,…mi sto ancora battendo affinche il giorno 17 novembre giorno del mio compleanno ma, anche la data della udienza ci sia accanto a me a farmi forza e a darmi coraggio un avvocato che non ho!!!! Come ?direte voi, E quello che ti ha scippato i primi 20000 euro??? Beh….quello diceva che 20000 erano pochi e che se non gliene avessi dati altri,……suo malgrado e con grande soffrenza avrebbe dovuto abbandonarmi…bene, cosi’ e’ stato!!! Ora sono sola…ma sola davvero, come un cane impaurito, senza soldi, senza una pacca sulla spalla, terrorizzata. E con un grande bisogno di essere stretta ed abbracciata da qualcuno. Non riesco neanche piu’ a piangere.Ora non mi rimane altro che trovare un lieto fine degno di questa storia ma sono due anni che sto lottando e le mie forze sono esaurite, sarebbe bello fare un sondaggio, ora va tanto di moda e piace tanto a tutti, fare un televoto, ma io non ho neanche il telefono, quello me lo hanno staccato ormai da tempo. E allora, me ne staro’ qui buona buona, aspettando che qualcuno si accorga di me fino a che ne avro’ il coraggio e la forza.
Ciao a tutti spero di avervi tirato un po su di morale…….

7 gennaio 2009

RADIORADICALE
























L'appuntamento è, spero su http://www.radioradicale.it/ a Roma, dalle 10,00 in poi per una diretta sul tema: Assemblea di Radicali insieme ai Garanti dei Diritti dei Detenuti in tutta Italia, io ci sarò, s.c. Falcone Giovanni

Questo siamo noi


da Secondoprotollo.it

6 gennaio 2009

Articolo di Max Bono

Voglio riportarVi di seguito l'articolo pubblicato oggi su www.illegnostorto.com
dall'amico Max Bono, sempre attento ai problemi degli Italiani all'estero, in particolare agli indigenti, agli arrestati e chiunque abbia problemi di ogni genere. Mi pregio di conoscerlo (per adesso via internet) ne sedrvirebbero come lui, grazie Max a nome nostro degli indi,genti e dei desaparecidos. Giovanni Falcone

