28 novembre 2008

Abbiamo e stiamo vivendo in questi ultimi giorni, settimane il grande impegno della stampa e tv nazionale, il grande lavoro portato a termine giorno per giorno con impegno degno per i grandi eventi, il processo al rumeno riconosciuto colpevole dell'uccisione della signora Reggiani, prima, giorni e giorni di trasmissioni, collegamenti e chi più ne ha ne metta.
Adesso il processo per la strage di Erba, anche loro riconosciuti colpevoli per i reati ascritti, anche in questo caso ore e ore di collegamenti, inquadrature mozzafiato, primi piani sempre pronti a cercare in modo maniacale ogni battito di ciglia, sguardi, frasi sussurrate nelle orecchie, tutto possa far spettacolo.
E noi non riusciamo a tirar neanche una semplice intervista, una ripresa, i nostri non sono problemi ma sciocchezze.
Questa sera in un tg la cella disegnata da Olindo, il trasferimento come farlo? da soli?, in compagnia ? dove? forse sarà meglio lasciarli insieme, così in appello ci saranno meno problemi per gli spostamenti e allora? facciamogli una matrimoniale con vista sul mare.
Beati loro. Giovanni Falcone

Cordoglio per le vittime degli attentati




Il mio cordoglio all'India tutta per gli attentati subiti in questi giorni a Mumbai e alle famiglie delle 125 vittime.

Atti del genere dimostrano quanto sempre più l'umanità sta scivolando nel baratro della inciviltà e il non rispetto della vita umana. Un plausa in particolare agli uomini delle forze dell'ordine che come sempre con sprezzo del pericolo hanno evitato altre ulteriori conseguenze riuscendo a mettere in salvo le decine di persone tenute in ostaggio. Giovanni Falcone

25 novembre 2008

da NEWS ITALIA PRESS - Giovanni Falcone domani a Nuova Spazio Radio

L'uomo parlerà del caso di suo figlio Angelo, teneuto in India e condannato a 10 anni per possesso di droghe
25.11.2008 18:11:41
Roma - Giovanni Falcone, il padre di Angelo, il ragazzo detenuto in India dal marzo del 2007, domani mattina interverrà telefonicamente a Nuova Spazio Radio, un'emittente radiofonica laziale, ma che in streaming può essere ascoltata nel resto dell'Italia e anche all'estero.

Giovanni parlerà del caso di suo figlio e delle ultime vicende che lo riguardano. Angelo Falcone, dopo la condanna a 10 anni, si trova ora detenuto nel carcere di Nahan, a 200 chilometri da Mandi dove si trovava prima della sentenza. "E' un carcere per le pene definitive, quindi è molto più duro del precedente". Da quando Angelo si trova lì, i contatti con la famiglia sono quasi impossibili. "Ci impediscono di parlare con lui - accusa Giovanni -. Anche l'Ambasciata italiana in India ha provato, ma senza risultato. Per tutta risposta dal carcere dicono che la loro legge non consente di comunicare con i detenuti".

Dalla data del trasferimento Angelo Falcone è dimagrito e comincia ad avere problemi di salute. "Mio figlio sta morendo", dice metaforicamente Giovanni al telefono con News ITALIA PRESS. "Più che problemi fisici, mio figlio sta subendo un forte stress psichico. Sono molto preoccupato per questo".

23 novembre 2008

Dal Vangelo secondo Matteo 25,31-46

A quanti convinti di poter usare il proprio Ministero con fermezza, come i comandanti con la propria ciurma, o altro, a discrezione di voi che leggete, a costoro in segno di monito riporto il Santo Vangelo di oggi domenica 23 novembre 2008:
Il giudizio finale (Matteo 25, 31 - 46)
Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna".

22 novembre 2008

Condanna per maltrattamento animali

Dal TG5 di oggi, condanna esemplare per un cittadino romano che, andato in vacanza ha abbandonato in casa il suo gatto, una mansarda di Roma privo delle condizioni seppure minime di sopravvivenza arroventata dal sole del mese di agosto. Nonostante il proprietario fosse stato avvisato dai vicini dei miagolii disperati dell'animale lasciato senza cibo nè acqua, il proprietario non ha avuto nessuna intenzione di rientrare. Quando le forze dell'ordine sono entrate il gatto era agonizzante e a nulla sono servite le cure dei veterinari intervenuti.
L'accusa è stata di maltrattamenti e uccisione di animale, il proprietario è stato giustamente condannato a 3 mesi reclusione.
Gianluca Felicetti, Presidente della LAV ha dichiarato: Gli animali dalla Legge sono stati considerati Esseri Viventi con tutti i Diritti Civili e Giudiziari, sono sempre più i cittadini che non più silenti continuano a denunciare maltrattamenti.
Quanto sopra mi trova daccordo in tutto, ho il massimo rispetto per gli animali, ho sempre avuto in casa cani, gatti, acquari, canarini, Angelo addirittura ricordo che aveva un piccolo pitone che portava sempre con lui. Ancora oggi a casa c'è il vecchio e fido Argo e il gatto di Angelo, Noè, che aspettano il suo ritorno a casa.
E' solo che voglio far rilevare come in Italia ci si occupa di tutto, una Legge per tutto, e per tutte le feste, articoli e servizi televisivi in gran quantità tranne che per i 3000 dimenticati, i desaparecidos, gli appestati come li ho definiti, tutti quegli Italiani detenuti nel mondo.
Esseri umani senza Diritti, relegati ai margini della Società cosidetta civile e non c'è colore politico che tenga, sembra un tacito accordo, si perchè in circa 2 anni ho interpellato e interessato tutti i partiti politici e i loro rappresentanti, fino ad oggi nulla, il silenzio totale.
E si che tante sono le Leggi Internazionali, le incheste e ispezioni fatte in Italia, anche da parte dell'ONU (è di questi giorni in Italia di una Ispezione di suoi funzionari in alcune carceri italiane:
Vorrei vedere se tutti i cittadini, alla pari di come fanno per gli animali e cioè non restassero più silenti, come ha dichiarato il Presidente della LAV e denunciassero i casi dei cittadini Italiani detenuti all'estero, come io sto facendo, cosa succederebbe? Falcone Giovanni

