8 ottobre 2008

Commento non pubblicato dal sig. Nello sul suo blog

Ed ecco di seguito pubblico un mio commento inviato il 6 corrente al sig. Nello sul suo blog all'art. "25 Settembre, 2008...2:24 pm
Di turisti alla ricerca di emozioni e carcerati italiani all’estero"
vedo che oltre che moralizzatore, educatore adesso è diventato anche CENSORE non pubblicando il mio commento e non dando seguito e chiarimento ai fatti. Io sul mio blog mai mi sono sognato di censurare nessuno. A chi legge dico scusate gli orrori di ortografia nel commento che peraltro non ho voluto correggere riportando con esattezza quanto da me scritto, questo per non far sedere ulteriormente in cattedra chiunque, tanto poi penso di essere scusabile dato il mio essere analfabeta non istruito.
Egregio signor Nello, posso capire la spam, Le ho scritto due commenti, uno subito il 2 a sera quando per caso ho trovato il suo post e l'altro ieri sera perchè nel frattempo ero fuori paese sempre e solo per la storia di mio figlio. Al contrario di quanto dice lei io sto facendo tutto quello che riesco ed entra nelle mie possibilità, anche a me sarebbe piaciuto venire in India, ma dato la mia situazione economica non mi è possibile e in Ambasciata ne sono perfettamente a conoscenza, da subito e nè può avere conferna da tutte le funzionarie sia consolare che commerciale, del mio tentativo di trovare in himachal pradesch di una qualsivoglia ONG, dato i miei trascorsi di volontariato all'estero, ma come sa meglio di me in quello stato sono assenti. L'amore di un padre non può essere cosa giudicabile da nessuno quando non se ne conoscono i dettagli di determinate condizioni che ne determinano il comportamento che a volte purtroppo ai più possono sembrare negativi. Sarebbe bastato chiedere prima. Ma a parte questo io del suo post non ho accettato la terminologia usata definendo delle persone drogati, fatti, strafatti, straccioni etc. purtroppo non tutti abbiamo la fortuna di nascere figli di papà o avere la fortuna di diventarlo nel corso della vita, non per questo bisogna rinchiudersi e non girare il mondo. Intanto io ho sempre dichiarato nel mio blog che in base ai documenti in mio possesso posso dire con certezza che Angelo è innocente o meglio è stato incastrato o ancora che si sia trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Che le indagini dovrebbero essere condotte da polizia imparziale e giudicati in seguito a un giusto ed equo processo. Lei sa benissimo che quegli avvocati da Lei conosciuti l'anno scorso hanno chiesto una somma di 65.000€ più le spese, somma per me irragiungibile e vi ho dovuto rinunciare, anche volendo indebitarmi come da lei asserito non avrei trovato una banca, perchè non potevo dare garanzie, adesso e prima che Lei fosse contattato dall'amico comune (ed io neanche sapevo che avrebbe contattato Lei) quegli stessi avvocati mi avevano fatto altro preventivo ed io avevo fatta e-mail all'Ambasciata accettando e dandone a loro il mandato ma che successivamente per sopraggiunti ulteriori problemi riscontrabili in Ambasciata è saltato tutto. Solo in seguito ho saputo del suo interessamento da parte di A. che tra l'altro il nome dell'avvocato da Lei inviato all'altro amico di A. a me non è stato mai comunicato perchè la notte successiva la sua comunicazione quel signore è stato colto da infarto pesante ed è ancora tutt'ora