30 ottobre 2008

Anonimo ha detto..., commento all'art. Riflessioni del 29.10.08

Voglio di seguito riportare il commento all'articolo di cui sopra dell'amica Giusy che segue il blog e la storia di Angelo e dei 3000 "desaparecidos" Italiani nel mondo. Questo termine forse è inappropriato perchè generalmente si rivolge a persone di cui non si sa che fine hanno fatto, però in questo caso, cosa ancora più grave, si sa tutto ma si fa finta, anzi, purtroppo si ha coscienza di dove sono e perchè, però non interessa, Genocidio di Stato?, non so, fate voi, io oltre non riesco ad andare, devo ammettere la mia ignoranza, sapete non ho frequentato scuole altisonanti e non ho titoli accademici, ho solo esperienza di vita vissuta, Falcone Giovanni:
Caro Giovanni,ho letto con attenzione il tuo articolo, che condivido pienamente.Credo che il problema maggiore è che in Italia, così come nel resto del mondo, si passi da un eccesso ad un altro!Ricordo che alla prima lezione di diritto penale, il mio prof. (un avvocato di grido) disse "Voi dovrete essere capaci di difendere il diavolo davanti a Dio"......beh....questo da un lato mi sconvolge....però credo che fosse solo una provocazione per sottolineare l'impegno che l'uomo deve mettere in ciò che fa.....soprattutto quando c'è in gioco la vita di un altro uomo! Ma la cosa che più mi amareggia, di ciò che è accaduto ad Angelo, è che non ci sia stato un solo avvocato, dico un solo avvocato indiano, che abbia saputo invocare e far applicare le norme basilari del diritto internazionale! E mi riferisco alla possibilità del detenuto di poter entrare in comunicazione telefonica con i parenti prossimi: diritto stabilito dalla Convenzione di New York. E non penso agli avvocati "con una carriera alle spalle" che oramai hanno il loro da fare professionale, e per vari motivi, (di tempo, di superficialità, di disinteresse, ecc.); ma penso ai tanti giovani giuristi indiani! Ai giovani che come me credono nella giustizia, ANCHE quella terrena, e che si impegnano con ogni mezzo (culturale) affinchè tale giustizia venga raggiunta, ed i diritti fondamentali dell'uomo vengano rispettati: obiettivo, questo, di ogni giurista.......in primis di ogni giurista in erba!Credo che lo studio del diritto sia prima di ogni cosa una scelta di vita: un modo per affrontare la vita, ed un modo DI affrontarla!Concludo ricordando la frase con cui quello stesso prof. di cui sopra concluse il suo corso: "Voi siete gli ingegneri sociali del futuro". Ecco, voglio credere che in ogni parte del mondo, in Italia, così come in India, ci siano giovani ingegneri sociali pronti a dare il proprio contributo per la costruzione di un mondo migliore!Giusy
29 ottobre 2008 22.57

4 commenti:

Anonimo ha detto...

per la mia esperienza in india nessun avvocato crede nella giustizia, ma nel denaro che l'ingiustizia puo' portare, se nn si e' avuto a che fare con la giustizia indiana nn si puo' capire, nemmeno immaginare di capire....

Anonimo ha detto...

Credo certamente nel fatto che se non si è avuto a che fare con la giustizia indiana non si può nemmeno immaginare di capire......
Ma quello che io ho voluto sottolineare, nel mio commento alle riflessioni di Giovanni, è stato che è sconvolgente che in India non ci siano GIOVANI giuristi capaci di dare un "surplus" positivo alla propria attività professionale....che come ho scritto, prima di essere una professione è una scelta di vita, in Italia, così come in India, così come in ogni parte del mondo.
Se posso immaginare una situazione del genere causata da persone "intrise d'ingiustizia", non lo posso e non lo voglio immaginare per i giovani che sono il motore ed i costruttori del futuro, e quindi i responsabili di esso. E se nelle fondamenta non si pongono valori quali la giustizia e l'impegno personale e reciproco, l'edificio è destinato a crollare.

Giusy

Giovanni Falcone ha detto...

Avete ragione entrambi, purtroppo è vero quello che si dice nel primo commento, ma anche tu Giusy hai ragione quello che più mi rattristisce è che siamo nella patria del grande Mahatma Gandhi.
Falcone

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e