31 ottobre 2008

E' una cosa che mi riempe il cuore, sì ma di amarezza, dato il costante e continuo disinteresse di tutti, giornali, TV, personalità, Chiesa e le Istituzioni tutte. Continuerò a denunciare quanto sta accadendo, a costo di diventare (o forse già lo sono) ripetitivo ma la realtà è questa purtroppo, è il mio cruccio. Non è possibile che il Parlamento Italiano e la Chiesa non si occupano di questo problema. Ripeto, qui non si trtatta solo di Angelo Falcone, lo sapete bene, io mi sono occupato da sempre e ho scritto sempre Angelo Falcone e i 3000 dimenticati.
Il mio cuore è sempre vicino a tutti, loro detenuti e i familiari in Italia che come me soffrono pene inimagginabili che non sono neanche la decima parte delle sofferenze descitte nel film andato in onda la settimana scorsa su RAI1, "ovunque tu sia"
Voi cittadini neanche immaginate le nostre sofferenze quotidiane anche solo a quardare i TG, continue notizie su tutto, le cose più insignificante, ma sul problema degli Italiani detenuti all'estero nulla, silenzio assoluto, dei nostri desaparecidos nessuno ne vuole parlare. Perchè tutto questo? e lo chiedo alla politica, al Parlamento, vedete non parlo di Governo volutamente perchè questo è un problema Sociale Nazionale di cui è il Parlamente a doversene fare carico. Non dico in modo preferenziale (anche se sarebbe logico trattandosi di cittadini Italiani) ma almeno alla pari degli extracomunitari (quelli clandestini e delinquenti assassini).
Nel mio articolo precedente ho portato l'esempio di Mailat di cui si celebra il processo per l'omicidio della signara Reggiani, ho fatto vedere la differenza con le foto del trattamento ricevuto in carcere da lui in Italia (magro prima e grasso dopo) e Angelo in India (grasso prima e magro dopo) Mailat nelle immagini del processo in mezzo all'avvocato e interprete messo a disposizione da Stato Italiano in base alla legge sul gratuito patrocino (e se così non è qualcuno mi smentisca) Angelo e Simone invece in India non ha avuto nè avvocato nè interprete ma neanche è stata avvisata l'Ambasciata Italiana del loro fermo.
Queste sono violazioni penali gravissime, chiedo all'Italia, all'Europa e l'ONU, che sono i Titolati ad intervenire in ogni modo e termini consentite dalle Leggi Internazionali, chi se ne occupa? a tale scopo richiamo anche l'attuazione: del Protocollo di Istambul del 9 agosto 1999 (manuale indagini e documentazione, di tortura o trattamento disumano e degradante) e anche Regole Minime Standard per il Trattamento dei detenuti (SMRTP), Adottate il 30 agosto 1955 dal Primo Congresso delle nazioni Unite sulla Prevenzione del Crimine ed il Trattamento dei Delinquenti, documento delle Nazioni Unite A/CONF/611.
Io sono 2 mesi che non riesco a parlare con mio figlio, lo vietano, dicono la legge non lo permette, in Italia andiamo oltre, come la Legge Pisapia:
Proposta di legge n° 3331, d’iniziativa del deputato Pisapia.
Modifiche all’ordinamento penitenziario in materia di relazioni affettive e familiari dei detenuti
Presentata il 28 febbraio 1997,
Continuo ad invocare il Diritto di Reciprocità inutilmente.
Chiedo alla stampa, ma sopratutto a programmi TV qualificati a volersi occupare di questo problema una volta per tutte, dandoci modo di essere ascoltati, ma sopratutto chiedo a Deputati e Senatori di ogni schieramento che abbia a cuore la vita di questi ragazzi di procurarmi un'Audizione in Commissione Giustizia e Esteri, ma anche se possibile presso il Comitato degli Italiani all'Estero presieduto dall'Onorevole Zacchera.
Falcone Giovanni

30 ottobre 2008










Nelle immagini, ledifferenze fisiche a seguito della carcerazione, Mailat e Angelo a Sinistra dopo arresto, Mailat magro Angelo grasso, a destra dopo la carcerazione Mailat grasso Angelo nello stato che vedete. Questo per dimostrare le differenze di vita per Mailat e sopravvivenza per Angelo. Perchè di questo il nostro Parlamento non ne vuole tenere conto? Io torno a ripetere che un padre deve accudire ai propri figli senza dimenticare gli altri, pari dignità e sopratutto Reciprocità come previsto. Cosa ancora da far notare Mailat tra l'interprete e l'avvocato, pagato da chi? io dico dallo Stato Italiano perchè lui era clandestino e nullatenente in più per lui è stata inviata una troupe del TG2 in Romania ad intervistare la moglie e il suocero che risulterà poi implicato nell'omocidio e trovato in possesso del telefonino della signora Reggiani. Per Angelo nulla di tutto questo, nè un interprete, nè un avvocato, nè la possibilità di avvisare almeno lui l'Ambasciata di quanto stava accadendo, e percio costretto a firmare con coercizione una dichiarazione di colpa in lingua Indi. Chi ne deve rispondere di tutto questo? penalmente e moralmente? Io dico con forza in primis il Parlamento Nazionale prima e quello Europeo adesso, che in tanti anni e oltre mai si sono interessati a questi casi, per tutti , questi Italiani sono colpevoli solo perchè arrestati, in barba all'art. 27 della Costituzione, in barba al diritto di Difesa, in barba al Diritto Internazionale, in barba a garantire l'Onore della Persona fisica e dello Stato Italia Falcone Giovanni

Anonimo ha detto..., commento all'art. Riflessioni del 29.10.08

Voglio di seguito riportare il commento all'articolo di cui sopra dell'amica Giusy che segue il blog e la storia di Angelo e dei 3000 "desaparecidos" Italiani nel mondo. Questo termine forse è inappropriato perchè generalmente si rivolge a persone di cui non si sa che fine hanno fatto, però in questo caso, cosa ancora più grave, si sa tutto ma si fa finta, anzi, purtroppo si ha coscienza di dove sono e perchè, però non interessa, Genocidio di Stato?, non so, fate voi, io oltre non riesco ad andare, devo ammettere la mia ignoranza, sapete non ho frequentato scuole altisonanti e non ho titoli accademici, ho solo esperienza di vita vissuta, Falcone Giovanni:
Caro Giovanni,ho letto con attenzione il tuo articolo, che condivido pienamente.Credo che il problema maggiore è che in Italia, così come nel resto del mondo, si passi da un eccesso ad un altro!Ricordo che alla prima lezione di diritto penale, il mio prof. (un avvocato di grido) disse "Voi dovrete essere capaci di difendere il diavolo davanti a Dio"......beh....questo da un lato mi sconvolge....però credo che fosse solo una provocazione per sottolineare l'impegno che l'uomo deve mettere in ciò che fa.....soprattutto quando c'è in gioco la vita di un altro uomo! Ma la cosa che più mi amareggia, di ciò che è accaduto ad Angelo, è che non ci sia stato un solo avvocato, dico un solo avvocato indiano, che abbia saputo invocare e far applicare le norme basilari del diritto internazionale! E mi riferisco alla possibilità del detenuto di poter entrare in comunicazione telefonica con i parenti prossimi: diritto stabilito dalla Convenzione di New York. E non penso agli avvocati "con una carriera alle spalle" che oramai hanno il loro da fare professionale, e per vari motivi, (di tempo, di superficialità, di disinteresse, ecc.); ma penso ai tanti giovani giuristi indiani! Ai giovani che come me credono nella giustizia, ANCHE quella terrena, e che si impegnano con ogni mezzo (culturale) affinchè tale giustizia venga raggiunta, ed i diritti fondamentali dell'uomo vengano rispettati: obiettivo, questo, di ogni giurista.......in primis di ogni giurista in erba!Credo che lo studio del diritto sia prima di ogni cosa una scelta di vita: un modo per affrontare la vita, ed un modo DI affrontarla!Concludo ricordando la frase con cui quello stesso prof. di cui sopra concluse il suo corso: "Voi siete gli ingegneri sociali del futuro". Ecco, voglio credere che in ogni parte del mondo, in Italia, così come in India, ci siano giovani ingegneri sociali pronti a dare il proprio contributo per la costruzione di un mondo migliore!Giusy
29 ottobre 2008 22.57

29 ottobre 2008

Riflessioni

Eccomi sono ancora qua, in questi giorni mi avete letto poco, il perchè è venuto a trovarmi a casa Denise, mia figlia che non vedevo da parecchio, ho voluto dedicare questo tempo a Lei, ma forte è stato lo stesso l'attenzione nostra verso Angelo, insieme abbiamo fatto qualcosa, insieme purtroppo ci siamo resi conto del silenzio in cui siamo scivolati, a dimostrazione ancoara una volta di quanta attenzione dedicano al problema di Angelo e non solo, io non mi stancherò mai di citare, Kassim, Carlo, Juri, Erik, Ivano, Angelo C. e Federico, seppure a casa con tanti problemi postumi al rientro, Fil nascosto e di cui non ho più notizie, speriamo bene, ma anche tutti gli altri 3000 dimenticati nel mondo per lo Stato Italiano e la Stampa tutta Italiana.
A questi vorrei dire che 3000 cittadini sono gli abitanti di un Comune, se poi se a loro aggiungiamo i familiari stretti, si arriva anche a 20.000 cioè una cittadina, è come se questi fossero stati cancellati dal territorio, un cataclisma, è possibile questo? VERGOGNA e non ho paura a gridare questo, ancora VERGOGNA. Nessuno vuole prendere coscienza del problema Sociale Nazionale. Problema ancora più grave quando questi cittadini ritornano a casa, come Federico e Angelo C., che peseranno sulla Società come assistenza Sanitaria per i postumi e Siociale perchè non saranno più integrati nella società.
Ci si occupa di tutto e tutti, persone e animali, come sempre ho detto, il processo Mereditt e della signora Reggiani il cui imputato Rumeno si vede affiancato da un interprete, l'albanese a Piacenza condannato a soli 3 anni e fra qualche mese con altri sconti di pena e buona condotta sarà libero, ha ucciso 4 ragazzi, come il cittadino serbo a Pescara, altri 4 ragazzi uccisi, come centinaia di altri casi in Italia da anni, e la cronaca ne è piena, come si fa a non aver rabbia da parte nostra? ma come si fa a non avere VERGOGNA da parte della Stampa che non si vuole occupare di noi perchè, come hanno sempre detto non fa notizia, come si fa a non avere VERGOGNA da parte della Politica a non volersi interessare di questi cittadini Italiani?, si sono la vergogna come qualche Onorevole ha detto, la vergogna dell'Italia all'estero, perchè non gli viene data la possibilità di dimostrare la loro Onorabilità e quella dell'Italia in un Giusto ed Equo processo con Avvocati giusti e indagini imparziali controllate anche da organismi Internazionali, come da me sempre chiesto e mi riferisco all'ONU, come succede per gli stranieri in Italia e sono milioni? infatti l'ONU solo questa primavere ha aperto diversi casi di procedura di accusa verso l'Italia per violazioni Diritti Umani.
Perchè non vengono fatte delle campagne ad ok da parte di altre Associazioni Umanitarie Internazionali? Queste sono le risposte che dovrebbero dare alla nazione Italia, non fomentare odio verso queste persone che nella maggior parte dei casi l'unica colpa che hanno è quella di aver deciso di andare in gita in quei .
Io dico che tutto questo è una violazione al Diritto Civile di ogni cittadino del mondo, ancora più grave oggi che si parla e vive nella globalizzazione.
Di tutto questo io non ne faccio e mai ho fatto un problema di Stato, ma un problema di uomini corrotti, come ce ne sono purtroppo anche da noi. Falcone Giovanni