ricoverato senza poter parlare, l'amico A. succesivamente con 1 sms mi ha fatto il suo nome. Peraltro Lei dice di aver avuto contatti con me che io assolutamente non ricordo, non ricordo neanche di aver parlato con sua moglie, buio pesto e siccome ho tutto registrato e memorizzato i suoi dati non mi risultano, mi ricordo vagamente che appena successo il fatto di aver contattato una volta l'Ansa a Delhi, tutto qui. Comunque a parte questo, il tutto è nato da fatto che lLei ha apostrofato delle persone che con dolo o colpa abbiamo avuto comportamenti illegali come straccioni, strafumati, strafatti, ancora che quelli imprigionati ricevuno visite almeno una volta al mese, Angelo la prima visita l'ha avuta dopo 8 mesui a seguito di un mio sciopero della fame, e che io continuamente l'ho martellato con richieste di aiuto. Inoltre che io e altri familiari pretendiamo che lo Stato ci paghi l'avvocato? non vero io chiedo il rispetto del Diritto da parte dello Stato e che lo stesso faccia rispettare gli stessi Diritti dagli altri Stati, come previsto da Leggi e Convenzioni Internazionali, verso i propri cittadini, tutti, nessuno escluso, mi batto per una legge sul gratuito patricinio, come peraltro anche altre associazioni, la legge attuale per me è anticostituzionale perchè esclude da questo diritto i cittadini Italiani detenuti all'estero mentre lo prevede per gli stranieri in italia. La Costituzione all'art. 24 non fa differenza tra Italiani detenuti all'estero e quelli in Italia, mi batto per il Rispetto delle Leggi e Convenzioni Internazionali Internazionali, quello sì, sa benessimo o dovrebbe che ad Angelo in fase di fermo prima e arresto dopo non è stato fornito un traduttore e un avvocato, che le Autorità Indiane non hanno permesso a lui ma neanche loro hanno dato avviso alla nostra Ambasciata del fermo e delle motivazioni dello stesso nei confronti di Angelo e Simone, anche questo previsto dalle convenzioni che l'India ha firmato, ma ancora per ultimo dopo la condanna, non hanno dato avviso del trasferimento in altro carcere e per questo l'Ambasciata ( e mi è stato comunicato dalla funzionaria) ha presentato formale protesta alle Autorità Indiane. Come vede le cose stanno diversamente da come Lei le ha descritte sinteticamente nel suo articolo dando così una errata interpretazione che altre persone che seguono assiduamente il suo blog hanno recepito in tal modo. Io continuo da padre onesto (e non accetto prediche da nessuno) la mia lotta per come posso e riesco, vedremo dove riuscirò ad arrivare, mio figlio lo sa benissimo e anche chi mi conosce, riconoscimento di stima per quanto sto facendo accreditatomi anche sia dal Ministero che dall'Ambasciata. Potrei anche parlarle di altre persone detenute in India ma forse lei conosce tutti o no? Devo dire a grazie a dei suoi colleghi free lance lì in India che sono andati a trovare Angelo in carcere anche rischiando di loro ma sicuramente spendendo di propria tasca hanno pagato sia derrate alimentari, vestiti e medicine. A loro a e tutti quelli che mi hanno aiutato anche solo con supporto morale (e il mio blog ne è pieno) e tante sono le telefonate che ricevo ogni giorno. Spero che anche questo commento non finisca nella spam e che i suoi blogghisti che la seguono possano leggere quanto da me scritto, anche a Lei va il mio ringraziamento Giovanni Falcone