DI PIETRO a Potenza 21.11.2008 Teatro Stabile

Continua instancabile il mio peregrinare, anche se poi c'è qualcuno che continua a smentire, solo smentire. Ieri sera ero a Potenza al Teatro Stabile, per la presenza nel capoluogo Lucano dell'On. Di Pietro. Ho potuto avvicinarlo brevemente e scambiato poche parole, ha confermato di essere a conoscenza del caso, dato, confermo io uno scambio di e-mail personale, intercosso tra noi nello scorso mese. Presente il Sen. Belisario e il responsabile Regionale della Basilicata Radice, anche loro interessati al caso. Vedremo cosa succederà in futuro. Un proverbio dice "chi la dura la vince" continuerò ad adoperarmi nel chiedere a tutti Giustizia e rispetto Dei Diritti Civili e Umanitari Internazionali che sono le fondamenta della Democraticità mondiale, come si usa oggi della Globalizzazione. Globalizzazione che deve essere nei fatti e non solo a parole. Giovanni Falcone

Da Asianew.it

Quando dico molto modestamente che ci sono anche preti cioè religiosi bravi, inteso come coloro che dedicano tutto a Gesù, alle persone che soffrono, ai bisognosi è rafforzato dall'articolo che di seguito vi riporto,, persone che hanno rinunciato ai loro averi, in tanti anche a vite agiate.
Altri invece e purtroppo dedicano tutto ai loro interessi, al loro benessere, alle comodità di una vita mondana, usano il loro essere ai propri fini non curandosi neanche lontanamente di chi soffre, gente che ha dimenticato il loro Ministero, Gesù continua a chiamarli ma loro semplicemente non rispondono fanno finta di essere assenti, hanno anche dimenticato che Gesù tutto può e vede e verrà il giorno che dovranno rispondere. Giovanni Falcone
DA ASIANEWS.IT
» 21/11/2008 11:21INDIA - PRO ORANTIBUS
Da indù a carmelitana: “Prego e soffro per il mondo, anche per l’Orissa”
di Sr Mary Joseph Krishnan
Nella Giornata Pro orantibus, dedicata alle persone consacrate nella clausura, la testimonianza di una carmelitana indiana, proveniente da una famiglia indù di alta casta. La sua vita quotidiana è piena della preghiera per ogni fatto di cronaca, per la Chiesa perseguitata, per i giovani.
Mumbai (AsiaNews) – La signora Radha Krishnan, una bramina indù che è stata mia insegnante di inglese e scienze sociali negli anni ’70, si è convertita al cattolicesimo e ora è una carmelitana scalza. Tutti i giorni offre la sua vita e le sue sofferenze “per il mondo”.
Radha Krishnan è la quarta figlia di una devota famiglia indù della casta dei bramini degli “Iyengar”. Ha una sorella maggiore e tre fratelli, tutti indù. Quando insegnava al Canossa convent di Mahim (Mumbai) nel 1971-72, era amata da tutti perché era giovane, carina, amichevole. Era l’invidia di tutte le ragazze perché aveva bellissimi capelli neri, molto lunghi, raccolti a treccia.
Nei due anni di insegnamento, a contatto con le suore canossiane, Radha ha percepito una forte e incessante chiamata a donare la vita a Gesù. Dopo la sua conversione è entrata fra le suore canossiane, ma anche là ha sentito di essere chiamata a vivere in profondità la comunione col Signore.
Ho incontrato pochi giorni fa la mia antica insegnante. Ora non si chiama più Radha, ma suor Mary Joseph e da oltre 30 anni vive nel monastero delle carmelitane scalze di Mumbai, ad Andheri East.
Suor Mary Joseph trasuda gioia in ogni parola o gesto; la gioia la rende così luminosa da farla sembrare molto più giovane dei suoi 61 anni. Trascrivo qui cosa mi ha raccontato. NC.

All’età di 24 anni, dopo la mia laurea, ho cominciato ad insegnare inglese e scienze sociali al convento delle Canossiane. Qui, tutti i giorni sono stata a contatto con le suore, proprio all’età in cui la maggior parte delle mie amiche si preparavano al matrimonio.
Ho cominciato a percepire una chiamata urgente e incessante a incontrarmi con Gesù e il mio amore per Lui ha iniziato a crescere. Sentivo un profondo desiderio di conoscerlo, amarlo, servirlo. Amavo il mio lavoro, insegnare a quelle giovani ragazze, ma questa chiamata di essere con Gesù non diminuiva di intensità. A un certo punto sono scappata di casa e ho chiesto il battesimo. Divenuta Radha Maria Krishnan, sono entrata nell’ordine delle suore canossiane.
All’inizio la mia famiglia è rimasta abbattuta dalla mia scelta, gettando vergogna e imbarazzo su di loro. I miei familiari hanno dovuto soffrire umiliazioni dagli altri parenti, essendo di una casta alta di bramini Iyengar, molto tradizionale. La mia conversione al cattolicesimo è stata un affronto all’orgoglio di famiglia. I miei genitori hanno sofferto molto; mia sorella, già sposata, ha dovuto anche lei subire i tormenti dei parenti del marito. Sua suocera era una persona molto religiosa; la sua vita cominciava all’alba con i riti religiosi indù e dedicava il pomeriggio a leggere le scritture sacre dell’induismo.
Ma Gesù non ha mai smesso di amarli. Con gli anni, i miei genitori, e soprattutto mia madre, si è tranquillizzata con la mia vocazione. Mio padre e mia madre sono già morti, ma entrambi si sono riconciliati con la mia scelta. Anche i miei fratelli e mia sorella ora sono riconciliati con il mio essere una religiosa. Talvolta vengono anche a farmi visita al monastero con i loro bambini. Per me è un’occasione di grandissima gioia, perché è il segno che Cristo si è preso cura anche dei miei affetti familiari. Tutti loro sono ancora indù.
Entrata nel convento delle canossiane, sono stata mandata a perfezionare gli studi per ottenere un dottorato. Ma gli studi accademici mi lasciavano molto poco tempo per pregare e questo mi faceva sentire non completa, inquieta. Avevo un profondo desiderio di spendere il giorno e la notte per essere con Gesù, pregando, meditando, condividendo, facendo tutto insieme a Lui. Tutto questo mi riempiva di grande nostalgia.
Dopo un periodo di discernimento, è stato chiaro che ero chiamata alla vita claustrale e nel maggio 1977 sono entrata fra le carmelitane scalze. Questi 31 anni sono stati i più felici e gioiosi della mia vita.
Una volta, durante la ricreazione, ho domandato di poter leggere il giornale quotidiano. Nel monastero non abbiamo strumenti come la Tivù, la radio, o altri media. Ricevuto il permesso, adesso tutti i giorni leggo il giornale e io vivo e prego per i fatti del presente.
Le mie ore di preghiera sono spese mettendo davanti al Signore i fatti del giorno, le tensioni della nostra società contemporanea. Offro le mie preghiere e la mia sofferenza per il mondo.
Con la mia preghiera soffro per la Chiesa perseguitata; per i problemi morali ed etici del mondo; per gli attacchi contro la vita; per i giovani, perché siano forti contro le tentazioni quali droga, pornografia, e altri mali; per gli sposi uniti e per le famiglie divise.
Anche l’Orissa è vicina al mio cuore, come ogni altro piccolo luogo dove si cerca di derubare le persone dei diritti umani fondamentali e della libertà religiosa.
La storia della Chiesa ci mostra che la persecuzione rafforza la fede. Nell’India di oggi si cerca di difendere la religione rinchiudendosi nell’autodifesa. Ma noi cristiani abbiamo bisogno di vivere la nostra vita in modo tale da attrarre gli altri. Dobbiamo vivere il Vangelo in maniera radicale, amando Dio e amando il nostro prossimo. Ho grande speranze per l’India. L’amore per Gesù vince tutto.

20 novembre 2008

Vedo con tristezza ma non con rassegnazione che mi sono addentrato nel tunnel dell'indifferenza, del "va bhè, tanto non ci possiamo fare nulla", è un problema suo e delle Autorità, ma perchè le Autorità non fanno nulla? cosa c'è sotto? sono impegnato in altre cose, a me non toccherà mai perciò non interessa,............................
ma tanto altro ancora, purtroppo vi dico che così non è, a tutti può capitare qualcosa, non importa cosa, perchè oggi tutto è difficile, ogni situazione diventa assurdità irrisolvibile, anche le più semplici.
E' di ieri pomeriggio (tutto il pomeriggio) dedicato con alcuni amici ad una situazione assurda appunto, per chi è coinvolto e l'ambito in cui si verifica, eppure cerchiamo di fare del nostro meglio.
Io dico purtroppo che proprio oggi, alcuni dicono al massimo della libertà e democraticità, tutto è diventato più difficile, non si capisce perchè ma è così. Giornali, tv, personalità tutti i giorni ci bombardano di casi e problemi di ogni genere, riconoscimenti Istituzionali, convegni in pompa magna per fatti il più delle volte anche lontani fisicamente da noi, tranne che poi non ci si accorge del nostro dirimpettaio, magari basterebbe girare di qualche grado la telecamera e mostrare tutto tutto quello che ci è vicino, tanto vicino da non vederlo e accorgecene. Si preferisce far finta di non sapere, sarà la vita frenetica che viviamo? Basterebbe tanto poco, provate oggi quando uscite a guardarvi intorno e vedere quanta tristezza e disperazione si ha intorno, gente che vaga nel nulla, poveri vecchi a rovistare nei cassonetti, gente di ogni età in strada a chiederti qualche centesimo, gente che magari è caduta per un malore, ma nessuno si ferma perchè subito si pensa che sia un drogato o uno dei tanti ubriachi barboni.
Però poi da qualche parte della città in qualche auditorium (civile o religioso) si dibatte della fame del mondo, degli immigrati e tanto ancora) ma solo per mettere a posto la coscienza. E' dallo scorso anno che mi porto nel cuore la scena di una mamma con il figlio a fianco 16enne (penso) su una panchina, piangevano entrambi, erano le 14,00 circa, io assorto nei miei problemi sono passato dritto con la macchina, dopo mi sono chiesto il perchè, forse l'ho capito, tardi, erano extracomunitari, forse non sapevano dove andare a dormire o mangiare, troppo tardi perchè non li ho più rivisti. Questa è oggi la nostra vita civile. Falcone Giovanni

