30 giugno 2008

PENSIERI INDIANI


Sottos. alla Presidenza del Consiglio Gianni LETTA


Grazie al Sottosegretario Gianni LETTA per quanto fatto, per fortuna c'è gente di cuore che qualcosa fa, speriamo per il futuro per Angelo ma per tutti i 3000 dimenticati. Giovanni Falcone

28 giugno 2008

ANCORA UN'ALTRO CASO, IVANO D......

Rieccoci a parlare purtroppo ancora di un caso, della triste storia di Ivano D...., evito volutamente per il momento il cognome per rispetto, tanto poi i nomi cosa sono? nulla secondo me, perchè quello che è successo a loro può succedere a tutti, io dico che solo chi non fa niente e se ne sta in casa comodo non gli succede niente. Sono del parere che la vita va vissuta in tutte le sue forme, sempre nella speranza di non incappare nelle tenaglie di gente senza scrupoli che non meriterebbero di esistere, ma anche per loro c'è un posto nella Geenna e prima o poi ne daranno conto al Signore.
Allora, la settimana scorso sono stato contattato da un avvocato del nord Italia, era venuto a conoscenza di quanto sto facendo da Katia, Giovanni mi raccontava la trista storia di Ivan, anch'egli in India, nei giorni a seguire ci siamo risentiti e mi procurava il contatto con la zia Elena che per quanto ha potuto si è occupato di Ivano. Con lei abbiamo avuto una serie di contatti per qualche giorno, dopo di chè convinta della mia onestà nella battaglia che sto portando avanti, questa sera mi haq fatto parlare anche con il papà di Ivano, signor Luigi, che tra l'altro ha 85 anni. Ci siamo parlati con il cuore in mano, la nostra disperazione di non avere i nostri figli con noi. Peraltro io questa mattina ho telefonato ad Ivano in India, abbiamo avuto un lungo colloquio, Ivano faceva fatica a parlare dato le sue condizioni fisiche, si trova alloggiato in una stanza di albergo da oltre 1 anno e mezzo, e cioè da quando è stato rilasciato su cauzione. La storia è come tante, sempre la stessa, fermati sempre per lo stesso motivo e nello stesso modo. Solo che lui è abbisognevole di cure urgentissime, non voglio stare qui a dire per cosa. Gli ho fatto già avere un contatto con un rappresenante in Italia di Amnesty International, 2 minuti fa ho contattato il mio ex Ispettore Provinciale della CRI di Piacenza dott. Zurla che già occupatosi di Angelo, ma purtroppo si era scontrato con le autorizzazioni negate delle autorità indiane. A lui ho rappresentato tutta la storia sanitaria di Ivano, dovrebbe essere più semplice dato il suo stato di libertà anche se su cauzione, vedremo la prossima settimana cosa succede. Per adesso non mi voglio prolungare, quello che vi chiedo è di unirci nella preghiera Ivano è andato via da casa nel settembre del 2006, a dicembre arrestato e gennaio 2007 in libertà su cauzione. Giovanni Falcone

ALLA FARNESINA 26.06.2008


Il 26 c.m. sono stato convocato alla Farnesina, a colloquio con il Direttore Generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie, dott.ssa Carla ZUPPETTI. Presenti al colloquio la dott.ssa ARMELLIN che già da tempo segue la vicenda di Angelo. Si è trattato di un colloquio sollecitato dal Ministro Frattini a seguito delle Interrogazioni dei Senatori Latronico e Chiurazzi, oltre la Sottosegretario Stefania CRAXI alla quale avevo scritto personalmente inviandoLe anche tutta la documentazione in mio possesso.
E' stato un colloquio chiarificatore, da parte mia ho subito voluto far presente che allo stato non mi occupo solo del caso di Angelo ma anche degli oltre 3000 cittadini Italiani detenuti nel mondo di cui poco si sa se non per quando riusciamo a far conoscere io e Katia Anedda. Il problema oramai è un problema Sociale di cui la politica deve farsi carico e tentare di risolvere nei modi consentito dalle Leggi locali e Internazionali. Altresì ho fatto presente secondo me le azioni Legislative che servono a tale scopo. Insomma, molto modestamente ho tentato di rappresentare le nostre difficoltà e le aspettative. Da parte loro è stato fatto presente quanto fin qui fatto. Mi rendo conto che oltre certi limiti non possono andare ed ecco a cosa servono le azioni Legislative da attuare, insomma è tutto nelle mani del Parlamento. Tra i casi di cui ho parlato c'è stato quello di Ivano, anche lui in India in una situazione Sanitaria drammatica, ma di ciò ne parlerò più specificatamente nel prossimo post. Falcone Giovanni

27 giugno 2008

PARTITO DEMOCRATICO

articolo del 13 giugno 2008, Interrogazione Parlamentare deI Sen. Carlo CHIURAZZI, Felice CASSON, Maria ANTEZZA, Filippo BUBBICO ai Ministri Alfano e Frattini, depositata in Commissione Giustizia a Palazzo Madama.
Partito Democratico

23 giugno 2008

Giornata mondiale ONU a sostegno delle vittime di tortura


PER NON DIMENTICARE ANGELO, KASSIM, CARLO, IVAN, FILIPPO, GIUSEPPE TUTTI I CIRCA 3000 ITALIANI DETENUTI NEL MONDO DIMENTICATI, CHE GIORNO DOPO GIORNO VIVONO LA LORO PASSIONE COME PANE QUOTIDIANO, NELL'INDIFFERENZA, PRIMA DI TUTTO DELL'ONU E DELLE ISTITUZIONI TUTTE CHE NELLA GIORNATA DEL 26 GIUGNO TIRERANNO VIA QUALCHE MACCHIA DALLE LORO COSCIENZE.
UN PENSIERO PARTICOLARE VA A KASSIM E SUOI COMPAGNI CHE NELLE CARCERI DEL MAROCCO CONTINUANO IL LORO SCIOPERO DELLA FAME, VORREI, CON TUTTO IL CUORE ESSERE LI' CON VOI.

Lettera al Sottosegr. Stafania Craxi


 

sono Falcone Giovanni, il papà di Angelo, che dal 9 marzo 2007 si trova ingiustamente detenuto in un carcere indiano con un'accusa infamante "narcotraffico", infamante per un ragazzo incensurato allora di 27 anni, il 26 aprile u.s. ha trascorso il suo secondo compleanno in quel posto, la prima volta che andava in vacanza fuori dall'Italia, di seguito la storia nel dettaglio.

