9 settembre 2008

PER VIOLET "1"

‘Violata’ dall’Italia, abbandonata dalla Francia
“Chiedo semplicemente le condizione minime per una esistenza libera e dignitosa” dice F. C. V. V., cittadina francese residente a Catania. “Credo di essere l’unica cittadina francese all’estero che la Francia ha deliberatamente deciso di abbandonare in una situazione di violazione dei diritti umani da parte dell’Italia”.
25.08.2008 08:08:14
Catania - F. C. V. V. Cittadina Francese. "Immatricolata presso la Vostra Ambasciata, section consulaire Rome, in data 01/12/04 al numero 08133701, Pass numero 04RE61455 9 , e residente in Catania" recita la lettera di uno studio legale di Catania indirizzata all'Ambasciatore francese in Italia, Jean Marc de La Sablière, in data 19 giugno 2008. Lettera nella quale il legale segnala "una situazione di emergenza relativa alla Signora F.C.V.V.", la quale "dopo essere stata oggetto, per lungo tempo, di numerose vicende che appaiono essere lesive dei diritti fondamentali della persona umana, da anni, come da Vostro suggerimento, contatta le autorità Italiane, senza però riuscire ad avere risposte concrete e risolutive". Il legale concludeva richiedendo un "urgentissimo intervento, anche perché la Signora sta per iniziare uno sciopero della fame ad oltranza, nel tentativo di uscire definitivamente dalla incresciosa situazione in cui, suo malgrado, si trova".L'8 luglio, lo stesso studio legale interviene nuovamente sull'Ambasciata, questa volta per rispondere a una richiesta, del giorno precedente, di chiarimenti da parte di Christophe Carlucci, responsabile degli Affari Sociali dell'Ambasciata, il quale aveva domandato ragguagli sullo sfratto che F. C. V. V. aveva comunicato di aver ricevuto. Detto sfratto, scrive lo studio legale catanese, "è stato convalidato dal Giudice del Tribunale di Catania Dr. Lima in data 18/06/08 (Proc. 7383/08 R.G.)". Lo studio si sente poi in dovere di precisare a Carlucci: "La posso rassicurare sul fatto che la Signora F. C. V. V. , pur essendo comprensibilmente molto provata, è una persona attendibile, per come ho potuto verificare anche documentalmente". "Da quel momento nuovamente silenzio, l'Ambasciata oramai neanche risponde più alle mie telefonate" afferma F. C. V. V. che preferisce farsi chiamare Violet Rouet, mentre dalla Prefettura di Catania, nel passato già sensibilizzata al caso anche dalla Presidenza della Repubblica italiana, "a volte fanno finta di non conoscermi", più semplicemente nessuno risponde ufficialmente. "Il mio è un nome complicato" dice Violet, 58 anni, cittadina francese, accento spagnolo (è cresciuta a Cuba), sangue nelle vene di mezza Europa, parenti tutti negli Stati Uniti, "e inoltre voglio evitare, fin tanto che mi sarà possibile, che la mia identità venga sparata sui giornali, non voglio che si pensi che intendo farmi pubblicità", tanto che non permette la pubblicazione di una sua fotografia, "amo i gatti" ci dice, "ci metta un gatto al posto della mia foto che tanto fa uguale, io per la società e per le Istituzioni sono molto meno di un gatto".
Una storia di oltre 18 anni di incubo, quella di Violet. Arrivata in Sicilia, dalla Francia, come libera professionista, consulente d'arte, "chiamata qui per dare vita a una grossa agenzia d'arte", quasi subito dopo è iniziato il suo ‘incubo italiano'-‘siciliano', che l'ha fatta finire prima a fare la badante per sfamarsi e ora a non avere più un tetto sulla testa, poco o nulla da mangiare "il tutto nell'indifferenza di tutti". "Io ero indipendente economicamente quando sono arrivata in Sicilia" racconta Violet, "E malgrado tutti questi 18 anni di violazioni che ho subito ho sempre lavorato, impresa non da poco qui, e in queste condizioni. Ancora oggi non voglio vivere di aiuti"
E' una storia di "violazione dei diritti umani, delle libertà fondamentali, di omertà delle istituzioni italiane e menefreghismo di quelle francesi in Italia". Una storia troppo lunga da raccontare, "se sopravvivo, e non ci credo, lo farò, ora non serve". Non serve perché il problema ora è quasi banale: "Le Istituzioni italiane non mi riconoscono come cittadina o immigrata extracomunitaria, ovviamente, e per tanto ritengono di non avere il dovere di aiutarmi, assistermi, garantirmi i diritti sanciti dalla Costituzione e dalle leggi. E tutto questo senza neanche rispondermi ufficialmente. Le autorità francesi in Italia, per quanto io abbia passaporto francese, essendo residente in Italia, ritengono di non avere il dover di aiutarmi, per loro dovrebbe essere l'Italia a preoccuparsi della mia condizione. Peccato che l'Italia non ha detto alla Francia che non ha nessuna intenzione di occuparsi di me".Italia-Francia: 0-0, ovvero, rimpalleggio. "Credo di essere l'unica cittadina francese all'estero che la Francia ha deliberatamente deciso di abbandonare in una situazione non solo di indigenza, ma quel che è peggio di violazione dei diritti umani" dice Violet."L'Ambasciata francese una cosa l'ha fatto: mi ha detto che mi potevano offrire un biglietto per gli Stati Uniti, dove si trova la mia famiglia. Forse ignorano che poi là io ci dovrei restare e per farlo dovrei essere in grado di versare circa 75mila dollari di garanzia, poi trovarmi un lavoro, a 58 anni, trovarmi casa, insomma garantire agli americani che me la saprò cavare. Ho detto, grazie, Ambasciata del mio Paese, ma non è il caso".
Violet afferma: "chiedo semplicemente le condizione minime per una esistenza libera e dignitosa". Richiesta avanzata alla Prefettura -Ufficio Diritti civili, cittadinanza, condizione giuridica dello straniero, immigrazione e diritto d'asilo- e al Comune di Catania, richiesta alla quale nessuno hai mai risposto in forma "ufficiale" fatto che "mi impedisce di attivare mio Paese, e di accedere alla protezione diplomatica e consolare". Essendo residente in Italia, spiega Violet in una delle tante lettere inviate alla Prefettua, "ho bisogno che sia ufficiale da parte vostra che non sono di vostro interesse, o che non siete in grado di attivare i provvedimenti che mi risultano previsti del vostro ordinamento". Esistenza ‘libera e dignitosa' lontano dalla Sicilia, certo, "ma quello che a me prima di tutto interessa è denunciare questa situazione, denunciare che nel XXI secolo, nella civilissima Europa, esiste un Paese come l'Italia che si preoccupa giustamente dei rom e degli immigrati clandestini, per i quali è molto più che garantista, ma non si preoccupa di una cittadina comunitaria che da oltre 18 anni ospita e che prima l'ha messa in situazione di vittima delle connivenze del giudiziario con i potentati dell'illegalità che utilizzano la giustizia come 'arma impropria', poi l'ha condannata a vivere in una situazione perenne di violazione di diritti umani. Dall'altra parte esiste un Paese, la Francia, che si mobilita con la sua grandeur per i diritti umani in mezzo mondo, e poi abbandona una sua cittadina vittima delle violazioni dei diritti umani di un Paese amico che si dice democratico".

News ITALIA PRESS

1 commento:

franca corradini ha detto...

Grazie per aver ospitato spazio per il caso Violet