18 novembre 2008

Indagini del Senato su condizioni salute detenuti

Da rassegna stampa di ristretti.it del 17 novembre 2008:
http://www.ristretti.it/commenti/2008/novembre/17novembre.htm#1
Ansa, 17 novembre 2008
Un’indagine conoscitiva per "accertare le attuali condizioni di salute dei detenuti nei penitenziari italiani" e per prospettare "adeguate soluzioni". Questa la proposta che il presidente della commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, ha formulato oggi all’ufficio di presidenza e che è stata accolta all’unanimità dall’ufficio di presidenza della commissione. Berselli, nei giorni scorsi aveva chiesto al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria una relazione sullo stato della sanità nelle carceri italiane. "I dati acquisiti - spiega Berselli - hanno portato alla luce la drammatica situazione igienico-sanitaria in cui versano moltissimi reclusi. E sulla quale ora noi intendiamo far luce". Il senatore del Pdl ha proposto di effettuare quest’indagine conoscitiva, previa intesa con la commissione Sanità di Palazzo Madama.
Quante è grande l'impegno profuso dalla politica Italiana verso la situazione dei detenuti nelle carceri Italiane, nobile atto, in linea con i dettami dei Diritti Umanitari e della Legislatura Nazionale e Internazionale, peccato che lo stesso non fanno per i detenuti Italiani nel mondo, non lo fanno perchè mi si potrebbe rispondere perchè non possono interferire nella Legislazione dei vari Stati, Sovrani, ma che potrebbero e dovrebbero chiedere alle Istituzioni Internazioinali, quale ad esempio l'ONU, UE, e altre se ce ne sono. Però si conviene così, si fa finta di non sapere, ma io continuerò a denunciare questa mancanza, ripeto da parte del Parlamento Nazionale Italiano.
Fermo restando che quello che si fa in Italia è giusto e sinonimo di uno Stato Democratico di cui vado fiero, PERO' CARI POLITICI VI CHIEDO OCCUPATEVI DEI VOSTRI CONCITTADINI PERCHE' SONO COLORO CHE VI HANNO DATO IL VOTO PER POTER SEDERE IN PARLAMENTO.
E' di questa mattina la telefonata di un'amica che è andata a visitare Angelo in carcere, situazione drammatica dal punto di vista sanitario fisico ma ancora più psichico e non se ne esce fuori, mi ha detto delle condizioni di detenione, il non poter comunicare con l'esterno e che se si vuole si può scrivere ogni tanto qualche lettera, ma in inglese perchè così loro possono controllare il contenuto.
A Voi chiedo: perchè continuate a non occuparvi dei vostri figli, padri, fratelli, sorelle etc. etc.?
Non c'è nessuna colpa al mondo tanto grave da poter giustificare il vostro comportamento.
Alla Chiesa poi chiedo di dirmi in quale passo della Bibbia è scritto il vostro comportamento? Mi pare che Gesù abbia detto: "Visitate i carcerati e quanti sono in uno stato di soffernza e bisogno" questo ve lo chiedo da umile peccatore analfabeto e aspetto ancora una risposta, voi che con il vostro comportamento vi dimostrate "DEGLI ESSERI IMMONDI".
Rabbia, ira e frustrazione, ecco cosa sento nel mio animo che sempre più si allontana dalla vita Civile e Religiosa. I miei peccati sono e saranno sempre più i vostri e ne risponderete un giorno al posto mio.
Giovanni Falcone

15 novembre 2008

Alle Falde del KILIMANGIARO

Negli ultimi giorni ero stato contattato da una giornalista del programma Rai 3 "ALLE FALDE DEL KILIMANGIARO": sa signor Falcone, siamo stati contattati da alcune persone che ci hanno segnalato la sua storia, senza impegno, le volevo chiedere se lei eventualmente fosse disposto a venire in trasmissione.
Certo, ho risposto, anche perchè ritengo che la vostra trasmissione per il tema che tratta "viaggi, turismo" sia indicata in qualche modo alla problematica, veda io porto avanti questa battaglia, non solo per mio figlio, come amo sempre e subito puntualizzare con chi mi contatta.
In particolare per quanto vi riguarda ci tengo a voler richiamare l'attenzione di ragazzi e persone che intendono andare in vacanza in certi posti, di stare attenti, di evitare viaggi fai da te, essere sempre informati dove si va ma in particolare avvisare della propria presenza le Autorità competenti, tutto questo per evitare spiacevoli situazioni come quelle in cui è incappato Angelo ma anche tanti altri ragazzi in altre parti del mondo.
Dunque ero stato già abbastanza chiaro fin dall'inizio dei contatti, certo ero conscio, data la trasmissione di andare lì non per lanciare editti o quant'altro. Ho approntato tutta la documentazione richiesta e l'ho inviata via e-mail alla redazione. Passano i giorni, io trepidante, in un certo senso sicuro anche di partecipare incominciavo ad avvisare alcuni amici della possibilità.
Purtroppo ieri la doccia fredda, arriva la telefonata e il mio contatto della redazione, con voce affranta mi comunica che purtroppo gli autori hanno deciso che non se ne farà nulla. Potete immaginare il mio stato d'animo, c'è stato uno scambio di battute da parte mia ferme e decise, la giornalista mi diceva che le dispiaceva, che capiva, ma purtroppo lei non poteva farci nulla. Certo, capisco, è chiaro che a lei nulla imputo, ma di sicuro a chi decide, a tutti quelli che in proprio, non so in base a quale metro di valutazione e sono tanti, io li chiamo i Baroni dell'Informazione, coloro che possono decidere in tutta autonomia, per l'amor di Dio non voglio entrare nel merito, ma a costoro dico e chiedo "AVETE FIGLI? CAPITE TUTTO QUELLO CHE STO FACENDO? VI RENDETE CONTO CHE VOI CHIUDETE UNA OPPORTUNITA' DI FARE CHIAREZZA ? NEGATE LA POSSIBILITA' A PERSONE CHE STANNO SOPPORTANDO CON DUREZZA UNA SITUAZIONE CHE PER TANTI NON E' STATA VOLUTA O CERCATA, MA SOLO IMPUTATA CON COSTRIZIONE? TUTTI PRONTI A ERGERSI A GIUDICI SUPREMI.
Ed ecco ancora l'attualità della mia denuncia fatta nei modo previsti dalla Legge al Garante delle Comunicazioni e al Presidente Vigilanza RAI in data 19 ottobre 2007, ad oggi nessuna risposta, questo è oltre ad una mancanza in termini umani gravissima, una mancanza penale, "OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO e forse ABUSO D'AUTORITA'.
Cara signora Ornella, ti prego voler contattare le tue amiche, che hanno scritto alla redazione del programma chiedendo di occuparsi del caso dei 3000 dimenticati, farLe avere il mio Grazie per quanto, anche a te e famiglia. A tutti dico di meditare, rendetevi conto in che situazione noi siamo costretti a vivere, dimenticati sempre più, non interessa a nessuno di noi povera gente, carne da macello, noi siamo solo esseri sacrificali sull'altare dei loro sporchi interessi e malaffari, una volta dicevo, "verrà il giorno del giudizio" oggi non credo più neanche a quello, dato che anche i nostri cari prelati sono se non alla stregua, peggio di costoro, tutta gente che ha fatto del loro Ministero un mercimonio, posso solo dire con forza BASTARDI. Giovanni Falcone

13 novembre 2008

Il Console Generale dell'India a Parma







FESTA DELL’INDIA A PARMA PER LA MENSA DI PADRE LINO
L’iniziativa organizzata dall’Associazione Silentia Lunae rientra nel Festival dei Diritti Umani

All’interno della nona edizione del Festival dei Diritti Umani, l’Associazione Silentia Lunae con Provincia di Parma, in collaborazione con l’Associazione Cibo per Tutti – Kuminda e il Circolo Culturale Il Borgo, presentano due iniziative con il Console Indiano Chakravarti all’interno della “Festa dell’India”.