A Lei mi rivolgo in qualità di Sottosegretario al Ministero Affari Esteri per gli Italiani nel mondo, ma maggiormente e mi scusi, penso che Lei sia la più adatta a capire il mio e il nostro stato d'animo, la nostra disperazione per avere un familiare all'estro in quelle situazioni e non essere ascoltati e aiutati da nessuno, avere Giustizia, è tutto quello che chiediamo, a suo tempo ho seguito con attenzione il caso di suo papà , mi aiuti La prego a lavorare per il buon esito di questi casi dato che ho tempo da dedicargli per il mio status di pensionato dei carabinieri, per i quali ho effettuato servizio anche all'Ambasciata di Belgrado dal 1988 al 2002. Suo papà ha dimostrato all'Italia e al Parlamento Italiano la sua onestà e ha trovato in Lei e tutta la sua famiglia persone che si sono battuti per questo, cosa che a fatica stiamo tentando di fare anche noi, chissà se riusciremo mai, le forze incominciano a mancare quando ci si scontra contro un muro di indifferenza e omertà a tutti i livelli.

E' da 14 mesi che io e la mia famiglia in patria e lui lì che non viviamo più, ho provato a contattare ogni personalità dello Stato nella scorsa legislatura, ma nulla, anche un impegno fatto pubblicare su giornali dall'allora Ministro Dalema che avrebbe parlato del caso con il suo omologo Indiano nel corso di una visita in quello Stato, non ci ha aiutato, non ho mai saputo nulla di cosa sia stato discusso o fatto. Le confesso, penso sia stato tutta una farsa perché a tutt'oggi nulla mi è stato fatto sapere, ma neanche altre personalità Istituzionali interessati nulla hanno fatto, nulla di nulla, viviamo nella disperazione totale e abbandonati, tutti i giorni vedere in televisione servizi fatti per extracomunitari clandestini e assassini e quant'altro per i quali lo Stato Italiano spende miliardi per garantirgli tutti i diritti umanitari e giuridici previsti dal Diritto Internazionale e le giuro, di questo, della democraticità del mio Stato, ne sono orgoglioso, ma penso anche che quello stesso Stato dovrebbe interessarsi anche dei propri cittadini con un buon padre coi figli.

Ad Angelo è stato negato tutto, non un traduttore e un avvocato nel corso del suo arresto e neanche nel corso dell'istruttoria e fase dibattimentale del processo da parte di quello Stato, l'Ambasciata di Delhi è stata allertata da me dopo che Angelo è riuscito a contattarmi, ho allertato io l'unità di crisi della Farnesina, la cui funzionaria mi diceva di avvisare l'Ambasciata, cosa che ho fatto subito, capisce io ho dovuto avvisare l'Ambasciata. Nessuno ha preso posizione, la prima visita Consolare è stata effettuata il 3 – 4 ottobre 2007 a sette mesi esatte dall'arresto a seguito della mia pressione, in quel periodo stavo effettuando uno sciopero della fame. Per onestà devo dire che dopo con l'Ambasciata i rapporti sono migliorati e a tutt'oggi provvedono all'invio del traduttore alle varie fase del processo, mi hanno aiutato quando a fine novembre 2007 sono andato in India a trovare Angelo mettendomi a disposizione un'auto con autista e una funzionaria con mi ha assistito per tutto il periodo di permanenza, ringrazio L'Ambasciatore Armellini, il Console Annis e la Dott.ssa Mirelli per quanto fatto e fanno.

Angelo era in compagnia dell'amico Simone, anche lui arrestato, erano alloggiati a pagamento in una casa privata, la sera si apprestavano ad andare a letto quando la polizia ha fatto irruzione sottoponendo tutti i presenti a perquisizione personale e degli effetti personali senza rinvenire nulla, Angelo e Simone vengono chiusi in una stanza della casa per circa 2 ore, senza sapere il perché e cosa facesse la polizia in casa. Dopo questo tempo vengono portati alla centrale di polizia loro due, il padrone di casa e un altro indiano presente. Qui sono trattenuti per quasi 24 ore, trattati in modo anche coercitivo che si può immaginare, benché richiesto più volte da Angelo gli viene impedito di telefonare all'Ambasciata a Delhi oppure a noi familiari in Italia, la Polizia gli dice con durezza e fermezza che non faranno nulla fino a quando non avranno firmato una dichiarazione in lingua Indi (a loro sconosciuta) preparata prima e in loro assenza, priva di traduzione, un traduttore e un avvocato come previsto dal Diritto Internazionale.

Alla fine esausti firmano non prima di aver chiesto di sapere almeno cosa contesse la dichiarazione e i poliziotti per tranquillizzarli e indurli a firmare gli dicono che vi erano stati riportati i fatti come avvenuti e allora inconsciamente i ragazzi hanno firmato. Da allora è iniziato la dannazione, dopo qualche giorno si rendono conto di aver firmato un'ammissione di colpa perché in quella dichiarazione la polizia aveva scritto di averli fermati a notte fonda in un'auto insieme ai due indiani(il padrone di casa e l'altro presente) diretti all'aeroporto di Delhi per fare rientro in Italia e che nell'auto erano stati rinvenuti ben 18 Kg di hascisc, da subito la polizia ne ha addossato la proprietà in 10 kg agli indiani e 8 kg agli italiani.

Loro dovevano si rientrare in Italia, ma il 16 marzo come da prenotazione aerea.

Angelo e Simone per ben due volte avevano preparato una denuncia dettagliata dei fatti intestata all'Ambasciata di Delhi, firmata e consegnata alla polizia per l'inoltro, ma all'Ambasciata non è mai giunta perché non spedita dalla stessa, alla fine dopo una settimana sono riusciti ad inviarne una tramite un parente di Simone lì presente con l'avvocato e che vi allego.

La droga a tutt'oggi nessuno l'ha mai vista, Angelo mi diceva la scorsa settimana, che nel corso di un'udienza del processo sono state presentate atti e foto di materiale sequestrato durante l'arresto, ma della droga nulla, tranne dei verbali di analisi fatte su campioni.

Inoltre da un primo rapporto della polizia, in allegato, risulta che non ci sono testimoni, nel corso dell'istruttoria poi ne sono stati presentati oltre 15, tutti poliziotti e questo la dice lunga.

