8 giugno 2008

Questo matrimonio non s'ha da fare. Da Tuscia Web

Due ragazzi si amano da tanto e sognano di coronare il loro amore con il matrimonio, ma ad un mese della celebrazione, lui ha un gravissimo incidente d'auto dopo 15 giorni passati più vicino alla morte che alla vita. Renzo si sveglia dopo aver combattuto la sua battaglia per la vita, migliora, Lucia e vicino a lui ad accudirlo e allora decidono di sposarso lo stesso appena possibile, lui sicuramente rimarrà paraplegico. Un segno di amore grande da parte di Lucia.
E' successo in provincia di Viterbo, il Vescovo, Diritto Canonico alla mano rifiuta il Sacramento del matrimonio a una coppia di giovani, motivo? non possono procreare, dice lui.
Strano come anche per la Chiesa, o meglio da parte dei suoi appartenenti, il Codice di Diritto Canonico è un qualcosa che va interpretato dai singoli, proprio come la magistratura laica, quello che vale per uno non può valere per altri, a loro totale discrezione e nessuno che interviene, sono sempre più attenti a questioni terreni che Spirituali. In questo caso il Vescovo ha fatto riferimento al Canone 1084 che recita:l'impotenza copulativa antecedente e perpetua, sia da parte dell'uomo sia da parte della donna, assoluta o relativa, per sua stessa natura rende nullo il matrimonio.
Aldilà del fatto che non si dovrebbe parlare in questi termini da parte della Chiesa del matrimonio, dato che Il matrimonio, infatti, è segno dell'alleanza tra Dio e gli uomini: è fatto su quel modello, ha quegli elementi. Capire l'alleanza di Dio con gli uomini, vuol dire capire meglio cos'è la relazione coniugale. Nella Genesi il Signore dice che non è bene che l'uomo sia solo: "Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo che si addormentò, gli tolse una delle costole. Mise la carne al suo posto, il Signore Dio plasmò con la costola che aveva tolto all'uomo la donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse: "Questa volta è carne della mia carne e ossa delle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta". Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Ora, tutti e due erano nudi, l'uomo e la donna e non provavano vergogna." (Gen 2,22-25).
Per i due giovani, nome di fantasia del giornalista, Renzo e Lucia, l'impotenza è dubbia, non esiste proprio, stando ai dottori che seguono e spendono la propria vita a curare questi problemi. Mentre che dovrebbe spendere la propria vita ad alleviare le soffrenze (quanto meno quelle spirituali) delle persone in genere e in particolare di chi soffre,, non si è degnato nemmeno di incontrare i due ragazzi e parlare con loro.
Anch'io in alcune lettere spedite ai Vescovi e al santo padre ho fatto menzione del comportamento del mio parroco e nello specifico per alcuni fatti ho citato degli articoli del Codice di Diritto Canonico e del Benedizionale Rituale Romano, ma nessuno ha preso provvedimenti alcuno, PERCHE'? anche per la Chiesa la Legge non è uguale per tutti e va amministrata a piacimento e convenienza.
Per notizia il mtrimonio si farà lo stesso, rito civile, chi avrebbe dovuto celebrare è rimasto nella sua bella e comoda casa dorata con tutti i conforti.
Bravi.

2 commenti:

Nathan 2000 ha detto...

Carissimo sig. Falcone, credo che lei già sappia come la penso su certi temi riguardanti le alte sfere della Chiesa. Per questo faccio il tifo per quei sacerdoti che, dal basso, si impegnano fino allo stremo per essere ciò che Cristo aveva predicato negli anni ai suoi discepoli. E' grazie a questi sacerdoti che la Chiesa non è ancora implosa.
Quanto a Renzo e Lucia, esiste, proprio nel romanzo di Manzoni, uno stratagemma per aggirare i veti degli alti prelati: due testimoni e un sacerdote (anche preso di sorpresa... ricordate Don Abbondio?). I due sposi, davanti a queste tre persone (testimoni e sacerdote) dovrebbero soltanto pronunciare le parole "questa è mia Moglie", "questo è mio marito", per rendere valido anche da un punto di vista religioso il loro matrimonio.

giovanni ha detto...

ciao, sono di viterbo e conosco le persone coinvolte nella vicenda. la notizia è stata distorta dai mass media e in malafede anche dalla curia che ha rilasciato le dichiarazioni. la curia e il vescovo hanno ripetutamente dichiarato il falso.

1) non è vero che il ragazzo non può procreare!!! i dottori che lo seguono non l’hanno mai detto. non si sa, punto e basta. quindi il vescovo ne sa meno di tutti.

2) secondo lo stesso codice canonico, se l’impossibilità a procreare è in dubbio, il matrimonio non può essere impedito.

è evidente che il vescovo o non conosce il codice canonico oppure ha voluto coscientemente impedire il matrimonio in ogni caso, affidandosi ingenuamente alla presunta ignoranza in materia di tutti. quindi la difesa ad oltranza della sua decisione è quantomeno grottesca e ingiusta. ma quello che interessa mettere in luce è che non si tratta tanto di regole formali religiose non rispettate, quanto piuttosto di mancanza di umanità del vescovo, che, ripeto, con cinismo e disumanità ha negato un momento di felicità a due ragazzi che si amano. ma che ne capisce un vescovo di amore?