INCONTRO CON IL CONSOLE
Giovedì 13 novembre alle ore 16:30, presso il Convento della SS. Annunziata di Parma, il Console Generale Indiano Chakravarti, insieme a rappresentanti delle autorità, proporrà alla cittadinanza una riflessione non solo sulla cultura, ma sul diritto alla pace e sul diritto al cibo. L’India, un paese oggi ricco, che esporta tecnologia, è storicamente stata una nazione povera ed in lotta con l’emergenza cibo. Ma nel contesto odierno la configurazione di Nord e Sud del mondo non coincide più strettamente con confini geografici, e dunque ci troviamo ad affrontare emergenze cibo anche a Parma, dove la Mensa di Padre Lino è un luogo importante, capace di fornire un pasto giornaliero a più di cento persone in città.
Il tema dell’accoglienza tra due culture, fondamentale nel dialogo internazionale, vuol essere anche un abbraccio ideale tra i francescani e la comunità indiana, nello spirito di pace che animava sia Francesco d’Assisi che Ghandi.

CONCERTO DI MUSICA INDIANA
Giovedì 20 novembre alle ore 20:30 nella Chiesa della SS. Annunziata avrà luogo il concerto di musica classica indiana di Sanjay Subramanian. L’occasione di questa visita è data da un programma di scambio culturale con l'India, che prevede la presenza in Italia di musicisti vincitori di premi ed onorificenze di alto livello.
Anche in questo caso l’ingresso è libero e si raccoglieranno fondi per la Mensa di Padre Lino.
Saranno presenti Padre Vittorio Schiavetta, Guardiano e Padre Secondo Bollati, responsabile della mensa di Padre Lino.

Queste iniziative, nata dalla disponibilità e dalla richiesta del Console Indiano, vogliono rappresentare una voce positiva, un segno di ripresa per ricordarci a vicenda che la grandezza di una città e della sua gente si intuisce anche dalla capacità di accogliere l’altro – in questo caso una grande cultura estera che ha storicamente dato tanto all’umanità.

Il vero fulcro del messaggio e la sua forza sono proprio l’accoglienza reciproca di due grandi culture, due grandi religioni, due grandi realtà che, nel segno del rispetto reciproco, si incontrano e dialogano. Non solo, ma proprio dall’India, paese storicamente in lotta con il problema della fame, parte l’occasione di sostenere un progetto in aiuto della realtà locale che incontra nuove povertà ed il problema del cibo. E’proprio l’India che proponendo lo scambio culturale rende possibile la beneficenza. Allo stesso tempo, è grazie all’accoglienza francescana che possiamo conoscere un tesoro culturale di musica classica orientale, accogliendo la tradizione di un grande popolo proprio in un momento in cui questi gesti di rispetto reciproco assumono un significato anche simbolico ed esemplare fra le comunità.

Anche verso gli immigrati indiani in Italia, questo momento insieme vuol essere una speranza di comprensione, dove i recenti fatti di cronaca hanno preoccupato la comunità internazionale, spingendo le alte personalità religiose ad esprimere un appello alla pace.

Mensa di Padre Lino
La serata sarà dunque anche una importante occasione di sostenere con la beneficenza il lavoro della Mensa di Padre Lino, che sin dalla sua fondazione ad opera di Padre Onorio negli anni ’50 provvede un importante servizio sul territorio, fornendo il pasto giornaliero a circa un centinaio di ospiti.

Il Venerabile Padre Lino Maupas negli anni venti si era fatto portavoce dell’accoglienza agli ultimi, ai poveri, e soprattutto ai carcerati e a coloro che venivano in qualche modo emarginati e discriminati: nel segno di questa figura storica amatissima a Parma, i francescani hanno continuato a svolgere un’opera intensa in questo senso, facendosi portavoce dell’accoglienza, del dialogo, e rimanendo sempre in prima linea nel contesto sociale, anche grazie alla presenza e all’operato dell’Ordine Francescano Secolare, che sostiene con l’opera di numerosi volontari la Mensa.

Per informazioni
Associazione Silentia Lunae
Via Pellizzari 4
43100, Parma
Tel. 349 833 3689
www.silentialunae.com

Provincia di Parma
Assessorato alle Politiche Sociali
P.le Barezzi 3
43100 Parma
Te. 0521.931308
www.festivaldirittiumani.it

considerazioni? non so, forse che la lingua batte dove il dente duole?