25 ottobre 2008

Indirizzo Angelo

Mr. FALCONE ANGELO
C/O superintendant M.C. Jail NAHAN
173001 DISTRICT SIRMOUR
H.P. - India
Questo è il nuovo indirizzo, nella speranza che scriviate ad Angelo come rischiesto già da amici. Grazie FALCONE GIOVANNI

24 ottobre 2008

Luca Zanotti, il giovane di Santarcangelo di Romagna accusato di

(ANSA) - RIMINI, 24 OTT -
È arrivato a casa a Santarcangelo intorno alle 16, dopo essere giunto in Italia questa mattina alle 8,30 con il traghetto proveniente da Patrasso in Grecia. Luca Zanotti, il giovane di Santarcangelo di Romagna accusato di spaccio di droga in Grecia, è di nuovo a casa. Rinviato a giudizio per il 16 dicembre prossimo e uscito dalle carceri elleniche - dove era stato rinchiuso dopo l' estradizione del settembre scorso - su versamento di una cauzione di 10.000 euro, ha potuto così riabbracciare parenti ed amici, a cominciare dal fratello Matteo e dal padre Paolo con cui ha compiuto il viaggio di ritorno a casa. Luca venne sorpreso dalla polizia greca nel 2005 con 20 grammi di hascisc. Incriminato per 'traffico internazionale di stupefacentì ha subito, appunto, l'estradizione. Il padre ha raccontato queste ultime settimane vissute con grande sofferenza, ma ieri anche con sollievo, dalla famiglia Zanotti: "Il viaggio è andato bene, ci sono stati lunghi silenzi tra noi, ma abbiamo anche parlato tanto. Fra poco andremo a trovare il sindaco di Santarcangelo Mauro Vannoni che si è speso tanto per noi, insieme a tutta la popolazione della nostra cittadina che voglio ringraziare. Così come voglio ringraziare il nostro avvocato Zaina e l'ambasciatore italiano in Grecia per il loro impegno". Luca ha trascorso cinque settimane in carcere. Cosa ha raccontato? "Ha detto che non è stata un'esperienza del tutto negativa e che lo hanno trattato bene. Dopo aver trascorso qualche giorno nel posto di polizia, fortunatamente l'intervento delle autorità diplomatiche ne ha consentito il trasferimento in un carcere dove era in cella con detenuti greci che, tanto per dirne una, ci tenevano molto alla pulizia. Infatti non l'ho trovato nè dimagrito nè provato più di tanto, anche se gli mancavamo noi e gli amici, oltre naturalmente alla libertà". (ANSA).

Turchia: il Comitato Ue per prevenzione di tortura visita le carceri

Da Ristretti.it Edizione di giovedì 23 ottobre 2008
http://www.ristretti.it/commenti/2008/ottobre/23ottobre.htm#29
di Gabriella Mira Marq

www.osservatoriosullalegalita.org, 23 ottobre 2008

Alcuni rappresentanti del "Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti" - guidati dall’italiano Mauro Palma, presidente del Cpt - si sono recati nei giorni scorsi ad Ankara per colloqui con Mehmet Ali Sahin, ministro della Giustizia e con alti funzionari dei ministeri della Giustizia, Interni, Esteri, Difesa e forze armate turche.
Fra le questioni discusse durante i colloqui, le condizioni di detenzione di Abdullah Öcalan, che è stato detenuto per più di nove anni, come unico ospite del carcere dell’isola di Imrali, ma si è parlato anche delle recenti accuse di maltrattamenti dei detenuti da parte delle forze dell’ordine e dei funzionari della prigione, e della situazione dei cittadini stranieri detenuti.
Perchè non fare questo anche verso i paesi extra UE? Falcone Giovanni

23 ottobre 2008

http://www.montescaglioso.net

cliccare per leggere

Aveva provocato l'incidente con 4 morti: 3 anni di galera

Da Piacenzasera.it del 23.10.2008
http://www.piacenzasera.it/portfolio/personalizzazioni/HomePage.asp?id_prodotto=4773&id_categoria=2

Tre anni di carcere e mille euro è la pena inflitta dopo il patteggiamento al cittadino albanese di 35 anni residente a Piacenza, che qualche mese fa sulla provinciale che conduce a Cremona all’altezza di Castelvetro aveva provocato la morte di 4 persone guidando ubriaco. Il processo si è tenuto presso il Tribunale a Piacenza davanti al Gup Pio Massa e al pm Antonio Colonna. L’albanese si era messo alla guida della sua Audi dopo una lite all'esterno di un night di Fiorenzuola insieme ad altre 2 persone. Nell'incidente ha travolto in pieno la Seat Leon sulla quale viaggiavano i giovani cremonesi rimasti uccisi.
Non ho parole per definire quanto è successo, ma d'altronde per la Legislazione Italiana è normale e giusto anche, nulla da obiettare, però nessuno può obbiettare o trovare da ridire sulla mia e quella degli altri familiari dei detenuti all'estero o della fasmiglie che in Italia hanno perso i propri cari a seguito di quanto sopra o similare a loro tutta la nostra solidarietà e preghiere, dato che anche quelle in Italia ci sono precluse da uomini che dovrebbero fare tutto tranne che i preti. Pensate che io da oltre 1 mese e mezzo non riesco a parlare con mio figlio perchè la loro legge lo vieta, non c'è stato rispetto e garanzia di nessuna Legge Nazionale o Internazionale, nessuno che abbia avuto il coraggio di farlo rivalere e garantire i Diritti dei propri cittadini, in nessun modo. Continuo ad essere sempre più arrabbiato, mi dicono di stare calmo e silente per non urtare le suscettibilità di pochi scaldapoltrone, altro che Giulietta e i tornelli per i controlli mi viene in mente quanto fatto dall'ex mio Comandante Generale dell'Arma Carabinieri ai tempi in cui assunse il Comando, Gen. Iucci, cosa giusta e sacrosanta. Come si fa stare zitti quando si leggono notizie come sopra, 4 morti, 4 giovani uccisi e 3 anni condanna che tra pochi mesi verranno annullati. Sconti di pena, indulto per tutti, MA LO SAPETE VOI CHE NEL MONDO CI SONO STATI NEL CASO DI LEGGI PARTICOLARI PER SCONTI DI PENA QUESTE NON VALGONO PER I CITTADINI STRANIERI LI' RECLUSI? lo sanno i nostri Parlamentari? penso di no, tanto i figli sono i nostri loro non hanno problemi come i miei, e degli altri familiari circa 3000 nel mondo. Tanto per loro, quasi tutti, questa gente per il semplice fatto di essere stata arrestata e condannata, è colpevole, straccioni, drogati che non meritano pietà, senza poi andare a vedere effettivamente come stanno le cose e le violazioni palesi di ogni tipo di Legge e Diritti Umanitari.
Mio figlio per nulla ha beccato 10 anni duro carcere, un'altro altro egastolo, altri a pene detentive lunghissime e durissime, in Italia invece si viene condannati a dei premi di vita, comode celle, con televisori, vitto eccellente, contatti continui con i familiari come di seguito si evince:
Camera dei Deputati
Proposta di legge n° 3331, d’iniziativa del deputato Pisapia.
Modifiche all’ordinamento penitenziario in materia di relazioni affettive e familiari dei detenuti
Presentata il 28 febbraio 1997

Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge reca norme in materia di trattamento penitenziario. La sua finalità è quella di consentire al detenuto di vivere e consolidare i propri rapporti affettivi, incontri più frequenti con la famiglia e la possibilità di intrattenere relazioni intime con il coniuge o il convivente. La Costituzione, all’articolo 27, stabilisce che le pene non possono essere contrarie al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, ne consegue che devono essere garantiti tutti i diritti inviolabili dell’uomo, tra cui quello di mantenere rapporti affettivi e sociali, all’interno della famiglia e nell’ambito dei rapporti interpersonali.
La moderna criminologia ha dimostrato come incontri frequenti e intimi con le persone con le quali vi è un legame affettivo abbiano un ruolo insostituibile nel difficile percorso di recupero del reo: da qui l’esigenza di avvicinare, per quanto possibile, il recluso al mondo esterno e, in particolare, a quello dei suoi affetti.
Io penso che almeno dovremmo avere noi quello che hanno loro in Italia, a tale scopo si dovrebbe chiedere il rispetto almeno dek Diritto di Reciprocità da parte di tutti gli Stati dato che è contemplato dalla Giurisprudenza mondiale. Giovanni Falcone

22 ottobre 2008

DA PARTE DELL'AMICO VITO

Vivere significa sporcarsi le mani.
Vivere significa buttarsi con coraggio.
Vivere significa cadere e sbattere il muso.
Vivere significa andare al di là di voi stessi.. tra le stelle.
Noi possiamo trasformare la disperazione in speranza, e questa è una magia.
Possiamo asciugare le lacrime e sostituirle con sorrisi.
Molti di noi cercano se stessi qui, alla luce.
Non troverete quello che cercate.
Dovete mettervi carponi dentro, dove qualche volta c'è un buio spaventoso,e scoprire cose meravigliose su voi stessi.
Leo Buscaglia

Romania: italiano condannato a due anni con processo-lampo

di Alessandra Mura
La Nuova Ferrara, 17 ottobre 2008

Una mobilitazione per Erik Benetti. All’indomani della condanna del 34enne copparese a due anni di reclusione emessa dal Tribunale rumeno di Vaslui, la famiglia e gli amici del giovane si stanno impegnando per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla vicenda.
Erik, arrestato il 29 aprile con l’accusa di sfruttamento della prostituzione e tratta delle persone, è stato condannato dopo sole due udienze. I genitori di Erik, attraverso il consigliere comunale del Pd Nicola Santolini, stanno prendendo contatto con l’associazione "Vivere Liberi" (www.viveriliberionlus.blogspot.com) fondata da Giovanni Falcone, papà di Angelo, un giovane residente a Piacenza condannato a dieci anni di reclusione in India per detenzione di stupefacenti.
Da allora Falcone si batte, spiega lui stesso, per affrontare "un problema sociale nazionale, quello dei detenuti italiani all’estero, là dove non vengono rispettati diritti umani fondamentali. Perché lo stato italiano deve garantire questi diritti per i suoi cittadini all’estero, al pari dei detenuti stranieri nelle nostre carceri".
Falcone ha anche aperto un blog (giovannifalcone.blogspot.com) che sta diventando un luogo di "controinformazione" su un’emergenza che non trova sempre spazio tra i media. "Anche a livello locale ci stiamo muovendo - interviene il consigliere Santolini - e stiamo pensando a iniziative a sostegno della famiglia di Erik".
Le motivazioni della sentenza saranno depositate a giorni, e dovranno chiarire perché Erik, che si è sempre proclamato innocente - è stato condannato a due anni di detenzione: oltre cinque mesi li ha già trascorsi in parte in cella e in parte ai domiciliari in un istituto religioso, dove si trova tutt’ora. Ma se e quando la sentenza diventerà esecutiva, per lui si apriranno le porte del carcere.
Il suo avvocato, Ion Molos, ha già presentato appello, ma nel frattempo la famiglia di Erik ha deciso di accendere il più possibile i riflettori sull’odissea del figlio, e coinvolgere le istituzioni. Già i consiglieri regionali Montanari e Tagliani avevano presentato un’interpellanza, e ora la famiglia busserà anche alla porta del Parlamento, dove in Senato siede il sindaco di Copparo Maria Teresa Bertuzzi.
Anche perché quella di Erik, al di là del pronunciamento giudiziario dopo un processo-lampo, resta una vicenda oscura. Il giovane e l’ex fidanzata rumena sono stati condannati (lei a 3 anni) in base alle sole dichiarazioni di due donne rumene per presunti reati commessi in Italia: secondo le accusatrici, Erik le avrebbe accompagnate a prostituirsi, controllandole poi a distanza.
Dichiarazioni sulle quali non è stata fatta alcuna concreta verifica. "Dovremo leggere le motivazioni della sentenza", afferma l’avvocato Anselmo, che insieme ad Alessandra Pisa ha rappresentato in questi mesi la famiglia Benetti. Ina famiglia che non si arrende e sta lottando per rendere giustizia a Erik.

