23 ottobre 2008

Aveva provocato l'incidente con 4 morti: 3 anni di galera

Da Piacenzasera.it del 23.10.2008
http://www.piacenzasera.it/portfolio/personalizzazioni/HomePage.asp?id_prodotto=4773&id_categoria=2

Tre anni di carcere e mille euro è la pena inflitta dopo il patteggiamento al cittadino albanese di 35 anni residente a Piacenza, che qualche mese fa sulla provinciale che conduce a Cremona all’altezza di Castelvetro aveva provocato la morte di 4 persone guidando ubriaco. Il processo si è tenuto presso il Tribunale a Piacenza davanti al Gup Pio Massa e al pm Antonio Colonna. L’albanese si era messo alla guida della sua Audi dopo una lite all'esterno di un night di Fiorenzuola insieme ad altre 2 persone. Nell'incidente ha travolto in pieno la Seat Leon sulla quale viaggiavano i giovani cremonesi rimasti uccisi.
Non ho parole per definire quanto è successo, ma d'altronde per la Legislazione Italiana è normale e giusto anche, nulla da obiettare, però nessuno può obbiettare o trovare da ridire sulla mia e quella degli altri familiari dei detenuti all'estero o della fasmiglie che in Italia hanno perso i propri cari a seguito di quanto sopra o similare a loro tutta la nostra solidarietà e preghiere, dato che anche quelle in Italia ci sono precluse da uomini che dovrebbero fare tutto tranne che i preti. Pensate che io da oltre 1 mese e mezzo non riesco a parlare con mio figlio perchè la loro legge lo vieta, non c'è stato rispetto e garanzia di nessuna Legge Nazionale o Internazionale, nessuno che abbia avuto il coraggio di farlo rivalere e garantire i Diritti dei propri cittadini, in nessun modo. Continuo ad essere sempre più arrabbiato, mi dicono di stare calmo e silente per non urtare le suscettibilità di pochi scaldapoltrone, altro che Giulietta e i tornelli per i controlli mi viene in mente quanto fatto dall'ex mio Comandante Generale dell'Arma Carabinieri ai tempi in cui assunse il Comando, Gen. Iucci, cosa giusta e sacrosanta. Come si fa stare zitti quando si leggono notizie come sopra, 4 morti, 4 giovani uccisi e 3 anni condanna che tra pochi mesi verranno annullati. Sconti di pena, indulto per tutti, MA LO SAPETE VOI CHE NEL MONDO CI SONO STATI NEL CASO DI LEGGI PARTICOLARI PER SCONTI DI PENA QUESTE NON VALGONO PER I CITTADINI STRANIERI LI' RECLUSI? lo sanno i nostri Parlamentari? penso di no, tanto i figli sono i nostri loro non hanno problemi come i miei, e degli altri familiari circa 3000 nel mondo. Tanto per loro, quasi tutti, questa gente per il semplice fatto di essere stata arrestata e condannata, è colpevole, straccioni, drogati che non meritano pietà, senza poi andare a vedere effettivamente come stanno le cose e le violazioni palesi di ogni tipo di Legge e Diritti Umanitari.
Mio figlio per nulla ha beccato 10 anni duro carcere, un'altro altro egastolo, altri a pene detentive lunghissime e durissime, in Italia invece si viene condannati a dei premi di vita, comode celle, con televisori, vitto eccellente, contatti continui con i familiari come di seguito si evince:
Camera dei Deputati
Proposta di legge n° 3331, d’iniziativa del deputato Pisapia.
Modifiche all’ordinamento penitenziario in materia di relazioni affettive e familiari dei detenuti
Presentata il 28 febbraio 1997

Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge reca norme in materia di trattamento penitenziario. La sua finalità è quella di consentire al detenuto di vivere e consolidare i propri rapporti affettivi, incontri più frequenti con la famiglia e la possibilità di intrattenere relazioni intime con il coniuge o il convivente. La Costituzione, all’articolo 27, stabilisce che le pene non possono essere contrarie al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, ne consegue che devono essere garantiti tutti i diritti inviolabili dell’uomo, tra cui quello di mantenere rapporti affettivi e sociali, all’interno della famiglia e nell’ambito dei rapporti interpersonali.
La moderna criminologia ha dimostrato come incontri frequenti e intimi con le persone con le quali vi è un legame affettivo abbiano un ruolo insostituibile nel difficile percorso di recupero del reo: da qui l’esigenza di avvicinare, per quanto possibile, il recluso al mondo esterno e, in particolare, a quello dei suoi affetti.
Io penso che almeno dovremmo avere noi quello che hanno loro in Italia, a tale scopo si dovrebbe chiedere il rispetto almeno dek Diritto di Reciprocità da parte di tutti gli Stati dato che è contemplato dalla Giurisprudenza mondiale. Giovanni Falcone

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