10 commenti:

Samantha ha detto...

Gent.mo sig. Giovanni, le confesso che sono una lettrice del blog "incriminato" e non intendo in alcun modo sostituirmi all'interessato, ne' ergermi da giudice. Ho conosciuto la triste storia di suo figlio proprio grazie a questo battibecco generatosi dal post e questo, tutto sommato, e' un bene, uno dei vantaggi della blogosfera, in cui, in qualche modo, le informazioni si legano le une alle altre, attraverso le vie a volte meno prevedibili. Come me, molti altri lettori ora conoscono la vicenda di Angelo e, sicuramente le sono vicini e solidali nella sua sofferenza. Trovo comunque corretto farle notare che, forse troppo irritato per poter interpretare oggettivamente quanto espresso nel post, lei ha frainteso alcune osservazioni. Vivo anch'io in India e non mi sento di biasimare Nello per quanto riguarda le espressioni "colorite" da lui utilizzate. Quelle parole non erano assolutamente riferite a suo figlio, del quale ribadisce non ne sostiene la colpevolezza, ne' erano riferite a tutte le persone, giovani o meno giovani, che viaggiano per il mondo, India compresa, bensi' una precisa tipologia di persone. Non credo che lei, da ex-carabiniere, non possa concordare sul fatto che non siamo tutti uguali, che esista il bene e anche il male, che vi sono persone che amano viaggiare per motivi diversi gli uni dagli altri, alcuni lodevoli altri molto meno. Senza parlare dell'India, le faccio l'esempio della Tailandia, e le chiedo una cosa. Lei si sentirebbe pronto a mettere la mano sul fuoco sulle buone intenzioni di tutti i turisti che si recano in quel paese? Potrebbe scommettere tutto sul fatto che tutte queste persone si rechino li' per visitare i templi, fare bagni nello splendido mare, gustare la cucina tipica ecc? Non credo! Droga e prostituzione, nonche' purtroppo la pedofilia sono per molti (e da ex-carabiniere puo' confermarlo, visto che l'elenco dei cosiddetti "turisti sessuali" segnalati nelle questure non e' di poche pagine)un forte incentivo a visitare quel paese. Ecco, in India si vedono molti turisti che si recano qui per cogliere un lato dell'India che altri non contemplano nemmeno. Queste persone, non suo figlio, non mio figlio e spero il figlio di nessuno, arrivano qui con pochi soldi e quei pochi li sperperano in droghe. Chiamarli straccioni, strafatti e strafumati non e' un'offesa per loro, perche' cosi' si presentano. E non si tratta di uno spinello fumato in compgania per farsi una risata! Nessuno di noi lettori del blog di Nello ha collegato quelle parole a suo figlio, il quale sta vivendo invece un dramma completamente diverso e non puo' che portarci a nutrire un sentimento totalmente diverso dal disprezzo. Per suo figlio, come per qualunque altra persona, vittima di un'ingiustizia, e che purtroppo sconta questa ingiustizia nei modi e nei luoghi peggiori, difficili anche da immaginare, per queste persone non si puo' che provare un'immensa commozione, solidarieta' e "strette allo stomaco". Mi piacerebbe molto poterle dare qualche consiglio utile, il primo tra tutti di non provare risentimento verso chi esprime la propria opinione, oggettiva in questo caso, ma non intenzionata a ferire la sensibilita' di nessuno! Un altro consiglio e' di non perdersi d'animo, di continuare ad avere forza per portare avanti la sua battaglia e magari, quando sente di perdere le forze, rialzarsi e cercare di illuminare una nuova via, finche' trovera' quella, glielo auguro di tutto cuore, che la condurra' a riabbracciare suo figlio, il prima possibile!
Sono certa che avra' gia' provato tutti i contatti a sua disposizione, le voglio comunque inviare il link di questa associazione che si occupa proprio della tutela di persone che vengono incarcerate in paesi esteri (http://www.fairtrials.net/). Hanno seguito il caso di Patrick Malluzzo, ragazzo inglese detenuto per 4 anni in India, con una storia molto simile a quella di suo figlio, si sono preoccupati di seguirne tutto il processo, per scongiurare ingiustizie processuali (il nome significa proprio "processi giusti")e fornire ogni tipo di assistenza sia al ragazzo che alla famiglia. Provi a contattarli, se non l'ha gia' fatto!
Caro sig.Giovanni, la saluto e le mando tutti i migliori auguri di potersi ritrovare con suo figlio prestissimo, e insieme a lui dimenticare piano piano questo immenso dolore!

Giovanni Falcone ha detto...