FIDUCIA NELLA REPUBBLICA


21 ottobre 2008

Nathan2000 - INVITO A TUTTI A SCRIVERE LA LETTERA AGLI INDIRIZZI SOTTO INDICATI

cari amici, di seguito vi riporto ancora la lettera preparata da Nathan2000, il quale daccordo con la sua rete e chiunque volesse partecipare sarà inviata agli indirizzi che troverete poi di seguito e anche ad altri che riterrete opportuno, con preghiera di non commentare ma girare la lettera anche ad altri vopstri amici. Grazie Falcone:


Diario di bordo di chi spera di ritrovare la strada di casa
"Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, poi le persone oneste devono fare lo stesso". (Lev Nicolaevic Tolstoj)
14 ottobre 2008sentimentiUN TENTATIVO ESTREMO.Giustizia e legalità
Il post che vado a buttare giù oggi riprende il discorso della detenzione di Angelo Falcone in India, e degli oltre tremila nostri concittadini che hanno avuto la disavventura di una sorte analoga. Pubblico una lettera che ho scritto e che ho sottoposto all’analisi di Giovanni Falcone.
L’intento è quello di spingere i lettori del mio blog a tempestare gli indirizzi e-mail, riportati in calce al post, con il testo della lettera. Ovviamente, qualunque altro blogger (lucano e non, visto che si tratta di un problema nazionale) è autorizzato ad appropriarsi del testo della lettera (con relativi indirizzi di posta elettronica cui indirizzarlo) e pubblicarlo sul proprio blog. Si tratta di un tentativo estremo, ma, in questi casi, tutto va tentato. Copiate il testo della lettera seguente, incollatelo nella casella del testo del messaggio e inviatelo via e-mail agli indirizzi che riporto alla fine del post.
Egregio signore,
“È ciò che ci chiedono i Cittadini”, è una frase che spesso, troppo spesso, abbiamo ascoltato in TV, pronunciata da tutti, dico tutti, i rappresentanti dei suddetti Cittadini che siedono in parlamento.Chi le scrive è uno di quei Cittadini di questo Paese, di quei cittadini che ancora credono, in maniera piuttosto forte, alle Istituzioni. Finora non mi è mai capitato di sentirmi fare, da qualcuno dei parlamentari di questa Repubblica, la domanda: “Cosa chiedi, carissimo Cittadino, a noi tuoi rappresentanti?”. Non voglio inoltrarmi in polemiche e critiche immotivate… non ci penso e non ne sarei capace. Vorrei, soltanto, rendere noto a Lei quale sia il mio concetto di Stato; concetto che posso semplificare come segue: lo Stato è un Padre che deve (ma soprattutto, Vuole) occuparsi dei propri figli senza riserve e senza tentennamenti; Un Padre è colui che si precipita a rotta di collo dal proprio Figlio ogni qual volta ve ne sia la necessità; ogni volta che si presenti una difficoltà che implichi un aiuto, un consiglio, un intervento di qualsivoglia natura. Un Padre amorevole ma, all’occorrenza, inflessibile. Inflessibile quando sia palese un cattivo comportamento di un suo figlio. Un Padre pronto a comprendere, ma pronto anche a punire, se lo merita, un figlio che si sia comportato in modo non adeguato alle regole familiari.Questa lettera nasce dopo mesi di riflessione su di una vicenda particolare di cui poco si parla: l’arresto e la detenzione in India di un nostro concittadino. Il suo nome è Angelo Falcone, ed è stato arrestato, con il suo amico Simone Nobili, dalla polizia Indiana con l’accusa di detenzione di 18 kg di droga. Seguendo il blog del padre di Angelo, Giovanni Falcone, ho scoperto che di nostri cittadini detenuti all’estero ve ne sono più di 3.000! Non ho potuto verificare di persona, pertanto mi debbo fidare delle cifre fornite dal sig. Falcone… ma non ho motivi per dubitare di quanto affermato sul suo blog. Allora, la mia domanda è la seguente: questi nostri concittadini detenuti all’estero sono figli di questo Padre-Stato? Se sì, come mai le istituzioni di questo paese non si comportano come si comporterebbe un Padre nel caso di un proprio figlio? Ad Agosto, per Angelo Falcone e l’amico Simone, c’è stato il verdetto di Condanna a 10 anni. La possibilità di ricorso in appello ha come termine perentorio il 23 ottobre… il tempo stringe! Mi aspetterei, da un Padre, una corsa in India per vedere di persona come stanno le cose. Giovanni Falcone non riesce a parlare con suo figlio neppure telefonicamente. E, da quanto mi capita di leggere sul suo blog, l’interessamento delle Istituzioni di questo Paese sulla faccenda è, per così dire, insufficiente. Come se il Padre-Stato abbia già emesso giudizio di condanna sul proprio figlio, ed abbia deciso di punirlo per la mancanza commessa. Mi sarei aspettato, nel caso particolare di Angelo e, più in generale, nel caso dei nostri oltre 3.000 connazionali detenuti in penitenziari esteri, un atteggiamento differente. In fondo, bisognerebbe domandarsi se in tali paesi esistano quelle garanzie che sono caratteristiche di un qualunque Stato di Diritto degno di questo nome. Siamo sicuri che l’India garantisca gli imputati secondo tali canoni? E tutti gli altri paesi in cui sono detenuti nostri concittadini? Ecco: un Padre dovrebbe correre in soccorso di un proprio figlio per cercare di garantirgli tutto il necessario per affrontare le vicissitudini in cui è incappato. Se, con tutte le garanzie del caso, si dovesse dimostrare un “ERRORE PALESE” commesso dal Figlio, allora il Padre avrebbe tutti i motivi per punire tale errore. Voglio sottolineare il fatto che, più volte, Giovanni Falcone ha dichiarato che, se sulla base di un processo serio ed equo, suo figlio Angelo dovesse essere riconosciuto colpevole, sarebbe il PRIMO a pronunciarsi per la detenzione. Per un processo serio ed equo, segnato, cioè, da tutte le garanzie che vengono concesse nel nostro paese a chiunque incappi nei meccanismi della legge, le Istituzioni italiane si sono mosse? Nel caso di Angelo e dei più di 3.000 già citati, è stato fatto tutto ciò che andava fatto?Concludo dicendo che, da Cittadino di questa Repubblica, chiedo alle Istituzioni tutte, di occuparsi dei propri Figli detenuti all’estero. In virtù del fatto che il mio sentire lo Stato è forte, e altrettanto forte deve essere la risposta dello Stato ai propri cittadini. Se ciò non dovesse essere possibile mi troverò nella bruttissima condizione di figlio di un Padre non disposto ad occuparsi di me… fatto che, per il mio modo di sentire lo Stato e le Istituzioni, non mi lascia tranquillo affatto.Distinti saluti
presidenza.repubblica@quirinale.it (Presidente della Repubblica)http://presidente16.camera.it/servizio/30/mail.asp (Presidente della Camera dei Deputati)schifani_r@posta.senato.it (Presidente del Senato)gabinetto@cert.esteri.it (Ministro degli Esteri)larepubblica@repubblica.it (La Repubblica)http://www.corriere.it/solferino/main_mieli-form.shtml (Corriere della Sera)direttore@ilquotidianodellabasilicata.it (Il Quotidiano della Basilicata)nuovabas@tin.it (La Nuova)angelo falcone simone nobili giovanni falcone lettera presidente della repubblica presidente della camera presidente del senato ministro degli esteri la repubblica corriere della sera il quotidiano la nuova, portaaporta@rai.it, segreteria.mentana@mediaset.it, segretcor@rcs.it, ballaro@rai.it, cronaca@ilmattino.it, segreteria.redazione@agi.it, redazionetg5@mediaset.it, segreteria@secoloditalia.it, info@radicali.it,
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20 ottobre 2008

il dopo film

E' da poco finito la proiezione del film "Ovunque tu sia", ho poco o nulla da dire, se non che tutto quello che avete visto non è neanche la minima, minima parte delle storie vere, certo è un film e non si possono trasmettere cose troppo dure per il pubblico, ma neanche tutta la verità perchè si potrebbero offendere e urtare delle coscienze, tutto deve rispettare il Protocollo, altrimenti non se ne fa nulla. Bello, facile e sì famiglia benestante, senza problemi, conoscitore delle lingue, subito si parte, io invece quando sono andato a trovare Angelo l'unica volta ho dovuto raccattare i soldi del viaggio dai nostri risparmi insieme a mia moglie, affidarci alla bontà e clemenza di chi ci ha aiutato, in quell'occasione devo dire con piacere anche l'Ambasciata. Ma da allora non mi è stato più possibile, vuoi per i soldi, vuoi per i rapporti dilatatesi con chi questo non dovrebbe accadere, con chi dovrebbe avere a cuore l'onorabilità dei propri cittadini perchè questo vorrebbe dire difendere anche l'onorabilità della patria, anche se è vero per i più tutti queste persone per il semplice fatto di essere stati arrestati (sebbene con inganno) sono colpevoli ancor prima di essere condannati da un giusto ed equo processo davanti a un giudice imparziale a seguito di indagini imparziali condotte da polizia terza. E questo non mi stancherò mai di gridarlo, alla faccia di chi parla di questi uomini definendoli straccioni di cui io e gli Italiani giusti ne siamo fieri.
Un grazie particolare va a Bruno Vespa, al quale da sempre sto scrivendo e che non si è voluto mai interessare ai 3000 dimenticati, forse per non sporcarsi, sarebbe stato giusto questa sera dopo il film far seguire un dibattito, invece è passato altro, per i 3000 non si spende mai un centesimo, però per i delinquenti anche stranieri si, per Del Turco, di cui ho la massima stima perchè non compete a me giudicare, tutto si può, chiaro, membro influente della Casta che mertita anche di andarlo a intervistare a casa sua a spese mie ,dei 3000 dimenticati e delle famiglie che paghiamo regolarmente il canone alla RAI, grazie. Vi chiedo solo un pensiero dolce e una preghiera per Angelo, Simone, Carlo, Kassim, Angelo C., Ivano, Erik, Simone, Juri, Giuseppe, Simone che non è più tra noi insieme ad altri uccisi da criminali senza scrupoli soci di tanti altri coi colletti bianchi che si mimetizzano come camaleonti e tutto e solo per i soldi, maledetti soldi.
Un grazie particolare va ai rappresentanti della Chiesa che si tengono sempre nell'ombra, al prete del mio paese che ancora dopo oltre 19 mesi non si degna di dedicare una preghiera, ma anche al suo Vescovo che sebbene ho incontrato 3 volte portandolo a conoscenza della storia, tace, ad altro Vescovo alto rappresentante nazionale avvisato con raccomandata A/R non si è ddegnato di rispondermi, ma anche alta Sede di Roma, a tutti va il nostro grazie.
Questo non è solo disperazione e rabbia, ma voglia di verità e Giustizia e prima o poi spero di avere la possibilità di gridarlo nelle sedi tutte opportune guardando in faccia chi di dovere, l'ho detto fosse l'ultima cosa che farò nella mia vita. Giovanni Falcone