L'istruttoria è durata fino a dicembre e il processo è iniziato il 26 sempre di dicembre e tutt'ora continua lentamente. Il caso è seguito da avvocati del posto che sono gli unici che forse possiamo permetterci e questo la dice lunga sulla loro capacità, quelli buoni ci hanno chiesto somme fuori da ogni logica e nostre possibilità, chi mi ha chiesto poco pretendeva 65.000 € più le spese, vale a dire che sicuramente saremmo arrivati a 100.000 € altri, come a conoscenza dell'Ambasciata ci hanno chiesto 20.000 € per ogni udienza.

Per fortuna che il traduttore fino ad oggi è stato pagato dall'Ambasciata, 500 € per ogni udienza.

Avvocati, traduttori e quant'altro sono garantiti in Italia agli stranieri, e noi? Ho trovato casi su internet di arresti annullati perché il traduttore non era riconosciuto ufficiale, oppure rimessi in libertà per cavilli di vario genere, non è possibile, mio figlio che è in possesso dei verbali ha trovato in esso incongruità che in Italia farebbe annullare tutto, orari di arresto che non coincidono tra i due ragazzi, droga non vista, verbale preparato prima e non in loro presenza e falso, targa della macchina in varie parte del verbale cambia, plichi delle analisi partiti con una sigla e ritornati con altra, io sono un brigadiere in pensione dei Carabinieri e di verbali di arresto ne ho fatto ma dovevano essere esatti in tutto, pena l'annullamento.

In carcere poi dormono per terra su coperte, due gruppi di detenuti in due stanzoni, non sono mai meno di 65 – 70 unità, si lavano tutti in un secchio posto ad una fontana nel cortile, lì lavano anche gli effetti personali, in queste precarie condizioni sanitarie hanno contratto l'epatite virale, la dissenteria e chissà cosa covano dentro, curati (se così si può dire) dapprima in carcere e poi ricoverati in ospedale dal quale appena hanno potuto si sono fatti dimettere per rientrare in carcere per non incorrere in ulteriori conseguenze sanitarie. Mangiano tutti i giorni solo del riso con crema di lenticchie, che è il mangiare dei poveri in India.

Ho tentato disperatamente ma inutilmente di far pubblicare la notizia ai giornali e far dare la notizia dalle tv nazionali, niente per tantissimi mesi mi è stato negato da questi il diritto di cronaca come sancito dalla Costituzione all'art.21, solo qualche giornale e tv locale se ne sono occupate, a tale riguardo Le faccio presente di aver inoltrato regolare denuncia al Garante delle Comunicazioni, Presidente Vigilanza RAI, Direttore Generale RAI, C.d.A. RAI, in data 19.10.2007 nei modi prescritti dalla Legge, a tutt'oggi ancora non ho ricevuto nessuna notizia.

Sto raccogliendo notizie di altri casi simili e ho scoperto che nel mondo ci sono circa 3000 cittadini Italiani detenuti, alcuni già condannati e altri in attesa di giudizio,tutti con gli stessi problemi,problema sociale e nessuno se ne è mai occupato, La prego Signor Ministro, li aiuti, aiuti le 3000 famiglia, mi dia la possibilità di essere ricevuto da Lei per poter riferire a voce tutto, sa su lettere è impossibile dire tutto, chiederLe anche di aiutarmi per delle idee di carattere Parlamentare che ho per questi casi. In allegato i siti da me tenuti e i contatti

http://giovannifalcone.blogspot.com
http://giovanni.falcone@libero.it
http://vivereliberionlus.blogspot.com

0835504043 3384005065

Non sono stati garantiti i più elementari articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dall'art.1 all'art. 11, inoltre l'art. 21 della Costituzione Italiana "diritto di cronaca" al riguardo ho presentato formale denuncia al Garante delle Comunicazioni e alla Commissione Vigilanza della RAI in data 19 ottobre 2007, con regolare raccomandata AR, a tutt'oggi nessuna comunicazione ho ricevuto, art. 24 Costituzione Italiana sul gratuito patrocinio, garantito agli italiani in Patria ma stranamente non all'estero, art. 47 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea nella parte in cui dice: ogni individuo ha diritto a una pubblica udienza in tempi ragionevoli, ma ancora tante altre convenzioni di diritto a livello mondiale.

In attesa Sue notizie cordiali saluti Falcone Giovanni


 


 


 


 


 

Risposta del Sottosegret. Stefania CRAXI

sopra ho riportato la lettera inviata alla Sottosegretaria Craxi


20 giugno 2008

Comitato Interministeriale diritti Umani

Noi siamo all'affannosa ricerca - richiesta alle Istituzioni Italiane che intervengano verso tutti quegli Stati che non hanno garantito e non garantiscono tutt'ora i Diritti Umani nei confronti di cittadini Italiani arrestati o comunque trattenuti in stato di fermo dalle polizie locali.
I DIRITTI UMANI secondo Wikipedia:
« ...il riconoscimento della dignità specifica e dei diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della famiglia umana è la base di libertà, giustizia e pace nel Mondo »
(Preambolo alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 1948)
I diritti umani (o diritti dell'uomo) sono una branca del diritto.
Tra i diritti fondamentali dell'essere umano si possono ricordare il diritto alla libertà individuale, il diritto alla vita, il diritto all'autodeterminazione, il diritto a un giusto processo, il diritto ad un'esistenza dignitosa, il diritto alla libertà religiosa con il conseguente diritto a cambiare la propria religione, oltre che, di recente tipizzazione normativa, il diritto alla protezione dei propri dati personali (privacy).
Ora dalle pagine internet del M.A.E. sono state riportate le somme in € percepite da tutto il personale a tutti i livelli e, strano ho scoperto dell'esistenza del "Comitato Interministeriale diritti Umani" con relativi nominativi e retribuzioni: http://www.ilsole24ore.com/includes2007/frameSole.html?http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Comunicazioni_legali/Comitato_Interministeriale.htm
Mi chiedo, ma chiedo al MAE, questi funzionari di cosa si occupano? Si sono mai occupati, o sono mai intervenuti qualche volta in casi di fermo o arresto nostri concittadini?
Chissà mai se qualcuno ci faccia sapere, visto il momento di trasparenza di tutto. Falcone Giovanni

