9 settembre 2008

Ancora un caso.

Da www.ristretti.it Edizione di lunedì 8 settembre 2008

Croazia: cacciatore italiano in carcere, aveva "esche" proibite
La tribuna di Treviso, 8 settembre 2008

Claudio Possamai, il cacciatore in carcere a Zagabria, dovrà rimanere in cella fino a che non si concluderà la vicenda giudiziaria a suo carico. Per tutta la giornata di ieri Possamai ha atteso di uscire, con l’obbligo di rimanere a Zagabria; ipotesi che era stata ventilata giovedì. Nel pomeriggio, invece, la doccia fredda: il no del giudice alla richiesta di scarcerazione. La motivazione? Solo lunedì verrà esternata. "Mi raccomando: venerdì venite a prendermi il più presto possibile".
Questa la raccomandazione di Claudio Possamai ai familiari che giovedì l’avevano incontrato nel parlatoio del carcere. Il cacciatore era infatti convinto che il giorno successivo il giudice Miriana Horvat, che segue la sua vicenda, lo avrebbe rilasciato, ancorché ritirandogli i documenti e, quindi, obbligandolo a non muoversi da Zagabria, fino alla celebrazione del processo.
Ieri, invece, il legale di fiducia si è sentito rispondere dal giovane magistrato che l’assistito dovrà continuare la detenzione. L’avvocato ha insistito per conoscere il motivo di tanta severità, ma si è sentito dire che potrà avere spiegazione soltanto lunedì prossimo. E che, in ogni caso, Possamai dovrà attendere il giudizio in cella. Per quanto tempo non si sa.
Una, forse due settimana, ma anche di più. Tanto che, saputa la notizia, il ministro delle politiche agricole Luca Zaia ha convocato l’ambasciatore croato a Roma per avere spiegazioni sul caso. "Pare - ha confermato Zaia - che le accuse contro di lui siano riferite a un richiamo per uccelli. Non mi arrendo di certo davanti a questa assurda ipotesi. Ritengo di doverne sapere di più e quindi ho convocato lunedì al ministero l’ambasciatore croato".
Un atto formale dal valore molto importante, che di solito si adotta nei momenti di crisi diplomatica fra due paese, e che gode del via libera del Governo. Ma la preoccupazione, in casa Possamai a Tarzo, per l’imprevisto evolversi della situazione, non cessa. "Non vogliamo nemmeno immaginare come mio padre riceverà questa notizia - pesa le parole, con sofferenza, la figlia Paola -. L’altro giorno ci diceva di essere convinto, anzi convintissimo dell’imminente liberazione. E che avrebbe preparato i suoi effetti in valigia fin dal mattino presto, raccomandandoci di essere puntuali ad accoglierlo all’uscita dal carcere".
Ieri mattina le ore sono trascorse, una più pesante dell’altra, in casa Possamai a Tarzo. "Perché non ci telefonano che lo rilasciano?", continuava a chiedere la moglie. Ma metà mattinata la brutta notizia - direttamente dall’avvocato - che il fermo continua. "Ma Claudio non ha ucciso nessuno, non ha compiuto nessun misfatto" si è sentito replicare il legale dall’altra parte del cellulare. Sorpresa, a quanto riferiscono i familiari, anche da parte dell’Ambasciata, dove pure c’era la convinzione che la vicenda si stesse risolvendo. Alla moglie e ai figli non resta, dunque, che recarsi a Zagabria lunedì, per saperne di più.
"Ma non sappiamo neppure se lo potremo incontrare", afferma la figlia. Al padre non è stato concesso neppure il permesso di telefonare a casa, come avevano chiesto i familiari attraverso l’avvocato. "Abbiamo tutta l’assistenza del personale dell’ambasciata, che anche ieri si è fatto in quattro - riconosce Paola -, ma evidentemente ci consolerebbe solo la liberazione. Mia madre è disperata". Claudio Possamai è parcheggiato in una cella con altri 5 detenuti.
"Pare che non ci siano problemi da parte loro. Sono tutti slavi, non conoscono la lingua italiana, quindi neppure rivolgono la parola a mio padre. Che sta sulle sue". Ancora problematica l’alimentazione. Allergico ai latticini e ai formaggi, Possamai è costretto a rinunciare a numerose pietanze. "Si accontenta di pane e marmellata. Ed eventualmente di carne, purché non sia cucinata al tegame col burro". Resta chiuso, intanto, il ristorante gestito dalla famiglia Possamai. "Lo riapriremo solo quando Claudio finirà questa terribile disavventura".

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