6 novembre 2008

Riflessioni

Sotto due articoli significativi di quanto, da tempo, con altri miei articoli sostengo e cioè che l'ONU dovrebbe farsi carico di controlli come sta facendo adesso in Italia, ma allargarli maggiormente ad altre realtà ben più conosciute. Certo in Italia come altri paesi occidentali tutto è più facile, altrove magari ci si imbatte in situazioni di negazioni e ostruzionismo ai quali il più delle volte diventa se non impossibile (perchè quando si ha la convinzione del giusto nulla è impossibile) ma difficoltoso riuscire ad effettuare i controlli, specie in paesi emergenti economicamente che in paesi dove la determinazione di quei governati alla ingerenza (che da parte dell'ONU non dovrebbe esistere) fa si che praticamente non si riesce ad effettuare i controlli. Tutto questo viene portato in aula presso il Consiglio dell'ONU? è mai stato votata una mozione contro atteggiamenti del genere verso qual si voglia Stato?
Così i cittadini occidentali vengono a trovarsi in una situazione di disparità di trattamento nei confronti di coloro cittadini di altre nazionalità, detenuti nelle carceri occidentali, situazione di degrado, situazione igienica disastrosa, Diritti Umani e Convenzioni Internazionali violati palesemente, le cose più semplici come i contatti telefonici con i familiari lontani, che sono l'unico legame alla famiglia e alla cultura di appartenza negato.
Ultimamente, in un documento dell'ONU leggevo che gli Stati detentori dovrebbero favorire là dove possibile la detenzione in gruppi omogenei di detenuti dello stesso Stato proprio per favorire la non perdita culturale, religiosa del proprio stato di appartenza.
Tutto ASSURDO E INGIUSTO, eppure tutti tacciono, nessuno dei Politici da me interessati al problema degli Italiani detenuti all'estero si sono mai espressi im modo chiaro e inequivocabile sul problema. Chiedo da mesi una discussione pacata in ogni sede possibile, trasmissioni televisive, che si occupano di tutto tranne di questo, ma anche un'audizione presso la Commissione Esteri e Giustizia, NULLA.
Tutti dicono apertamente o sottovoce: perchè sono andati lì? potevano starsene a casa? qualcosa avranno fatto? dimendicando l'art. 27 della Costituzione e continuando a parlarci di globalizzazione di un mondo nuovo aperto a tutti e tutto, aprirci a questa nuava vita, vivere la molteplicità multietnica e culturale come un dato di fatto a ssodato. Si fanno per questo Convegni, Assise, Dibattiti, invitando personalità anche di quegli Stati, ma mai e dico mai nessuno ha il coraggio di affrontare il, problema . Le nostre sono ingerenze quello degli altri no.
Spero che, chi ha il potere lo eserciti al più presto, con scienza e coscienza, quando a soffrire sono degli esseri umani è drammatico e nessuno può far finta di niente, spero anche di arrivare al giorno di poter anch'io e mio figlio dire come (Paulo Coelho):
"Non mi pento dei momenti in cui ho sofferto; porto su di me le cicatricicome se fossero medaglie, so che la libertà ha un prezzo alto, alto quanto quellodella schiavitù. L’unica differenza è che si paga con piacere, e con un sorriso…anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime"
Giovanni Falcone

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