10 giugno 2008

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Mon, 09 Jun 2008 07:35:00
Giovanni Falcone: “Chi si occupa del popolo degli invisibili?”
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“Ci interessiamo di tutto e di tutti in Italia, ma di questi cittadini proprio no”. E’ una denuncia forte quella del padre di Angelo, giovane italiano detenuto in India. “Quale grande dannazione hanno sulle spalle?”
Giovanni Falcone è il padre di Angelo, giovane italiano detenuto in India, insieme a un amico. Su Italia chiama Italia ne abbiamo parlato tante volte. Abbiamo anche intervistato Giovanni, e raggiunto una volta telefonicamente Angelo, in India: giusto il tempo di una battuta, poi la linea era caduta ed era stato impossibile comunicarsi ancora.
Giovanni da mesi, da più d’un anno a dir la verità, porta avanti la sua battaglia a favore del figlio. Lo vuole salvare a tutti i costi, com’è comprensibile. Lo vuole riportare a casa.
Alcuni politici si sono interessati in passato del caso, ma poi sono scomparsi. Come se il caso Falcone servisse più a loro, per farsi pubblicità, che altro.
“Siamo al 7 giugno 2008, oramai sono 15 mesi da quando Angelo è detenuto in India, sto tentando tutto il possibile per cercare di risolvere questa triste situazione, ho interessato uomini politici e non, Istituzioni, Chiesa a tutti i livelli, Tv, giornali, associazioni nazionali e Internazionali e tanto altro ancora e purtroppo nulla è cambiato. Angelo in India, ma anche tutti gli altri circa 3000 in tutto il mondo, non esistono, purtroppo questa gente semplicemente non esiste, nessuno si è voluto e vuole occuparsene, non una parola e un gesto concreto”. Sono le amare parole del padre di Angelo, ormai disperato. Nei giorni scorsi, ha anche iniziato lo sciopero della fame.
“Ci interessiamo di tutto e di tutti in Italia, ma di questi cittadini proprio no”. E’ una denuncia forte. “Quale grande dannazione hanno sulle spalle?”, si chiede l’uomo. “Quale male oscuro si portano dentro? Sembra che abbiano un virus letale per cui li porta ad essere emarginati, relegati oltre i margini della società, da quella società che si dice civile e democratica”. “Questa è la denuncia che voglio lanciare a tutti e con tutti i mezzi possibili”, continua. “Ci si occupa oramai tutti i giorni di problemi di cittadini stranieri che invadono il nostro paese per svariati motivi, si sono fatte e si fanno leggi per garantire loro una vita migliore concedendo tutti i diritti sanciti dalle Convenzioni e Leggi Internazionali, e non mi stancherò mai di dire che è giusto e sacrosanto, ma altresì non mi stancherò mai di gridare il mio dissenso e la mia disperazione nel vedere che lo stesso non si è mai fatto o si tenti di fare per i nostri cittadini Italiani detenuti all’estero”.
“La Chiesa accoglie, protegge, e aiuta tutti, anche se di religione diversa; per i nostri figli nulla, neanche una preghiera. Benché abbia portato il caso a conoscenza di tutti i gradi ecclesiali, fino a Sua Santità, il quale proprio ieri mi ha fatto pervenire per il tramite della Segreteria di Stato uno scarno comunicato di partecipazione al mio dramma personale, pur avendo io comunicato il problema di 3000 famiglie, e totale l’assenza di aiuto spirituale dei preti locali. Si fa finta di nulla, si preferisce tenere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, o peggio come Ponzio Pilato ci si lava le mani”.
E allora Giovanni si domanda cosa possano fare “gli invisibili, il popolo dei figli di nessuno, senza patria e senza un Dio che li protegge”. “Chi deve pensare a questa gente, esseri umani, L’ONU, Amnesty International o la Croce Rossa Internazionale di cui faccio parte da 10 anni? Anche costoro tacciono”, conclude.
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