E' di questi giorni la brutta storia del caso di Parma, vigili che picchiano e mandano in ospedale un cittadini extracomunitario, la Magistratura pare abbia scoperto qualcosa di allucinante, a Roma processo signora Reggiani, il cittadino rumeno bello grasso e ben curato come si vedeva nei collegamenti TG tra l'interprete e l'avvocato, pagati dallo Stato Italiano che garantisce il gratuito patricinio anche agli stranieri e Tutti i Diritti Civili e Umanitari, è di pochi giorni la condanna del cittadino albanese che a Fiorenzuola ubriaco ha falciato e uccisio 4 ragazzi, a Pescara l'anno scorso, un cittadino serbo ubriaco ha falciato e ucciso 4 ragazzi e dopo pochi giorni fuori dal carcere fotografato da un giornalista sul balcone di un albergo al mare (pagato penso dallo Stato Italiano come per i meno abbietti) a prendere la tintarella. Ma tantissimi sono altri casi simili in Italia, per l'amor di Dio capisco e sono contento che la Legge e i Diritti Civili e Umanitari in Italia vengano attuati, ma dico solo che lo Stato Italia debba fare altrettanto verso i propri cittadini, come un padre per i figli, detenuti nel mondo, 3000 persone che prima o poi peseranno sulle casse dello Stato per assistenza sociale e sanitaria. E' chiaro che queste persone quando liberi e aver subito tutto quello che hanno subito saranno distrutti nel fisico e nella psiche.
Angelo ha presentato una denuncia all'Ambasciata d'Italia a Delhi dove riportava fatti diversi da quelli denunciati dalla polizia, non gli è stato dato l'interprete e l'avvocato come previsto dalla Convenzione di New York 1984 ma anche altre Leggi Internazionali ed Europee, è stato costretto con modi coercitivi a firmare una dichiarazione di colpa in lingua Indi.
Lo Stato Italia non garantisce il gratuito patrocinio agli Italiani detenuti all'estero come fa con i dilinquenti extracomunitari in Italia, assassini stupratori etc. etc. (non parlo delle persone per bene in Italia per lavorare e comportarsi onestamente). E' questa la mia battaglia, la battaglia che dovrebbe fare sua lo Stato Italia per i propri cittadini come un padre fa col figlio, salvaguardare l'onore di entrambi ed essere fiero di chi viene poi riconosciuto innocente e pretendere i Diritti previsti dalle Leggi, ma al tempo stesso essere inflessibile e duro verso chi viene riconosciuto colpevole.
Altra nota dolente è l'ONU che oggi ha declinato l'invito alla manifestazione di Parma, sempre pronta ad accusare l'Italia per violazioni Diritti Umani, tantissi controlli e ispezioni, giusto, ma in quegli Stati nulla fanno perchè? noi possiamo solo immaginarlo, si si fermano al primo rifiuto perchè nulla hanno a pretendere, da noi invece.........
Cari Signori Governanti è giusto tutto ciò? perchè neanche la stampa non se occupa? il 17 ottobre 2007 ho fatto regolare denuncia come previsto al Garante delle Comunicaziioni, al Presidente vigilanza RAI, al Direttore Generale RAI, al C.d.A. RAI,, ad oggi nessuna risposta, omissione atti d'ufficio per i primi due chiaro? Falcone

11 novembre 2008

A Max




Grazie Max, grazie per tutto quello che fai e scrivi per far conoscere queste storie assurde ma purtroppo reali. Roba non credere, sono andato sul tuo blog che ho provveduto a linkare e invito tutti a leggerti, specie i ben pensanti e dotti in cattedra, coloro che sanno tutto di queste triste storie, ma preferiscono far finta di niente, tanto per stare a posto con la coscienza.
E i diritti dei cittadini? quelli non interessa nessuno.
E sì che sono in tanti a girare il mondo in missione, tutto a sbafo, incontri ufficiali, giornate di incontri blasonati e serate di gala, ma mai nessuno che si sia degnato di andare nelle favelas di Bahia o in qualsiasi altra parte dell'America Latina o del Nord, ma dovunque ci sia un cittadino Italiano. Che dire poi di quel popolo di desaparecidos "gli appestati" come li ho battezzati, per quelli poi ancora peggio, non solo dimenticanza ma anche disprezzo.
La domenica e feste comandate poi tutti in Chiesa a fare gara per mettersi in mostra con i loro sommi sascerdoti come tanti Farisei, ma verrà il giorno del Giudizio.
Cosa darei per essere ancora con delle persone come sopra nelle foto, gente magnifica, stupenda e cosa rara umana che pur non avendo nulla o poco, quel poco lo divideva o se ne privava. Meditate. Falcone Giovanni


Da "IL LEGNO STORTO" quotidiano

Di seguito vi riporto il Link di un articolo di Max Bono, sempro attento come pochi ai problemi reali degli Italiani all'estero. I suoi articoli sono molto toccanti, a volte tutti pensiamo agli Italiani all'estero come persone agiate senza problemi e invece questa è la triste realtà. Pensare che in Italia si sprecano miliardi per cose assurde, è dell'altra settimana che un TG riportava alcuni dati riguardanti soldi dati a Enti e Associazioni ad esempio per gli asini toscani, per la studi sull'emancipazione dei cani, addirittura corsi universitari, e poi ci sono esseri umani che non riescono neanche a curarsi. Toccante le parole di Maria: "“Ma e l’Italia non ti aiuta?” chiedo io. E lei con voce flebile mi risponde: “Non c’è interesse e non è giusto che un governo dimentichi i suoi figli”. Maria si mantiene perché la sorella riceve una pensione maggiore che le permette di pagare le spese mediche di Maria. Ma perché non ti sei naturalizzata brasiliana per godere dei benefici sociali legati a ciò?” le chiedo. “Il Brasile è un paese molto accogliente ma la terra mia (l’Italia) è la terra mia”, mi risponde. “L’Italia non si può dimenticare anche se lei si dimentica di te” continua Maria.
Martedì 11 Novembre 2008
Italiani indigenti di Bahia
Scritto da Max Bono
domenica 09 novembre 2008