Gentilissima sig.ra Samantha intanto La ringrazio per avermi contattata e dei consigli datomi incomincio prioprio da questi ultimi, conosco la storia di Patrik come conosco la storia di Ian Stillmann incappato in una storia fotocopia a quella di mio figlio, stessa località, uguale in tutto, con una sola differenza mio figlio accusato di 18 kg Ian di 20, ancora conocso e ho contattato la Fair Trials Int.. Vede non è solo questione di irritazione personale, è vero sono un ex Carabiniere per cui si pensa che io sia quello deputatato a pensare tutto quello di cui è stato scritto (straccioni, drogati etc.) ma la questione è un'altra io non mi sono mai sognato di giudicare nessuno, perchè comunque anche nella disgrazia, nel voler commettere le cose con dolo bisognerebbe andare ad analizzare i perchè. Io ho detto che quel signore si è sostituito a Dio (che non ha voluto giudicare la Maddalena) e alla Giustizia (perchè fino a prova contraria la Costituzione all'art. 27 dice altro), ancora il mio animo, il mio essere persona, il mio essere padre mi ha sempre indotto nella mia vita ad un comportamento diverso, non a caso io mi sono e continuo ancora oggi ad occuparmi di volontariato verso le persone più sfortunate (come gli straccioni) quegli straccioni che io per un anno in Russia,nel 2004 nella città di Akstrhan sul mar Caspio ho aiutato, curato, in tutto dandogli da mangiare, medicandoli e la cosa più bella (per me chiaro) abbiamo anche lavato, gente anziana che viveva sotto gli alberi, sa cosa vuol dire questo in Russia con quelle temperature? Vede di questo sono orgoglioso, questo mi ha fatto cambiare tanto io pensavoo di aiutare loro e invece sono stato io ad avere da loro, mi hanno trasmesso tantissima umanità, ho trovato gente coltissima, c'è modo e modo per esprimersi, anche lui è padre (non glielo auguro ne a lui ne a nessuno) ma se un domani, e non è che questo sia tanto dificcile,(dato i tempi) si trovasse lui al mio posto con una situazione analoga vissuto sulla sua pelle, come si sentirebbe a tutto quello sproloquio scritto? e poi in 19 mesi non ha mai scritto nulla sui giornali, eppure avrebbe dovuto per diritto di cronaca, perchè adesso e proprio adesso si è deciso e in questo modo e questi termini?
RIDICO ANCORA SONO ESSERI UMANI, io dagli atti giudiziari in mio possesso so quello che dico eppure non ho mai affermato decisamente che mio figlio è innocente, chiedo il rispetto dei Diritti Umani e Civili. Vede solo pochi minuti fa mi ha telefonato una mamma disperata perchè suo figlio in altra parte del mondo è incappato in una storia come quella di Angelo e mi ha chiesto aiuto, questo sono io. come amo definirmi, ANALFABETA ma con um cuore per tutti. Visto che Lei abita in India conoscerà la giornalista free lance che è andata a trovare Angelo a sue spese, ma anche un'altro free lance fotografo, mi dica chi glie la fa fare a questa gente? Inoltre la storia dell'India oramai la conosco molto bene e quando parlo so cosa dico, ma ne potrei dire tantissimo ancora, posso farne un dibattito televisivo e avere confronti con tutti. Comunque grazie ancora e Le augura tutta la fortuna del mondo a Lei e Famiglia Le chiedo di seguirmi sul mio blog, ne leggerà tanto ancora purtroppo. Giovanni Falcone

Giovanni Falcone ha detto...

Signora Samantha, volevo dirLe un'altra cosa, la vita che si respira e si fa all'estero la conosco molto bene anche io per averla vissuta dal 1988 al 1992 quando ho effettuato servizio all'Ambasciata di Belgrado dove abitavo con la famiglia, Angelo ha frequentato 3 anni presso la scuola Internazionale Americana e l'altra mia figlia oltre ad un anno asilo Slavo 3 anni asilo scuola Francese. Anch'io frequentavo costantemente l'hothel Intercontinental, hothel Hyatt, bella vita, ma oggi col sapere che ho preferisco la vita fatta ad Ahstrakan. Perciò non sono uno sprovveduto e riesco ad immaginare e sentire tutto quello che si fa e si dice. Falcone Giovanni

Samantha ha detto...