17 giugno 2008

Abou Elkassim Britel

http://kassimlibero.splinder.com
Un pensiero dolce e una preghiera al mio Dio e al suo.
Oggi è il 78° giorno dello sciopero della fame, suo e dei suoi compagni di detenzione nel carcere del Marocco dove si trova, ho sentito la moglie, Khandija, al secolo Anna Lucia P.... la quale mi diceva che oggi è il 7° anno che uscito di casa non vi ha fatto più ritorno. Coraggio a te in Italia e lui in Marocco, siamo con te. Giovanni Falcone

dal quaderno di Angelo


Risposta del Presidente Napolitano all'Ass. Lucana Internazionale

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Ringrazio il Presidente dell'Associazione Langoni che dalla Svizzera mi ha fatto pervenire la risposta del Sig. Presidente Napolitano alla sua lettera del 10 aprile u.s..
Ringrazio anche il Consigliere Diplomatico Aggiunto del Presidente della Repubblica, Min.Plen. Arnaldo VARRICCHIO per la risposta, ma ,da padre prima e, da cittadino poi, mi rincresce leggere testualmente: "In proposito, devo farLe presente che un intervento diretto in favore dei Signori Falcone e Nobili esula dalle competenze della Presidenza della Repubblica".
Siccome sono a conoscenza e, tra l'altro ho pubblicato in un mio post del 17 febbraio 2008 Indignazione , perchè venutone a conoscenza da giornali, che, per la liberazione di don Sandro De Pretis detenuto nel Gibuti è stata messo in moto tutta una macchina complessa fatta di funzionari della Presidenza del Consiglio, Ministero degli Esteri, Ambasciatori che volavano da Addis Abeba verso il Gibuti, Il Presidente Prodi stesso che ha contattato per il caso a Malta il Presidente Francese e tutto questo per l'impegno assunto dal Presidente Napolitano con il Vescovo di Trento in occasione della sua visita in quella città.
E' chiaro e lampante che non siamo tutti uguali, GRAZIE a nome anche dei familiari degli altri circa 3000 cittadini italiani detenuti nel mondo. Falcone Giovanni

14 giugno 2008

CHE GUEVARA



Oggi ricorre anniversario della nascita del grande Ernesto Che Guevara 14 giugno 1928:
"che la durezza dei nostri tempi non ci faccia perdere la tenerezza dei nostri cuori"
Parole belle che purtroppo sono ancora attuali. Falcone Giovanni

13 giugno 2008

Interrogazione Parlamentare Se. CHIURAZZI CARLO

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Commenti sul blog

il numero delle persone che visitano questo blog è alto e vi ringrazio, segno, ed è importante che seguite e siete toccati, ma vi prego commentate, fate sentire a chi di dovere, con i commenti cosa pensa l'Italia di questi casi, è importante. Giovanni Falcone

12 giugno 2008

Romania: ferrarese detenuto senza una precisa imputazione

http://www.ristretti.it/ Rassegna stampa del 11 giugno 2008
Sesto Potere, 11 giugno 2008
I consiglieri Tiziano Tagliani e Roberto Montanari del Partito Democratico hanno presentato una risoluzione all’Assemblea legislativa sul caso di Erik Benetti, il trentaquattrenne di Copparo (Fe) detenuto in Romania dall’aprile scorso "senza un preciso capo di imputazione e senza che la difesa abbia potuto prendere visione degli atti del fascicolo prima dell’avvio del dibattimento".
Nel documento si impegna la Giunta regionale ad interessare il Governo affinché si impegni con un’azione diplomatica per il ripristino delle garanzie processuali in modo che il processo si celebri il più presto possibile in un quadro di garanzia per la difesa dell’imputato. I firmatari sollecitano poi iniziative di sostegno a Benetti e alla sua famiglia, a tutela anche delle sue condizioni di salute, "gravemente" peggiorate nelle ultime settimane "con rischio di conseguenze permanenti per il suo stato fisico".
E rieccoci ancora qui a raccontarvi ancora di un nostro cittadino incappato nelle maglie della corruzione e mala giustizia nel mondo, posso solo immaginare quello che passa quella famiglia, speriamo che i nostri politici s decidano al più presto ad affrontare questo male sociale, o meglio pacchetto sociale come il pacchetto sicurezza che stanno affrontando in tutta fretta. A quella famiglia dico, non state zitti fate sentire forte la vostra voce, scrivete e telefonate a tutti specie a quei politici che vi hanno chiesto il voto. Falcone Giovanni

Giustizia: carcere disumano per disabile, l’Italia condannata

www.ristretti.it Rassegna stampa del 11 giugno 2008
Agi, 11 giugno 2008
Lo Stato italiano dovrà pagare 10mila euro di risarcimento a un detenuto disabile rinchiuso in un carcere non adeguatamente attrezzato. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha così accolto il ricorso di Franco Scoppola, 68 anni, condannato all’ergastolo nel gennaio nel 2002 per l’omicidio della moglie e il ferimento del figlio nel 1999.
Secondo la Corte, l’Italia ha violato l’articolo 3 della Convenzione dei diritti dell’uomo che proibisce il trattamento disumano e degradante dei detenuti. Scoppola dal 1987 è costretto su una sedia a rotelle e la sua situazione è peggiorata nel 2006, quando si è rotto un femore.
Nel 2003 chiese di essere trasferito dal carcere romano di Regina Coeli a una prigione adatta a ospitare disabili, così da poter usufruire dell’ora d’aria e vivere in condizioni migliori. Nel giugno del 2006 la sua richiesta di scontare la pena agli arresti domiciliari fu accolta, ma in settembre il provvedimento fu revocato. Solo nel settembre dello scorso anno Scoppola ha ottenuto il trasferimento al carcere di Parma, che ha una sezione per disabili.
Il ricorso al tribunale di Strasburgo era corredato da perizie mediche che hanno certificato che lo stato di salute di Scoppola "è incompatibile con la detenzione in prigione". E i giudici hanno dato ragione a Scoppola.
Non è chiaro, si legge nella sentenza, perché lo Stato italiano abbia revocato la decisione del giugno 2006 quando avrebbe dovuto "trasferire immediatamente l’interessato in una prigione meglio attrezzata, così da escludere il rischio di trattamento disumano" o "sospendere l’applicazione della pena". Il periodo passato a Regina Coeli, invece, ha suscitato nel detenuto "sentimenti costanti di angustia, inferiorità e umiliazione sufficientemente forti da costituire un trattamento disumano o degradante", ha spiegato la Corte.
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Ed ecco quello che indicavo nel post precedente, l'Italia viene sempre richiamata e condannata per violazione di diritti umani, oggi dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo. qualche settimana fa Amnesty-International http://www.ristretti.it/commenti/2008/maggio/pdf7/amnesty_italia.pdf e qualche mese fa dall'ONU. http://www.ristretti.it/commenti/2008/marzo/13.htm#1
Ma, chiedo, se è vero e giusto che l'Italia viene condannata, giusto se sia colpevole, ma cosa dovrebbero fare a quegli Stati che detengono i nostri concittadini nelle condizioni che sappiamo? Parliamoci chiaro, c'è un abisso tra quello che capita in Italia e quello che capita in quei Stati, però tutti zitti, il nostro Stato subisce quasi passivamente senza reagire. Questi signori delle Istituzioni di cui sopra, vedono la classica pagliuzza nei nostri occhi ma non vedono la trave nei loro, bravi tutti. Falcone Giovanni

Estero: quasi 3mila italiani detenuti in Asia, Africa e Stati Uniti

www.ristretti.it Rassegna stampa dei 11 giugno 2008
Ign, 11 giugno 2008
I parenti costretti a pagare privatamente parcelle esorbitanti degli avvocati locali perché, denunciano le associazioni, "non è previsto in questi casi il gratuito patrocinio". Ma la Farnesina precisa: "L’assistenza va richiesta ai consolati che però non hanno l’obbligo di fornirla". Il padre di Angelo Falcone: "Mio figlio detenuto in India senza prove".
Sono 2.773 gli italiani detenuti nelle carceri del mondo, 1.448 già condannati e 1.288 in attesa di sentenza o estradizione. Secondo il dato, fornito dal dipartimento del ministero degli Affari Esteri, 2.253 si trovano in Europa, concentrati soprattutto in Germania (1140), Spagna (429) e Belgio (238). Dalla Farnesina precisano poi che gli altri si trovano in Africa, Asia e nelle Americhe. Dietro le sbarre in Burkina Faso, Emirati Arabi, Eritrea, Pakistan e India. E poi Indonesia, Perù, Tunisia, Cile, Bolivia,Tanzania, Giamaica, Stati Uniti, Argentina e Brasile.
Alcuni rischiano la pena capitale per fatti che secondo il nostro ordinamento giuridico sono puniti con sanzioni detentive brevi o addirittura semplicemente amministrative. Accanto a reati come lo spaccio di droga, rapina e truffa, c’è anche, spiegano dalla Farnesina, il semplice over staying ossia la permanenza su un territorio straniero oltre il termine consentito.
A farne le spese sono anche parenti e amici, costretti ad attese snervanti e alle prese con le parcelle esorbitanti degli avvocati locali. È il caso di Giovanni Falcone, carabiniere in pensione di Rotondello in provincia di Matera e padre di Angelo, 28 anni, prigioniero in India dal 9 marzo dell’anno scorso. Instancabile l’ex brigadiere ha denunciato la vicenda in un blog e costituito l’associazione "Vivere liberi onlus". "Mio figlio con il suo amico Simone - spiega Falcone a Ign, testata on-line del gruppo Adnkronos - è stato arrestato a Mandi, località indiana dello stato di Himachal Pradesh perché le autorità locali dicono di averlo trovato in possesso di 18 chili di hashish. Ma non ci sono prove, né testimoni del fatto".
"Per mio figlio era il primo viaggio all’estero. Alloggiava in un’abitazione privata, insieme al suo amico Simone; due euro a testa per dormire, come fanno tanti giovani in viaggio da quelle parti", racconta. "Ma la notte del 9 marzo 2007 sono arrivati i poliziotti e hanno costretto i ragazzi a firmare una dichiarazione in lingua hindi". Niente traduttore, niente telefonata all’ambasciata, come prevede la procedura. Il permesso di chiamare arriva solo dopo che Angelo firma un foglio con cui, scoprirà, la polizia dichiara di averli fermati sulla strada dell’aeroporto per Delhi con la droga.
"Una montatura - denuncia l’ex brigadiere -. Gli stranieri in quei Paesi poveri e ad alto tasso di corruzione vengono visti come "miniere d’oro". Angelo, incensurato in Italia, è sotto processo per traffico di droga. Il racconto della sua vita in carcere ricorda "Fuga di Mezzanotte" di Alan Parker. "Mangiano solo lenticchie e riso tutti i giorni - dice il padre -, dormono su una coperta sul pavimento e si lavano tutti con l’acqua di un secchio in cortile. È stato così che il mio Angelo e il suo amico si sono presi l’epatite virale e chissà che altro ancora".
"Finora per le spese legali abbiamo sborsato diecimila euro - dice il padre - ma siamo ancora agli inizi, la prossima udienza è stata fissata per il 16 giugno. Giovanni chiede "che lo Stato si faccia carico di questi cittadini, prevedendo anche il gratuito patrocinio per i detenuti italiani all’estero".
Un appello condiviso dalla nuova associazione Prigionieri del Silenzio che propone di istituire una figura statale, chiamata a occuparsi dei detenuti italiani all’estero. "Pensiamo anche a un magistrato di collegamento o a un avvocato del posto - dice la Presidente Katia Anedda a Ign - che venga messo a disposizione del consolato per offrire un’adeguata assistenza legale ai nostri connazionali all’estero".
Ma una fonte dalla Farnesina precisa a Ign: "L’assistenza consolare, che è più ampia del semplice patrocinio legale, può essere fornita su richiesta dell’interessato, anche se non è obbligatorio fornirla. In ogni caso i detenuti possono chiederla al consolato italiano, se sono in un paese dell’Unione europea. Se invece si trovano in un paese extra-Ue, in quanto cittadini europei possono rivolgersi a un consolato di uno qualsiasi dei 27 stati membri".
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E' chiaro e lo sappiamo che l'assistenza va richiesta ai Consolati, ma non riesco a capire e non condivido il fatto, come asserito dalla Farnesina che gli stessi non hanno l'obbligo di fornirla. Purtroppo questa è l'Italia, capisco tutte le difficoltà dei Consolati alle prese con ristrettezze economiche e di personale, dato che questi casi sono sempre in aumento, non si capisce cosa potrebbero fare di più, dobbiamo affidarci al buon cuore e volontà del personale tutto delle Ambasciate.
Quello che non mi sta bene è che comunque, come ho già scritto altre volte, noi continuiamo a pagare regolarmente le tasse anche per loro detenuti e questi soldi vengono usati anzicchè per i cittadini Italiani, per gli stranieri irregolari (per cui non dovrebbero trovarsi sul territorio nazionale) assassini, stupratori, rapinatori, rapitori di bimbi che, in alcuni casi dopo essere stati mutilati vengono fatti elemosinare sulle strade. Per questi tutto, alberghi, traduttori, avvocati e altro ancora, per i nostri figli cittadini italiani nulla. E questo lo gridero' fino alla morte. E' ora che si prenda coscienza di tutto ciò. Altro che ipotizzare il da farsi e poi non fare mai nulla come accade da decenni, date a me la possibilità di fare e in pochi giorni con atti legislativi tutto si risolve.
Serve fermezza e mettere al lavoro l'avvocatura dello Stato h 24 denunce continue al Consiglio d'Europa, all'ONU e quant'altro si possa fare, non è possibile che l'Italia deve sempre subire come di seguito scriverò ancora nel prossimo post, alziamo la testa, siamo o non siamo la 5° potenza? così non ne sarei sicuro. Falcone Giovanni

da www.italianotizia.it del 11.06.2008

11.06.2008
Gli invisibili: chi si occupa degli italiani detenuti all’estero?
di Anna Pullace
Sono circa 3mila i cittadini italiani detenuti in diversi Paesi del mondo, alcuni dei quali prevedono addirittura la pena di morte per reati che, in Italia, sono puniti con una breve detenzione o sanzioni amministrative. Alcuni di loro sono detenuti in condizioni inumane e degradanti, contro ogni norma di diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali.Lo Stato italiano è a conoscenza di queste situazioni. Negli anni sono state presentate in Parlamento relazioni che illustrano i problemi dei nostri concittadini detenuti all’estero, ma alle parole non sono mai seguite azioni concrete. Perfino l’assistenza legale è sulle spalle dei familiari che, spesso, non riescono a sostenerne i costi, perché il patrocinio gratuito non è previsto per i detenuti in altri Paesi.Queste persone sono “gli invisibili - secondo Giovanni Falcone (solo un omonimo del celebre magistrato) - il popolo dei figli di nessuno, senza patria e senza un Dio che li protegga”.Giovanni Falcone è l’instancabile padre di Angelo, il 27enne originario di Matera, detenuto insieme all’amico Simone Nobili di Fidenza, detenuti da 15 mesi a Mandi, nella regione himalaiana dell’Himachal Pradesh.Angelo e Simone erano in vacanza in India quando, il 10 marzo 2007, la polizia locale fece irruzione nella piccola pensione in cui erano ospiti. Tenuti per 24 ore in stato di fermo senza un interprete, senza sapere cosa stesse succedendo e senza la possibilità di contattare l’Ambasciata italiana, sono stati costretti a firmare una dichiarazione in lingua hindi che, come poi hanno scoperto, era la confessione di essere stati trovati in un taxi diretto all’aeroporto di Dehli con 18 kg di hascisc nelle valige. In base a questa confessione sono stati arrestati con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti, reato che in India prevede la reclusione fino a 20 anni. Come se non bastasse, hanno dovuto attendere per l’inizio del processo, che per il momento si sta limitando all’audizione di un numero crescente di testimoni, fino allo scorso 26 dicembre.Per la difesa del figlio Falcone ha dovuto accontentarsi di uno “pseudo-avvocato perché - spiega - non potevamo permettercene uno di grido. Per uno migliore mi hanno chiesto 100mila euro”.Giovanni Falcone, lucano, ex brigadiere dei carabinieri in pensione, impegnato nel volontariato, da quando suo figlio Angelo è detenuto in India è impegnato quotidianamente a “pensare e studiare cosa fare e con chi”. Si è rivolto a chiunque, politici, giornalisti, avvocati, istituzioni, Chiesa, ma purtroppo senza ottenere niente. Convinto dell’innocenza di suo figlio, pensa che tutta la faccenda sia un errore giudiziario o, peggio, un complotto. Purtroppo però non trova l’appoggio di nessuno. Oltre a soffrire per la detenzione e la lontananza dal suo Paese e dai familiari, Angelo vive in scarsissime condizioni igieniche: in carcere ha contratto l’epatite virale ed è dimagrito moltissimo.Lamenta l’assenza delle istituzioni e della Chiesa e il silenzio dei media. Ha partecipato ad alcune trasmissioni televisive, qualche giornale si è interessato al suo caso, ma le grosse testate e le tv nazionali non ne hanno voluto sapere perché “non fa notizia”.Quello che gli fa particolarmente male è la mancanza di sostegno, anche solo morale, da parte della Chiesa, a tutti i livelli che pure ha informato. Benedetto XVI nei giorni scorsi gli ha inviato “per il tramite della Segreteria di Stato uno scarno comunicato di partecipazione” al suo dramma personale.Giovanni Falcone le ha tentate e le tenta tutte per tenere viva l’attenzione sul caso di suo figlio ma anche di tutti gli altri 3mila italiani detenuti all’estero: ha aperto un blog, che aggiorna costantemente, naviga in internet alla ricerca di leggi e sentenze che possano fare al caso suo e a fine maggio ha anche iniziato uno sciopero della fame.Recentemente il difensore civico della Basilicata, Catello Aprea, ha scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per portare alla sua conoscenza le battaglie di Falcone per suo figlio. Il capo dello Stato, attraverso il Segretariato generale della presidenza della Repubblica, ha risposto assicurando il suo interessamento presso il ministro della Giustizia, competente in materia, soprattutto per quanto riguarda il gratuito patrocinio.Intanto continua la sua battaglia, auspicandosi che sia presentata urgentemente una proposta di legge che istituisca, fra l’altro, il prioritario gratuito patrocinio ma anche un garante dei detenuti all’estero, una consulta con compiti di vigilanza e intervento, un comitato per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti. Secondo Falcone anche l’Onu dovrebbe intervenire, istituendo una task force composta da magistrati, avvocati e poliziotti, con poteri di indagine e sanzionatori, che intervenga laddove accadono casi di violazione dei diritti umani.Nel suo piccolo ItaliaNotizie si impegna a tenere accesi i riflettori su Falcone e sui 3mila dimenticati, affinché chi ha il potere di intervenire lo faccia e smentisca il sottotitolo del suo blog: “Il diritto internazionale esiste solo nei manuali di diritto internazionale”. vedi anche:

11 giugno 2008

Cittadino Rumeno ucciso per riscuotere l'assicurazione

Verona, uccidono dipendente per riscuotere l'assicurazionedi Angela Oliva del 10/06/2008 in Cronaca - Letto 527 volte - Voto: 5 / 5
VERONA. Volevano incassare l’assicurazione sulla vita, questo il motivo per cui una coppia di italiani hanno ucciso un loro dipendente romeno.
Il corpo, carbonizzato, di Adrian Joan Kosmin, 28 anni, era stato ritrovato nella sua auto, una Rover 25, all’alba dello scorso 7 giugno a Cavaion Veronese nei pressi del casello di Affi. I due coniugi veronesi, Tancredi Valerio Volpi e Cristina Nervo, avevano inscenato il tutto affinché apparisse un suicidio. L’uomo, infatti, era stato narcotizzato in precedenza per poi essere trasportato nel luogo del ritrovamento a bordo della sua auto. I due hanno sistemato Kosmin sul sedile posteriore e lo hanno cosparso di benzina, inoltre, hanno lasciato una bomboletta di gas, quelle utilizzate per il campeggio, all’interno della vettura. Il 28enne romeno lavorava, a nero, da due anni presso la ditta di autotrasporti di proprietà della coppia. In cambio della regolarizzazione del contratto i proprietari dell’azienda avevo convinto Kosmin a stipulare una polizza sulla vita la cui unica beneficiaria era proprio la Nervo. Ad insospettire gli inquirenti è stato il fatto che nei polmoni del romeno non ci fosse alcun traccia di fumo, inoltre, vari testimoni hanno affermato che i due coniugi sarebbero state le ultime persone a vedere la vittima ancora in vita. Dopo un lungo interrogatorio sembra che la donna abbia confessato mentre il marito non ha ammesso l’omicidio. Volpi, 34enne, resta detenuto in carcere, mentre la Nervo, 31 anni, è agli arresti domiciliari poiché mamma di una bambino di 10 mesi.
Non c'è modo per poter descrivere queste persone, sono tutto tranne che esseri umani, neanche gli animali fanno tanto, e si perchè loro uccidono solo per sfamarsi. Esseri ignobili, hanno gettato nel fango la civilissima Verona ma anche tutta l'Italia. La mia solidarietà, ma penso di tutta l'Italia onesta a tutti i cittadini stranieri presenti sul nostro territorio. Il Signore gli dia pace e serenità. l'eterno riposo donagli Signore. giovanni falcone

10 giugno 2008

www.italiachiamaitalia.com

Home / Italiani all' estero / Giovanni Falcone: “Chi si occupa del popolo degli invisibili?”
Mon, 09 Jun 2008 07:35:00
Giovanni Falcone: “Chi si occupa del popolo degli invisibili?”
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“Ci interessiamo di tutto e di tutti in Italia, ma di questi cittadini proprio no”. E’ una denuncia forte quella del padre di Angelo, giovane italiano detenuto in India. “Quale grande dannazione hanno sulle spalle?”
Giovanni Falcone è il padre di Angelo, giovane italiano detenuto in India, insieme a un amico. Su Italia chiama Italia ne abbiamo parlato tante volte. Abbiamo anche intervistato Giovanni, e raggiunto una volta telefonicamente Angelo, in India: giusto il tempo di una battuta, poi la linea era caduta ed era stato impossibile comunicarsi ancora.
Giovanni da mesi, da più d’un anno a dir la verità, porta avanti la sua battaglia a favore del figlio. Lo vuole salvare a tutti i costi, com’è comprensibile. Lo vuole riportare a casa.
Alcuni politici si sono interessati in passato del caso, ma poi sono scomparsi. Come se il caso Falcone servisse più a loro, per farsi pubblicità, che altro.
“Siamo al 7 giugno 2008, oramai sono 15 mesi da quando Angelo è detenuto in India, sto tentando tutto il possibile per cercare di risolvere questa triste situazione, ho interessato uomini politici e non, Istituzioni, Chiesa a tutti i livelli, Tv, giornali, associazioni nazionali e Internazionali e tanto altro ancora e purtroppo nulla è cambiato. Angelo in India, ma anche tutti gli altri circa 3000 in tutto il mondo, non esistono, purtroppo questa gente semplicemente non esiste, nessuno si è voluto e vuole occuparsene, non una parola e un gesto concreto”. Sono le amare parole del padre di Angelo, ormai disperato. Nei giorni scorsi, ha anche iniziato lo sciopero della fame.
“Ci interessiamo di tutto e di tutti in Italia, ma di questi cittadini proprio no”. E’ una denuncia forte. “Quale grande dannazione hanno sulle spalle?”, si chiede l’uomo. “Quale male oscuro si portano dentro? Sembra che abbiano un virus letale per cui li porta ad essere emarginati, relegati oltre i margini della società, da quella società che si dice civile e democratica”. “Questa è la denuncia che voglio lanciare a tutti e con tutti i mezzi possibili”, continua. “Ci si occupa oramai tutti i giorni di problemi di cittadini stranieri che invadono il nostro paese per svariati motivi, si sono fatte e si fanno leggi per garantire loro una vita migliore concedendo tutti i diritti sanciti dalle Convenzioni e Leggi Internazionali, e non mi stancherò mai di dire che è giusto e sacrosanto, ma altresì non mi stancherò mai di gridare il mio dissenso e la mia disperazione nel vedere che lo stesso non si è mai fatto o si tenti di fare per i nostri cittadini Italiani detenuti all’estero”.
“La Chiesa accoglie, protegge, e aiuta tutti, anche se di religione diversa; per i nostri figli nulla, neanche una preghiera. Benché abbia portato il caso a conoscenza di tutti i gradi ecclesiali, fino a Sua Santità, il quale proprio ieri mi ha fatto pervenire per il tramite della Segreteria di Stato uno scarno comunicato di partecipazione al mio dramma personale, pur avendo io comunicato il problema di 3000 famiglie, e totale l’assenza di aiuto spirituale dei preti locali. Si fa finta di nulla, si preferisce tenere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, o peggio come Ponzio Pilato ci si lava le mani”.
E allora Giovanni si domanda cosa possano fare “gli invisibili, il popolo dei figli di nessuno, senza patria e senza un Dio che li protegge”. “Chi deve pensare a questa gente, esseri umani, L’ONU, Amnesty International o la Croce Rossa Internazionale di cui faccio parte da 10 anni? Anche costoro tacciono”, conclude.
Italia chiama Italia