Una vecchia foto di Rua Chile, BahiaIl mio lavoro a volte è ingrato. Mi porta a raccontare storie, come quella di oggi, che non possono non lasciare indifferente anche un cronista navigato come il sottoscritto. Un misto di rabbia, rassegnazione ed indignazione si mescolano in un turbinio di emozioni che colpiscono chi legge e chi scrive. Ma andiamo con ordine. Largo 2 di luglio, centro storico di Salvador di Bahia, Brasile. Quartiere decaduto del centro storico di Salvador alle spalle della Rua Chile, un tempo una via chic della città. In questa piazza il rumore assordante di uno spettacolo di quarta categoria di questo venerdì sera domina la scena nelle lunghe penombre della sera. In un palazzaccio di classe medio-bassa chiedo alla reception di incontrare Annina de Gregorio, una emigrata italiana di lungo corso. Sembra di stare a Napoli. Il portiere chiama la signora che accosente all’intervista. Salgo le scale al primo piano di questo palazzo antico ed una anziana signora mi attende alla porta dell’appartamento del secondo piano. Comincio a parlare con la signora di come è venuta in Brasile. Mi colpiscono le sue gambe. Il diabete le ha rese di un rosso violaceo. Ha alcune fasce attorno ad una gamba. Forse per fermare il dolore. Il dito del piede è completamente fasciato ed è stato operato.Nel mezzo della conversazione si sente una voce flebile che viene dall’altra stanza. “Chi è?” chiede. “E’ un ricercatore italiano, Maria non ti preoccupare”, risponde Annina. “Vieni qui parlami di lui”, dice la voce, ed Annina sparisce nella penombra della stanza. Poi torna e mi chiede di accompagnarla. Nell’altra stanza una signora molto anziana mi attende.Sdraiata completamente nel letto, molto debole, malata, con due cuscini sotto il capo fa fatica a parlare. Mi chiede cosa sto facendo. Le spiego che sto investigando gli emigrati italiani di Bahia, in particolare gli indigenti. Lei mi sorride e mi chiede di ascoltarla. E cosi, su una poltrona a fianco al suo capezzale, con l’aiuto della sorella mi racconta una storia di dolore e di sofferenza, che dovrebbe essere letta da tutti gli italiani, specialmente da quelli che pensano che gli emigrati italiani che chiedono soldi al governo italiano sono approfittatori che vogliono solo denaro.Nel 1957 l’Italia del dopoguerra aveva lasciato una situazione durissima che costrinse all’emigrazione intere famiglie, specie del Centro-Sud. Annina e Maria de Gregorio lasciarono Bolognano, in provincia di Pescara, per arrivare a Salvador de Bahia, per raggiungere i propri familiari. Inutile dire che l’adattamento delle due donne all’inizio non fu facile. Mentre Annetta cominciò a lavorare come sarta, Maria ebbe una formazione di insegnante e cominciò a lavorare nella Dante Alighieri, la scuola di italiano di Salvador. Tuttavia le cose peggiorarono perché il fratello morì e Maria fu costretta a lasciare la scuola per assistere i genitori nel lavoro dei campi all’interno nello stato di Bahia. Lavoro durissimo nelle piantagioni di famiglia, che rendeva poco ma era estremamente pesante. Questo lavoro cominciò a minare la salute di Maria. E nei decenni la salute continuò a peggiorare. I genitori morirono e della grande famiglia rimasero solo alcuni nipoti. Dopo tanto tempo le due donne decisero di vivere insieme a Salvador, nella capitale. Un povero appartamento con un tinello, bagno e stanza da letto accolse le due donne che furono costrette a sacrifici notevoli.Ma il finale di questa storia è certamente impressionante. Maria si è gravemente ammalata ed è stata ricoverata per quasi un mese ad un ospedale di Salvador. Dopo essere stata dimessa giace nel suo letto e non si può muovere. A 82 anni ciò è pienamente possibile mi dirai mio caro lettore, anche in Italia. Ed invece no. Perché Maria riceve la pensione minima di 420 reais (153 euro) al mese. “Con questi soldi se mangio non bevo, se bevo non mangio. Inutile poi parlare delle medicine”. Il problema maggiore è la visita del medico a domicilio. Nelle condizioni in cui Maria si trova, chiaramente non può muoversi. Tuttavia il costo di una visita a domicilio è assolutamente proibitiva: 300 reais. In altre parole se Maria sta male chiama il medico e finiscono i soldi del mese. Se non lo chiama può morire.“Ma e l’Italia non ti aiuta?” chiedo io. E lei con voce flebile mi risponde: “Non c’è interesse e non è giusto che un governo dimentichi i suoi figli”. Maria si mantiene perché la sorella riceve una pensione maggiore che le permette di pagare le spese mediche di Maria. Ma perché non ti sei naturalizzata brasiliana per godere dei benefici sociali legati a ciò?” le chiedo. “Il Brasile è un paese molto accogliente ma la terra mia (l’Italia) è la terra mia”, mi risponde. “L’Italia non si può dimenticare anche se lei si dimentica di te” continua Maria. E la conversazione scivola via in questa calda notte di novembre a Salvador di Bahia nello sfondo della musica assordante del concerto di quart’ordine.E’ giunto il tempo dei saluti. Annina mi chiede se può avere benefici dall’Italia legati al diabete ed al diritto ad un accompagnante. Non so, rispondo, bisogna verificare.Mi avvicino al capezzale di Maria. E lei con una voce fioca mi dice: “Ti ringrazio tantissimo per avermi ascoltato e sei può fare qualcosa per me, per l’amor di Dio, fallo”. Ed io, con difficoltà per trattenere le lacrime davanti a questa donna in fin di vita, rispondo: “Se posso, lo faccio”. E spero davvero che questo articolo lo faccia.