Gent.mo sig.Giovanni,
quanto lei fa per aiutare chi vive tragedie come la sua, o chi ne vive altre per la miseria e la povertà, è sicuramente lodevole. Ma non bisogna però confondere le persone che, per un ingrato destino, non hanno di che mangiare e vestirsi, con chi invece getta nei prati i soldi, magari prestati dai genitori, per farsi una vacanza e imbottirsi il corpo di stupefacenti e allucinogeni. Forse non ho il cuore che ha lei, ma non sono capace di guardare con gli stessi occhi un bambino nudo che dorme sul fango e si lava in una pozza melmosa, e un ragazzo che fatica a stare dritto perchè si è "calato" l'inverosimile. Se parliamo di pietà cristiana, di compassione, forse io non sono una buona cristiana! Io provo rabbia di fronte a queste cose, perchè anche queste sono ingiustizie! Prima di venire in questo Paese, il pensiero che più mi preoccupava era "sarò capace di confrontarmi con tutta la miseria che c'è e non sentirmi in colpa perchè il mio cane mangerà di più di molti bambini che vedrò?". Non è facile, le assicuro. Questo è il Paese dei controsensi e per molti aspetti è molto meno mistico di quanto si pensi. Non vedo compassione tra gli indiani, non vedo civiltà, non vedo giustizia. Lei purtroppo sta scontando anche questo nel suo dramma. Una cosa che io e mio marito ci diciamo sempre è che la civiltà ha un prezzo. Qui la vita costa meno e se ne pagano le conseguenze. La corruzione, la miseria, quella dell'animo oltre che del corpo, la disorganizzazione totale, rendono la vita in questo posto un incubo quotidiano. Forse il turista riesce a cogliere aspetti che non può cogliere chi si scontra con questa realtà ogni giorno. Io non trovo mistico un Paese in cui i bambini lavorano, in cui le donne sono considerate come un costo per la famiglia e una proprietà per il marito. Un Paese in cui le vedove si devono gettare vive nel rogo in cui brucia il corpo del marito. Queste cose sono affascinanti per gli antropologi, ma sono brutali e primitive per me!
Le assicuro che mi si stringe lo stomaco a pensare a un ragazzo, il suo o quello di altri, costretto a passare anche un solo giorno in quel posto. Da madre le sono molto vicina. Deve essere molto dura per lei, per sua figlia e per la mamma di Angelo, addormentarsi la sera e trovare ancora un motivo per sorridere. Ma in qualche modo, e forse questo è davvero mistico, un genitore riesce a trovarla quella forza. Vostro figlio ne ha bisogno, ha bisogno che voi non vi perdiate d'animo, perchè lui non può combattere da solo.
Ho visto al telegiornale indiano il servizio sulla moglie di uno dei marinai della nave somala sequestrata, questa donna è rimasta ore davanti alla residenza di Sonia Gandhi per poterle parlare e ricevere il suo supporto. Non perda le sue energie nel cercare di risvegliare un'umanità nei nostri politici che, anche se ne avessero, non saprebbero come metterla a frutto.
Suo figlio è qui ed è qui che lei deve muovere gli animi, perchè Angelo diventi più scomodo per loro di quanto per voi sia dura ora sopportare questa sofferenza.
Continuerò a seguirla, ci conti.

A presto.

Giovanni Falcone ha detto...

Signora trovo lodevole e apprezzo tutto quello che dice e prova. Forse, dato il fatto di essere analfabeta, non ho frequentato scuole diciamo alte, non riesco ad espremermi, giusto quando dice e fa confronti con chi sperpera e poi va in giro a combinarne di tutti i colori, ma comunque lo stesso io non riesco a condannarli, mi sovviene la parabola del Vangelo "il ritorno del figliol prodico". Comunque apprezzo molto le sue parole e Le sono grato, sono contento e onorato di questo scambio con una persona come Lei. Io è vero sto lottando e dovrei anche smuovere qualcosa in India, ma veda è dall'inizio della storia che non ho voluto tirare in ballo le autorità Indiane, di cui ho il massimo rispetto, ho sempre pensato sia un problema di uomini che approfittano della loro posizione, pretendo e ho il diritto di pretendere che sia il mio Stato a salvaguardare i Diritti dei propri cittadini, e comunque anche questo a mio avviso avrebbero dovuto farlo i giornalisti, esercitando il diritto di cronaca e non di blog vari. Spero di poterLa sentire qualche volte al telefono o chissà incontrarLa. Cordialmente Giovanni Falcone

indonapoletano ha detto...

Gentile Falcone, mi auguro che con questo commento possiamo chiudere la cosa qui. Le ribadisco un po' di cose.
Innanzitutto io ho risposto a tutti quelli che mi hanno scritto sul blog, ho risposto anche a quei "suoi amici" che si sono permessi di offendere con ingiurie, offese e parolacce sia me che mia moglie, per i quali provvederà chi di dovere. Devo dire "suoi amici", perchè hanno scritto cose su di me che solo lei poteva sapere. Ma non importa. Quando non ho risposto, è perchè i commenti non sono arrivati, perchè catalogati, come ho spiegato ad un'altra persona sul blog, come spa, per via dei contenuti (crimini, violenza, offese, etc.).
Se vede nel blog, ho risposto anche agli unici post che lei ha mandato. E in tutti i post che io ho scritto, c'è sempre scritto che ritengo suo figlio innocente, rispetto lei e il suo dolore. Non condivido la sua strategia, ma questa è un'altra cosa, e l'ho espressamente dichiarato.
Lei, però, ha commesso degli errori nei miei confronti. Ha voluto scrivere a destra e a manca contro di me, ha fatto scrivere al suo amico fioraio, provocando, tra l'altro, non l'irritazione mia, ma di molta gente. E va bene così, non importa. In una sua ultima mail, girata anche a giornali (che ovviamente non l'hanno pubblicata ma che mi hanno informato della cosa), diceva che non era vero che mi aveva chiesto nomi di avvocati. Capisco che possa essere gliene sfuggano alcune, ma le ricordo che l'Ansa a Delhi che ha contattato al telefono, tra l'altro quello privato di casa e non so chi glielo abbia dato, sono io. Ha parlato due volte con me e una con mia moglie. Le ultime due email che mi ha inviato, che ovviamente ho conservato e che posso mettere a disposizione, sono datate 30 settembre 2008, quindi pochi giorni fa, nelle quali le rispondevo di nuovo sulla faccenda degli avvocati.
Io non ho nulla contro di lei né contro suo figlio. Se proprio lo vuole sapere, anch'io ho contribuito all'acquisto di generi per lui. La collega che è andata a trovarlo è una mia amica molto cara. Prima di lei, diverso tempo prima, ci ho provato anch'io, ma non mi hanno fatto avvicinare.
Lei chiede il rispetto nei confronti suoi e di suo figlio, giustissimo. Tra l'altro io non ho mai mancato di rispetto a nessuno dei due e, fortunatamente, visto che tutto è scritto, lo si legge chiaramente dai post che ho scritto. La lettrice Samantha che ha scritto prima ha ragione, io non ho mai associato, e si capisce leggendo quello che ho scritto, le parole "straccione, strafumato, etc." a suo figlio, né a lei.
Non posso però dire che lei e i suoi amici abbiate rispettato me. Anzi. Il suo amico, non solo mi ha diffamato (e lei da carabinieri sa cosa significa e cosa comporta) ma si è permesso di farlo con la mia famiglia e con i lettori del mio blog. E questo, ripeto, non giova all'empatia necessaria al caso di suo figlio. Anche lei non è stato cortese. Il dolore di un padre, comprensibilissimo, non può giustificare il modo non corretto con il quale mi ha trattato. Io sono un giornalista, non uno pseudo giornalista come lei ha scritto. Suo figlio, ho scritto, è innocente e non "pseudo innocente". Non sono neanche un figlio di papà, ma figlio di un onestissimo insegnante di scuola superiore e di una casalinga, ho faticato, lavorato, sudato, sono emigrato per ottenere lavoro e mostrare il mio valore. Il rispetto richiesto, va anche dato.
Ma ci passo sopra. Non passo sopra alle bugie (vedi le sue email a tutti nelle quali dice di non avermi mai contattato), non passo sopra alle offese e alle ingiurie. In tutta questa faccenda, l'unica persona che non c'entra nulla è suo figlio. Se legge bene il post io non critico lui, ma il modo in cui lei gestisce la cosa. E' un suo diritto, come è un mio criticarlo. Lei sa bene, inoltre, che l'ambasciata, il ministero l'hanno aiutata sempre. Io ad esempio non ho mai scritto del contributo che lei ha ottenuto (lo faccio ora perchè lo cita lei nel suo blog), perchè mi preoccupavo che potesse generare invidie e malcontento nei suoi confronti e di suo figlio, cosa delle quali non avete bisogno.
Le consiglierei di non essere irruente, di pensare prima di scrivere, di non attaccare persone che, invece, altro non hanno fatto se non aiutarla. E, soprattutto, scelga bene amici e consiglieri. C'è un sacco di gente che non aspetta altro questioni del genere per propri fini, gli avvocati che le chiedono soldi come coloro che cercano di farsi pubblicità.
Se il problema è economico, mi chiedo: ma invece di fare interpellanze o storie varie, non era più sensato aprire una sottoscrizione, della quale non vedo traccia sul suo blog?
Lei è stato ed è un uomo di legge. Crede sia semplice cambiare le leggi internazionali? Le ricordo che lo scandalo più grosso in India, riguarda proprio un italiano che secondo i magistrati indiani, ha intascato delle ingenti tangenti girate anche all'ex primo ministro. Su di lui c'è un mandato di arresto internazionale dell'interpol. Sa dove vive quest'uomo? In Italia e gli indiani, che lo sanno, non riescono ad estradarlo nel loro paese. Ci sono tante storture al mondo, lei fa bene a battagliare per queste, ma forse dovrebbe cambiare strategia.
Con questo, spero che abbia capito la mia posizione, chiudo qui la polemica senza aver ribadito che non ho nulla contro di lei e suo figlio, rispetto il suo dolore di padre e mi auguro che possa vincere la sua battaglia di giustizia. La pregherei, però, di modificare i giudizi e le parole che ha usato nei miei confronti, riconoscere i suoi errori e soprattutto far capire ai "suoi amici" che l'atteggiamento che hanno adottato è lesivo non solo per loro ma anche per lei.
Nello Del Gatto