Film "Ovunque tu Sia"

Il Film che doveva passare ieri sera su RAI 1 purtroppo è stato rimandato a questa sera ore 21,10. Falcone Giovanni

19 ottobre 2008

"OVUNQUE TU SIA"

vi rammento a tutti questa sera ore 21,30 RAI 1 la visione del Film drammatico
"OVUNQUE TU SIA"
è la storia di sventurati incappati in queste disavventure, che con tutte le colpe che possono e non possono avere restano sempre degli esseri umani con i loro pregi e difetti. Spero che vi faccia capire i fatti e le condizioni che viviamo, loro detenuti dove si trovano e noi famiglie a casa, drammi quotidiani che dobbiamo affrontare. Falcone Giovanni
Di seguito due frasi trovate che voglio parteciparvi:
Ciò che è stato non tornerà. Il massimo che puoi fare è sperare che quello che sarà, sia meglio.
La grandezza nella vita sta nella grandezza del Sogno in cui si è deciso di credere. M Luter King

JURI ANGIONE, ancora una partecipazione di chi è incappato nella stessa DISAVVENTURA

Sono Vania,la sorella di Juri. Posso capire il suo stato d’animo in quanto sono 5 anni che mio fratello sta in prigione in Indonesia e la mia vita è un inferno, come quella di Juri, dei miei e di mia sorella. Nessuno che non viva lo stesso dramma puo capire. In questi 5 anni i miei sono sempre in Indonesia, ora c’è mamma, io sono 2 anni che non vado per problemi economici, in questi 5 anni ho provato di tutto per portare Juri a casa, ma è impossibile, purtroppo tra Italia e Indonesia non c‘è estradizione. Durante le fasi del processo il p.m chiese per ben 2 volte che mio fratello fossa condannato a morte, non le dico come sono stata in quei mesi, in Indonesia c’è la fucilazione ed io ogni notte sognavo che fucilavano mio fratello, ero arrivata al punto che avevo paura di dormire. La cosa che ci consola per fortuna e che le condizioni carcerarie in Indonesia non sono dure e nessuno ha mai trattato male Juri, anzi i secondini del carcere sono tutti bravi e gentili. Spero che anche Angelo e Simone stiano bene e che tutto si risolva al più presto. Quando può sentire Angelo le porti i miei saluti e un abbraccio forte da parte mia e gli dica che anche Juri è nella sua stessa situazione, ma che entrambi sono fortunati, Angelo per avere un padre come lei e Juri un padre come il nostro. Un abbraccio forte a Angelo e tutta la sua famiglia, a presto Vania Angione.

17 ottobre 2008

ANCORA UNA PARTECIPAZIONE DI CHI E' INCAPPATO NELLA STESSA DISAVVENTURA

......12 anni fa 8 mesi mezzo di judicial lock up a Goa 3 arresti e poi assolto (difendendomi in persona) dall'accusa di essere clandestino in India (goa). 4 interpellanze in parlamento (fatte purtroppo da qualcuno di cui non condivido le idee) per chiedere cosa stava succedendo mentre ero là in carcere, oltre 70 articoli di giornale tra Italia ed India. Un lavoro da schifo fatto dal Consolato di Mumbay, e neanche poi la volontà di seguire il caso da me aperto, presso la High Court di Mumbay Panaji Brench perchè certi fatti non venissero a ripetersi. Lo sapete, un foreigner (Tourist) in India è un grosso business per certi "poliziotti" ed "avvocati", io l'ho dimostrato nelle aule di Giustizia LORO. Mi domando, siccome non ho mai avuto una risposta ufficiale nè dal mio Stato/Governo, nè tantomeno dal Governo Indiano le cose da 12 anni a questa parte saranno cambiate o siamo sempre alle solite ? Per chi avesse curiosità basta digitare giuseppe fabozzi su google qualche traccia "parlamentare" è rimasta. Per la cronaca sono stato arrestato TRE volte perchè DICEVANO che ero senza PERMIT TO STAY in quanto ALIEN ENEMY.........peccato che come ho dimostrato nei loro tribunali ed ottenendo l'assoluzione, ero assolutamente in regola e non potevo manco essere arrestato, sui giornali hanno scritto di tutto e di più . eroe ...the Italian to fight for Justice......ma il mio Consolato dove era ? Le conoscevano le leggi Indiane relative ai Visti e Permessi ? Quando ero nel Judicial Lock up di Mapusa e poi in quello di Panaji ho trovato schiere di ragazzini di tutti i paesi, particolarmente Israeliani, Inglesi, Tedeschi...la loro colpa in molti casi era stata quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, ed in alcuni casi I(pochissimi) di aver fatto la cazzata di essersi fatti beccare con qualcosa di illegale, ma NON SPACCIATORI nella maniera più assoluta. Loro purtroppo diventano il business, prima condannati a 10 anni di R.I. secondo NDPS ACT e poi in appello (se la famiglia paga gli avvocati "concordati") vengono assolti. Costo dell'operazione ? Ai miei tempi 30.000.000 di lire circa. Non conosco il caso in questione e quindi non esprimo giudizi in merito, ma so quello che ho visto con i miei occhi e sentito con le mie orecchie, e dimostrato nelle LORO aule di Giustizia SENZA nessun supporto dal MIO Consolato.

16 ottobre 2008

PARTECIPAZIONE DI CHI E' INCAPPATO NELLA STESSA DISAVVENTURA


Di seguito vi riporto due commenti anonimi (per pryvaci) giuntomi da parte di una signora che ha sofferto in proprio quanto sto adesso soffrendo io per Angelo, a Lei hanno arrestato il marito. Questo intanto per far capire che nessuno abbaia alla luna e che mai bisogna dire a me non succederà mai. Non voglio aggiungere nulla, quanto scritto da Lei rende molto bene l'idea, inoltre posso dirvi che sono in contatto con altre famiglie nelle mie condizioni:


Anonimo ha detto...
Si caro Giovanni, ieri sera anche io ho visto in tv che pubblicizzavano la messa in onda di questo film e subito mi è venuto in mente Lei. Ho avuto anch'io lo stesso suo pensiero, purtroppo chi non ci è passato, non può capire fino in fondo, Lei lo sta vivendo come padre e io invece l'ho vissuto come moglie.Un abbraccio forte
15 ottobre 2008 11.19


Anonimo ha detto...
Carissimo Giovanni Falcone, quando leggo la sua storia non posso far altro che pensare che ancora una volta la cattiveria e l'avidità dell'uomo hanno colpito ancora.Già proprio così, ancora una volta un ragazzo si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato ed ecco che in un attimo la sua vita cambia per sempre. Solo chi ha provato in prima persona ad essere un parente stretto di chi ingiustamente viene arrestato in un paese straniero sa cosa vuol dire.Mio marito qualche tempo fa si trovava in viaggio per lavoro ed è stato arrestato per una piccolissima quantità di hashish, così almeno dicono i polizziotti che lo hanno fermato perchè ancora adesso non si sa esattamente quanta fosse questa quantità, mio marito che neanche fuma le sigarette normali ha sempre dichiarato di aver sentito i polizziotti dire dopo averlo preso che loro erano apposto perchè con lui si erano fatti la giornata, si avete proprio letto bene, i polizziotti, per ogni persona fermata prendevano del denaro. Naturalmente fra loro hanno parlato nella loro lingua e non in inglese, peccato però che mio marito parla e scrive (sermpre grazie al suo lavoro) 8 lingue e fra queste anche quella che parlavano quei maledetti polizziotti.Io purtroppo conosco esattamente la confusione, la paura e l'incredulità che ha provato quando gli è stata comunicata la notizia dell'arresto di suo figlio, conosco bene la paura e allo stesso tempo la speranza che ha provato quando si è messo in contatto con la Farnesina e l'Ambasciata subito dopo aver appreso la notizia e purtroppo conosco anche anche la rabbia, il senso forte di impotenza e la grande delusione che si prova quando queste persone che ti dovrebbero aiutare invece si negano al telefono perchè sono stufe di sentirti, oppure cercano di rassicurarti sulla salute del tuo caro senza nemmeno sapere in realtà di cosa stanno parlando perchè non sono ancora, dopo diversi mesi, andati a trovarlo e i motivi sono sempre gli stessi, mancanza di personale o altro di più urgente da fare, in fondo mica ci sei solo tu ti rispondono. Tutte persone all'apparenza molto gentili ma con le loro parole sottili sanno farti sentire un peso per loro, una rottura di scatole che meglio, se si può, evitare.E tu che fai, dopo aver speso un sacco di soldi in telefonate "inutili" ti chiudi ancora di più nel tuo dolore e ti senti ancora più sola, abbandonata completamente a te stessa e ai tuoi problemi, e sì perchè purtroppo qui in Italia funziona così, io mi sono sentita dire dalle persone che avrebbero potuto fare qualcosa, se solo avessero voluto, che tutte le persone (e sono circa 3000) che si trovavo nelle carceri straniere sono solo una vergogna per lo stato Italiano e che loro non potevano in alcun modo intervenire in nostro favore. Caro Giovanni, spero solo con tutto il cuore che le persone che contano e che davvero possono fare qualcosa si mettano la mano sul cuore e sulla coscienza e che si decidano veramente a fare qualcosa, perchè solo così le cose possono cambiare, non è giusto che delle persone oneste che si recano in paesi stranieri per lavoro, per turismo o un per qualsiasi altro motivo, vengano umiliate e torturate sia fisicamente che mentalmente solo perchè hanno incontrato sul loro cammino degli esseri spregevoli e corrotti.Questa è la mia testimonianza e spero che unita alla Sua faccia capire a chi ancora non lo avesse capito che purtroppo tutto questo succede nel mondo, e che quando il signor Giovanni grida l'innocenza del figlio io non posso far altro che credergli.Prima che succedesse a me, o meglio a mio marito, io neanche immaginavo che tutto questo potesse accadere, adesso so e dico agli altri attenti perchè il prossimo potresti essere tu.Giovanni, la abbraccio forte e le auguro con tutto il cuore che suo figlio Angelo possa tornare presto a casa
15 ottobre 2008 22.07

pensieri di primo mattino

Stamattina, presto dopo qualche ora di riposo alternato ai soliti risvegli improvvisi, intrisi di pianto, rabbia, disperazione e preghiera, alzatomi per andare a prendere Denise, mia figlia che rivedrò dopo un anno, commozione ancora più grande se penso che l'altra volta lei era stata da me proprio insieme ad Angelo, adesso purtroppo è sola.
A quando il giorno che potrò alzarmi per andare incontro a lui?, quando il Signore mi darà questa gioia?, fosse anche l'ultima cosa che farò nella mia vita l'accetteria anche subito e dopo presentarmi al Padre Celeste a pagare il mio conto ma sicuro e con tutta la mia forza presentare anche il conto di tanta altra gente ignobile, perversa, corrotta, per non parlare degli Immondi che si aggirano tra le mura dei suoi templi, gente che merita solo di stare negli inferi a spalare i liquami degli altri peccatori, sì perchè questi esseri sono i peggiori di tutti. Voi siete come lupi affamati che vi aggirate nel tempio a caccia di pecore, pecore del gregge del Padre Santissimo che vi ha affidato alle vostre cure e protezione e che voi insidiate ogni momento della vostra vita, dannati, affamati, famelici come vampiri e come loro non moritate altro che morire trafitte non da paletti o proiettili d'argento ma da un raggio di luce che arriva dritto dal cuore di Gesù. Posso solo dirvi Maledetti, Maledetti per l'eternità, sicuro che questi miei messaggi vi saranno riportati da vostri adepti ingenui che mi seguono, ma che se volete posso gridarvi in faccia personalmente quanto e dove volete.Falcone Giovanni
P.S.-scusate ma è forte di me, il pensiero degli immondi mi distoglie, volevo parlavi di altro, al bellissimo commento ricevuto da una donna che ha subito sulla propria pelle quanto da me sto subendo adesso, sono parole bellissime piene di disperazione prima ma di forza, gioia e speranza dopo. Vi rimando al prossimo articolo, quando lo posterò insieme a Denise tra un'ora. Grazie di cuore a rtutti e che il Signore Vi benedica. Falcone Giovanni

15 ottobre 2008

Finalmente una Legge per la Cassa Mutua agli animali

E’ di oggi la notizia passata al TG 5:
Una proposta di Legge bipartizan presentata da due deputatati del PD e PDL alla presenza del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini.
Il primo passo era stato la possibilità di scaricare le spese sanitarie per gli animali, ma ora c’è qualcosa di più, una specie di Cassa Mutua per i propri animali, come se fossero dei cittadini a tutti gli effetti se i padroni sono già esenti per motivi di reddito dal pagamento delle spese del servizio Sanitario Nazionale.
L’animale domestico non può essere considerato un bene di lusso e le cure che le si dedicano possono essere considerate il grado della civiltà di un popolo.
Cure gratuite anche per animali ospiti in strutture gestite da associazioni di volontariato,ma anche per gatti delle colonie feline.
Quello sopra è quanto della notizia passata, ottima cosa, bella per gli animali e da parte di associazioni animaliste che sicuramente e giustamente si sono battuti per arrivare a questo.
Io chiedo a tutti (del Parlamento) ma gli animali, di cui anche io mi sono sempre attorniato, ancora oggi i miei figli a casa curano il caro vecchio Argo e i gatti che Angelo ha lasciato, mi ricordo anche quando Angelo aveva un piccolo pitone, io stesso per anni ho curato un acquario, perciò lungi da me pensieri contro gli animali,
MA QUANDO SI PRENDERA’ COSCIENZA E CI SI OCCUPERA’ DEL PROBLEMA SOCIALE NAZIONALE DEI 3000 CIRCA CITTADINI ITALIANI DETENUTI NEL MONDO?
Trattati in modi in alcuni casi disumani, di certo con i Diritti Civili e Umani violati palesemente e si che:
l’articolo 27 della Costituzione Italiana al comma 2 recita: Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Quando si appronteranno quei DDL da me segnalati sin da quest’inverno e già considerati da alcuni Parlamentari ottimi?
Io penso che una sola vita umana meriterebbe tutta l’attenzione possibile delle autorità, figuriamoci poi di circa 3000, e come se un paese intero vivesse nell’abbandono completo, possibile questo?
È così che si misura la civiltà di un popolo? Meditate gente, meditate Parlamentari, meditate operatori Ecclesiali, meditate giornalisti tutti, voi che potete nelle vostre prossime interviste fate queste domande.
Se questo è la civiltà dell’Italia………… ma non oso pensarci. Falcone Giovanni

Turchia: detenuta torturata e uccisa 19 carcerieri sotto accusa

Edizione di martedì 14 ottobre 2008
Notizie
Ansa, 14 ottobre 2008

Diciannove dipendenti delle carceri di Istanbul sono stati accusati in Turchia di aver torturato e assassinato l’attivista della sinistra Engin Ceber la scorsa settimana. L’Agenzia di stampa Anadolu rende noto che i 19 persone, fra cui figurano i nomi di alcuni dirigenti del carcere di Metris e del medico, sono stati sospesi dal lavoro. Il Ministro della Giustizia Turco ha presentato le proprie scuse ai familiari e ha promesso loro che ci sarà una inchiesta rigorosa per scoprire la verità.

14 ottobre 2008

Prima TV "Ovunque tu sia"

Domenica 19 ottobre, ore 21,30 su RAI 1 sarà trasmesso il film "Ovunque tu sia" che tratta della storia di un ragazzo detenuto in Thaillandia per droga, la madre saputo della triste situazione del figlio si precipita i sul posto per aiutare il figlio.
Spero che questo possa far capire a chi di dovere ma anche alla gente comune quale è il dramma che si vive in queste situazioni. Giovanni Falcone

Nathan2000 - INVITO A TUTTI A SCRIVERE LA LETTERA AGLI INDIRIZZI SOTTO INDICATI

Diario di bordo di chi spera di ritrovare la strada di casa
"Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, poi le persone oneste devono fare lo stesso". (Lev Nicolaevic Tolstoj)
14 ottobre 2008sentimenti
UN TENTATIVO ESTREMO.
Giustizia e legalità
Il post che vado a buttare giù oggi riprende il discorso della detenzione di Angelo Falcone in India, e degli oltre tremila nostri concittadini che hanno avuto la disavventura di una sorte analoga. Pubblico una lettera che ho scritto e che ho sottoposto all’analisi di Giovanni Falcone.
L’intento è quello di spingere i lettori del mio blog a tempestare gli indirizzi e-mail, riportati in calce al post, con il testo della lettera. Ovviamente, qualunque altro blogger (lucano e non, visto che si tratta di un problema nazionale) è autorizzato ad appropriarsi del testo della lettera (con relativi indirizzi di posta elettronica cui indirizzarlo) e pubblicarlo sul proprio blog. Si tratta di un tentativo estremo, ma, in questi casi, tutto va tentato. Copiate il testo della lettera seguente, incollatelo nella casella del testo del messaggio e inviatelo via e-mail agli indirizzi che riporto alla fine del post.
Egregio signore,
“È ciò che ci chiedono i Cittadini”, è una frase che spesso, troppo spesso, abbiamo ascoltato in TV, pronunciata da tutti, dico tutti, i rappresentanti dei suddetti Cittadini che siedono in parlamento.Chi le scrive è uno di quei Cittadini di questo Paese, di quei cittadini che ancora credono, in maniera piuttosto forte, alle Istituzioni. Finora non mi è mai capitato di sentirmi fare, da qualcuno dei parlamentari di questa Repubblica, la domanda: “Cosa chiedi, carissimo Cittadino, a noi tuoi rappresentanti?”. Non voglio inoltrarmi in polemiche e critiche immotivate… non ci penso e non ne sarei capace. Vorrei, soltanto, rendere noto a Lei quale sia il mio concetto di Stato; concetto che posso semplificare come segue: lo Stato è un Padre che deve (ma soprattutto, Vuole) occuparsi dei propri figli senza riserve e senza tentennamenti; Un Padre è colui che si precipita a rotta di collo dal proprio Figlio ogni qual volta ve ne sia la necessità; ogni volta che si presenti una difficoltà che implichi un aiuto, un consiglio, un intervento di qualsivoglia natura. Un Padre amorevole ma, all’occorrenza, inflessibile. Inflessibile quando sia palese un cattivo comportamento di un suo figlio. Un Padre pronto a comprendere, ma pronto anche a punire, se lo merita, un figlio che si sia comportato in modo non adeguato alle regole familiari.Questa lettera nasce dopo mesi di riflessione su di una vicenda particolare di cui poco si parla: l’arresto e la detenzione in India di un nostro concittadino. Il suo nome è Angelo Falcone, ed è stato arrestato, con il suo amico Simone Nobili, dalla polizia Indiana con l’accusa di detenzione di 18 kg di droga. Seguendo il blog del padre di Angelo, Giovanni Falcone, ho scoperto che di nostri cittadini detenuti all’estero ve ne sono più di 3.000! Non ho potuto verificare di persona, pertanto mi debbo fidare delle cifre fornite dal sig. Falcone… ma non ho motivi per dubitare di quanto affermato sul suo blog. Allora, la mia domanda è la seguente: questi nostri concittadini detenuti all’estero sono figli di questo Padre-Stato? Se sì, come mai le istituzioni di questo paese non si comportano come si comporterebbe un Padre nel caso di un proprio figlio? Ad Agosto, per Angelo Falcone e l’amico Simone, c’è stato il verdetto di Condanna a 10 anni. La possibilità di ricorso in appello ha come termine perentorio il 23 ottobre… il tempo stringe! Mi aspetterei, da un Padre, una corsa in India per vedere di persona come stanno le cose. Giovanni Falcone non riesce a parlare con suo figlio neppure telefonicamente. E, da quanto mi capita di leggere sul suo blog, l’interessamento delle Istituzioni di questo Paese sulla faccenda è, per così dire, insufficiente. Come se il Padre-Stato abbia già emesso giudizio di condanna sul proprio figlio, ed abbia deciso di punirlo per la mancanza commessa. Mi sarei aspettato, nel caso particolare di Angelo e, più in generale, nel caso dei nostri oltre 3.000 connazionali detenuti in penitenziari esteri, un atteggiamento differente. In fondo, bisognerebbe domandarsi se in tali paesi esistano quelle garanzie che sono caratteristiche di un qualunque Stato di Diritto degno di questo nome. Siamo sicuri che l’India garantisca gli imputati secondo tali canoni? E tutti gli altri paesi in cui sono detenuti nostri concittadini? Ecco: un Padre dovrebbe correre in soccorso di un proprio figlio per cercare di garantirgli tutto il necessario per affrontare le vicissitudini in cui è incappato. Se, con tutte le garanzie del caso, si dovesse dimostrare un “ERRORE PALESE” commesso dal Figlio, allora il Padre avrebbe tutti i motivi per punire tale errore. Voglio sottolineare il fatto che, più volte, Giovanni Falcone ha dichiarato che, se sulla base di un processo serio ed equo, suo figlio Angelo dovesse essere riconosciuto colpevole, sarebbe il PRIMO a pronunciarsi per la detenzione. Per un processo serio ed equo, segnato, cioè, da tutte le garanzie che vengono concesse nel nostro paese a chiunque incappi nei meccanismi della legge, le Istituzioni italiane si sono mosse? Nel caso di Angelo e dei più di 3.000 già citati, è stato fatto tutto ciò che andava fatto?
Concludo dicendo che, da Cittadino di questa Repubblica, chiedo alle Istituzioni tutte, di occuparsi dei propri Figli detenuti all’estero. In virtù del fatto che il mio sentire lo Stato è forte, e altrettanto forte deve essere la risposta dello Stato ai propri cittadini. Se ciò non dovesse essere possibile mi troverò nella bruttissima condizione di figlio di un Padre non disposto ad occuparsi di me… fatto che, per il mio modo di sentire lo Stato e le Istituzioni, non mi lascia tranquillo affatto.
Distinti saluti
presidenza.repubblica@quirinale.it (Presidente della Repubblica)http://presidente16.camera.it/servizio/30/mail.asp (Presidente della Camera dei Deputati)schifani_r@posta.senato.it (Presidente del Senato)
gabinetto@cert.esteri.it (Ministro degli Esteri)larepubblica@repubblica.it (La Repubblica)http://www.corriere.it/solferino/main_mieli-form.shtml (Corriere della Sera)direttore@ilquotidianodellabasilicata.it (Il Quotidiano della Basilicata)
nuovabas@tin.it (La Nuova)

angelo falcone simone nobili giovanni falcone lettera presidente della repubblica presidente della camera presidente del senato ministro degli esteri la repubblica corriere della sera il quotidiano la nuova permalink inviato da Nathan 2000 il 14/10/2008 alle 11:47 commenti (1)

13 ottobre 2008

don Roberto MUSANTE un Prete datosi tutto a Cristo

da www.ristretti.it Edizione di sabato 11 ottobre 2008
Notizie
Angola: in carcere situazione al limite di umana sopportazione
di Fulvia Boniardi


La Voce d’Italia, 11 ottobre 2008

La situazione delle carceri della capitale angolana rispecchia la generale disorganizzazione del paese angolano e soprattutto la precaria attenzione dello stato a tutto ciò che non sia fonte di immediato guadagno.
I carcerati sono spesso considerati come la feccia della società. Don Roberto Musante, un salesiano argentino di 74 anni, ha scelto di accompagnare i giovani detenuti attraverso incontri settimanali di educazione ai diritti umani.
Entrare nella cadeia è come entrare in un film... dopo aver passato un unico e non troppo rigido controllo, si accede ad un patio diviso in due parti da una gradinata, da un lato un campo da calcio cementato, dall’altra uno spazio libero. I ragazzi si soffermano a guardare, fischiare, fare commenti; altri continuano nelle attività che li vedevano impegnati, lavano i panni, chiacchierano, si tagliano i capelli o la barba.
I carcerati sono divisi in caserme; alla mattina le persone di metà delle caserme vengono lasciate libere di circolare nel patio, al pomeriggio tocca all’altra metà. Il carcere in questione ha una capacità di 600 persone, ma al momento ospita 2.540 carcerati. Il palazzo è fatiscente, in molti dicono che presto potrebbe cadere; dal colloquio con alcuni dei detenuti più "antichi" si viene a sapere che nelle caserme dormono come se fossero in una ‘scatoletta di fiammiferi’, é questa l’espressione usata dal mio interlocutore; "non c’è spazio per i letti", spiega, "e anche i materassi sono difficilmente rintracciabili".
L’approvvigionamento dell’acqua é fatto attraverso i camion cisterna, ma nei periodi di molto traffico spesso il carcere intero può rimanere 2 o 3 giorni "a secco", in quei casi la puzza diventa asfissiante. Si mangia una sola volta al giorno, il pasto consiste in una brodaglia a base di fagioli. Gli incontri con Padre Roberto si svolgono tutti i giovedì mattina all’interno del refettorio; ogni settimana partecipano i detenuti di una caserma diversa.
All’entrare, i giovani carcerati (la media non supera i 25 anni) si siedono su dei banconi di cemento, Don Roberto, in piedi su un tavolo simile agli altri, cerca nell’ora e mezza a sua disposizione, di comunicare il valore della vita, la bellezza e l’importanza della famiglia, un legame sincero e duraturo come progetto per il futuro.
Insiste sul rispetto per le donne e soprattutto ribadisce il fatto che per aver commesso un errore non significa che il futuro sia compromesso, "tutti dobbiamo collaborare per il progresso dell’Angola, e dobbiamo trasformarci in protagonisti del cambiamento". L’attenzione è altissima, mentre don Roberto parla é impossibile non soffermarsi sullo sguardo di questi ragazzi, sulla speranza che brilla sul fondo dei loro occhi scuri.
Alla fine dell’incontro, usciti dal complesso e di nuovo sulla strada rossa per la terra angolana, in attesa del candongueiro che ci riporti verso casa, don Roberto rivela qualche sua impressione. Ammette che il pensiero che sempre passa per la testa è chissà quanto tutto questo servirà, ma la convinzione é che per lo meno, tornando nella loro caixa de fosforos (scatoletta di fiammiferi), oggi o domani, o in un giorno a distanza da questo breve incontro, penseranno alle parole ascoltate e ci rifletteranno... ma a don Roberto questo basta e avanza.
Come si fa a restare insensibile a queste storie? Preti che mettono la loro spalla sotto la croce di sventurati, Preti (e cene sono tanti per fortuna) che hanno dato la loro vita a Cristo e agliu sventurati che vivono ai margini della società cosedetta Civile, che si sono fatti veramente poveri tra i poveri. Un Grazie di cuore per quanto fate.
Non come i benestanti in Italia che vivono nell'abbondanza e comodità scordatosi della chiamata che hanno avuto indegni di indossare l'abito talare. Falcone Giovanni

12 ottobre 2008

Ancora gravissimi reati commessi da extracomunitari delinquenti.

Ancora una volta sui TG è passata un grave fatto di cronaca. A Padova 3 Carabinieri hanno rischiato di essere linciati con spranghe e bastoni da un gruppo di una trentina di Nigeriani accorsi a dar manforte ad un loro connazzionale clandestino fermato per controlli. Grazie al sangue freddo dei militari coinvolti e al pronto intervento di altri Carabinieri e Polizia accorsi in loro soccorso tutto si è risolto.
Il 20enne, risultato senza documenti, e' stato arrestato per violazione della legge sul permesso di soggiorno, per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Condannato per direttissima a 4 mesi e dieci giorni di reclusione, e' stato subito scarcerato. Questo è quanto succede in casa nostra con gli stranieri che si sentono autorizzato da Leggi nazionali e Internazionali a fare quello che vogliono, tutti pronti a gridare allo scandalo se qualcosa di male non dico che viene fatto ma anche se accidentalmente succede loro qualcosa. Tutt'altra musica è quello che succede agli Italiani nel mondo per un non nulla, per dolo, disgrazia, disattenzione ma anche semplicemente incastrati, come successo, che differenza c'è? nessuna, sono disgraziati di cui non ci si deve occupare, lebbrosi, appestati, i senza Dio e senza Patria figli di nessuno cioè NOI poveri miserabili della bassa pleba, anche noi come loro non meritiamo di essere degni ne di una parola di conforto nè di una sguardo nè di pietà Cristina, a voi aggiungere tutto quello che di più brutto vi viene in mente.
LA MIA UNICA SPERANZA E ASPIRAZIONE E' CHE PRIMA O POI QUALCHE PROGRAMMA TV MI DIA LA POSSIBILITA' DI ANDARE A GRIDARE TUTTO QUESTO.
Giovanni Falcone

I Cristiani in India

Questa mattina su RAI 1 è passato il servizio "India orrore senza fine" sul drammatico problema dei cristiani in India, in studio Sua Eccellenza il Vescovo di Brescia Mons. Monari, da me conosciuto perchè già Vescovo di Piacenza e Bobbio. A lui avevo anche scritto per la storia di Angelo ma anche per altri precedenti riguardanti fatti inerente al problema con la Chiesa. Da sua Eccellenza avevo anche ricevuto una risposta, come avevo scritto sul blog.
Bello il reportage sulla situazione in India di Francesca Pace, corrispondente della Stampa, in collegamento da Gerusalemme. Situazione gravissima per i cristiani anche in Iraq, ma nessuno dei Governi dell'Europa e del Mondo pare si sia accorto di nulla, all'infuori della voce del Ministro Frattini nessunn altro Governo si è fatto sentire su quanto succede in India e adesso anche Iraq.
Ecco quanto scrive anche Asianews.it:
Certo è che noi siamo in apprensione anche per i nostri cari detenuti in quei luoghi e se dovesse digenerare in ulteriori gravi conseguenze? certo per qualcuno non importa, tanto se la sono cercata, per altri non meritano pietà. E' strano ancora il silenzio della Chiesa al riguardo, nonostante il mio gridare, ancora posso confermare di aver parlato e scritto con preti, Vescovi, CEI e Vaticano, nulla silenzio, nessun Cireneo è venuto a bussare alla mia porta, c'è qualcuno che ancora pretende che vada a inginocchiarmi e implorare quello che mi dovrebbe essere dato come prescritto dal Vangelo e per quello che è stata la sua Chiamata, aspettiamo il Giudizio di Dio che arriverà e si abbatterà su costoro come un macigno, non servirà a nulla tingere di sangue la porta di casa propria. Falcone Giovanni

I Cristiani in India

Agli amici di RadioRadicale

Grazie ai ragazzi di Radio Radicale e FaiNotizia che hanno promosso e organizzato in modo esemplare questo Bar Camp 2008 a Roma, grazie anche all'Università Popolare di Roma che ci ha ospitato. La mia è stata la prima volta ad un evento politico del genere, dovuto al fatto di essere toccato personalmente del caso di mio figlio detenuto in India (ingiustamente) e come gli altri circa 3000 cittadini Italiani detenuti nel mondo a vario titolo DIMENTICATI DAL PROPRIO STATO. Oramai lo sapete sono 18 mesi che lotto, grido, ho già fatto 2 scioperi della fame, risultato? ANCORA SILENZIO. Questa è la triste realtà.
A voi Amici di Radio Radicali chiedo di far sentire forte la vostra voce su questi casi di violazione dei Diritti Umani e Civili, darci più possibilità e spazio nelle vostre trasmissioni e laddove fosse possibile far capire ai dirigenti radicali di impegnarsi su questi temi, bisogna rendersi conto, come da sempre grido, che questo è un problema sociale nazionale, e non si può più aspettare, ci sono state, ci sono e continueranno, se non si interviene subito tutte le violazioni di cui sopra, persone, esseri umani che vivono situazioni di costrizioni fisiche e psicologiche inacettabili, persone che rischiano letteralmente la vita.
La VITA, tanto declamata dalla Chiesa, giustamente, quella Chiesa tanto attenta alla salvaguardia dei temi sulla vita, ma che in questo caso proprio non vuole sentire. Mi chiedo e chiedo perchè? sebbene io abbia più volte interessato personalmente e con lettere i vari gradi gerarchici Ecclesiali, Nulla.
Come vedete amici Radicali tutti temi di battaglia già più volte affrontati da voi.
PERCHE' NON MI AIUTATE AD ORGANIZZARE UNA GIORNATA A TEMA SU QUESTI FATTI? Anche senza spreco di denaro, con video conferenza, fatemi confrontare con Giuristi e Costituzionalisti, mi viene in mente il prof. Giovanni Guzzetta, presente alla tavola rotonda finale, qualche Parlamentare e giornalisti. Questo almeno incomincerebbe a far smuovere veramente tutta la problematica.
Grazie ancora per quello fin qui fatto, buon lavoro, Giovanni Falcone

9 ottobre 2008

Risposta del Ministro Frattini

A seguito dell'ennesima risposta del Ministero degli Affari Esteri e nella fatti specie del Ministro Frattini, all'Interrogazione presentata dal Senatore Latronico, leggo con amarezza che la risposta del Ministero non cambia, è sempre la stessa, addirittura adesso c'è la novità che secondo quando a conoscenza del Ministero sulla vicenda Giudiziaria, durante il processo di primo grado non sono state rilevate violazioni al diritto di difesa dei due imputati, ai quali l'Ambasciata ha peraltro erogato, a titolo di sussidio, un comntributo al pagamento delle spese legali di 10.000 euro ciascuno.
A tale proposito, per primo intendo comunicare al Ministero che siccome ad ogni risposta non fa altro che parlare dei 10.000 € stanziati, come se la cosa avesse risolto il problema giudiziario e dei Diritti violati, di voler ritirare la somma devoluta a Angelo, così non avrò più scrupoli di coscienza.
In secondo analisi chiedo allo Stato e ai giornalisti tutti di essere ascoltato nelle sedi appropriate su tutta la vicenda per poter anche io discutere di quanto è in mia conoscenza, riscontrabile peraltro da documentazione in mio possesso, questo per non dare adito alla gente che segue questo caso di dover leggere solo ed esclusivamente quanto dichiarato dal Ministero.
Chiedo, che fine hanno fatto le violazione di diritto Internazionale e Umanitarie, intese nel non aver assicurato agli imputati un traduttore e avvocato? nel non aver dato la possibilità, ma neanche loro hanno avvisato le autorità Italiane del fermo prima e arresto dopo e delle prove che ne hanno assicurato tale stato?, ma ho tanto ancora da ridire su tutto. Falcone Giovanni

La risposta giunta del Ministro FRATTINI al Senatore Latronico




8 ottobre 2008

"BRINDISI BUIO" articolo di Valentina TATTI

Ecco, ci risiamo.
E’ da poco scoppiata la crisi economica e, l’unica luce che si cerca di intravedere è quella del danaro. Il politico serio se ne è andato in pensione ed ha lasciato la poltrona a qualche d’uno più bigotto, fedele al punto giusto con un pizzico di corruttibilità nel cuore. Questo, è tanto sicuro di sé, che d’è pronto a bacchettare chiunque non sia d’accordo con le sue, a volte anche strampalate idee, idee di salvaguardia del Paese, un Paese distrutto sul quale incombe la voglia matta di abbandonare. Lasciare un campo ormai desolato, sentirlo piangere da lontano e non muovere un dito affinché smetta di tormentare le orecchie. E’ un Paese malato, dove all’interno detiene contro voglia coloro i quali lo hanno trasformato in quello stato. Assente e disorientato tanto da non sentire le urla degli altri e, i richiami di famiglie che non sanno più come andare avanti.
Ad esempio, c’è un ragazzo di 27 anni che dal 9 marzo 2007 insieme ad un suo amico sono stati rinchiusi in un carcere indiano, con l’accusa e la complicità di due residenti del posto, ritrovata nell’auto da loro presumibilmente guidata 18 kg di hashish. I fatti non sono reali, i ragazzi di nome rispettivamente Angelo e Simone erano andati nello Stato Indiano per turismo, erano incensurati prima dell’arresto. La polizia locale non gli ha permesso di fare una telefonata all’ambasciata italiana né tanto meno ha permesso loro di chiamare un avvocato, inoltre non hanno potuto capire ciò che stava accadendo, poiché non erano e non sono rappresentati neanche da un traduttore. E’ certamente un complotto, non contro di loro, ma probabilmente per conto del terrorismo che ormai regna nel Medio Oriente. Più volte il padre di Angelo, Giovanni Falcone ha cercato di interpellare con mozioni e grida di sofferenza e impotenza, lo Stato Italiano che ancor oggi gli nega la possibilità di vedere la propria luce.
Cos’è bisogna essere appartenenti all’esercito, perché la Farnesina e tutto il Governo si mobiliti per la salvezza dei suoi concittadini?

Io, Valentina Tatti, appartenente al partito della Rifondazione comunista, cercherò per quanto è in mio potere, di – almeno – smuovere le acque.

Caso Erik BENETTI detenuto in Romania

Vi ricordate del mio post del 12 giugno c.a. quando ho parlato di Erik BENETTI detenuto in Romania senza una precisa imputazione? storia pubblicata da Ristretti.it, ebbene pochi minuti fa mi ha telefonata la mamma, signora Maria Teresa, purtroppo sommariamente mi ha detto che anche suo figlio è stato condannato, la storia di preciso la soprà domani sera quando abbiamo un appuntamente telefonico con tutta la famiglia.
Io riesco a immaginare quanta sofferenza c'è in queste persone, vi chiedo, a chi può di aiutarli come fate con me, è importante avere e sentire l'affetto di qualcuno vicino, con un articolo, commento o telefonata, come capita a me. Ci aggiorniamo a domani sera. Falcone Giovanni

La crisi della (non)democrazia - BarCamp - Esperimenti democratici: Diritti umani e civili | RadioRadicale.it

La crisi della (non)democrazia - BarCamp - Esperimenti democratici: Diritti umani e civili RadioRadicale.it

Commento non pubblicato dal sig. Nello sul suo blog

Ed ecco di seguito pubblico un mio commento inviato il 6 corrente al sig. Nello sul suo blog all'art. "25 Settembre, 2008...2:24 pm
Di turisti alla ricerca di emozioni e carcerati italiani all’estero"
vedo che oltre che moralizzatore, educatore adesso è diventato anche CENSORE non pubblicando il mio commento e non dando seguito e chiarimento ai fatti. Io sul mio blog mai mi sono sognato di censurare nessuno. A chi legge dico scusate gli orrori di ortografia nel commento che peraltro non ho voluto correggere riportando con esattezza quanto da me scritto, questo per non far sedere ulteriormente in cattedra chiunque, tanto poi penso di essere scusabile dato il mio essere analfabeta non istruito.
Egregio signor Nello, posso capire la spam, Le ho scritto due commenti, uno subito il 2 a sera quando per caso ho trovato il suo post e l'altro ieri sera perchè nel frattempo ero fuori paese sempre e solo per la storia di mio figlio. Al contrario di quanto dice lei io sto facendo tutto quello che riesco ed entra nelle mie possibilità, anche a me sarebbe piaciuto venire in India, ma dato la mia situazione economica non mi è possibile e in Ambasciata ne sono perfettamente a conoscenza, da subito e nè può avere conferna da tutte le funzionarie sia consolare che commerciale, del mio tentativo di trovare in himachal pradesch di una qualsivoglia ONG, dato i miei trascorsi di volontariato all'estero, ma come sa meglio di me in quello stato sono assenti. L'amore di un padre non può essere cosa giudicabile da nessuno quando non se ne conoscono i dettagli di determinate condizioni che ne determinano il comportamento che a volte purtroppo ai più possono sembrare negativi. Sarebbe bastato chiedere prima. Ma a parte questo io del suo post non ho accettato la terminologia usata definendo delle persone drogati, fatti, strafatti, straccioni etc. purtroppo non tutti abbiamo la fortuna di nascere figli di papà o avere la fortuna di diventarlo nel corso della vita, non per questo bisogna rinchiudersi e non girare il mondo. Intanto io ho sempre dichiarato nel mio blog che in base ai documenti in mio possesso posso dire con certezza che Angelo è innocente o meglio è stato incastrato o ancora che si sia trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Che le indagini dovrebbero essere condotte da polizia imparziale e giudicati in seguito a un giusto ed equo processo. Lei sa benissimo che quegli avvocati da Lei conosciuti l'anno scorso hanno chiesto una somma di 65.000€ più le spese, somma per me irragiungibile e vi ho dovuto rinunciare, anche volendo indebitarmi come da lei asserito non avrei trovato una banca, perchè non potevo dare garanzie, adesso e prima che Lei fosse contattato dall'amico comune (ed io neanche sapevo che avrebbe contattato Lei) quegli stessi avvocati mi avevano fatto altro preventivo ed io avevo fatta e-mail all'Ambasciata accettando e dandone a loro il mandato ma che successivamente per sopraggiunti ulteriori problemi riscontrabili in Ambasciata è saltato tutto. Solo in seguito ho saputo del suo interessamento da parte di A. che tra l'altro il nome dell'avvocato da Lei inviato all'altro amico di A. a me non è stato mai comunicato perchè la notte successiva la sua comunicazione quel signore è stato colto da infarto pesante ed è ancora tutt'ora ricoverato senza poter parlare, l'amico A. succesivamente con 1 sms mi ha fatto il suo nome. Peraltro Lei dice di aver avuto contatti con me che io assolutamente non ricordo, non ricordo neanche di aver parlato con sua moglie, buio pesto e siccome ho tutto registrato e memorizzato i suoi dati non mi risultano, mi ricordo vagamente che appena successo il fatto di aver contattato una volta l'Ansa a Delhi, tutto qui. Comunque a parte questo, il tutto è nato da fatto che lLei ha apostrofato delle persone che con dolo o colpa abbiamo avuto comportamenti illegali come straccioni, strafumati, strafatti, ancora che quelli imprigionati ricevuno visite almeno una volta al mese, Angelo la prima visita l'ha avuta dopo 8 mesui a seguito di un mio sciopero della fame, e che io continuamente l'ho martellato con richieste di aiuto. Inoltre che io e altri familiari pretendiamo che lo Stato ci paghi l'avvocato? non vero io chiedo il rispetto del Diritto da parte dello Stato e che lo stesso faccia rispettare gli stessi Diritti dagli altri Stati, come previsto da Leggi e Convenzioni Internazionali, verso i propri cittadini, tutti, nessuno escluso, mi batto per una legge sul gratuito patricinio, come peraltro anche altre associazioni, la legge attuale per me è anticostituzionale perchè esclude da questo diritto i cittadini Italiani detenuti all'estero mentre lo prevede per gli stranieri in italia. La Costituzione all'art. 24 non fa differenza tra Italiani detenuti all'estero e quelli in Italia, mi batto per il Rispetto delle Leggi e Convenzioni Internazionali Internazionali, quello sì, sa benessimo o dovrebbe che ad Angelo in fase di fermo prima e arresto dopo non è stato fornito un traduttore e un avvocato, che le Autorità Indiane non hanno permesso a lui ma neanche loro hanno dato avviso alla nostra Ambasciata del fermo e delle motivazioni dello stesso nei confronti di Angelo e Simone, anche questo previsto dalle convenzioni che l'India ha firmato, ma ancora per ultimo dopo la condanna, non hanno dato avviso del trasferimento in altro carcere e per questo l'Ambasciata ( e mi è stato comunicato dalla funzionaria) ha presentato formale protesta alle Autorità Indiane. Come vede le cose stanno diversamente da come Lei le ha descritte sinteticamente nel suo articolo dando così una errata interpretazione che altre persone che seguono assiduamente il suo blog hanno recepito in tal modo. Io continuo da padre onesto (e non accetto prediche da nessuno) la mia lotta per come posso e riesco, vedremo dove riuscirò ad arrivare, mio figlio lo sa benissimo e anche chi mi conosce, riconoscimento di stima per quanto sto facendo accreditatomi anche sia dal Ministero che dall'Ambasciata. Potrei anche parlarle di altre persone detenute in India ma forse lei conosce tutti o no? Devo dire a grazie a dei suoi colleghi free lance lì in India che sono andati a trovare Angelo in carcere anche rischiando di loro ma sicuramente spendendo di propria tasca hanno pagato sia derrate alimentari, vestiti e medicine. A loro a e tutti quelli che mi hanno aiutato anche solo con supporto morale (e il mio blog ne è pieno) e tante sono le telefonate che ricevo ogni giorno. Spero che anche questo commento non finisca nella spam e che i suoi blogghisti che la seguono possano leggere quanto da me scritto, anche a Lei va il mio ringraziamento Giovanni Falcone

7 ottobre 2008

Notizie dei TG

E' di oggi la grossa notizia, lo scoupe di uno dei TG nazionale, la notizia secondo cui dei pinguini hanno perso l'orientamento e sono spiaggiati in quel del Brasile. Mi spiace è ovvia per i pinguini che comunque sono stati soccorsi e aiutati dalle autorità , trasportati in altra località nella speranza che riescano a raggiungere la loro meta naturale, glielo auguro con tutto il cuore, mi duole solo il fatto che ancora una volta la sorte di 3000 cittadini Italiani è stata dimenticata, sicuro non per colpa dei pinguini, dei cani che sono stati tenuti segregati, il loro carnefice è stato arrestato per violazione dei Diritti e trattamenti inumani verso animali, giustissimo, ma ripeto dei Diritti Umani di questi cittadini non ne tratta nessuno, non fa notizia, semplicemente non esistono, io vi suggerisco signori giornalisti ......... cercate di occuparvi di loro almeno considerandoli animali, come sono definiti dai più, animali oltre che straccioni.
Chiedo aiuto a tutte le Associazioni animaliste dell'Italia, FATE VOSTRA LA SORTE DI QUESTI 3000 ANIMALI che come tali sono trattati e rinchiusi in carceri del mondo, altro che i poveri cuccioli che oggi i Carabinieri hanno salvato, per fortuna. Chiedo a chi mi segue nel mio blog e ha più tempo di me di scrivere delle e-mail a queste associazioni nazionali e internazionali, cerchiamo di diffondere la notizia, forse sarà la strada giusta? chi lo sa grazie Falcone Giovanni

3 ottobre 2008

angelo falcone detenuto in India e dichiarazioni di pseudi giornalisti

E' da ieri sera che non sto nei miei panni, e chi mi conosce sa quello che dico, proprio ieri sera ho voluto andare in Internet e digitando italiani dfetenuti all'estero,, in 10° pag. mi sono imbattuto in un articolo su un blog personale che dire schifoso è poco, e me ne assumo tutte la responsdabilità.
Un certo inviato pare ANSA, RAI e altro, sul suo blog personale di cui vi segno il link http://indonapoletano.wordpress.com/2008/09/25/di-turisti-alla-ricerca-di-emozioni-e-carcerati-italiani-allestero/#comment-614
ha dichiarato cose assurde sugli italiani detenuti in India, Drogati, fatti e strafatti, strafunati, in India solo per questo, che lui quando va in Ambasciata si imbatte in STRACCIONI che pretendono che lo Stato paghi loro tutto (anche per i loro sbagli), che l'Ambasciata va a fargli visita sempre, almeno una volta al mese, cosa ne sa lui? io sotto la mia responsabilità dichiaro che a mio figlio sono state fatte 3 visite, una a Ottobre 2007 dopo 8 mesi dall'arresto e intanto che avevom in atto uno sciopero della fame, un'altra a marzo 2008 e ora il 23 settembre, inoltre lorto fanno risultare una visita a novembre quando sono andato a trovare Angelo e l'Ambasciata, devo riconoscerlo ha messo a nostra disposizione una funazuionaria che ci ha accompagnato. Cosa ne sa lui di tutto il resto? Gli chiedo di indicare i nomi degli Italiani detenuti in India di sua conoscenza, per poter dimostrare quanto lui sa di più di me, faccio presente, tanto per conoscenza che io non mi occupo solo di mio figlio ma anche di altri Italiani detenuti nel mondo, portando a conoscenza il popolo di internet di quan succede. Voglio sapere:
cosa ne pensa l'ANSA, la RAI,il Mattino del quale lui dichiara di lavorare e di aver lavorato, di quanto dichiarato da questo essere, chi è lui da aver dichiarato tutto quello di cui all'articolo che ho allegato il link.
Probabile che questo signore, ammesso non sia nato in casa dei principi regnanti si sia dimenticato del suo passato? Falocone Giovanni

Via libera all'estradizione per Barbara Fraternali

Newsletter News ITALIA PRESS
n. 193 - Anno XV
02 Ottobre 2008
Il caso della donna italiana detenuta per truffa in un penitenziario marocchino
02.10.2008 19:10:35
Rabat - Barbara Fraternali, la cittadina italiana di 41 anni detenuta nelle carceri marocchine dallo scorso 29 aprile ha ottenuto il via libera all'estradizione e a breve rientrerà in Italia. La notizia è stata diramata attraverso un comunicato della Farnesina, in cui si dice che "grazie all' attivo interessamento dell'Ambasciata italiana a Rabat e in uno spirito di collaborazione con le autorità marocchine, è stata assicurata l'applicazione del trattato di estradizione vigente fra i due paesi". La nota della Farnesina assicura inoltre che "l'Ambasciata d'Italia a Rabat ha ricevuto istruzioni dal ministro Frattini di continuare a prestare alla signora Fraternali l'assistenza consolare che... (continua

1 ottobre 2008

Nel nome del figlio

Da LA STAMPA 1 ottobre 2008 home page finestra "angolo dei giornalisti" Pablo Trincia

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=175
Il dramma di Giovanni Falcone
Qualche tempo fa stavo sfogliando il giornale quando, in un trafiletto, ho trovato una notizia che mi ha colpito: quella di Angelo Falcone, un ventisettenne della provincia di Matera, rinchiuso da oltre un anno in carcere indiano con l’accusa di traffico di droga. Il giovane era stato arrestato nell’Himachal Pradesh nel marzo del 2007, e una corte indiana gli ha da poco inflitto la condanna in primo grado: 10 anni di reclusione. Una vita, per giunta in una terra straniera, a migliaia di chilometri da casa. Per le autorità locali, l’italiano era in possesso di 18 kg di hashish, che lui nega di aver mai avuto. Angelo Falcone non è il primo italiano a finire nei guai all’estero per questioni simili. Molti ricorderanno anche il caso clamoroso di Luca Zanotti, estradato in Grecia pochi giorni fa per affrontare un processo per i pochi grammi di fumo che gli erano stati trovati addosso. Secondo le statistiche, a quasi tremila nostri connazionali – dal Sudamerica all’Asia – è toccata una sorte simile, anche se non sempre si tratta di problemi di droga. Quello che preoccupa è che se ne parli troppo di rado. Dopo aver letto la storia di Angelo ho chiamato il padre, Giovanni Falcone, che sta conducendo una battaglia per riportare il figlio in Italia (questo è il suo blog: http://giovannifalcone.blogspot.com). Giovanni mi ha raccontato il suo dramma di genitore. Ormai ci sentiamo quasi tutti i giorni. Ex brigadiere dei carabinieri in pensione, divorziato, questo signore ha perso il sonno. C’è da capirlo. Dal 9 marzo 2007 ha visto il figlio solo una volta, parlandoci al telefono di tanto in tanto. Ma da un mese Angelo è stato trasferito in un nuovo carcere, a Nahan, non lontano da Chandigarh, e non glielo passano nemmeno più al telefono. Ho chiamato il carcere per vedere se riuscivo a fare qualcosa. L'ufficiale che ha risposto parlava solo l’hindi, che i signori Falcone non conoscono. La risposta è stata lapidaria: - “Non possiamo passarglielo”. - “Guardi che i genitori non lo sentono da settimane”. - “Lo so, capisco sia difficile, ma ci sono procedure burocratiche e ai detenuti non è concesso fare telefonate, né riceverne”. Eppure mamma e papà Falcone hanno urgenza di parlare con Angelo, e non solo per sentire la sua voce: il 23 ottobre scadono i termini per la richiesta del processo d’appello, dopodichè la sentenza sarà inappellabile. Parlare con Angelo per coordinare la difesa è una questione vitale, un diritto che le autorità indiane stanno negando al ragazzo. Giorni fa, Giovanni era stato contattato da un presunto avvocato indiano che chiedeva una cifra fantasmagorica, promettendo di fargli uscire il figlio di prigione entro breve. Ha appena scoperto (per fortuna in tempo), che si trattava di un truffatore. Ma le lancette volano e il 23 ottobre non è poi così lontano. Giovanni Falcone non sa a chi rivolgersi, e continua a ricevere strane richieste di soldi via fax e telefono da personaggi loschi che si spacciano per avvocati e che tuttavia riescono a entrare nel carcere per incontrare il figlio.Nel frattempo, questo padre sventurato si sente abbandonato dallo Stato. Ha appena saputo che non c’è un trattato di estradizione tra Italia e India e non ci si può affidare alla convenzione di Strasburgo, perché l’India non l’ha firmata. Qualcuno si chiederà: E’ davvero colpevole, Angelo Falcone? Oppure si trovava nel luogo sbagliato al momento sbagliato? Domande legittime, che tuttavia – almeno per ora – ci interessano poco. Quello che ci deve interessare è che oggi esistano simili falle nella legislazione internazionale. Che si faccia poco o nulla a riguardo. Che a pagarne le conseguenze siano un padre e una madre. Che un ragazzo di 27 anni rischi di passare 10 anni in un carcere indiano perché non è riuscito a fare una telefonata. pablo_trincia@yahoo.co.uk
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29/9/2008

Richiesta soldi per la liberazione di Angelo

Continua la mia lotta, il mio peregrinare, il tentare nuove via per dissipare questa nebbia che tutti, nessuno escluso tengono intorno al caso di Angelo, ma anche a quelli di tanta povera gente che per colpa o solo perchè incappati nelle maglie della corruzione e malagiustizia non riescono a far valere le loro ragioni, i propri Diritti Civili e Umani, Diritti che dovrebbero essere garantiti e tutelati in uno Stato Civile e Democratico. Sono in tanti purtroppo, mi viene in mente Kassim, Carlo, Filippo nascosto in un villaggio indiano, Ivano abbandonato in una stanza di una pensione, Juri in Thaillandia condannato dapprima a morte e poi tramutata in ergastolo e da anni che grida la sua innocenza, la signora detenute in Brasile e ne potete leggere sul mio blog nel reportage di Marco Matthieu della Repubblica, in Sud America, il sig. Giovanni in uno Stato della ex URSS e tantissimi altri ancora con storie assurde, per ultimo Luca che per una legge assurda è stato estradato dall'italia verso la Grecia per essere sottoposto a un processo per il quale rischia 10 anni di carcere.
Io grido da 19 mesi che l'Italia abbia il coraggio di pretendere presso le competenti Autorità il rispetto delle Leggi e Convenzioni Internazionali che tutti o quasi gli Stati hanno firmato.
Nessuno, dico nessuno se ne vuole occupare, Parlamentari Italiani che si occupano di tutto specie di problemi verso gli stranieri in Italia, Parlamentari che hanno il poco gusto di dichiarare che gli Italiani detenuti all'estero, non meritano nessuna pietà, Lui già ha giudicato, sostituendosi a Dio e alla Legge, a Dio perchè neanche Gesù ha condannato la Maddalena quando stava per essere lapidata per le sue colpe, alla Legge perchè fino a prova contrario, l'art. 27 della Costituzione dice che nessun cittadino può dirsi colpevole fino a giudizio finale.
Ma come lui tutti, nessuno vuole occuparsi di questa gente, esseri umani, tutti buoni a giudicare, ad occuparsi di tutto, vedasi per ultimo il caso dei cani sui treni, in 2 giorni problema risolto, i detenuti all'estero valgono meno dei cani sui treni.
Voglio partire dall'ultima risposta che il Governo Italiano ha dato in aula in risposta all'ennesima Interrogazione Parlamentare presentata dall'On. FOTI di Piacenza, instancabile, e che già ho riportato su questo blog in data 26 settembre 2008 proprio nell'ultimo punto dove il sottosegretario Craxi dichiara:
In questa fase, la strada maestra per i signori Falcone e Nobili resta quindi quella di difendersi in giudizio e auspicabilmente di dimostrare la loro estraneità ai fatti di cui vengono accusati. Il Ministeri delgli Esteri e la nostra Ambasciata a Nuova Dehli continueranno a seguire il loro caso con la massima attenzione, assicurando ai nostri connazionali tutta l'assistenza necessaria.
Come faccio da solo a gestire una situazione di questo tipo senza un'aiuto?, da dopo la condanna continuano ad arrivare continue richiesta di pagamento somme ingenti per la liberazione di Angelo, ora io dico e chiedo a chi di competenza, possibile che io non posso avere colloqui con Angelo perchè non è previsto mentre questa gente addirittura parla e fa scrivere coercitivamente una lettera e poi spedirla a me?
Come è possibile che le Autorità Indiane abbiano dichiarato all'Ambasciata che non è possibile avere colloqui con i detenuti?, le Convenzioni Internazionali prevedono ben altra cosa.
Allora voglio esortare chi di competenza, (il M.A.E.) ad adoperarsi fattivamente per il rispetto delle Leggi. Di sicuro io, privato cittadino non posso, la cosa è ancora peggio se si pensa che il 23 ottobre scadono i termini della presentazione dell'appello. Falcone Giovanni