http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=23866
I politici italiani eletti all’estero
Scritto da Max Bono
martedì 06 gennaio 2009
“Caro Max ho letto il tuo articolo e devo dire che non sono d’accordo. E’ facile criticarci, dire che agiamo come “
La verità è che i parlamentari italiani eletti all’estero incontrano mille difficoltà tanto nella maggioranza quanto all’ opposizione. Perciò è ingiusto formulare giudizi come i tuoi” mi scrive il parlamentare di cui, per rispetto alla sua volontà, non rivelerò il nome. Devo dire che non sono nuovo a contatti diretti con persone illustri e poiché i miei lettori me l’hanno spesso chiesto, racconterò un aneddoto che si è verificato la scorsa legislatura.Ero a casa all’ora di pranzo più di un anno fa. Improvvisamente squilla il mio cellulare. Dall’altra parte della cornetta una voce gentile mi chiede: “Max Bono?” “sì” rispondo sorpreso. “Il parlamentare XY vuole parlare con lei”, risponde con voce educata la sua segretaria. A mia volta rispondo “Ora non posso perché sono occupato”. La segretaria sorpresa mi chiede: “Quando potrà parlare?” “Più tardi tra qualche ora”. La segretaria si consultò con il parlamentare e poi fissò l’appuntamento.Rimasi sorpreso perché il mio numero di cellulare è praticamente conosciuto a pochissimi e sicuramente (pensavo) non a Roma. Ma mi sbagliavo. Le via di Roma sono infinite.All’epoca (come ora) mi battevo per i diritti degli italiani indigenti all’estero. All’appuntamento fissato il parlamentare mi chiede perché me la prendo con lui e io candidamente rispondo che non è una battaglia personale, al contrario. Chiedevo il rispetto dei diritti degli italiani indigenti. E lì, il vecchio marpione mi chiese: “Ma mi dica i nomi che io li comunicherò a chi di dovere per poterli aiutare”. Io risposi: “Guardi che non voglio interventi ad personam a favore di qualcuno od un altro. Ciò che chiedo nei miei articoli è l’elaborazione di una politica a favore degli italiani indigenti all’estero”. L’illustre parlamentare rimase deluso ma mi disse che avrebbe fatto il possibile. Il giorno dopo il parlamentare fece una dichiarazione alla stampa attaccando i miei articoli e le sue strumentalizzazioni da parte di avversari politici. A quel punto capii che se avessi fatto nomi, come lui voleva, li avrebbe usati affermando che i miei articoli erano motivati da interessi personali. Il furbastro aveva tentato di “convincermi” il giorno prima per denigrarmi il giorno dopo. Fortunatamente non ero cascato nel tranello anche perché le mie motivazioni erano genuinamente a favore degli indigenti piuttosto che per interessi personali. L’illustre parlamentare non fu poi rieletto – qualcuno dice anche grazie ai miei articoli.Racconto questo aneddoto per specificare che con i miei articoli non ho mai avuto interessi personali ma al contrario non ho mai guadagnato un centesimo. Ma per rispondere all’osservazione dell’attuale parlamentare vorrei sottolineare che ci sono quattro punti che i parlamentari tanto di governo quanto di opposizione eletti all’estero dovrebbero cercare subito di far passare:
1) Assistenza agli italiani indigenti all’estero. Questo per evitare che “la strage dei poveri vecchi italiani innocenti all’estero” continui.
2) Rimpatrio dei detenuti italiani all’estero. Non discuto se sono colpevoli o no. E’ però giusto che passino i periodo carcerario in Italia piuttosto che all’estero.
3) Eliminazione dei sussidi all’editoria italiana all’estero nell’attuale maniera e loro destinazione all’informazione di ritorno di giornalisti italiani genuinamente all’estero.
4) Ristrutturazione non tanto della rete consolare ma del suo modus operandi. In altre parole eliminazione di comportamenti arbitrari ed eccessivamente burocratici di alcuni consolati italiani all’estero.
Come vede, mio illustre parlamentare, non si tratta di richieste esorbitanti ma di cose dovute.E’ora però che anche noi italiani all’estero facciamo la nostra parte e la smettiamo di lamentarci ma agiamo a favore del nostro paese promuovendolo e cercando di sviluppare un flusso economico-finanziario verso l’Italia tramite atti concreti. Questo per dimostrare che non chiediamo sempre ma che diamo anche qualcosa all' Italia.

Fine delle Feste di Natale


Oggi 6 gennaio festa della Befana, giornata finale delle Feste Natalizie, e anche un'altro anno è passato via nella solita oramai purtroppo indifferenza generale, indifferenza e menefreghismo totale. Per Angelo è il secondo Santo Natale passato nel carcere Indiano, ma non solo lui anche per gli altri circa 3000 desaparecidos. Quello che per tutti è il periodo più bello da festeggiare con parenti e amici, per loro altro non è che un uragano scoppiato nel bel mezzo di una tempesta.Non oso neanche pensare quello che abbiano potuto pensare tutti questi giorni, ad esempio la sera della vigilia di Natale, a mezzanotte, cosa hanno gridato a Gesù che nasceva? oppure il giorno di Natale a mezzogiorno a tavola, ma anche la sera del 31 pensare gli amici al cenone, a quando anche loro hanno partecipato felici, volare con la fantasia lontano, quella per fortuna non possono portargliela via.Quanta tristezza, battersi, lottare con tutte le forze per cercare di aiutarli, ma niente, adesso spero qualcosa cambi, almeno dopo le dichiarazioni dell'On. Zamparutti e D'Elia, speriamo che i Radicali mi diano una mano in questa lotta per trovare una soluzione definitiva al Problema Sociale Nazionale dei detenuti italiani all'estero. Anch'io, come vedete dalla foto ho avuto visite e brindato, ma la tristezza si vede tutta.
A voi signori Politici che vi siete divertiti con i vostri figli;

a voi Preti che come al solito anche in queste Sante Feste non vi siete ricordati di noi e loro, non una parola di conforto e una preghiera non so proprio come fate a leggere la parola del Signore.

E' chiaro che mi rivolgo a 2 in particolare il "duo" dell'Apocalisse gli sterminatori del gregge di Dio. Sono ancora in attesa di una risposta al mio SMS del 27.12 u.s., che il Signore vi riporti sulla retta via, la sua e non la vostra quella di MAMMONA.
Dal commento del Vangelo di oggi di Mons. Antonio Riboldi, Mc 1,7-11:
"La Chiesa chiude il periodo festoso del Natale con il Battesimo di Gesù nel Giordano, per opera di Giovanni Battista. Lascia alle spalle i 30 anni di silenzio di Nazareth, e subito lo presenta a noi con un gesto che è come l'inizio del suo cammino di redenzione per noi, ossia il Battesimo nel Giordano".

Che sia l'inizio anche per noi l'inizio del nuovo cammino con Cristo per Angelo e i 3000 desaparecidos.

Articoli giornali 5 gennaio 2009 Intervista On. Zamparutti e Sergio D'Elia




4 gennaio 2009

Interviste On. Elisabetta ZAMPARUTTI e Sergio D'Elia segr. Ass. Nessuno Tocchi Caino

BUON ANNO




Rieccomi, sono rientrato ieri sera, in giro alla ricerca sempre di qualcosa di nuovo che possa ritornare utile alla causa. In tal senso sono stato anche a Incisa Val D'arno presso la Comunità di Loppiano, dei "Focolarini". Bella esperienza, bella Comunità, ci si incontra con ragazzi di tutto il mondo ed è come se fosse una cosa sola, senza problemi, si perchè sono sempre più convinto che i problemi li creiamo noi, cosidetti adulti, colti, sapienti e con il dono del tutto "presuntuosi" i ragazzi tutti questi problemi non se li pongono e fanno bene, noi siamo come quello che gira con i sassolini in tasca che camminando ogni tanto ne lancia qualcuno per terra, per poi inciamparci, così poter imprecare contro chiunque. Così facendo abbiamo portato il mondo allo stato attuale, Diritti Umani? nulli, rispetto per gli altri? nessuno perchè diversi da noi, Religione? ognuno la sua ed è sempre meglio di quella altrui, chissà poi perchè ad iniziare da S.Francesco (sono stato a visitare anche il suo Monastero a Chiusi) a Madre Teresa, don Oresti Bensi e Chiara Ljubich, andavano daccordo con tutti, trovavano sempre un'intesa e facevano tutto con l'amore e la concordia.
Ed ecco la mia lingua che batte dove il dente duole, sono sempre in attesa di una parola di conforto da parte delle autorità Ecclessiale della mia Diocesi e della Chiesa in Genere, pensate che ad uno di costoro per le Feste ho inviato un SMS di auguri anche in assenza delle loro preghiere e interesse per me, risultato? nessuno, nessuna risposta e Gesù parlava di perdono e porgere l'altra guancia e tanto ancora, io consiglio sempre a costoro di ripassare il Vangelo che hanno dimenticato e fare un corso di Teologia per aggiornamento.
Nelle foto sopra la bella vetrata dietro l'altare del Santuario dedicata a "Maria Theotokos" a Loppiano, che rappresenta il cielo, al centro si intravvede il Sole, (nello specifico nell'altra foto scattata da dietro), il Tabernacolo, Dio un Grande Sole che ci illumini del suo amore.
E' questo l'augurio per il 2009 a tutti, tanto Amore Pace e Serenità, illuminati da Dio Padre.
Giovanni Falcone