indonapoletano ha detto...

Mi scusi, prima ho dimenticato di dirle una cosa. Sempre nell'ottica del fatto di attaccare senza conoscere, le vorrei dire che io conosco bene i diritti dei carcerati e la violazione dei diritti umani, non foss'altro per essere stato per anni direttore di un giornale dei detenuti del carcere di Rebibbia, esperienza importante ma che ho dovuto abbandonare per la mia residenza all'estero. Le ribadisco, capisco il suo dolore, ma non sia irruento, pensi prima di parlare e scrivere.
E, infine, proprio perchè io non sono quel mostro che lei ha dipinto, le ho sempre ribadito che se richiesto, continuerò ad aiutarla anche professionalmente, per me non c'è nessun problema.
Nello Del Gatto

Giovanni Falcone ha detto...

Io Le continuo a ripetere che delle telefonate fatte al suo numero privato e familiare è buio pesto ho solo un numero privato di un'altra persona dell'Ambasciata, con Lei non ricordo mai di averci parlato e nessuno mi ha mai parlato di Lei, anche quando l'amico A. ha fatto il suo nome non l'ho collegato a nessuno, strano che non lo ricordi, inoltre per la strategia? be faccio quello che posso come posso con chi riesce ad aiutarmi, aiuto che ho sempre acettato, nelle mie condizioni chiunque avrebbe fatto altrettanto, non so dove sbattere la testa. Irritato io? forse, sono state quelle parole lette, in preda alla disperazione di questi giorni, dato dal fatto che adesso non riusciamo a comunicare con lui perchè (assurdo) ce lo vietano. Per i miei amici? be sono persone che mi seguono sul blog come ne ha Lei, io poi tutta la faccenda non l'ho seguia perchè come ho detto a Samantha sono stato fuori casa, prima e anche questi ultimi 2 giorni e non neanche cosa vi siete scritti ho letto solo di un suo amico sul blog. Io continuo a dirLe che quando si è nella disperazione come io in questo momento ogni parola, ogni frase ti fa scattare, riesce a capirlo che non so come e cosa fare? Per voi, tutti, all'estero in Italia, gente di una certa posizione e con conoscenze tutto è facile e tutto è possibile, è tutto qui la differenza, comunque apprezzo quanto ha scritto e della disponibilità, speriamo che il Signore l'ascolti per l'augurio di riabbracciare mio figlio che adesso è l'unica cosa che voglio, abbracciarlo fisicamente e non solo col pensiero come faccio ogni secondo dei giorni che passano, se vuole sa anche reperire il mio tel. Cordialmente Falcone Giovanni

Anonimo ha detto...

Caro Giovanni,
forse Indonapoletano, così come tanti altri, capirebbe la tua situazione solo se avesse anche lui un figlio nelle stesse condizioni di Angelo.
Certo, questo non glielo auguro!
Ferma restando la libertà di stampa, e senza entrare nel merito della questione, a me non è piaciuto proprio il tono utilizzato da Indonapoletano.
Io l'unica cosa che farò è non andare più sul suo blog (che non conoscevo!).
Un abbaccio a te Giovanni, e continua ad essere forte!
Ti siamo tutti vicini!
Giusy

Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu