22 ottobre 2008

Romania: italiano condannato a due anni con processo-lampo

di Alessandra Mura
La Nuova Ferrara, 17 ottobre 2008

Una mobilitazione per Erik Benetti. All’indomani della condanna del 34enne copparese a due anni di reclusione emessa dal Tribunale rumeno di Vaslui, la famiglia e gli amici del giovane si stanno impegnando per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla vicenda.
Erik, arrestato il 29 aprile con l’accusa di sfruttamento della prostituzione e tratta delle persone, è stato condannato dopo sole due udienze. I genitori di Erik, attraverso il consigliere comunale del Pd Nicola Santolini, stanno prendendo contatto con l’associazione "Vivere Liberi" (www.viveriliberionlus.blogspot.com) fondata da Giovanni Falcone, papà di Angelo, un giovane residente a Piacenza condannato a dieci anni di reclusione in India per detenzione di stupefacenti.
Da allora Falcone si batte, spiega lui stesso, per affrontare "un problema sociale nazionale, quello dei detenuti italiani all’estero, là dove non vengono rispettati diritti umani fondamentali. Perché lo stato italiano deve garantire questi diritti per i suoi cittadini all’estero, al pari dei detenuti stranieri nelle nostre carceri".
Falcone ha anche aperto un blog (giovannifalcone.blogspot.com) che sta diventando un luogo di "controinformazione" su un’emergenza che non trova sempre spazio tra i media. "Anche a livello locale ci stiamo muovendo - interviene il consigliere Santolini - e stiamo pensando a iniziative a sostegno della famiglia di Erik".
Le motivazioni della sentenza saranno depositate a giorni, e dovranno chiarire perché Erik, che si è sempre proclamato innocente - è stato condannato a due anni di detenzione: oltre cinque mesi li ha già trascorsi in parte in cella e in parte ai domiciliari in un istituto religioso, dove si trova tutt’ora. Ma se e quando la sentenza diventerà esecutiva, per lui si apriranno le porte del carcere.
Il suo avvocato, Ion Molos, ha già presentato appello, ma nel frattempo la famiglia di Erik ha deciso di accendere il più possibile i riflettori sull’odissea del figlio, e coinvolgere le istituzioni. Già i consiglieri regionali Montanari e Tagliani avevano presentato un’interpellanza, e ora la famiglia busserà anche alla porta del Parlamento, dove in Senato siede il sindaco di Copparo Maria Teresa Bertuzzi.
Anche perché quella di Erik, al di là del pronunciamento giudiziario dopo un processo-lampo, resta una vicenda oscura. Il giovane e l’ex fidanzata rumena sono stati condannati (lei a 3 anni) in base alle sole dichiarazioni di due donne rumene per presunti reati commessi in Italia: secondo le accusatrici, Erik le avrebbe accompagnate a prostituirsi, controllandole poi a distanza.
Dichiarazioni sulle quali non è stata fatta alcuna concreta verifica. "Dovremo leggere le motivazioni della sentenza", afferma l’avvocato Anselmo, che insieme ad Alessandra Pisa ha rappresentato in questi mesi la famiglia Benetti. Ina famiglia che non si arrende e sta lottando per rendere giustizia a Erik.

4 commenti:

nicola ha detto...

Per Eric, per la sua famiglia, per noi tutti, continua questa situazione di incertezza. Non sappiamo quando questa sentenza di condanna verrà eseguita ma soprattutto, non sappiamo quando verrà resa nota nelle sue motivazioni. Probabilmente se ne riparlerà a gennaio e questo la dice lunga sul tipo giustizia con cui Eric ha dovuto misurarsi.
In appena otto mesi, è stato arrestato, indagato, rinviato a giudizio, processato e condannato.
Ma in questo caso, la velocità non è stato un requisito di efficienza della macchina giudiziaria. Non si è trattato di un processo veloce, ma di un giudizio sommario, che è un’altra cosa. C’è stata da parte delle autorità giudiziarie rumene un’interpretazione tutta "casalinga" della legislazione comunitaria in tema di “giusto processo” che dovrebbe invece essere osservata innanzitutto dagli Stati membri. E poi, quando si è trattato di dover decidere, si è fatto volentieri a meno delle “prove”, accontentandosi neppure di indizi di colpevolezza, ma di semplici sospetti.

Nella tragicità del momento, la fortuna per Eric di aver conosciuto padre Pierangelo e di aver trovato nel seminario Don Orione di Iashi un rifugio e degli amici. Padre Pierangelo è una di quelle persone, che in quei Paesi meno fortunati fanno del bene, con poco, con sempre meno risorse, ma con tanto amore per il prossimo e la grande fede di cui sono portati. E in quelle zone della Romania dove si trova Eric, per quelle persone e sono tante, che hanno bisogno, non solo in termini materiali, ma anche di assistenza morale e spirituale, persone come lui sono una risorsa preziosa. Questo è stato ed è per Eric e la sua famiglia, padre Pierangelo.
Un grazie anche a lui.

Anonimo ha detto...

imparato molto

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e