6 novembre 2008

Riflessioni

Sotto due articoli significativi di quanto, da tempo, con altri miei articoli sostengo e cioè che l'ONU dovrebbe farsi carico di controlli come sta facendo adesso in Italia, ma allargarli maggiormente ad altre realtà ben più conosciute. Certo in Italia come altri paesi occidentali tutto è più facile, altrove magari ci si imbatte in situazioni di negazioni e ostruzionismo ai quali il più delle volte diventa se non impossibile (perchè quando si ha la convinzione del giusto nulla è impossibile) ma difficoltoso riuscire ad effettuare i controlli, specie in paesi emergenti economicamente che in paesi dove la determinazione di quei governati alla ingerenza (che da parte dell'ONU non dovrebbe esistere) fa si che praticamente non si riesce ad effettuare i controlli. Tutto questo viene portato in aula presso il Consiglio dell'ONU? è mai stato votata una mozione contro atteggiamenti del genere verso qual si voglia Stato?
Così i cittadini occidentali vengono a trovarsi in una situazione di disparità di trattamento nei confronti di coloro cittadini di altre nazionalità, detenuti nelle carceri occidentali, situazione di degrado, situazione igienica disastrosa, Diritti Umani e Convenzioni Internazionali violati palesemente, le cose più semplici come i contatti telefonici con i familiari lontani, che sono l'unico legame alla famiglia e alla cultura di appartenza negato.
Ultimamente, in un documento dell'ONU leggevo che gli Stati detentori dovrebbero favorire là dove possibile la detenzione in gruppi omogenei di detenuti dello stesso Stato proprio per favorire la non perdita culturale, religiosa del proprio stato di appartenza.
Tutto ASSURDO E INGIUSTO, eppure tutti tacciono, nessuno dei Politici da me interessati al problema degli Italiani detenuti all'estero si sono mai espressi im modo chiaro e inequivocabile sul problema. Chiedo da mesi una discussione pacata in ogni sede possibile, trasmissioni televisive, che si occupano di tutto tranne di questo, ma anche un'audizione presso la Commissione Esteri e Giustizia, NULLA.
Tutti dicono apertamente o sottovoce: perchè sono andati lì? potevano starsene a casa? qualcosa avranno fatto? dimendicando l'art. 27 della Costituzione e continuando a parlarci di globalizzazione di un mondo nuovo aperto a tutti e tutto, aprirci a questa nuava vita, vivere la molteplicità multietnica e culturale come un dato di fatto a ssodato. Si fanno per questo Convegni, Assise, Dibattiti, invitando personalità anche di quegli Stati, ma mai e dico mai nessuno ha il coraggio di affrontare il, problema . Le nostre sono ingerenze quello degli altri no.
Spero che, chi ha il potere lo eserciti al più presto, con scienza e coscienza, quando a soffrire sono degli esseri umani è drammatico e nessuno può far finta di niente, spero anche di arrivare al giorno di poter anch'io e mio figlio dire come (Paulo Coelho):
"Non mi pento dei momenti in cui ho sofferto; porto su di me le cicatricicome se fossero medaglie, so che la libertà ha un prezzo alto, alto quanto quellodella schiavitù. L’unica differenza è che si paga con piacere, e con un sorriso…anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime"
Giovanni Falcone

Onu: delegazione detenzioni arbitrarie, in Italia incontra il Csm

Da Ristretti.it rassegna stampa del 5 novembre 2008
http://www.ristretti.it/commenti/2008/novembre/5novembre.htm#20


Ansa, 5 novembre 2008

Delegazione delle Nazioni Unite in Italia per raccogliere informazioni sul fenomeno delle detenzioni arbitrarie. Il gruppo di lavoro, in questi giorni in visita nel nostro paese, è stato oggi ricevuto dal Consiglio Superiore della Magistratura, dove ha incontrato anche il vicepresidente Nicola Mancino. "La delegazione - riferisce una nota del Csm - ha acquisito informazioni sul sistema ordinamentale italiano, e in particolare sul trattamento e la condizione dei detenuti".

Macedonia: Consiglio d'Europa; condizioni carceri inaccettabili

Da Ristretti.it rassegna stampa del 5 novembre 2008
http://www.ristretti.it/commenti/2008/novembre/5novembre.htm#20


Ansa, 5 novembre 2008

"Inaccettabili": così il Comitato per la prevenzione della tortura (Cpt), organismo del Consiglio d’Europa che monitora la situazione nei luoghi di detenzione negli Stati membri, definisce, nel rapporto pubblicato oggi, le condizioni di vita dei detenuti in Macedonia. Nel rapporto si sottolinea come "le condizioni dei detenuti siano peggiorate in questi ultimi due anni". E si evidenzia che la situazione igienica è disastrosa, le strutture sono insicure e i detenuti, anche minori e bambini, passano le giornate in celle umide, soffocanti e sovraffollate, senza poter svolgere alcuna attività. Non mancano poi le denunce di maltrattamenti.
Secondo il Cpt, le autorità macedoni si sono sinora mostrate "indifferenti": non hanno dato seguito alle raccomandazioni del Comitato e spesso hanno fornito informazioni "non corrispondenti alla realtà". Il Cpt chiede a Skopje di intervenire con urgenza per sanare la situazione attuale, elaborando al contempo un piano d’azione per accelerare le necessarie riforme nel settore carcerario.

1 novembre 2008

Approvato dal Senato mozione bipartisan sulle persecuzioni delle comunità Cristiane nel mondo

http://baghdadhope.blogspot.com/2008/10/approvata-dal-senato-mozione-bipartisan.html

India, al via la Festa Italiana 2008

http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=13_147807
Si tratta di un tour di promozione dell'offerta italiana che si sposterà per le principali città dell'India
30.10.2008 20:10:14
Mumbay - In tour per le principali città dell'India con la Festa Italiana 2008, evento promosso dalla Indo-Italian Chamber of Commerce & Industry giunto quest'anno alla sua settima edizione, in programma dal 4 novembre all'11 dicembre.
Così come nel 2006 e nel 2007, l'evento verrà organizzato congiuntamente dalle agenzie di promozione italiana presenti in India (Camera di commercio indo-italiana, Ice, Enit, Istituto Italiano di Cultura) con il patrocinio dell'Ambasciata italiana e dei Consolati italiani in India.
Come ogni anno, questa iniziativa si pone l'obiettivo di presentare l'Italia come partner per stringere rapporti d'affari e come meta turistica di lusso, che sa abbinare l'alta qualità dei suoi prodotti alimentari alla ricchezza storica del suo territorio.
Le varie attività previste dal tour di Festa Italiana - che toccherà le città di Bombay, Delhi, Calcutta, Chennai e Bangalore - comprendono l'allestimento di una Vetrina Italiana: un'esposizione dei migliori marchi italiani in un ambiente "Italian style"; un premio dedicato alle eccellenze dell'impresa: una giuria assegnerà un premio alle aziende più virtuose, che abbiano contribuito in modo significativo alle relazioni industriali e commerciali tra i due Paesi.
In agenda Seminari e Tavole Rotonde su settori di attualità per lo sviluppo industriale indiano, come la logistica, auto, infrastrutture e costruzioni, moda, eco-tecnologie, interior design.
Per concludere, la Festa tour per le città dell'India proporrà anche approfondimenti sullo studio della lingua italiana, con l'Italian Language Day: una celebrazione della lingua, del cibo e della cultura italiana seguita da una discussione sulla comunicazione interculturale.
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