17 luglio 2008

da NIP 16.7.08 - India, Caso Falcone-Nobili: il 23 luglio l'udienza

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Notiziario NIP News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 138 - Anno XV, 16 Luglio 2008, 19:10:00
Italiani nel mondo
India, Caso Falcone-Nobili: il 23 luglio l'udienza
16.07.2008 19:07:10
New Delhi - E' prevista per il prossimo 23 luglio a Mandi, in India, l'udienza ad Angelo Falcone e Simone Nobili. La data cade a quasi un anno e mezzo dall'arresto dei due ragazzi avvenuto in India il 10 marzo del 2007. I giovani italiani erano stati arrestati dalla polizia indiana con l'accusa di possesso di droghe. Accusa rigettata dai due ragazzi che in una dichiarazione risalente al 19 marzo 2007 hanno affermato di non avere alcun tipo di droga con loro. I due giovani aggiungono: "La stessa notte dell'arresto la polizia ha fumato dell'hashish e ha cercato di offrircelo, ma abbiamo rifiutato", "tutto questo all'interno della stazione di polizia di Mandi". "Ci hanno forzato a firmare delle dichiarazioni in hindi", un documento - hanno scoperto solo in seguito - in cui dichiaravano di essere stati arrestati con 18 chilogrammi di droga. "Non ci hanno permesso di telefonare alla nostra Ambasciata, se non dopo aver firmato", si legge ancora nel documento.
"Angelo è stato arrestato e non gli sono stati dati né il traduttore né l'avvocato come previsto dal diritto internazionale, dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dalla convenzione di New York - dichiara il padre di Angelo, Giovanni Falcone, a News ITALIA PRESS -. Angelo aveva chiesto con forza di poter contattare l'Ambasciata e gli è stato negato. E gli hanno detto che se non avessero firmato il documento scritto in lingua hindi preparato dalla polizia, non avrebbero potuto fare alcuna chiamata. Dopo qualche giorno si sono resi conto di aver firmato un documento di ammissione di colpa. Nella dichiarazione la polizia afferma di aver fermato Angelo e Simone a bordo di un'auto insieme a due indiani (di cui uno era il proprietario della casa dove alloggiavano) diretti all'aeroporto di Nuova Delhi e nell'auto erano stati rinvenuti 18 chilogrammi di hashish".

Durante la prossima udienza saranno ascoltati "sia Angelo che Simone perché il processo sta andando avanti per entrambi - spiega Giovanni Falcone -. L'unica volta che sono stati sentiti è stato nell'udienza del 30 giugno. Fino a quella data ha lavorato esclusivamente l'accusa. Sono stati ascoltati gli oltre 15 testimoni presentati dall'accusa, tutti poliziotti e questo la dice lunga. Il 30 finalmente sono stati ascoltati anche loro e hanno presentato i fatti".


Da un anno e mezzo il padre di Angelo continua a chiedere aiuto allo Stato, alla Chiesa, ai media, ma senza ottenere risposte. "Vorrei denunciare l'assenza e il disinteresse della politica - dice -. Mi chiedo perché non vogliano occuparsi dei casi degli italiani detenuti all'estero. A me non interessa se si tratta di gente colpevole o innocente io non voglio giudicare mio figlio, Simone, Carlo, Kassim Britel, nessuno di questi 2773 esseri umani e cittadini italiani detenuti all'estero, alcuni in condizioni miserevoli, dimenticati dalle istituzioni. Esigo, come gli altri parenti, una risposta precisa".

Il ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, rispondendo a una lettera del difensore civico della Regione Basilicata Catello Aprea, ha assicurato che la vicenda del giovane lucano è oggetto di grande attenzione da parte del dicastero: "L'Ambasciata italiana a New Delhi, in costante contatto con i familiari in Italia, ha effettuato fin ad oggi quattro visite consolari in carcere e ha più volte parlato al telefono con il connazionale per prestargli sostegno psicologico e sincerarsi delle sue condizioni di salute". Giovanni Falcone ha incontrato alla Farnesina, nelle passate settimane, anche il ministro plenipotenziario Carla Zuppetti; un incontro definito "positivo" dallo stesso Falcone. "All'inizio ci sono stati dei disservizi da parte dell'Ambasciata - dichiara Giovanni -. La prima visita consolare ad Angelo e Simone è avvenuta dopo sette mesi (il 4 ottobre 2007). Ora si è instaurato un rapporto più assiduo. Ma se ho ottenuto dei risultati, questi sono dovuti alla mia caparbietà e alla mia conoscenza della legge, dato che sono un brigadiere in pensione dei carabinieri. Cosa che non capita con tutti i parenti dei detenuti. Anche io inizialmente ho perso quasi tre mesi per non aver divulgato la notizia fin da subito e ancora me ne faccio una colpa. Poi ho preso coraggio e ho iniziato a muovermi. Questo lo voglio far capire a tutte le famiglie che mettono la testa sotto la sabbia. Così fanno il gioco di chi non vogliono interessarsi a questo tipo di problemi".

"L'altra grande assente è la Chiesa", prosegue Giovanni Falcone. Il padre di Angelo infatti non avrebbe avuto nessun supporto morale né spirituale dal parroco del suo paese, né alcun tipo di aiuto da parte del Vaticano: "Ho scritto parecchi mesi fa anche al Papa e ho ricevuto una lettera dalla segreteria in cui si diceva che il Papa prega per mio figlio".

Anche i mezzi di comunicazione sembrano non interessarsi al caso dei due italiani detenuti in India: "Ancora oggi, a distanza di 16 mesi, non riesco ad avere un contatto con un telegiornale nazionale - afferma Giovanni Falcone -. Un redattore capo di un telegiornale con cui ho parlato al telefono per cercare di convincerlo a fare un servizio su questi casi, mi ha detto apertamente che a loro non interessa perché la storia di Angelo e Simone non fa notizia".

Per questo motivo, il padre di Angelo ha "presentato denuncia al garante delle Comunicazioni e al presidente della Vigilanza Rai, enti istituzionali di controllo e sanzionatori nei confronti di giornali o televisioni che non seguano il dettame della legge per quanto riguarda la comunicazione. C'è una violazione all'articolo 21 - ha evidenziato Falcone - della Costituzione italiana: il diritto di cronaca, che a noi non è stato garantito. Attraverso i media potevamo arrivare prima alle istituzioni e farle interessare al caso invece ci è stato negato il diritto di cronaca".

2 commenti:

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie