1 agosto 2008

L'India e i detenuti Italiani (da Newsitaliapress del 31.07.2008)

foto:Maria Grazia COGGIOLA
I. D. B. chiede di essere rimpatriato per fuggire da una situaziione "insostenibile"
L'India e i detenuti italiani
Un viaggio in India finito in incubo. Trovato con 250 grammi di hashish ha subito un mese di carcere e da un anno e mezzo si trova in un albergo di Curro senza la possibilità di tornare in Italia nonostante le gravi condizioni di salute
31.07.2008 20:07:20
Curro (India) - Dopo la vicenda di Angelo Falcone e Simone Nobili, cittadini italiani attualmente detenuti nel carcere di Mandi con l'accusa di possesso di stupefacenti, in attesa di un giudizio dal 10 marzo del 2007, News ITALIA PRESS ha raccolto la testimonianza di un'altra vicenda giudiziaria, anch'essa verificatasi in India, ai danni di un cittadino italiano.

I. D. B. (utilizziamo le iniziali per espressa richiesta di riservatezza, ndr) ha raccontato di essere stato arrestato "nel dicembre del 2006, in seguito ad una soffiata. Ero diretto a Delhi - ha spiegato - e mi hanno trovato 250 grammi di hashish, un quantitativo non elevato".


Il viaggio in India iniziato in settembre si trasforma così in un calvario giudiziario. Trascorre un mese nelle carceri di Mandi, proprio quelle in cui sono detenuti anche Angelo e Simone, finché non paga "8.000 euro di cauzione" e viene liberato. "Il processo in primo grado - ha aggiunto - l'ho vinto, ma non mi è stato restituito il passaporto", perché l'accusa ha fatto ricorso e quindi vi dovrebbe essere una seconda sentenza, la cui data, però, I. D. B. non ha saputo indicare. Da allora è costretto a risiedere in una pensione di un piccolo paese nei pressi di Mandi.

Secondo la lettera che Angiolo Marroni, garante dei detenuti del Lazio e coordinatore della Conferenza Nazionale dei garanti dei reclusi, ha inviato all'Ambasciatore italiano in India, Antonio Armellini, la vicenda sarebbe differente: "Condannato in India per uso e detenzione di sostanze stupefacenti, un cittadino italiano di 54 anni di Conegliano Veneto si trova attualmente agli arresti domiciliari in una piccola e fatiscente pensione, in condizioni igieniche precarie che mettono addirittura a repentaglio la sua vita". La permanenza in albergo non sarebbe quindi dovuta al ricorso dell'accusa ed alla mancata restituzione del passaporto, ma alla condanna subita da I. D. B., tramutata in arresti domiciliari dopo il pagamento della cauzione.

Al di là di questa divergenza, si devono però sottolineare le gravi condizioni di salute di I. D. B., testimoniate dalla fotografia della giornalista free lance, Maria Grazia Coggiola, recatasi in visita sia dal cinquantaquattrenne di Conegliano Veneto sia da Angelo Falcone. Nella stessa lettera di Marroni si fa presente la sua difficile situazione: "Il caso del signor I. D. B. - si legge - mi e' stato segnalato dall'anziano padre, che mi ha chiesto un aiuto dal momento che il signor I. D. B. è gravemente malato. Le sue condizioni si sono aggravate per il decorso della malattia, che già in Italia lo costringeva a sottoporsi a trattamento retro virale, e per l'impossibilità di cure adeguate oltre che per le scarse condizioni igienico-sanitarie del luogo in cui risiede. Le sue condizioni di salute - ha continuato Marroni - sono così delicate che impongono tempestive cure per salvargli la vita. Mi appello quindi alla sua sensibilità affinchè, nel rispetto delle leggi e delle procedure, si possa, con un suo intervento a nome del governo Italiano, far si che il signor i. D. B. venga trasferito e curato nel nostro Paese".

I. D. B. ha precisato meglio la sua condizione spiegando che ha avuto "un incidente, cadendo in un buco. Mi si è paralizzata la parte sinistra del corpo, anche se ora mi sto riprendendo abbastanza bene". L'intervistato ha aggiunto che "la permanenza in albergo la devo pagare con i miei soldi ed è piuttosto cara. Inoltre ho dovuto trovarmi da solo un assistente senza il quale non so come farei, ma anche questo è stato compito mio, le autorità indiane non mi hanno dato nulla, se non un mese di carcere in condizioni pessime". Per quanto riguarda l'assistenza da parte delle autorità italiane I. D. B. non ha lanciato pesanti accuse limitandosi a riferire che "dall'Ambasciata non ho avuto aiuto perché di fronte alle autorità indiane sono impotenti".

Da quasi due anni in India senza passaporto, I. D. B. ha chiesto di poter tornare in Italia per poter sfuggire ad una situazione "insostenibile".
News ITALIA PRESS

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