14 ottobre 2008

Prima TV "Ovunque tu sia"

Domenica 19 ottobre, ore 21,30 su RAI 1 sarà trasmesso il film "Ovunque tu sia" che tratta della storia di un ragazzo detenuto in Thaillandia per droga, la madre saputo della triste situazione del figlio si precipita i sul posto per aiutare il figlio.
Spero che questo possa far capire a chi di dovere ma anche alla gente comune quale è il dramma che si vive in queste situazioni. Giovanni Falcone

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Si caro Giovanni, ieri sera anche io ho visto in tv che pubblicizzavano la messa in onda di questo film e subito mi è venuto in mente Lei. Ho avuto anch'io lo stesso suo pensiero, purtroppo chi non ci è passato, non può capire fino in fondo, Lei lo sta vivendo come padre e io invece l'ho vissuto come moglie.
Un abbraccio forte

Giovanni Falcone ha detto...

se vuole può conttarmi 3384005065 anche per scambiarci impressioni e quanto lei ha vissuto chissà potrebbe anche essermi di aiuto. Grazie Falcone Giovanni

Anonimo ha detto...

ciao Giovanni....
ogni giorno apro il tuo blog e spero sempre di trovare buone notizie, la tua forza è incredibile, ti ammiro.
Avrei voluto avere io un padre come te ma purtroppo così non è stato...(anche se è normale quello che fai,per un figlio questo e altro)
Spero con tutto il cuore che Angelo torni a casa al piu' presto e che tutto questo possa essere solo un brutto ricordo....un bacione alison

Anonimo ha detto...

Carissimo Giovanni Falcone, quando leggo la sua storia non posso far altro che pensare che ancora una volta la cattiveria e l'avidità dell'uomo hanno colpito ancora.
Già proprio così, ancora una volta un ragazzo si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato ed ecco che in un attimo la sua vita cambia per sempre. Solo chi ha provato in prima persona ad essere un parente stretto di chi ingiustamente viene arrestato in un paese straniero sa cosa vuol dire.
Mio marito qualche tempo fa si trovava in viaggio per lavoro ed è stato arrestato per una piccolissima quantità di hashish, così almeno dicono i polizziotti che lo hanno fermato perchè ancora adesso non si sa esattamente quanta fosse questa quantità, mio marito che neanche fuma le sigarette normali ha sempre dichiarato di aver sentito i polizziotti dire dopo averlo preso che loro erano apposto perchè con lui si erano fatti la giornata, si avete proprio letto bene, i polizziotti, per ogni persona fermata prendevano del denaro. Naturalmente fra loro hanno parlato nella loro lingua e non in inglese, peccato però che mio marito parla e scrive (sermpre grazie al suo lavoro) 8 lingue e fra queste anche quella che parlavano quei maledetti polizziotti.
Io purtroppo conosco esattamente la confusione, la paura e l'incredulità che ha provato quando gli è stata comunicata la notizia dell'arresto di suo figlio, conosco bene la paura e allo stesso tempo la speranza che ha provato quando si è messo in contatto con la Farnesina e l'Ambasciata subito dopo aver appreso la notizia e purtroppo conosco anche anche la rabbia, il senso forte di impotenza e la grande delusione che si prova quando queste persone che ti dovrebbero aiutare invece si negano al telefono perchè sono stufe di sentirti, oppure cercano di rassicurarti sulla salute del tuo caro senza nemmeno sapere in realtà di cosa stanno parlando perchè non sono ancora, dopo diversi mesi, andati a trovarlo e i motivi sono sempre gli stessi, mancanza di personale o altro di più urgente da fare, in fondo mica ci sei solo tu ti rispondono. Tutte persone all'apparenza molto gentili ma con le loro parole sottili sanno farti sentire un peso per loro, una rottura di scatole che meglio, se si può, evitare.
E tu che fai, dopo aver speso un sacco di soldi in telefonate "inutili" ti chiudi ancora di più nel tuo dolore e ti senti ancora più sola, abbandonata completamente a te stessa e ai tuoi problemi, e sì perchè purtroppo qui in Italia funziona così, io mi sono sentita dire dalle persone che avrebbero potuto fare qualcosa, se solo avessero voluto, che tutte le persone (e sono circa 3000) che si trovavo nelle carceri straniere sono solo una vergogna per lo stato Italiano e che loro non potevano in alcun modo intervenire in nostro favore.
Caro Giovanni, spero solo con tutto il cuore che le persone che contano e che davvero possono fare qualcosa si mettano la mano sul cuore e sulla coscienza e che si decidano veramente a fare qualcosa, perchè solo così le cose possono cambiare, non è giusto che delle persone oneste che si recano in paesi stranieri per lavoro, per turismo o un per qualsiasi altro motivo, vengano umiliate e torturate sia fisicamente che mentalmente solo perchè hanno incontrato sul loro cammino degli esseri spregevoli e corrotti.
Questa è la mia testimonianza e spero che unita alla Sua faccia capire a chi ancora non lo avesse capito che purtroppo tutto questo succede nel mondo, e che quando il signor Giovanni grida l'innocenza del figlio io non posso far altro che credergli.
Prima che succedesse a me, o meglio a mio marito, io neanche immaginavo che tutto questo potesse accadere, adesso so e dico agli altri attenti perchè il prossimo potresti essere tu.
Giovanni, la abbraccio forte e le auguro con tutto il cuore che suo figlio Angelo possa tornare presto a casa