8 giugno 2008

Questo matrimonio non s'ha da fare. Da Tuscia Web

Due ragazzi si amano da tanto e sognano di coronare il loro amore con il matrimonio, ma ad un mese della celebrazione, lui ha un gravissimo incidente d'auto dopo 15 giorni passati più vicino alla morte che alla vita. Renzo si sveglia dopo aver combattuto la sua battaglia per la vita, migliora, Lucia e vicino a lui ad accudirlo e allora decidono di sposarso lo stesso appena possibile, lui sicuramente rimarrà paraplegico. Un segno di amore grande da parte di Lucia.
E' successo in provincia di Viterbo, il Vescovo, Diritto Canonico alla mano rifiuta il Sacramento del matrimonio a una coppia di giovani, motivo? non possono procreare, dice lui.
Strano come anche per la Chiesa, o meglio da parte dei suoi appartenenti, il Codice di Diritto Canonico è un qualcosa che va interpretato dai singoli, proprio come la magistratura laica, quello che vale per uno non può valere per altri, a loro totale discrezione e nessuno che interviene, sono sempre più attenti a questioni terreni che Spirituali. In questo caso il Vescovo ha fatto riferimento al Canone 1084 che recita:l'impotenza copulativa antecedente e perpetua, sia da parte dell'uomo sia da parte della donna, assoluta o relativa, per sua stessa natura rende nullo il matrimonio.
Aldilà del fatto che non si dovrebbe parlare in questi termini da parte della Chiesa del matrimonio, dato che Il matrimonio, infatti, è segno dell'alleanza tra Dio e gli uomini: è fatto su quel modello, ha quegli elementi. Capire l'alleanza di Dio con gli uomini, vuol dire capire meglio cos'è la relazione coniugale. Nella Genesi il Signore dice che non è bene che l'uomo sia solo: "Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo che si addormentò, gli tolse una delle costole. Mise la carne al suo posto, il Signore Dio plasmò con la costola che aveva tolto all'uomo la donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse: "Questa volta è carne della mia carne e ossa delle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta". Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Ora, tutti e due erano nudi, l'uomo e la donna e non provavano vergogna." (Gen 2,22-25).
Per i due giovani, nome di fantasia del giornalista, Renzo e Lucia, l'impotenza è dubbia, non esiste proprio, stando ai dottori che seguono e spendono la propria vita a curare questi problemi. Mentre che dovrebbe spendere la propria vita ad alleviare le soffrenze (quanto meno quelle spirituali) delle persone in genere e in particolare di chi soffre,, non si è degnato nemmeno di incontrare i due ragazzi e parlare con loro.
Anch'io in alcune lettere spedite ai Vescovi e al santo padre ho fatto menzione del comportamento del mio parroco e nello specifico per alcuni fatti ho citato degli articoli del Codice di Diritto Canonico e del Benedizionale Rituale Romano, ma nessuno ha preso provvedimenti alcuno, PERCHE'? anche per la Chiesa la Legge non è uguale per tutti e va amministrata a piacimento e convenienza.
Per notizia il mtrimonio si farà lo stesso, rito civile, chi avrebbe dovuto celebrare è rimasto nella sua bella e comoda casa dorata con tutti i conforti.
Bravi.

7 giugno 2008

Ad ANGELO e i 3000 dimanticati

Ave o Maria piena di grazia,
il Signore nostro Dio è con Te,
Tu madre di Gesù Cristo e nostra,
Tu che hai tanto sofferto l'indifferenza e l'abbandono,
Tu che hai visto la bontà, la grazia di Dio Padre
nel Cireneo e la Veronica,
Ti prego con cuore di figlio addolorato,
aiuta e dai conforto di Madre buona, tuo figlio Angelo
e tutti i figli tuoi benedetti detenuti nel mondo,
aiuta gli ammalati, gli emarginati, abbandonati, che giorno dopo
giorno vivono la loro passione,
non fargli mancare il tuo abbraccio e affetto Materno e le carezze di Dio Padre
amen
Giovanni Falcone

5 giugno 2008

Oggi finalmente sono riuscito a parlare con Angelo, finalmente perchè era da diversi giorni che provavo senza riuscirvi, mi ha confermato l'udienza del 16 p.v., speriamo bene, speriamo per tutti ma maggiormente per lui pechè è alle strette, 15 mesi in quelle condizioni, lontano, chiuso, privato della libertà, e degli affetti più cari, proprio nel momento in cui si dovrebbe assaporare e gustare tutto quello che la vita offre, invece no, un destino amaro e beffardo gli ha tolto tutto questo proprio mentre tentava di assoporare questi frutti della, i primi esotici. Mi sembra di impazzire, il solo pensiero mi distrugge. Specie adesso,cambio della guardia nei Palazzi della politica, aspettavo questo momento pensando che qualcosa sarebbe cambiato, invece? calma piatta. Sembra, anzi è, di questi ragazzi, cioè di tutti quelli detenuti all'estero non interessa nessuno, e quando dico nessuno è nessuno. L'indifferenza non ha colore. Sto tentando in tutti i modi e da sempre di avere un contatto con i big della politica, tutti, purtroppo fino ad oggi niente, il più che sono riuscito ad avere dei contatti con le segreterie personali e niente più. I nomi è inutile farli e non vi dovete neanche scervellare, dite un nome a caso, quello è nell'elenco, bravi. Bell'esempio di civiltà civica, democrazia, rispetto delle Leggi e Diritto Internazionale. Cosa devo fare per essere ascoltato? e pensare che più di qualche politico ha ritenuto valido quanto da me sostenuto per il buon esito di tutti i casi dei cittadini detenuti all'estero, o quantomeno ridare dignità e rispetto umano e legalità a tutti, quella sì che si può anzi si pretendere e lottare per avere, come prevista, serve solo autorevolezza dall'Italia. Per tuttto questo servirebbero delle persone degne e che non avessero paura di avere coraggio, come ha detto una volta il Santo Padre.
Un grazie particolare lo rivolgo sempre agli uomini della Chiesa per il loro NON IMPEGNO E DISINTERESSE UMANO E RELIGIOSO, a quei famosi pescatori di uomini, o meglio affaristi e intarlazzatori della peggiore risma, arriverà il Giudizio di Dio. Falcone Giovanni

4 giugno 2008

SCIOPERO DELLA FAME

Per informarvi che il 02 giugno c.a. alle ore 21,00 ho terminato lo sciopero della fame dopo aver avuto assicurazione di interessamento da parte personalità politiche sul caso di Angelo. Speriamo che cambi qualcosa in positivo. Falcone Giovanni